Benvenuti nel Blog di Claudio Martinotti Doria, blogger dal 1996


"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

dove ha preso l’Ucraina armi a lungo raggio per attaccare la Russia in profondità? Spetta al presidente Putin adesso la contromossa.

 

 

Atmosfera di “suspense” in attesa della risposta della Russia agli attacchi effettuati da Ucraina e NATO in profondità sul suo territorio

Fonte: Contro

https://www.controinformazione.info/atmosfera-di-suspense-in-attesa-della-risposta-della-russia-agli-attacchi-effettuati-da-ucraina-e-nato-in-profondita-sul-suo-territorio/
 
 
di Luciano Lago

Gli attacchi in profondità nel territorio russo effettuati dalle forze ucraine, confermano i timori di Mosca che sono alla base dell’operazione militare russa in Ucraina. La NATO ha pianificato di utilizzare l’Ucraina come una piattaforma di attacco contro la Russia e questa è la più grande minaccia alla sicurezza della Russia da quando è stata dissolta l’URSS.
Riepiloghiamo i fatti: in una prima fase, i servizi speciali dell’Ucraina hanno effettuato un attacco terroristico al ponte di Crimea, infrastruttura chiave nel sud della Russia per i collegamenti con la zona di Kherson e Zaporozhye. Quindi le forze armate ucraine hanno colpito la baia di Sebastopoli, la base principale della marina russa sul Mar Nero. Successivamente le truppe russe hanno effettuato un raggruppamento “riuscito” da Kherson, lasciando senza combattere l’unico centro regionale liberato durante la NVO. Da ultimo la notte del 5 dicembre, gli ucraini hano effettuato un altro attacco in profondità nel territorio russo , e non lo hanno fatto a caso, ma nelle regioni di Saratov e Ryazan, cioè nelle retrovie profonde della Russia europea.
Questa sequenza di attacchi porta i russi a farsi una domanda abbastanza ragionevole: qual sarà il prossimo obiettivo? Secondo le informazioni ufficiali, il nemico ha utilizzato gli UAV per attaccare l‘aeroporto di Engels. In tal caso, per colpire la base militare strategica , un drone nemico dovrebbe volare per più di 600 km. Questa è la distanza dalle posizioni più vicine delle truppe ucraine, che si trovano nella regione di Kharkiv. Allo stesso tempo, la distanza dal confine della regione di Chernihiv alla Piazza Rossa è inferiore a 500 km, il che porta a pessimi pensieri e interrogativi.
L’Ucraina sarebbe in grado di colpire la piazza Rossa e il Cremlino? Questa minaccia può essere accettata senza reagire dal presidente Putin e dal suo entourage?

Localizzazione base aerea colpita


Era questo l’obiettivo degli strateghi di Washington: mettere la Russia e le sue installazioni fondamentali sotto tiro, dopo aver provocato e istigato un conflitto con l’Ucraina.
Arriva il momento della verità per tutti e le menzogne della propaganda occidentale vengono una per una sfatate a partire dalle motivazioni del conflitto e seguenti.
Di sicuro le difese sul territorio russo sono risultate carenti e questo dovrà essere accertato dalle autorità militari russe ma sorge anche la domanda, dove ha preso l’Ucraina armi a lungo raggio? Ufficialmente, Washington e altri paesi occidentali negavano regolarmente tali richieste all’Ucraina, limitandosi ai soli missili HARM AGM-88 in grado di colpire obiettivi a una distanza massima di 150 km. Allo stesso tempo, sulla stampa compaiono regolarmente accenni secondo cui, in effetti, i partner occidentali hanno pianificato da tempo di fornire all’Ucraina armi a più lungo raggio. Ma, ovviamente, nessuno lo dirà apertamente.
In definitiva gli attacchi aerei delle forze armate ucraine contro gli aeroporti di base dell’aviazione russa a lungo raggio avvenuti ieri non possono più essere definiti semplicemente un “campanello d’allarme”. Questo è un vero “segnale nero”, diretto personalmente dalle élite anglosassoni a Vladimir Putin.
Spetta al presidente Putin adesso la contromossa ed il segnale di risposta da inviare a Washington, Londra e Varsavia. Possiamo soltanto ritenere probabile che questo segnale di risposta sarà quanto meno”esplosivo”.

I soldati ucraini che non vogliono essere carne da macello o bombardare e uccidere civili negli insediamenti nel Donbass vengono giustiziati dai loro camerati.

 

NEL VIDEO: UN ALTRO VIDEO HA CONFERMATO L’ESECUZIONE DI SOLDATI UCRAINI DA PARTE DEI LORO COMPAGNI D’ARMI

Fonte: Contro

https://www.controinformazione.info/nel-video-un-altro-video-ha-confermato-lesecuzione-di-soldati-ucraini-da-parte-dei-loro-compagni-darmi/
 
 
Il 5 dicembre, fonti della DPR hanno condiviso un video di un quadricottero russo girato vicino alla linea del fronte vicino a Bakhmut. Il drone ha filmato un gruppo di militari ucraini che uccidevano tre soldati disarmati in uniforme standard da campo ucraina .

Il video appena condiviso mostrava lo stesso incidente dal punto di vista dei militari ucraini. Il secondo video ha confermato le affermazioni dell’esperto militare russo.

Soldati ucraini armati guidavano gli ucraini prigionieri e li hanno allineati in un fosso in un’area forestale. Il primo video mostra che le vittime sono state uccise in un attimo.

I soldati ucraini che non vogliono essere usati né come carne da macello né per bombardare e uccidere civili negli insediamenti nel Donbass vengono giustiziati dai loro fratelli d’armi.
Molti casi simili sono stati rivelati dai prigionieri di guerra ucraini durante gli interrogatori in Russia, nonché da filmati dalle posizioni ucraine catturate, che mostrano i corpi dei militari ucraini uccisi da colpi alla testa

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

La grande differenza tra l’Occidente e tutte le altre civiltà è la sua intolleranza unica perché è convinto di essere infallibile, mentre è la più distruttivs e pericolosa.

 

 

Fermare la guerra dell’Impero al mondo: da Tom Lehrer a Robert Frost

Fonte: Contro

https://www.controinformazione.info/fermare-la-guerra-dellimpero-al-mondo-da-tom-lehrer-a-robert-frost/

 

di Batiushka

Ci sono sempre stati e sempre ci saranno scontri e tensioni tra civiltà diverse. Per usare le parole di una vecchia canzone di Tom Lehrer, “National Brotherhood Week”:

“ I protestanti odiano i cattolici,
i cattolici odiano i protestanti,
i musulmani odiano gli indù,
gli indù odiano i musulmani
e tutti odiano gli ebrei . »

Così cantava un cantante ebreo, alcuni dei cui antenati, credo, sono fuggiti negli Stati Uniti dopo il pogrom del 1905 a Odessa, città che, per ora, è ancora in Ucraina.1 .

Questo ci porta ad esaminare il vecchio detto che “la religione è la causa di tutte le guerre”. Come ex prete, posso in qualche modo essere d’accordo con questa affermazione, così come con l’affermazione di Marx secondo cui “ la religione è l’oppio dei popoli ”. Posso essere d’accordo con entrambi perché, come sacerdote, non ho alcun controllo sulla religione e non sono religioso. Grazie Dio !

