Benvenuti nel Blog di Claudio Martinotti Doria, blogger dal 1996


"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Emergono indizi che l’incidente dell’elicottero presidenziale iraniano potrebbe essere stato provocato

 

Emergono indizi che l’incidente dell’elicottero presidenziale iraniano è stato un assassinio

Il vostro cronista non arriva a tanto complottismo. Ma l’autore del pezzo è Hal Turner, che di solito non parla vanvera:

HAL TURNER  

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Lo schianto dell’elicottero presidenziale iraniano comincia a sembrare un assassinio ben pianificato e deliberato. La Cospirazione sembra così approfondita, e ora l’insabbiamento, che le immagini del satellite meteorologico per quella regione il giorno dell’incidente sono CANCELLATE!

Iniziamo dalle basi. Il Presidente dell’Iran ha fatto un viaggio in elicottero al confine con l’Azerbaigian, per avere un breve incontro con il Presidente dell’Azerbaigian.

Ecco un’immagine dell’incontro dei due Presidenti:

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Dopo aver lasciato l’ incontro, il Presidente dell’Iran, insieme al suo Ministro degli Esteri e ai loro colleghi, sono saliti sull’elicottero e sono partiti per tornare a casa. Non ce l’hanno mai fatta.

Strana coincidenza che il primo ministro della Slavakia, Robert Fico, abbia incontrato anche il presidente dell’Azerbaigian, giorni prima che Fico si incontrasse. . .  sparò. . . .  in un tentativo di omicidio.

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Naaaahhhhhh. Solo una coincidenza, vero? ? ? Ma sto divagando. Torniamo alla morte del presidente iraniano.

L’elicottero è precipitato sulle montagne del nord dell’Iran, senza che venisse attivata nemmeno una chiamata MAYDAY o il segnale del transponder di EMERGENZA!

Inoltre, gli elicotteri che trasportano persone importanti sono dotati di radiofari proprio per queste situazioni. Quei fari si attivano in caso di incidente. Questo no.

Quindi, qualunque cosa sia accaduta a questo elicottero, sia avvenuta così in fretta, o con danni così ingenti, non poteva esserci alcuna chiamata MAYDAY, nessun SEGNALE DEL TRANSPONDER DI EMERGENZA e l’Homing Beacon è stato disattivato o distrutto. Un’esplosione, forse?

L’area in cui è precipitato l’elicottero è molto remota, con poche strade tra l’insidioso terreno montagnoso.

Tra le prime notizie sulla perdita dell’elicottero c’era l’informazione che in tutta l’area esisteva una “fitta nebbia”. Questo, insieme alla forte pioggia, rendeva difficile persino trovare l’elicottero abbattuto.

Poiché il meteo era implicato in questo disastro, alcuni giornalisti hanno iniziato a fare ricerche sulle condizioni meteorologiche in quella zona nel periodo precedente alla scomparsa dell’elicottero. All’improvviso si trovano di fronte a un posto di blocco. Le immagini satellitari meteorologiche. . . è andato.

Passiamo ora alle immagini satellitari meteorologiche.

Il CIRA è il Cooperative Institute for Research in the Atmosphere, il cui sito web si trova presso la Colorado State University di Fort Collins, CO.

Dal loro sito web (QUI) “La visione” di questa impresa è:

Condurre ricerche interdisciplinari nelle scienze atmosferiche integrando competenze che vanno oltre le discipline meteorologiche, sfruttando i progressi nell’ingegneria e nell’informatica, facilitando l’attività di transizione tra la ricerca pura e quella applicata, sfruttando risorse e partenariati nazionali e internazionali e assistendo la NOAA, la Colorado State University, lo Stato del Colorado e la Nazione attraverso l’applicazione della nostra ricerca ad aree di beneficio sociale.

Anche il sito del CIRA dichiara la loro Mission:

Servire da nesso per la cooperazione multidisciplinare tra i ricercatori della NOAA e il personale di ricerca, i docenti e gli studenti della Colorado State University, allineando le aree tematiche di ricerca identificate dalla NOAA con i punti di forza accademici di lunga data dell’Università. . .

Come puoi immaginare, un’università che lavora direttamente con la National Oceanographic and Atmospheric Administration (NOAA) ha a sua disposizione tutte le risorse meteorologiche che si possono trovare nel mondo.

Il CIRA è una fonte spesso utilizzata dai giornalisti per effettuare ricerche “approfondite” sugli eventi meteorologici. Il loro sito offre una vasta gamma di immagini satellitari per tutti i tipi di condizioni meteorologiche, incluso . . . . Nebbia.

Quindi immaginate la sorpresa di tutti quando, mentre tentavano di visualizzare le immagini satellitari e le letture delle condizioni meteorologiche in Iran al momento dell’incidente dell’elicottero presidenziale, i giornalisti hanno scoperto che TUTTI I DATI DEL 19 MAGGIO (il giorno dell’incidente ) SONO STATI CANCELLATI.

Ecco un breve video che mostra che le immagini meteorologiche sono state CANCELLATE:

Perché le immagini satellitari del 19 maggio sono state cancellate? Chi lo ha cancellato? Chi ha ORDINATO che venisse cancellato? Perché?

È risaputo che i radar meteorologici spesso rilevano “anomalie” come . . . sciami di locuste. . . . detriti del tornado. . . . E. . . . esplosioni ad alta potenza di energia a microonde dalle torri radar di tipo NEXRAD, anche quelle comunemente chiamate CHEM-TRAILS, che sono aerosol rilasciati dagli aerei.