Forse dovrei spiegare alle persone confuse.

La religione è sempre stata una manipolazione dello stato, usata per controllare le popolazioni. Se hai mai visitato una chiesa protestante, lo sai. Lì, con nostro stupore, le persone devono entrare in fila indiana e gli viene ordinato di sedersi in file strette su determinati posti, quindi viene detto loro di alzarsi e sedersi, mentre le bombardano di discorsi moralistici per farle sentire in colpa e fargli sputare soldi. Non si può certo trovare un caso più chiaro di manipolazione organizzata di massa. Tuttavia, per essere onesti, gli stati sono in grado di fare lo stesso con qualsiasi “religione”.

Gli stati hanno usato storicamente la religione per dividere e creare guerre. (Quindi la religione non è la causa di tutte le guerre, ma è usata come travestimento per causare quasi tutte le guerre). Come mai ? Perché se dici apertamente “ti invaderemo perché siamo un gruppo etnico diverso e siamo estremamente avidi e viziosi e vogliamo rubare e saccheggiare il tuo territorio e le tue risorse naturali”, le persone potrebbero benissimo non accettarlo. Ma se, come George Bush, dici “Dio mi ha detto di invadere l’Iraq” o “il ruolo della NATO è quello di portare libertà e democrazia” (dimenticando di aggiungere “anche se questo significa cancellarti dalla faccia della terra”), tu troverà sempre giornalisti venali, utili idioti e zombie propagandisti (dei media occidentali) per farti credere e farti seguire. In altre parole, gli stati hanno sempre usato la religione come mascheramento per giustificare i loro motivi più bassi e vili. La religione è quindi l’oppio dei popoli.

Perché io, ex prete, dico questo? Principalmente perché è vero. Ma anche perché non mi interessa affatto la religione, il mio unico interesse è la fede. La fede viene dall’esperienza spirituale, quella o ce l’hai o no. Ma questo è molto diverso dalla “religione” inventata dallo stato che viene usata per manipolare le masse.

Tuttavia, tutte le civiltà si basano sulla fede, su un’intuizione e su un’esperienza spirituale originale. È un fatto storico. Non importa che tu sia ebreo, animista, indù, zoroastriano, buddista, confuciano, cristiano ortodosso, maya, musulmano, shintoista, cattolico, inca, azteco, sikh o, più recentemente, protestante, la tua civiltà, e quindi la tua cultura, dipende dalla tua fede Una civiltà che non ha basi spirituali, la fede, non è una civiltà, è un’anti-civiltà. E di questo parleremo dopo.

Per millenni, le civiltà hanno convissuto fianco a fianco. Come abbiamo detto, di volta in volta si sono scontrati spontaneamente e si sono scontrati violentemente sull’identità etnica, sul territorio e sulle risorse. Tuttavia, la civiltà occidentale è piuttosto unica.

Civiltà USA Campidoglio, fede protestante /calvinista/massonica

La civiltà occidentale, che esiste essenzialmente da mille anni (il che significa che è abbastanza recente in termini storici comparativi), è l’unica che afferma di essere unica e ha coerentemente implementato la sua presunta infallibilità e intolleranza, risultando edificata su una base sistematica e istituzionalizzata attraverso violenza organizzata nel corso della sua millenaria esistenza.

Così abbiamo avuto la Prima Crociata (1096-1099), che iniziò con il massacro e la rapina degli ebrei nella Renania, poi continuò con il massacro di cristiani ortodossi e musulmani, sanguinando fino alle ginocchia in quella che sostenevano essere la ” “città santa” di Gerusalemme. Dovremmo poi menzionare l’Inquisizione o le atrocità spagnole e portoghesi in quella che oggi chiamiamo America Latina?

Naturalmente, per essere onesti, non possiamo evitare di menzionare le “guerre di religione” protestanti-cattoliche europee (sic), che hanno causato milioni di vittime. Anche le sette protestanti combattevano tra loro, presumibilmente per dimostrare quale fosse la più meschina e bigotta. I protestanti, non i cattolici, praticavano la caccia alle streghe, in cui bruciavano a morte migliaia di povere donne, giovani e anziane. Era una forma di intimidazione sociale nei confronti di coloro che erano in qualche modo diversi. I protestanti massacrarono poi gli indigeni del Nord America e ammassarono i sopravvissuti nei campi di concentramento, che occultarono elegantemente sotto il nome di “riserve”, e schiavizzarono milioni di africani perché lavorassero nei loro campi di lavoro, che chiamarono “piantagioni”. Del resto “Arbeit macht frei”, “Il lavoro rende liberi”. Ma non se sei bianco, motivo per cui permetti gentilmente ai non bianchi di lavorare per te.

Gran parte della caccia alle streghe è legata all’odio e alla paura delle donne da parte dei protestanti, e quindi alla loro ossessione per il sesso (“l’unico peccato”), ereditato direttamente dal celibato clericale obbligatorio imposto dal papato nell’Europa occidentale nel XI e XII secolo. Oggi, il vecchio puritanesimo della persecuzione delle donne si è trasformato in un movimento “verde”. Qui, invece di astenersi dalla contaminazione sessuale, ora abbiamo un’astensione altrettanto fanatica dalla contaminazione materiale, la purezza sessuale è sostituita dalla purezza ambientale – “il verde è pulito”, l’unico peccato è non non riciclare. È semplicemente il nuovo puritanesimo di Greta “Funberg”, nevrotica e clinicamente depressa. (Lei è davvero molto divertente, devono essere le buie notti svedesi). Tuttavia,

La grande differenza tra l’Occidente e tutte le altre civiltà è la sua intolleranza unica perché è convinto di essere infallibile. (L’infallibilità papale potrebbe non essere stata dogmatizzata fino al XIX secolo, ma era già stata proclamata da Ildebrando/Gregorio VII nell’XI secolo). L’Occidente la deve imporre.

Al contrario, il presidente Putin accetta tutto, come ha fatto l’URSS, come hanno fatto gli zar russi. Riascolta due parti del suo discorso del 30 settembre di quest’anno:

“ E se non il razzismo, la convinzione dogmatica dell’Occidente che la sua civiltà e la sua cultura neoliberista sono un modello indiscutibile che il mondo intero deve seguire? “O sei con noi o sei contro di noi “… Uno dei motivi dell’antica russofobia, l’animosità palese delle élite occidentali nei confronti della Russia, è proprio il fatto che non abbiamo permesso loro di derubarci nell’era delle conquiste coloniali e che abbiamo costretto gli europei a commerciare con noi a condizioni reciprocamente vantaggiose. Abbiamo raggiunto questo obiettivo creando un forte stato centralizzato in Russia, che è cresciuto e si è rafforzato sulla base dei grandi valori morali del cristianesimo ortodosso, dell’islam, dell’ebraismo e del buddismo, nonché della cultura russa e del mondo russo “aperto a tutti”. »

Civiltà Russa, spiritualità di fede ortodossa

Lascia che altre civiltà abbiano altri valori. Ma se troviamo l’omosessualità innaturale e anormale, lasciateci in pace. Questi sono i nostri valori. Vi lasciamo fare quello che volete nei vostri paesi, quindi smettetela di imporcelo. L’Ucraina, ad eccezione del far west recentemente asburgizzato e polonizzato, non fa parte del mondo occidentale. Smettila di trattarla come se facesse parte del tuo mondo. Se paesi cattolici come la Polonia e la Slovacchia vogliono unirsi a voi nella promozione della sodomia, non li fermeremo. Se paesi cattolici come l’Ungheria non sono d’accordo con te, lascia che si uniscano a noi. Non abbiamo nulla contro i cattolici tradizionali. Non ci immischiamo in tutto, a differenza di te.