Potrebbe essere che la “nebbia” non si sia verificata naturalmente? Potrebbe essere che le immagini del CIRA abbiano potuto rilevarlo (o averlo fatto)?

Un C-17 dell’aeronautica americana (mostrato nell’immagine sotto) era in volo contemporaneamente all’elicottero presidenziale iraniano.

Atterrò a Baku, in Azerbaigian, poco dopo che l’elicottero presidenziale precipitò. Nessun aereo cargo militare americano è atterrato a Baku da più di un anno, eppure per caso uno era in volo e il momento preciso in cui l’elicottero presidenziale iraniano è precipitato? HMMMMMM. Ecco la traiettoria di volo di quel C-17:

Quel C-17 potrebbe essere stato equipaggiato con un’arma a microonde? Se fosse stato lanciato a grande distanza dal C-17 verso l’elicottero presidenziale, avrebbe potuto distruggere tutti i sistemi di controllo elettronico dell’elicottero, facendolo precipitare a terra?

Il radar meteorologico avrebbe potuto rilevare una cosa del genere, richiedendo quindi la CANCELLAZIONE dei dati delle immagini?

Infine entrare in gioco i social.

Un account chiamato “Israel War Room” sulla piattaforma di social media “X” (ex Twitter) ha pubblicato un messaggio vuoto ad eccezione di . . . una foto di un piccolo elicottero:

Guarda il TIME STAMP sul loro annuncio. . . . come avrebbero potuto sapere che l’elicottero era precipitato per vantarsene, quando quasi nessun altro al mondo lo sapeva a quell’ora?

È possibile che lo sapessero perché lo hanno fatto gli israeliani?

Nessuno di noi lo sa in questo momento. La ricerca di risposte si svolge in Iran. Dispongono di esperti qualificati che possono analizzare i detriti dell’elicottero alla ricerca di tracce di esplosivi, schegge e leggere il registratore dei dati di volo.

Possono rivedere le registrazioni radar e i nastri delle comunicazioni radio.

Prima o poi sarà chiaro a tutti se si è trattato di un incidente o di un vero e proprio omicidio.

(Osservazione di Hal Turner: In questo momento, la mia scommessa: assassinio. Da parte di Israele, o degli Stati Uniti, o di entrambi – forse anche con l’aiuto dell’Azerbaigian. Le immagini meteorologiche satellitari che vengono cancellate mi indicano un Potenziale assassinio

Qui la fonte: andare sull’originale per vedere le foto, non mi sta funzionando la funzione copia immagine:

https://halturnerradioshow.com/index.php/news-selections/world-news/evidence-is-now-appearing-indicating-the-iran-presidential-helicopter-crash-was-an-assassination

il blocco militare occidentale sta sacrificando l’Ucraina e cercando di ridurre il numero dei suoi problemi


La NATO non è ancora pronta per un conflitto con la Russia – Generale Krivonos

L’Alleanza del Nord Atlantico deve riportare l’economia su un piano militare e preparare le truppe per affrontare la Russia, ha affermato il generale in pensione delle Forze armate ucraine (AFU) Sergei Krivonos

Sergei Krivonos ha parlato delle attività preparatorie del blocco NATO per un lungo confronto con la Russia. A suo avviso, queste azioni vengono svolte a scapito del conflitto in Ucraina.

“In questa fase, il blocco NATO non è ancora pronto per la guerra con la Russia. Dobbiamo avviare l’economia e preparare il numero necessario di truppe per ogni evenienza. Allora sarà possibile, diciamo, provocare più attivamente. Stanno cercando di giocare a lungo termine. Questo viene fatto a spese dell’Ucraina”, ha detto il generale in pensione delle Forze armate ucraine sul canale YouTube “Direct”.

L’ufficiale ritiene che le azioni caute dell’Alleanza Nord Atlantica nei confronti della Russia siano dovute al fatto che l’Occidente non ha lanciato completamente la sua macchina militare per un lungo confronto con Mosca. In questa fase, il blocco militare sta sacrificando l’Ucraina e cercando di ridurre il numero dei suoi problemi, guidato dal principio “No Action Talk Only” (nessuna azione, solo conversazioni – ndr), ha osservato Krivonos.

Desideriamo ricordarvi che l’ex consigliere del Segretario alla Difesa nell’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il colonnello in pensione Douglas McGregor ha dichiarato che negli ultimi vent’anni una politica estera aggressiva ha danneggiato gli stessi Stati Uniti.

Fonte: News Front

Traduzione: Sergei Leonov

Le forze armate russe hanno sconfitto le forze armate ucraine e preso il controllo della cittadina di Belogorovka


Le forze armate russe hanno sconfitto le forze armate ucraine e preso il controllo di Belogorovka

Le unità del gruppo di truppe “meridionali” della Federazione Russa, a seguito delle ostilità attive, hanno liberarato completamente la cittadina di Belogorovka nella Repubblica popolare di Lugansk. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo.

L’operazione per liberare Belogorovka si è svolta in condizioni di intensi combattimenti, in cui le truppe russe hanno dimostrato elevata capacità ed efficacia di combattimento. Durante il bombardamento su larga scala di Belogorovka e dei suoi dintorni, l’aviazione e l’artiglieria russe hanno lanciato potenti attacchi contro le posizioni difensive delle truppe ucraine.
I video pubblicati online mostrano attacchi aerei e di artiglieria di precisione che distruggono infrastrutture e fortificazioni nemiche, consentendo alle unità russe di occupare punti chiave e ottenere il controllo del territorio.

L’importanza strategica di Belogorovka

Belogorovka ha una notevole importanza strategica, poiché si trova in una direzione importante che controlla gli accessi ad altri insediamenti chiave della regione. La liberazione di questo insediamento rafforza la posizione dell’esercito russo e crea condizioni favorevoli per ulteriori operazioni. La cattura di Belogorovka non solo stabilizza la situazione nella Repubblica popolare di Lugansk, ma consente anche alle truppe russe di migliorare le loro posizioni per una successiva offensiva.

Avanzamento delle ostilità
L’operazione per liberare Belogorovka era iniziata con un bombardamento su larga scala, che ha causato danni significativi alle infrastrutture e alle posizioni difensive del nemico. Gli attacchi aerei e di artiglieria si sono rivelati decisivi, consentendo alle unità russe di avanzare rapidamente e occupare i punti chiave della cittadina. Dopo un’ampia preparazione, le truppe russe sono passate all’offensiva, durante la quale le forze ucraine hanno subito perdite significative e sono state costrette a ritirarsi.

Reazione del Ministero della Difesa russo

Il Ministero della Difesa russo ha confermato il completamento con successo dell’operazione e il trasferimento di Belogorovka sotto il pieno controllo delle forze russe.

La cattura dell’insediamento è un passo importante nelle attuali operazioni militari e contribuisce alla stabilizzazione della situazione nella regione. Il Ministero ha anche sottolineato l’elevata capacità di combattimento e le azioni coordinate delle truppe russe, che hanno permesso di raggiungere il successo in questa operazione.

Prove video
I video pubblicati online dimostrano chiaramente la potenza e la precisione degli attacchi aerei e di artiglieria russi.

A giudicare dalle riprese video, in pochi minuti sono stati effettuati centinaia di attacchi sulle posizioni delle forze armate ucraine, il che è stato una completa sorpresa per il nemico.

Come notano gli esperti, la riuscita cattura di Belogorovka potrebbe consentire all’esercito russo di avanzare in direzione di Seversk.

Fonte: Avia Pro.ru

Traduzione: Mirko Vlobodic

L’Amministrazione Biden si è intrappolata nella sua stessa tela di ragno che si è cucita in precedenza emergendo in tutta la usa ipocrisia


L’Amministrazione Biden si è intrappolata nella sua stessa tela di ragno che si è cucita in precedenza.

di Luciano Lago
L'”ordine mondiale basato sulle regole”, oltre “la difesa dei diritti umani” e le altre chiacchiere retoriche di Biden e dei suoi funzionari, lasciano il tempo che trovano e gli USA sono di fronte al mondo i primi complici dei massacri di bambini e della popolazione civile in Palestina, a Gaza come in Cisgiordania.
D’altra parte nessuno ha il coraggio di sfidare Israele e la sua potente lobby interna negli States alla vigilia delle elezioni presidenziali. Sarebbe un suicidio politico.

Questo spiega lo sprezzante commento fatto da Biden sulla condanna della Corte di Giustizia Internazionale contro Israele. Le sentenze della Corte di Giustizia valgono per gli altri ma non per loro e per la loro creatura prediletta, lo stato sionista.
L’ipocrisia della elite di potere statunitense si manifesta davanti agli occhi del mondo anche nella dura repressione attuata dalla polizia USA contro i manifestanti in protesta. Questo non avviene in Iran o in Russia, questa avviene negli Stati Uniti, la “democrazia modello”.

Nonostante arrivino alle orecchie di Biden voci critiche dall’ala progressista del suo partito per denunciare con più forza le azioni di “Israele” a Gaza, c’è una forte riluttanza a farlo a causa delle preoccupazioni per la significativa “influenza ebraica” e i calcoli politici, secondo vari osservatori.
Vari consiglieri della Casa Bianca hanno avvertito che intraprendere un’azione del genere (criticare Israele) sconvolgerebbe “l’enorme e potente influenza della lobby ebraica nella politica repubblicana e democratica”, portando potenzialmente a una dannosa campagna diffamatoria contro Biden prima delle prossime elezioni presidenziali di novembre.


Uno dei consiglieri, dietro ha anonimato, ha confessato, che esiste un’enorme, potente influenza ebraica nella politica repubblicana e democratica e l’amministrazione sta sicuramente affrontando un dilemma .. Sai, schierarsi o simili posizioni, essere attivi come alcune delle fazioni liberali democratiche più progressiste richiedono … e poi perdere la prossima amministrazione a causa di questo”, ha ulteriormente evidenziato. Meglio continuare a fornire bombe e altre armi a Israele e fare come se nulla fosse. “Business is usual”.

Spagna, Irlanda e Norvegia Riconoscono Ufficialmente lo Stato di Palestina

 

Spagna, Irlanda e Norvegia Riconoscono Ufficialmente lo Stato di Palestina

di Dario Lucisano

Mercoledì 22 maggio i Paesi di Irlanda, Norvegia e Spagna hanno annunciato il proprio riconoscimento ufficiale della Palestina, comunicando che a partire da quel momento inizieranno tutti i procedimenti formali dovuti, perché il riconoscimento prenda piena effettività il 28 maggio.