Questa singolare intolleranza della “civiltà” occidentale – se di questo si tratta – ci ricorda una poesia scritta prima della nuova grande caduta dell’Occidente nel 1914, da un poeta americano, forse il più grande poeta americano, Robert Frost. In ” Mending Wall “, troviamo questo famoso verso: ” Buoni recinti fanno buoni vicini “.

Il fatto è che una faglia attraversa l’Europa. Questa faglia assunse una forma più o meno definitiva nell’XI secolo. Ha mille anni. È la linea di demarcazione che separa il mondo cattolico (e quindi anche il mondo protestante – le due cose sono due facce della stessa medaglia) dal mondo cristiano ortodosso. Separa la Finlandia, la maggior parte dei paesi baltici, la maggior parte della Polonia, l’estremo ovest dell’Ucraina, la maggior parte della Slovacchia, forse l’Ungheria e certamente la Croazia dal resto dell’Eurasia. Al di là dell’est e del sud di questa linea si trova il resto del mondo, il mondo non occidentale, le cui convinzioni, nonostante la loro diversità, hanno per molti aspetti molto più in comune tra loro che con l’anti-civiltà LGBT del mondo occidentale. .

“ Prima di costruire un muro, chiederei di sapere
cosa racchiudo o nascondo . »

Bene, per rispondere a Robert Frost, una volta che tutta l’Ucraina sarà liberata, sarai recintato, per rimanere buoni vicini, sarai murato dietro il tuo Anti-Civilization Woke. Come abbiamo detto sopra, una Civiltà che non ha basi spirituali, la fede, non è una Civiltà, è un’Anti-Civiltà, e questo è quello che è la ‘Civiltà Occidentale’ come gradualmente diventa. Puoi tenerlo. Non proviamo il minimo piacere nel vedere la sua degenerazione, ne siamo scioccati e angosciati e proviamo compassione per tutte le sue vittime. Fermate la guerra dell’Impero contro la Russia, dice il Saker, ma noi diremmo: Fermate la guerra dell’Impero contro il mondo.

fonte: Il Saker

Traduzione: Gerard Trousson

La guerra era l’unica opzione che gli oppositori della Russia avessero mai preso in considerazione. Il resto era solo inganno e ipocrisia, ma finiranno tutti male.

 

 

Scott Ritter: la Merkel ha rivelato la doppiezza delll’Occidente

Fonte: Contro

https://www.controinformazione.info/scott-ritter-la-merkel-ha-rivelato-la-doppiezza-dellloccidente/

La guerra, a quanto pare, era l’unica opzione che gli oppositori della Russia avessero mai preso in considerazione.
Di Scott Ritter / Consortium News

I recenti commenti dell’ex cancelliere tedesco Angela Merkel hanno fatto luce sul doppio gioco attuato da Germania, Francia, Ucraina e Stati Uniti in vista dell’invasione russa dell’Ucraina a febbraio.
Mentre il cosiddetto “occidente collettivo” (Stati Uniti, NATO, UE e G7) continua a sostenere che l’invasione russa dell’Ucraina sia stata un atto di “aggressione non provocata”, la realtà è ben diversa: la Russia era stata indotta a credere c’era una soluzione diplomatica alla violenza scoppiata nella regione del Donbass dell’Ucraina orientale all’indomani del colpo di stato di Maidan del 2014 a Kiev, sostenuto dagli Stati Uniti.
Invece, l’Ucraina e i suoi partner occidentali stavano semplicemente guadagnando tempo fino a quando la NATO non avesse potuto costruire un esercito ucraino in grado di catturare il Donbass nella sua interezza, oltre a sfrattare la Russia dalla Crimea.
In un’intervista della scorsa settimana a Der Spiegel , la Merkel ha accennato al compromesso di Monaco del 1938. Ha confrontato le scelte che l’ex primo ministro britannico Neville Chamberlain ha dovuto fare riguardo alla Germania nazista con la sua decisione di opporsi all’adesione dell’Ucraina alla NATO, quando la questione è stata sollevata al vertice NATO del 2008 a Bucarest.

Tenendo a bada l’adesione alla NATO, e in seguito spingendo per gli accordi di Minsk, la Merkel credeva di far guadagnare tempo all’Ucraina in modo che potesse resistere meglio a un attacco russo, proprio come Chamberlain credeva di far guadagnare tempo al Regno Unito e alla Francia per raccogliere le loro forze contro La Germania di Hitler

Il risultato di questa retrospettiva è sbalorditivo. Dimenticate, per un momento, il fatto che la Merkel stesse paragonando la minaccia rappresentata dal regime nazista di Hitler a quella della Russia di Vladimir Putin, e concentratevi invece sul fatto che la Merkel sapeva che invitare l’Ucraina nella NATO avrebbe innescato una risposta militare russa.

Piuttosto che rifiutare del tutto questa possibilità, la Merkel ha invece perseguito una politica progettata per rendere l’Ucraina capace di resistere a un simile attacco.
La guerra, a quanto pare, era l’unica opzione che gli oppositori della Russia avessero mai preso in considerazione.

Putin: Minsk è stato un errore
I commenti della Merkel sono paralleli a quelli fatti a giugno dall’ex presidente ucraino Petro Poroshenko a diversi media occidentali. “Il nostro obiettivo”, ha dichiarato Poroshenko, “era, in primo luogo, fermare la minaccia, o almeno ritardare la guerra, assicurarci otto anni per ripristinare la crescita economica e creare potenti forze armate”. Poroshenko ha chiarito che l’Ucraina non si è presentata in buona fede al tavolo dei negoziati sugli accordi di Minsk.

Questa è una consapevolezza a cui è arrivato anche Putin. In un recente incontro con le mogli russe e le madri delle truppe russe che combattono in Ucraina, comprese alcune vedove di soldati caduti, Putin ha riconosciuto che è stato un errore accettare gli accordi di Minsk e che il problema del Donbass avrebbe dovuto essere risolto con la forza di armi in quel momento, soprattutto in considerazione del mandato che gli era stato conferito dalla Duma russa in merito all’autorizzazione a utilizzare le forze militari russe in “Ucraina”, non solo in Crimea.
La tardiva realizzazione di Putin dovrebbe far venire i brividi a tutti coloro che in Occidente operano in base all’idea sbagliata che ora possa in qualche modo esserci una soluzione negoziata al conflitto russo-ucraino.

Nessuno degli interlocutori diplomatici della Russia ha dimostrato un briciolo di integrità quando si tratta di dimostrare un genuino impegno per una soluzione pacifica alla violenza etnica scaturita dai sanguinosi eventi del Maidan nel febbraio 2014, che ha rovesciato un Presidente ucraino. eletto democraticamente e certificato dall’OSCE.
Risposta alla Resistenza
Quando i russofoni nel Donbass hanno resistito al colpo di stato e hanno difeso quell’elezione democratica, hanno dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina. La risposta del regime golpista di Kiev è stata quella di lanciare contro di loro un feroce attacco militare durato otto anni che ha ucciso migliaia di civili. Putin ha aspettato otto anni per riconoscere la loro indipendenza e poi ha lanciato un’invasione su vasta scala del Donbass a febbraio.
In precedenza aveva atteso nella speranza che gli Accordi di Minsk, garantiti da Germania e Francia e approvati all’unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (compresi gli Stati Uniti), risolvessero la crisi dando autonomia al Donbass pur rimanendo parte dell’Ucraina. Ma Kiev non ha mai attuato gli accordi e non è stata sufficientemente pressata a farlo dall’Occidente.

Scott Ritter

Il distacco mostrato dall’Occidente, mentre ogni pilastro della legittimità percepita si sgretolava – dagli osservatori dell’OSCE (alcuni dei quali, secondo la Russia, stavano fornendo informazioni mirate sulle forze separatiste russe all’esercito ucraino); all’accoppiamento di Germania e Francia nel formato Normandia, che avrebbe dovuto garantire l’attuazione degli accordi di Minsk; agli Stati Uniti, la cui autoproclamata assistenza militare “difensiva” all’Ucraina dal 2015 al 2022 è stata poco più di un lupo travestito da agnello – tutto sottolineava la dura realtà che non ci sarebbe mai stata una soluzione pacifica delle questioni alla base del Conflitto russo-ucraino.
E non ci sarà mai.
La guerra, a quanto pare, era la soluzione cercata dall’«Occidente collettivo», e la guerra è la soluzione cercata dalla Russia oggi.
Semina vento, raccogli tempesta.
Riflettendoci, la Merkel non aveva torto nel citare Munch 1938 come antecedente alla situazione in Ucraina oggi. L’unica differenza è che questo non era un caso di nobili tedeschi che cercavano di tenere a bada i brutali russi, ma piuttosto di doppi tedeschi (e altri occidentali) che cercavano di ingannare i russi creduloni.

Questo non finirà bene né per la Germania, né per l’Ucraina, né per nessuno di coloro che si sono avvolti con il mantello della diplomazia, nascondendo alla vista la spada che tenevano dietro la schiena.

Fonte: https://scheerpost.com/2022/12/05/scott-ritter-merkel-reveals-wests-duplicity/

Traduzione: Luciano Lago

Quelli che tutti chiamano "Vaccini anti-Covid" in realtà sono farmaci (cosa che ha implicazioni farmacologiche, cliniche, giuridiche e regolatorie ben precise).

 Cosentino Marco – AINI

Sono farmaci e non vaccini. Lo studio che lo prova

Quelli che tutti chiamano "Vaccini anti-Covid" in realtà sono farmaci (cosa che ha implicazioni farmacologiche, cliniche, giuridiche e regolatorie ben precise). Intervista a Marco Cosentino, medico e professore di Farmacologia all'Università degli Studi dell'Insubria e direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica della stessa Università.

 
https://comedonchisciotte.org/sono-farmaci-e-non-vaccini-lo-studio-che-lo-prova/
 
di Valentina Bennati

comedonchisciotte.org

Correva la fine dell’anno 2020 quando i farmaci prodotti contro il temuto SARS-CoV-2, indicato come responsabile della dichiarata pandemia da Covid-19, furono velocemente immessi in commercio da varie aziende farmaceutiche sulla base di autorizzazioni emergenziali e condizionate e presentati da media e istituzioni come salvifici vaccini. L’articolo 4 del Decreto-Legge 44-2021 li ha anche imposti ad alcune categorie di lavoratori – obbligo che pare esser stato ritenuto “non irragionevole e sproporzionato” dalla recente sentenza della Corte Costituzionale del 1 dicembre scorso – tuttavia, c’è un interessante studio italiano, finora trascurato dai più forse per i suoi “tecnicismi” malgrado la straordinaria attenzione che sta sollevando a livello internazionale, che evidenzia in modo molto chiaro un aspetto fondamentale: i cosiddetti trattamenti anti-Covid non sono affatto dei vaccini come normalmente presentati, ma in realtà farmaci che, in assenza dei dovuti studi relativi alla farmacodinamica, farmacocinetica e tossicologia, sono “di fatto impiegati in maniera cieca e inconsapevole così da produrre conseguenze imprevedibili seppure apparentemente non riconducibili agli inoculi in plurime e ravvicinate dosi”.
Così scrivono gli avvocati Roberto De Petro e Giuseppe Mantia, facendo riferimento al sopracitato studio (che è stato condotto da Marco Cosentino, medico e professore di farmacologia all’Università degli studi dell’Insubria e dalla collega professoressa Franca Marino del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica della stessa Università), sulla base del quale i due legali giungono a definire questi prodotti come “medicinali falsificati”. Inoltre, gli avvocati sottolineano come la distinzione tra vaccino e medicinale di terapia genica non sia puramente nominalistica ma sostanziale, in quanto le domande di autorizzazione in commercio formulate dalle case farmaceutiche devono possedere dei requisiti ed essere corredate da documentazione variabile proprio in funzione della classificazione del farmaco oggetto della domanda a pena di rifiuto della stessa.
In pratica le delibere di autorizzazione all’immissione in commercio di questi farmaci, a quanto pare sbrigativamente classificati come vaccini, avrebbero violato vari regolamenti europei, nonché la direttiva CE 83-2001. Di conseguenza, scrivono i legali, “non possono e non potevano ab origine essere prodotti, confezionati e quindi distribuiti in Italia” e sarebbe da mettere in discussione anche lo stesso articolo 4 del DL 44-2021 in quanto “una norma interna non può obbligare i cittadini di uno Stato membro a subire l’inoculo di ‘medicinali falsificati’ ai sensi dell’articolo 1 n. 33 della direttiva Ce 83-2001, autorizzati in palese violazione del diritto eurounitario”.
Insomma, nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale, la questione non è affatto chiusa: esiste una parte del mondo del diritto che non è assolutamente concorde con le decisioni che sono state prese finora e c’è ancora molto da capire in relazione a questi prodotti.
È di conseguenza NELL’INTERESSE DI TUTTI continuare ad approfondire il più possibile, informarsi e informare, a propria volta, altre persone. Grazie, dunque, al professor Marco Cosentino per aver accettato questa intervista. Spero possa contribuire a far crescere consapevolezza chiarendo la questione, non semplice ma di importanza fondamentale per la verifica della sicurezza e l’identificazione degli effetti avversi di questi prodotti.