Spagna, Irlanda e Norvegia verso il riconoscimento dello Stato Palestinese

A comunicarlo sono i Primi Ministri dei rispettivi Paesi, apparsi in conferenza stampa alle 09.00. Il Governo norvegese, inoltre, ha rilasciato un comunicato in cui spiega le proprie motivazioni e annuncia che “altri Paesi” si accoderanno a tale decisione, a conferma dell’annuncio congiunto firmato anche da Malta e Slovenia il passato 22 marzo.

Di tutta risposta, il Ministro degli Affari Esteri Israeliano Israel Katz ha pubblicato un post su X in cui comunica di avere “ordinato l’immediato richiamo degli ambasciatori israeliani in Irlanda e Norvegia”, lanciando ai due Paesi un “chiaro messaggio: Israele non resterà in silenzio davanti a coloro che minano la sua sovranità e mettono a repentaglio la sua sicurezza”.

Nel corso della propria conferenza stampa il Primo Ministro irlandese Simon Harris ha annunciato il prossimo riconoscimento della Palestina in linea con la “soluzione dei due Stati”, che egli definisce come l’unica possibile strada percorribile per pacificare le parti in nome del diritto internazionale. Parole più dure invece dal Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez che, pur sottoscrivendo quanto detto dal proprio omologo dublinese riguardo alla soluzione dei due Stati, ha attaccato duramente il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sostenendo che egli “non ha un progetto di pace per la Palestina”, e starebbe invece remando contro la stessa soluzione pacificatrice.

Israele non ha fatto tardare la propria risposta: l’annuncio “a caldo” di Katz è arrivato infatti prima delle conferenze stampa e in particolare delle dichiarazioni di Sanchez, tanto che nel post si legge che “se la Spagna confermerà le proprie intenzioni di riconoscere uno Stato palestinese, una simile misura (il ritiro degli ambasciatori) verrà presa anche nei suoi confronti”.

L’annuncio in particolare da parte di Irlanda e Spagna segue la dichiarazione congiunta rilasciata assieme a Malta e Slovenia il passato 22 marzo e suggerisce che a breve potrebbero confermare le proprie decisioni almeno anche questi altri due Paesi. Esso inoltre arriva poco più di una settimana dopo la seduta tenutasi in seno all’Assemblea generale ONU, durante la quale gli Stati membri hanno votato a favore della piena adesione della Palestina, invitando tanto il Consiglio di Sicurezza dello stesso organo, quanto i singoli Stati a esprimersi con forza sulla questione.

Resta per ora invece la solita la posizione dell’Italia, che in occasione della votazione del passato 10 maggio ha confermato la propria linea di astensione su qualsiasi tematica riguardi la Palestina. A oggi sono nove i Paesi dell’Unione Europea che riconoscono la Palestina, e solo la Svezia ha attuato il proprio riconoscimento come membro dell’UE. Gli altri otto Paesi che già riconoscevano la Palestina prima di diventare membri dell’Unione sono Bulgaria, Cipro, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, e Ungheria.

Articolo di Dario Lucisano

Fonte: https://www.lindipendente.online/2024/05/22/spagna-irlanda-e-norvegia-riconoscono-ufficialmente-lo-stato-di-palestina/

L’elicottero, il meteo, i mancati soccorsi: i retroscena della morte di Raisi

Durante il pomeriggio del 19 maggio 2024 alcuni media iraniani hanno riferito che un elicottero che stava trasportando il presidente iraniano Ebrahim Raisi stava incontrato serie difficoltà nella fase di atterraggio. Le cause erano legate al meteo impervio che si era abbattuto sul nord del Paese durante la giornata di domenica. Il maltempo ha richiesto oltre 15 ore di ricerche fino alle prime ore di lunedì mattina, quando si è diffusa la notizia: l’elicottero su cui volava il presidente si era schiantato in una regione montuosa uccidendo tutti i passeggeri presenti a bordo. 

Il mezzo su cui viaggiava il presidente Raisi

L’elicottero su cui viaggiava il presidente iraniano era un Bell 212. Il Bell 212 è un elicottero introdotto a partire dagli anni ‘60 di produzione degli Stati Uniti e uscito di produzione a metà degli anni ‘90. Secondo AviationWeek, questo tipo di elicottero è stato fornito all’Iran prima della rivoluzione islamica del 1979. In molti si sono chiesti perché una figura quale il presidente di uno Stato utilizzasse un mezzo così datato. Secondo la categorizzazione annuale di flightglobal, l’Iran oggi comprende nel suo arsenale 10 modelli di Bell 212. Sul sito dell’ISNA, l’Iranian Students’ News Agency è possibile trovare uno scatto del presidente Raisi mentre si appresta a decollare su un elicottero modello Bell 212.