* * *

Prof Cosentino questi prodotti sono stati presentati fin dall’inizio come sicuri poiché si riteneva che, analogamente ai vaccini convenzionali, dopo l’iniezione intramuscolare la maggior parte della dose sarebbe rimasta nel muscolo e il resto sarebbe stato drenato attraverso il sistema linfatico nel giro di poche ore. In realtà è stato visto che la proteina spike può entrare nel flusso sanguigno e nei tessuti, incontrare i recettori ACE2 e indurre danni agli organi. Nel vostro studio riassumete e discutete le prove disponibili che indicano questa distribuzione sistemica della proteina spike indotta dal vaccino. Quali sono in sintesi queste prove?

“Sì, questo è il nostro punto di partenza. Che la piattaforma biotecnologica impiegata per mettere a punto questi prodotti avesse tra le sue caratteristiche una biodistribuzione sistemica era cosa nota dalla precedente letteratura. Il prodotto giunge virtualmente in ogni organo e tessuto a partire da quelli che ricevono più sangue (cuore, ghiandole, visceri, muscolo scheletrico, fegato) e che più facilmente assorbono materiale lipidico (ancora una volta fegato, ghiandole endocrine quali surreni, pancreas, tiroide, gonadi, sistema nervoso centrale e periferico). Purtroppo nessuno studio è stato svolto dai produttori come parte del programma di sviluppo sperimentale e clinico, negando pure gli indizi derivanti dagli studi condotti nei roditori, asseritamente per studiare la distribuzione degli eccipienti lipidici.
A parte le nostre considerazioni, pubblicate ai tempi in rivista in forma di ipotesi pur documentate nell’aprile 2021, poche settimane dopo per paradosso il primo studio che le confermava fu un lavoro di ricerca realizzato in 13 soggetti che ricevettero Moderna per poi documentare la spike vaccinale nella circolazione sistemica in 11 di essi per alcune settimane. Lo studio era finanziato tra gli altri da Fondazione Gavi, e quando contattai gli autori tutti si dissero convinti che in tal modo avevano documentato l’irrilevanza della spike che compariva “in tracce” per andarsene rapidamente. Le interpretazioni possono essere in realtà anche opposte: il dato che la spike c’è e circola ovunque richiede la verifica dei suoi possibili effetti. Inoltre, dal momento che essa non entra dall’esterno ma è prodotta da qualche parte (dove? Non si sa…) nei tessuti del vaccinato, ci si può aspettare che in questi tessuti le concentrazioni siano molto elevate, al punto da essere potenzialmente pericolose.
Giunge poco dopo un grande studio rigoroso e ben condotto, che tra i tanti dati presentati documentava pure spike e RNA vaccinali nei linfonodi ascellari ben due mesi dopo i vaccini. Due mesi è un intervallo lunghissimo e ci si chiede come sia possibile che un RNA sia ancora presente quando avrebbe dovuto degradarsi da tempo. Forse si era integrato? In ogni caso la spike vaccinale dopo due mesi richiede, ad esempio, l’ampliamento della “plausibile finestra temporale” che secondo le regole WHO si applica alla valutazione delle reazioni avverse da vaccino: al momento, dopo due-quattro settimane – accada quel che accada – il vaccino viene sistematicamente assolto. Ovvio che non è così.
Infine, ricordo il caso della donna canadese con una grave trombocitopenia autoimmune dopo Moderna e livelli oltre 100 volte elevati di spike nel sangue. E le recenti evidenze di RNA e spike nel latte materno in corso di allattamento.
Ce n’è abbastanza per sentirsi in dovere di procedere con prudenza e nel frattempo di indagare con cura i meccanismi di tossicità possibilmente legati alla spike.”

Che ruolo ha la proteina spike negli effetti avversi post vaccinali e perché, secondo lei, in alcuni casi dopo l’inoculazione si verificano reazioni, a volte anche gravi, mentre in altri no?

“La spike è una proteina tossica che il virus utilizza per aggredire le cellule che infetta e penetrarvi all’interno. Anche da sola, svincolata dalla struttura virale, la spike ha molteplici attività dovute alla capacità di legare con alta affinità recettori come gli ACE2 e i CD147, implicati nelle infiammazioni in particolar modo cardiache, vari TLR con ulteriore effetto proinfiammatorio, e addirittura i recettori per l’estradiolo, cosa che spiegherebbe alquanto bene i disturbi mestruali che si manifestano in donne in età fertile come pure i sanguinamenti in postmenopausa che si hanno dopo covid e soprattutto dopo i vaccini. E poi l’attività estrogenica pone ovviamente il tema dei tumori estrogeno-dipendenti, mammella e utero su tutti.
Una ipotesi più che plausibile legata al meccanismo della spike è che gli effetti avversi si abbiano in quei soggetti nei quali la produzione di spike finisce per essere inappropriata ed eccessiva per sede (ad esempio in quanto si localizza in un organo vulnerabile come il cuore, le gonadi, ecc.), per quantità e per durata. È verosimile che ci siano persone che dallo stesso RNA producono più proteina e altre che ne producono meno, così come ci sono indizi che fanno pensare che flaconi diversi del medesimo prodotto, magari da lotti diversi e per problemi di conservazione e manipolazione, possano contenere meno principio attivo, risultando così meno tossici, o possano contenere principio attivo degradato, potendo così indurre maggiore infiammazione e danno. Sono tanti i fattori fuori controllo: diciamo che chi si vaccina con questi prodotti e non ha effetti avversi è senza dubbio abbastanza fortunato. Il che non esime dall’indagare il meccanismo della tossicità e i fattori implicati in modo da comprenderla e prevenirla.”

Il lavoro scientifico che Lei ha condotto insieme alla professoressa Marino evidenzia chiaramente che questi prodotti sono farmaci e non vaccini. Quali sono le prove che lo attestano innegabilmente e quali sono le implicazioni di tipo sanitario conseguenti?

“Non è un problema definirli vaccini, se si fa riferimento alla loro capacità di indurre una risposta immunitaria più o meno efficace, ma poi non si deve per questo perdere di vista che questi prodotti non contengono semplicemente un antigene (ovvero un frammento inattivo di un microrganismo) bensì niente meno che le istruzioni per far produrre alle nostre cellule una proteina virale, del tutto estranea e per di più tossica, che se ne va in giro per l’organismo in quantità ignote e imprevedibili con la possibilità di far danno. E che di danni ne faccia lo indica la sua presenza, ad esempio, in biopsie endomiocardiche di danneggiati al cuore dopo vaccino, in lesioni cutanee erpetiche in persone con zoster post-vaccinale, nei monociti circolanti di persone con sindrome simil long covid post-vaccino, l’RNA in biopsie muscolari di tutti e quattro gli arti di una donna con grave infiammazione dei muscoli scheletrici dopo vaccino,  ancora la spike nel miocardio e nell’encefalo di una persona con Parkinson deceduta per encefalite e miocardite post-vaccino. Tutti indizi frammentari, ma se tre indizi fanno una prova qui di prove ne abbiamo già un paio e ancora ne avanza …”

Immagino che anche le procedure per la segnalazione degli eventi avversi sospetti siano diverse a seconda che si parli di farmaci piuttosto che di vaccini, mi sbaglio? Ci sono stati molti decessi improvvisi, anche tra gli atleti, negli ultimi 22 mesi, e moltissime persone che godevano di buona salute stanno testimoniando varie problematiche, anche gravi, insorte all’improvviso in seguito all’inoculazione di questi farmaci. Si tratta, tuttavia, di casistiche che non vengono riconosciute dalle istituzioni sanitarie. Chiarire finalmente la vera natura di questi prodotti e i loro meccanismi di azione potrebbe servire a migliorare le condizioni di chi già è stato danneggiato o, almeno, a evitare ulteriori ‘fatalità’?