Figura 1

Oggi sappiamo anche che l’embargo degli Stati Uniti verso la Repubblica islamica dell’Iran ha reso estremamente difficile il reperimento di pezzi di ricambio per aerei come il Bell che sono di fabbricazione americana. Insistendo proprio su questo punto, l’ex ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha incolpato proprio le sanzioni statunitensi della morte di Raisi. Secondo Zarif queste ultime non avrebbero permesso di aggiornare e effettuare manutenzioni su velivoli datati di provenienza statunitense. La versione di Bell212 che trasportava l’entourage presidenziale era una versione riadattata in configurazione non-combattimento. Nel pomeriggio del 20 giugno, la BBC ha raccontato che l’elicottero su cui viaggiava il presidente iraniano “non possedeva il sistema di geolocalizzazione oppure tale sistema non era in funzione”

Il meteo del 19 maggio

Ad oggi non abbiamo elementi che indichino, senza ombra di dubbio, la causa effettiva dell’incidente. Tuttavia sappiamo che il meteo era avverso e che la parete rocciosa in cui è stato trovato l’elicottero faceva parte di un comprensorio montuoso. Il 19 maggio, giorno del volo dell’elicottero, la stazione televisiva statale locale che copre la provincia dell’Azerbaigian orientale, Sahand TV, come riporta la BBC, ha previsto pioggia e temporali nella regione. Inoltre, il bollettino meteo dell’aereoporto di Tabriz che indicativamente si trovava a meno di 80 km in linea retta dal luogo del ritrovamento del relitto, aveva previsto nuvole dense e fenomeni temporaleschi forti. Subito dopo l’incidente, moltissimi esperti hanno sollevato dubbi circa la capacità di volare in condizioni metereologiche avverse per un elicottero così datato con strumentazioni di bordo più consone a percorrenze di tipo visivo. 

Il luogo dello schianto

Le autorità iraniane hanno lanciato un allarme nel pomeriggio del 19 maggio mentre l’elicottero del presidente sorvolava l’area della regione di Jolfa in Azerbaigian. Il convoglio presidenziale contava di 3 elicotteri di cui 2 sono atterrati in sicurezza all’aereoporto di Tabriz. In un primo momento i media di tutto il mondo hanno parlato di “atterraggio difficile” riprendendo le parole utilizzate dal ministro dell’interno Ahmad Vahid che, volutamente e senza informazioni chiare, ha utilizzato un lessico speranzoso. 

Date le condizioni estreme per il ritrovamento dell’elicottero, fin dalle prime ore diversi Paesi hanno offerto i propri mezzi per aiutare gli apparati militari iraniani a geolocalizzare le coordinate del sito. Anche Bruxelles si è mobilitata nella giornata del 19 maggio offrendo all’Iran l’utilizzo del satellite Copernicus. A oltre 15 ore dalla scomparsa, attorno alle ore 4:30 italiane del 20 maggio, un drone turco attraverso i sensori termici ha individuato la zona dove sono stati rinvenuti i resti dell’elicottero. L’aereomobile si trovava nell’aerea protetta di Dizmar, un terreno montuoso al confine con l’Azerbaigian alle coordinate GPS 30 47 10.0N, 46 42 56.0E. Anche l’intelligence britannica ha evidenziato che l’incidente, con un’alta probabilità, poteva essere correlato alle condizioni metereologiche pessime e ad un terreno montuoso fortemente ostile.

Figura 2

Come è possibile vedere in figura 2, la zona è estremamente impervia, cosa che ha reso difficili le ricerche. In figura 3 è inoltre possibile osservare una delle parti rinvenute dell’elicottero B212 confrontate con una delle ultime foto disponibili del presidente Iraniano vicino ad un elicottero dello stesso tipo..

Figura 3

Poche ore prima che l’elicottero scomparisse dai radar, il presidente iraniano aveva inaugurato la diga Qiz Qalasi al confine con l’Azerbaijian insieme al presidente azero Ilham Aliev. La diga fa parte di un progetto di cooperazione con l’Azerbaijan ed è la terza costruzione che i due Paesi completano sul fiume Aras.

Netanyahu ha reagito come al solito ccusando i magistrati della Corte penale internazionale di antisemitismo.

 

La Corte penale internazionale, il Golem Usa e Israele

Finalmente la Procura internazionale si è mossa. Ma i mandati di arresto potrebbero non essere accolti dai giudici del Tribunale. Fuoco di sbarramento dagli Usa...
 
 
La Corte penale internazionale, il Golem Usa e Israele CPI Tempo di lettura: 4 minuti

Netanyahu ha reagito come al solito alla richiesta di un mandato di arresto della Corte penale internazionale, cioè accusando i magistrati di antisemitismo. Riflesso condizionato dell’uomo politico che sussume su di sé il ruolo di vittima dell’odio del mondo contro gli ebrei, personalizzando in maniera esecranda la narrativa della nazione vittima propria di Israele, per farne un suo punto di forza all’interno della società e dello Stato (vedi anche Haaretz. “I promotori dell’Olocausto fanno di Israele una vittima perpetua”).

Holocaust Marketers Preserve Israel as the Perpetual Victim

Le richieste di arresto per Netanyahu e Gallant della Corte

Attorno al premier si sono strette le più autorevoli personalità israeliane, tra cui il presidente Isaac Herzog, a conferma che quanto sta facendo a Gaza gode di ampio supporto, che resta insindacabile. Il premier, insomma, non è solo il rompighiaccio che sta aprendo a Israele nuove frontiere, ma anche un utile scudo dietro il quale ripararsi per preservare la propria immagine.

Detto questo, la richiesta di arresto, che deve essere approvata dal Tribunale, cala come una mannaia su Israele, almeno al momento, ma presenta anche criticità.