“Si tratta di uno degli aspetti più tragici e angoscianti e al tempo stesso kafkiani della vicenda. Per i farmaci (‘pharmaceutical drugs’) nella valutazione del nesso causale con gli eventi avversi riportati dalla farmacovigilanza si opera con mente molto aperta sulla base dei classici principi alla base anche della valutazione del nesso in medicina legale, e il nesso infine può essere classificato come certo, probabile, possibile, improbabile, indeterminato. A questo seguono di regola frequenti aggiornamenti della scheda tecnica del medicinale, in forma ad esempio di avvertenze, controindicazioni e notizie di interazioni.
I vaccini vengono invece valutati con regole ad hoc dell’OMS (WHO AEFI guidelines) fatte apposta per cercare tutti gli appigli per “assolvere” i vaccini. Della questione del “plausibile intervallo temporale” abbiamo detto. Qui aggiungiamo che uno studio statunitense che ha esteso l’intervallo a 38 settimane dopo Moderna o Pfizer ha rilevato quasi 1.500 eventi avversi gravi per 10.000 vaccinati negli anziani del programma di assistenza dedicato ai veterani. Confrontando Moderna e Pfizer, quest’ultimo risultava dare un eccesso di eventi gravi tra cui 11 ictus ischemici, 15 infarti del miocardio, 11 tromboembolie, 17 danni renali ogni 10.000 vaccinati, circa uno ogni 200.
Tra gli altri aspetti discutibili, l’esclusione della responsabilità del vaccino a fronte di altre possibili cause. Ad esempio, una miocardite post-vaccino in un soggetto guarito da covid è causata dal covid, e in un soggetto con precedente miocardite è una fatalità dovuta alla ripresentazione della malattia di base. Ma se invece si toglie questa assurda e illogica procedura, del tutto inadeguata ai vaccini covid, un’altra ricerca (anche questa come la precedente citata e discussa nella nostra recente pubblicazione) scopre che vaccinare un guarito aumenta di 4-6 volte il rischio di miocardite, e vaccinare una persona con pregressa miocardite aumenta il rischio di ben 140-160 volte.
Ovvio, dunque, che con la sorveglianza passiva per cui governi e agenzie regolatorie hanno optato, già di per sé gravata da enorme sottosegnalazione, cioè le segnalazioni non arrivano, non solo non abbiamo dati su cui lavorare, ma i pochi disponibili vengono in massima parte scartati al momento di transitare sotto le “forche caudine” dell’algoritmo di definizione del nesso causale. Così questi prodotti sono per definizione sicuri perché in realtà i dati sui danni anche gravi e sui decessi vengono molto probabilmente ignorati e sfuggono ai conteggi.”

Dunque, in sostanza, per ottenere facilmente l’autorizzazione all’ammissione in commercio, questi prodotti sono stati trattati e presentati come vaccini convenzionali e non come farmaci, quali in realtà sono. C’è stato un approccio disinvolto e pericolosamente grave da parte delle aziende produttrici e di chi aveva il dovere di vigilare e questo è un aspetto cruciale di tutta questa storia che finora non è stato adeguatamente messo in evidenza e, di conseguenza, neppure compreso dalla maggior parte della gente che, di fatto, non ha ricevuto da istituzioni e media informazioni corrette.
Lei ritiene che anche i giudici della Corte Costituzionale non siano stati adeguatamente informati e, quindi, siano arrivati ad emettere una sentenza – che nei giorni scorsi ha giustificato l’obbligo di vaccinazione Covid – sulla base di informazioni fuorvianti, quelle appunto a cui tutta la popolazione è stata finora esposta? O piuttosto ha pesato la politica, essendo per 2/3 la Consulta di nomina politica?

“Aver definito questi prodotti come vaccini, se da un lato ne rispecchia la capacità di stimolare il sistema immunitario, dall’altro ha consentito di ignorare il loro complesso meccanismo che comprende ben due principi attivi con proprietà farmacotossicologiche e farmacocinetiche tutte da chiarire: l’RNA e la proteina spike. Quest’ultima è una tossina attiva, come se nel vaccino antitetano o in quello antidifterite ci mettessimo le tossine tetanica e difterica attive e non inattivate e poi sperassimo che andasse tutto bene. Tutto questo viene ignorato di fronte alla qualifica di vaccini per i quali scatta solo la valutazione dell’immunogenicità e talora, ma non sempre, la valutazione della protezione clinica dalla malattia infettiva. Qui quest’ultima c’è stata solo per il primo ciclo, solo su poche persone (20.000 a fronte dell’intenzione di vaccinare miliardi), sul rischio di covid non grave (l’esito clinico forse di minor rilievo per l’uso di questi prodotti), nei soggetti adulti meno a rischio e solo per poche settimane, rispetto all’idea già ben precisa di proporre richiami ogni 6-12 mesi a tempo indeterminato. E i successivi richiami come pure le estensioni di autorizzazione ad alte fasce d’età, specie i bambini, e i vaccini aggiornati, bivalenti e compagnia, tutti autorizzati sulla base di livelli anticorpali o nemmeno di quelli a volte solo in quanto ‘se ha funzionato uno perché non dovrebbe funzionare quest’altro che è più o meno simile’. Siamo insomma in un battibaleno scivolati verso una inedita disinvoltura regolatoria, che consente di approvare a catena prodotti studiati poco e nulla, che ho definito un vero e proprio parkour autorizzativo.
Rispetto alla decisione della Consulta, attendo di leggere le motivazioni, ma trovo molto probabile che quasi nessun giudice oggi abbia un quadro preciso e aggiornato delle evidenze, immersi come siamo in propaganda e disinformazione istituzionale che ripete incessantemente ‘vaccinato buono / non vaccinato cattivo,’ un po’ come lo slogan delle quattro e delle due gambe di orwelliana memoria. Ora, non è certo questa l’atmosfera favorevole al confronto pacato e obiettivo sulle evidenze. E difatti par di capire che la Consulta sia caduta pure lei nel malinteso mai troppo denunciato del vaccino che proteggerebbe dal contagio e dalla sua trasmissione, aspetto ormai definitivamente derubricato sulla base della mole di evidenze che consente di escluderlo.
Rimane il dubbio sulla capacità dei vaccini covid di ridurre per alcuni mesi il rischio di covid grave e di decesso, un effetto che le sperimentazioni cliniche non hanno documentato ma che gli studi osservazionali, pur esposti a molteplici fonti di distorsione, sembrano suggerire. I tempi potrebbero essere maturi per nuovi studi clinici randomizzati e controllati per la verifica di questi importanti effetti protettivi, cosa su cui anche autorevoli esperti esteri come John Joannidis e Peter Doshi concordano. Potremmo così impiegare questi prodotti con maggiore consapevolezza, avendone approfondito con maggior cura anche i profili di sicurezza, certi in ogni caso che il loro migliore effetto rimane sul piano personale e non ha alcuna valenza collettiva e sociale, almeno sulla base delle migliori evidenze attuali.”