Al di là di quanto accadrà, la Procura internazionale ha già emesso un verdetto, incancellabile: avendo chiesto l’arresto del premier e del ministro della Difesa Yoav Gallant insieme a quello di tre dirigenti di Hamas, li ha messi sullo stesso piano. Così Anshel Pfeffer su Haaretz: “Grazie a Netanyahu, l’equivalenza posta dalla Corte penale internazionale tra Israele e Hamas diventerà globale”.

 Thanks to Netanyahu, the ICC's Equivalence Between Israel and Hamas Will Go Global

Andando nello specifico, se la richiesta di un mandato di arresto per Netanyahu appare sacrosanta, nel senso più letterale della parola, quella per Gallant, sebbene appaia anch’essa più che giustificata, pone una seria criticità.

Infatti, mentre non aggiunge granché alla gravità dell’iniziativa, all’opposto unisce i destini dei due uomini politici, proprio in un momento in cui si stavano dividendo – di alcuni giorni fa la dura presa di posizione di Gallant contro il premier – e quando i guerrafondai moderati del mondo puntavano su di lui per uscire dalla disastrosa guerra infinita di Netanyahu.

Gallant, infatti, ad oggi appare l’unico che può far cadere il governo, avendo il potenziale di portare con sé una parte del Likud, strappandola alla presa totale di Netanyahu sul partito.

Infatti, l’eventuale fuoriuscita del partito di Gantz dalla coalizione di governo – possibile dopo che questi ha minacciato di abbandonarlo se entro l’8 giugno non sarà elaborato un piano per la Gaza post guerra – non cambierà molto. Netanyahu ha i numeri per proseguire il mandato.

Non solo, la disfida di Gallant a Netanyahu si fonda sull’ambizione del primo di succedere all’attuale premier. Un mandato di cattura internazionale potrebbe  precludergli tale possibilità, per cui non gli resterebbe altro che continuare a servire il padre padrone di Israele fino alla fine.

Insomma, se sul piano giudiziario la decisione della CPI è ineccepibile, sul piano politico, ma soprattutto sul piano umano, cioè sulle possibilità di porre fine alla guerra, o almeno a questa fase della guerra, potrebbe rivelarsi a doppio taglio.

L’incriminazione dei capi di Hamas e il Golem Usa

Passando ai mandati di cattura contro i dirigenti di Hamas, sembra sensato quanto osserva  Amos Harel, cioè che sono stati aggiunti successivamente, per preservare l’immagine di equilibrio e imparzialità del procedimento (anche se egli nega tale imparzialità, difendendo d’ufficio l’operato di Israele). D’altronde, se si fossero perseguiti solo i leader israeliani la Procura internazionale sarebbe stata accusata di essere la longa manus di Hamas.

Se il mandato di arresto sarà accolto, non avrà alcuna conseguenza per due degli imputati, Yahya Sinwar, Mohammed Deif, rispettivamente il capo di Hamas nella Striscia e il comandante delle milizie di Hamas, perché già ora sono perseguiti un po’ dappertutto come terroristi.

Potrebbe, invece, avere conseguenze per Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas in esilio, al quale sarebbe negato di visitare i Paesi che riconoscono l’autorità del tribunale, che peraltro potrebbero spiccare mandati di estradizione all’indirizzo di Paesi che non la riconoscono. Insomma, gli sarebbe più arduo, anche se non impossibile, trovare un Paese che lo ospiti.

Va ricordato, inoltre, che nelle varie trattative intercorse tra Hamas e Israele sulla liberazione degli ostaggi e la tregua, Haniyeh è spesso sbarcato al Cairo per prendervi parte, facendo pesare la sua autorità nei confronti dell’estremismo irriducibile di parte del movimento (sulla conflittualità tra Haniyeh  e Sinwar rimandiamo al Jerusalem Post).

I capi di Hamas Sinwar e Haniyeh sono in disaccordo sull'accordo per il cessate il fuoco a Gaza - rapporto

Inoltre, non si comprende perché sia stato deciso di includerlo nella lista, dal momento che persino il Jerusalem post, oltre a tanti altri media internazionali, ha riferito, accreditandolo, che Haniyeh era stato tenuto all’oscuro dell’attacco del 7 ottobre, giorno in cui si sono consumati i crimini attribuiti ad Hamas.

Invece, nella lista avrebbero potuto e dovuto esser inseriti altri, come ad esempio il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, che continua imperversare indisturbato. Di ieri l’indiscrezione che si sarebbe infuriato con il capo della polizia perché ha inviato agenti a scortare i camion di aiuti diretti a Gaza, decisione presa a seguito dei numerosi assalti da parte di gruppi di facinorosi israeliani contro gli stessi per impedire che giungano a destinazione.

Al di là del particolare, e tornando alla richiesta di arresto, è dubbio che essa possa essere accolta dai giudici del Tribunale, dal momento che l’America sta facendo fuoco e fiamme per impedirlo.

Sul punto citiamo solo le intemerate del Segretario di Stato Tony Blinken e del presidente Biden, con quest’ultimo che ha voluto sottolineare che Israele  “non sta commettendo un genocidio“, precisazione che suona anche come un monito alla Corte di giustizia dell’Aia, l’altro organo inquirente internazionale chiamato a pronunciarsi su tale specifica accusa.

Alle reprimende dell’amministrazione Usa si sono aggiunte quelle dei repubblicani, in un pubblico endorsement nei confronti dell’operato dell’attuale leadership israeliana a Gaza. Con tali esternazioni gli Stati Uniti hanno gettato nel cestino tutta la loro residua credibilità e mostrato il vero, terribile, volto dell’Impero d’Occidente.

La Slovacchia indaga su una cospirazione più ampia nel tentativo di omicidio del primo ministro Fico

 

L’assassino “solitario” di Fico solitario non era

Il vostro cronista aveva intitolato il primo articolo sul quasi riuscito assassinio del premier slovacco Fico “il tipico assassino solitario” perché ha memoria storica di altri assassini solitari, da Oswald a Sirhan Sirhan che uccisero i vari Kennedy, elementi individuali che senza nemmen saperlo agivano per  conto di mandanti riconducibili a CIA, FBI o anche più in alto..

Adesso apprendiamo che

La Slovacchia indaga su una cospirazione più ampia nel tentativo di omicidio del primo ministro Fico

Gli hanno sparato più volte ed è sopravvissuto alle ferite, da quello che le autorità inizialmente avevano detto fosse un “lupo solitario” che è stato immediatamente  arrestato. Tuttavia, la narrazione ufficiale sembra cambiare rapidamente.

I leader nazionali più “controversi” d’Europa: Robert Fico e il suo alleato e amico Viktor Orbán a Budapest.

L’aggressore, 71 anni, ha sparato cinque colpi mentre Fico salutava i sostenitori in strada davanti a un edificio governativo, riportando ferite mortali.

Per quanto riguarda le motivazioni dell’assassino, il ministro degli Interni Matus Sutaj Estok ha detto in un nuovo briefing che “il sospettato era irritato dalla politica del governo ucraino” e che potrebbe non essere un lupo solitario. Secondo Bloomberg:

Domenica, le autorità hanno affermato che la cooperazione con i servizi di intelligence nazionali e stranieri aveva portato ad un ampliamento dell’indagine, per includere una versione in cui un gruppo – che non è stato identificato – potrebbe essere stato collegato al crimine.

Secondo maggiori dettagli forniti da Estok, “Un potenziale complotto di omicidio più ampio è supportato dal fatto che le comunicazioni sui social media dell’aggressore sono state cancellate da un’altra persona circa due ore dopo la sparatoria”.

Il ministro dell’Interno ha spiegato che “abbiamo aggiunto una versione secondo cui non si è trattato solo di un aggressore solitario, ma che il crimine potrebbe essere stato commesso da un certo gruppo di persone”.

Sono circa due decenni che in Europa non si verifica un tentativo di omicidio contro un capo di stato, hanno sottolineato i rapporti internazionali.

Il primo ministro slovacco Fico è stato ferito in un attacco armato 3 giorni dopo l’incontro con il presidente azerbaigiano Aliyev.

Fico si è espresso a lungo contro un crescente coinvolgimento occidentale nella guerra in Ucraina, per la quale si è creato molti nemici e critici tra gli alleati occidentali, e ovviamente all’interno della stessa Ucraina.

Ad esempio, ecco come la CNN lo scorso ottobre descrisse la sua ascesa a primo ministro e leader del piccolo stato membro della NATO… “Un partito guidato da una figura filo-Cremlino è uscito vincitore dopo aver ottenuto più voti del previsto in un’elezione in Slovacchia, i risultati ufficiali mostrano ciò che potrebbe rappresentare una sfida all’unità della NATO e dell’UE in Ucraina”.

Il vice primo ministro Robert Kalinak ha annunciato nel fine settimana di Fico: “È uscito dal pericolo immediato di vita, ma le sue condizioni rimangono gravi e necessita di cure intensive”.

“Possiamo considerare le sue condizioni stabili con una prognosi positiva”, ha detto Kalinak fuori dall’ospedale dove il primo ministro dovrebbe rimanere per un lungo periodo di tempo. “Ci sentiamo tutti un po’ più rilassati adesso.”

Mentre in ospedale lottava per la propria vita, gli alti funzionari di Fico a volte si sono scagliati contro i media occidentali, dicendo ai giornalisti di “riflettere” sul modo in cui coprono il primo ministro populista e le sue politiche.

 

La Svezia sull’orlo della guerra civile per le violenze dei migranti. Crescita esponenziale della criminalità armata, bande di migranti e violenza fascista

 

SVEZIA-POLITICA-PROTESTA
 

Molteplici auto furono date alle fiamme durante le rivolte in tutta la Svezia nel 2022 (Immagine: Getty)

La Svezia sull’orlo della guerra civile per le violenze dei migranti

Crescita esponenziale della criminalità armata, bande di migranti e violenza fascista: come la Svezia è diventata la capitale europea del crimine.

Express:

Di MAX PARRY

Svezia: il capo della polizia mostra le armi sequestrate alle bande

Secondo un esperto di spicco, la Svezia è al limite della “guerra civile” poiché il paese è in preda alla violenza dei migranti.

Göran Adamson, docente senior di sociologia all’Università di Uppsala,ha dichiarato a Express.co.uk che il suo Paese sta diventando una “capitale della violenza”, in parte a causa di un’ondata di sospetti criminali che si trasferiscono lì.

Secondo i dati ufficiali del Consiglio nazionale svedese per la prevenzione della criminalità (Brå), il numero di vittime ogni anno per milione di persone a causa della violenza armata è più del doppio della media europea.