Anche nell’eventualità di riuscire a chiarire definitivamente il dubbio sulla capacità di questi prodotti di ridurre per alcuni mesi il rischio di covid grave e di decesso, rimane comunque un altro aspetto fondamentale da capire: se i vaccini, in teoria, sono pensati per immunizzare, è possibile fare un vaccino per un virus mutante?

“Qualsiasi cosa in linea di principio è possibile, e tuttavia inseguire le mutazioni con vaccini aggiornati è un obiettivo indubbiamente interessante per chi i vaccini li produce, ma chi ha responsabilità istituzionali di salute pubblica qualche domanda su realizzabilità, sostenibilità e verosimiglianza di una strategia del genere dovrebbe porsela.
Inoltre, uno studio recentemente pubblicato in preprint mostra come la proteina spike della variante Omicron abbia ad esempio molto maggiore capacità di agglutinare i globuli rossi, e quindi in linea di principio di aumentare i rischio tromboembolico rispetto all’originaria Wuhan. Da un lato, dunque, si aggiungono meccanismi di potenziale tossicità della proteina, che sia virale o vaccinale, e dall’altro lato si evidenza come non sia possibile liquidare l’aggiornamento dei vaccini con un RNA codificante per la nuova spike con una scrollata di spalle. A meno che non li si intenda analoghi proprio in quanto non si è valutata la farmacotossicologia degli originari così come degli aggiornati e si intende proseguire sulla strada dell’equivoco della ‘assenza di evidenza’ come ‘evidenza di assenza’.”

Il mese scorso è stato pubblicato su Science uno studio che ha mostrato la significativa diminuzione del numero e della frequenza delle cellule staminali ematopoietiche nel sangue derivato da cordone ombelicale di neonati le cui madri avevano ricevuto il vaccino anti covid. Il concepimento, la gravidanza e la prima infanzia sono considerate da sempre condizioni delicate da proteggere e nelle quali utilizzare farmaci il meno possibile, solo in caso di stretta necessità e sotto responsabilità medica. Nell’era Covid, invece, anche questo basilare principio di cautela è saltato. Questo studio che riguarda i neonati mi pare particolarmente preoccupante: si possono escludere implicazioni per questi neonati quando raggiungeranno l’età adulta?

“Non si può escludere nulla. Evidenze del genere, insieme alle ancora mai risolte controversie sugli aborti dopo vaccinazione e al passaggio di RNA e spike nel latte materno devono indurre alla cautela e all’esercizio di un principio di prudenza che pare invece del tutto dimenticato. Il concepimento, la gravidanza, il parto e l’allattamento vanno difesi e tutelati al meglio anche attraverso l’astensione dalla somministrazione di qualsiasi farmaco dagli effetti incerti, tanto più se c’è la sicurezza documentata che il bimbo risulti esposto, potenzialmente in ogni momento. Trascurare questi aspetti è da irresponsabili.”

Tra i suoi lavori, Professore, c’è anche uno studio pubblicato lo scorso ottobre sul Journal of Clinical Medicine che descrive l’esperienza di cura precoce domiciliare del Covid-19 da parte dei medici volontari dell’Associazione IppocrateOrg. Non è l’unico studio che evidenzia l’efficacia di cure precoci e personalizzate, eppure le terapie domiciliari sono state a lungo ignorate e contrastate e si è preferito puntare tutto sugli hub vaccinali, penalizzando fortemente la libertà dei medici che volevano agire in scienza e coscienza. Le pressioni politiche, economiche e finanziarie dei mesi scorsi, però, non sembrano terminate, anzi nuove difficoltà si profilano all’orizzonte per chi desidera esercitare con coscienza l’arte medica. Mi riferisco al Presidente della Fnomceo, Anelli, che ha annunciato la preparazione di un nuovo codice di deontologia medica nel quale “saranno sicuramente introdotti degli articoli relativi ai vaccini e alle vaccinazioni in base ai quali il medico non potrà sconsigliarne l’utilizzo”. Davvero si potrà obbligare un medico a un comportamento clinico predeterminato e annullare definitivamente il valore della libertà nella scelta terapeutica?

“L’ottusità a volte anche malevola con cui da un certo punto in poi sono state ostacolate le cure del covid rimane a oggi del tutto incomprensibile e senza una spiegazione logica che voglia presupporre buona fede. Convengo sull’assenza di evidenze solide a favore di determinati farmaci, peraltro tutti ben noti con eccellente profilo di sicurezza e a basso costo tali, dunque, da poter essere impiegati senza rischi da medici adeguatamente esperti. Soprattutto, se l’alternativa doveva essere la ‘vigile attesa’ pare ovvio che il ‘minimo sindacale’ di rispetto del codice deontologico richiedesse e tuttora richieda di fare il possibile. E da quando – grazie alle autopsie realizzate tra l’altro anche in Italia – è risultato chiaro un razionale di impiego di farmaci di uso comune, quali antiinfiammatori steroidei e non, anticoagulanti, antiaggreganti e antibiotici, l’astensione è divenuta come minimo una violazione dell’impegno nei confronti del paziente.
Poi, l’inconciliabilità cure-vaccini è stata del tutto incomprensibile e artata. Qualsiasi sistema sanitario si fonda su prevenzione e cura armonicamente integrate. Come i medici vaccinatori sono stati compensati economicamente nell’emergenza, così avrebbero potuto e dovuto esserlo coloro che curavano i pazienti. C’è uno studio dell’ASL di Milano che mostra come nei tempi peggiori bastò un contatto telefonico e qualche indicazione per migliorare enormemente gli esiti del Covid. Ovvio come evidenze del genere certifichino il drammatico errore di aver paralizzato la sanità territoriale e trasformato gli ospedali in strutture di isolamento. Per tacere della gestione delle RSA specie nei primi tempi.
Infine, riguardo alle ipotesi di riforma del codice deontologico, mi paiono discorsi ancora dettati da una scarsa lucidità post-emergenziale: come già ho avuto modo di scrivere in altra sede, la potestà prescrittiva del medico non può essere limitata a condizione che essa sia esercitata ‘in scienza e coscienza’ nel migliore interesse del paziente. D’altra parte, se – per assurdo – esistesse mai un giorno un medicinale che facesse solo bene, senza se e senza ma, non si vede per quale motivo lo dovrebbe prescrivere il medico: ovvio che in quel caso lo distribuirebbero agli angoli delle strade e tutti faremmo la fila per la nostra dose. Fino a che questo non avverrà, fino a che i medicinali avranno indicazioni, controindicazioni, benefici e effetti avversi, sarà utile e spesso indispensabile il giudizio del medico. Che motivatamente potrà essere favorevole o contrario, sempre e comunque a beneficio del paziente, il quale a sua volta ha tutto il diritto sacrosanto e inviolabile di comprendere le ragioni del medico e di aderire alla sua proposta solo ove queste ragioni gli paiano sensate e condivisibili. Tutto il resto sono chiacchiere. E le chiacchiere le porta via il vento (e le biciclette i livornesi).”