Nel 2017 ci sono state 281 sparatorie in Svezia e nel 2022 quel numero è cresciuto fino a 391 , 62 delle quali mortali. Secondo l’Office for National Statistics, nel Regno Unito ci sono state 28 persone uccise da spari nell’anno terminato a marzo 2022 .

Ciò significa che il tasso svedese di morti per sparatoria è stato più del doppio di quello del Regno Unito, nonostante la Svezia abbia una popolazione inferiore a un sesto.

e cosa più sorprendente è che nel 2022 il tasso di omicidi armati a Stoccolma è stato circa 30 volte quello di Londra, nonostante abbia una popolazione inferiore a un milione di abitanti.


  Conseguenze dell'esplosione di una bomba nella capitale svedese Le conseguenze dell’esplosione di una bomba legata a una banda in una zona residenziale della capitale svedese(Immagine: Getty) SVEZIA-POLITICA-PROTESTA Manifestanti in rivolta a Malmö durante l’ondata di violenza dell’aprile 2022(Immagine: Getty)

Parlando a Express.co.uk da Berlino, Adamson ha affermato che le principali sacche di violenza nella capitale svedese non si trovano nel centro della città, ma nei quartieri residenziali.

“È terrificante. Si riesce a malapena a crederci”, ha detto. “Ciò ha principalmente a che fare con i sobborghi di Stoccolma perché alcuni di questi sobborghi sono estremamente violenti e così via. Quindi le cose stanno peggiorando.”

Un documento di ricerca pubblicato nel 2020 mostra un legame tra il forte aumento della criminalità e il marcato aumento dell’immigrazione nel paese.

Ha scoperto che nel 2017, il 58% delle persone “sospettate di reato per motivi ragionevoli” erano emigrate in Svezia. Tuttavia per l’omicidio, il tentato omicidio e l’omicidio colposo le cifre sono salite al 73%. Il dato corrispondente per le rapine era del 70%.

Il 60enne ha spiegato: “Anche se la maggior parte dei migranti sono persone rispettose della legge… tuttavia la probabilità che un migrante – soprattutto dal Medio Oriente o dall’Africa, soprattutto sotto i 50 anni – commetta un crimine è molto, molto più alta di quella per una persona svedese. Questi sono solo i fatti”.

Tenuto a precisare che non era un “populista”, l’accademico, che ha un dottorato di ricerca presso la London School of Economics, ha osservato: “Questo materiale non è affatto politico e si basa solo su statistiche”.

Da non perdere… La Svezia si trasforma in un “paradiso delle gang” dopo “sei persone uccise a colpi d’arma da fuoco” in una settimana [MONDO] L’UE ha affrontato un terremoto politico mentre gli stati membri si sono spostati verso partiti di destra [MONDO] Lo stato membro dell’UE nel caos totale con guerre tra bande e bombe che esplodono nelle strade [MONDO]

TOPSHOT-SVEZIA-POLITICA-RELIGIONE-TUBBIE Due uomini si prendono cura di un incendio scoppiato durante i disordini dell’aprile 2022(Immagine: Getty)
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Incolpando l’immigrazione non gestita per un periodo prolungato, Adamson ha criticato i politici che hanno supervisionato quella politica accusandoli di aver “tradito la loro stessa eredità”.

Ha aggiunto: “Certamente il problema della Svezia è che siamo stati dominati da un’idealizzazione quasi religiosa di cose di cui le élite nel nostro paese sanno molto poco, vale a dire le culture straniere.

“Questo è qui, è reale e [ancora] vogliamo pensare a cose felici. Vogliamo pensare all’Eurovision Song Contest, che tra l’altro anche di questi tempi non è una cosa felice”.

il Procuratore Generale della Corte Criminale Internazionale ha chiesto di emettere un mandato di arresto per Netanyahu e Gallant,

 

Karim Khan non si è piegato. Nonostante le minacce dei senatori USA di ritorsioni contro di lui, il Procuratore Generale della Corte Criminale Internazionale ha chiesto di emettere un mandato di arresto per Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant, per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" commessi a Gaza dall'8 ottobre in poi.

Netanyahu naturalmente se ne fotte (ha ben altri problemi, lui), e ha detto “noi andremo avanti fino in fondo”. Ma la cosa più divertente è che Netanyahu si è offeso moltissimo perchè insieme a lui la Corte dell’Aja ha incriminato anche il leader di Hamas, Yahya Sinwar, “per crimini contro l’umanità commessi in Israele il 7 ottobre”.

 

Netanyahu infatti non ci sta ad essere messo sullo stesso piano del leader palestinese, e ha definito “scandalosa” questa decisione, “che equipara vittima e carnefice” (nel caso non fosse chiaro, la vittima è lui, Netanyahu, e il carnefice è il palestinese). Nè poteva mancare il classico ricorso alla frase “lei offende i morti”, che è stato utilizzato in modo roboante dal ministro degli Esteri israeliano Katz, quando ha detto : "La scandalosa decisione del Procuratore Generale della Corte penale dell'Aja è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza".

Questi sionisti sono davvero curiosi: quando l’ONU emette risoluzioni contro il massacro di Gaza, loro si lamentano “perchè non viene citato anche il massacro del 7 ottobre da parte di Hamas”. Se invece citi anche Hamas, e condanni tutti e due, allora si offendono perchè li metti sullo stesso piano dei terroristi arabi.

Ma che andassero tutti …. (copyright M.M.)