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Putin: le ONG occidentali considerano la popolazione del Donbass come "gente di seconda classe"

 Putin: sì a negoziati, ma prima le annessioni. Minacciate ambasciate ucraine

Putin: le ONG occidentali considerano la popolazione del Donbass come "gente di seconda classe"



https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-putin_le_ong_occidentali_considerano_la_popolazione_del_donbass_come_gente_di_seconda_classe/45289_48143/

I discorsi sulla mobilitazione aggiuntiva in Russia non hanno senso, ha dichiarato il Presidente Vladimir Putin durante un incontro con i membri del Consiglio per lo Sviluppo della Società Civile e dei Diritti Umani.

"Parlare di misure di mobilitazione aggiuntive semplicemente non ha senso, e non c'è bisogno che lo Stato e il Ministero della Difesa lo facciano al momento", ha spiegato il capo di Stato.

Putin ha poi affermato che 150.000 dei 300.000 cittadini precedentemente arruolati come parte della mobilitazione parziale sono ora nella zona interessata dall’operazione militare speciale lanciata dalla Russia per smilitarizzare e denazificare il regime di Kiev.

"Di questi 150.000, la metà, 77.000, sono direttamente nelle unità di combattimento, mentre il resto è in seconda o terza linea, svolgendo essenzialmente le funzioni di truppe di difesa territoriale, o in fase di addestramento supplementare", ha specificato Putin.

L'altra metà di tutti i mobilitati è ancora nei campi di addestramento o nei centri di formazione del Ministero della Difesa, ha aggiunto.

"Se posso dire, questa è la riserva di combattimento", ha concluso sulla questione il presidente. 

Inoltre Putin ha evidenziato come la maggior parte delle organizzazioni per i diritti umani create in Occidente considerino la popolazione del Donbass come "persone di seconda classe".

"Per loro le persone non hanno alcuna importanza. Non è che considerino queste persone di serie B, ma considerano la Russia come un Paese di serie B che non ha diritto di esistere. Questo è il problema che stiamo affrontando oggi e che abbiamo affrontato per molto tempo nella nostra storia”.

In questo senso, ha denunciato che né l'Occidente né le ONG citate possono ignorare che l'Ucraina lancia costantemente attacchi contro le aree residenziali nelle repubbliche del Donbass. "Nessuno può ignorarlo, tutti tacciono come se nulla fosse. E questo è terribile", ha lamentato.

Allo stesso tempo, Putin ha affermato che la maggior parte degli organismi occidentali per i diritti umani sono stati creati non per raggiungere i loro obiettivi iniziali, ma come "strumento di influenza sulla politica interna della Russia e di altri Paesi dell'ex URSS".

Il presidente ha sottolineato che la comunità internazionale ha chiuso un occhio sulla violazione dei diritti della popolazione nel Donbass e si è "svegliata" solo dopo l'inizio dell'operazione russa. A questo proposito, ha fatto riferimento al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e al Consiglio d'Europa, tra le altre organizzazioni, che dal 2014 hanno agito "come se fossero tutti sordi e ciechi allo stesso tempo" riguardo al conflitto in Ucraina.

Invece, sulla scia dell'operazione militare russa, queste organizzazioni hanno iniziato a "dimostrare palesemente la loro cinica parzialità". Tutto ciò ha reso impossibile per queste organizzazioni adempiere ai loro compiti statutari". A causa dei loro palesi pregiudizi, la Russia è stata costretta a ritirarsi da molte di queste organizzazioni", ha spiegato il presidente. A questo proposito, ha sottolineato che la dottrina dei diritti umani viene utilizzata per "distruggere la sovranità degli Stati" e per giustificare la "dominazione occidentale" a livello politico, economico e ideologico.

In questo contesto, la Russia continuerà a lottare per i propri interessi. "Che nessuno conti su altro. Sì, lo faremo in modi e con mezzi diversi, ma soprattutto, ovviamente, ci concentreremo su mezzi pacifici. Ma se non c'è altra scelta, ci difenderemo con tutti i mezzi a nostra disposizione”. 

Riguardo all’operazione militare in Ucraina ha spiegato che si tratta di una missione che potrebbe essere "un processo prolungato", pur definendo l'adesione di nuovi territori con milioni di abitanti per la Russia "un risultato significativo".

Inoltre il capo di Stato ha affermato che nel contesto del conflitto in Ucraina i gruppi nazionalisti in Polonia "sognano" di riprendere il controllo dei territori occidentali dell'Ucraina che Kiev ha ricevuto per decisione del leader sovietico Stalin dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Ancora riguardo all’operazione in Ucraina Vladimir Putin ha evidenziato le crescenti minacce di una guerra nucleare, ma che la Russia considera tali armi solo come un mezzo di protezione, da utilizzare come attacco di rappresaglia. 

“La strategia di difesa che abbiamo in mente per le armi nucleari si basa sulla ritorsione, cioè quando ci colpiscono, noi ci vendichiamo”.

Putin ha sottolineato che la Russia non ha e non sta trasferendo armi nucleari a nessuno, ma difenderà gli alleati con tutti i mezzi disponibili, se necessario.

"Non siamo pazzi, siamo consapevoli di cosa sono le armi nucleari. Abbiamo questi mezzi. E sono in una forma più avanzata e più moderna di qualsiasi altro Paese nucleare. Ma non abbiamo intenzione di brandire queste armi come un coltello. Procederemo partendo dal fatto che li abbiamo. Questo non è un fattore che provoca un'espansione del conflitto, ma un deterrente", ha sottolineato Putin.

Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Janssen, e tutti i media e le istituzioni al loro servizio li hanno chiamati vaccini, ma non sono affatto dei vaccini, ma sono dei "profarmaci

Due nuovi studi sulla sicurezza dei vaccini contro Covid-19 | Scienza in  rete

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AIC Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Janssen e normativa eurounitaria

https://www.studiocataldi.it/articoli/45197-vaccini-covid-contrasto-tra-aic-e-normativa-eurounitaria.asp?v019

* I farmaci suppostamente anti sars cov2 prodotti da Pfizer, Moderna, Johnson, etc., oggetto dell'obbligo imposto ex art. 4 del d.l. 44-2021, sono stati autorizzati con procedura centralizzata ed immessi in commercio come "vaccini", come da sottostante tabella.

Pfizer - Biontech


Determina n. 154/2020 in GU n.318 del 23-12-2020, link

foglietto illustrativo, link

Moderna


Determina n. Rep. 1/2021, GU n.4 del 07-01-2021, link

foglietto illustrativo, link

Astrazeneca


Determina n. 18/2021 in GU n.26 del 1-2-2021, link

foglietto illustrativo, link

Janssen - Johnson


Determina n. 31/2021 in GU n.64 del 15-03-2021, link

foglietto illustrativo, link

Tuttavia, i suddetti trattamenti iniettivi non sono affatto dei vaccini, ma - sotto il profilo scientifico - dei "profarmaci" in quanto non contengono l'antigene (e quindi non sono vaccini), e constano di una sostanza farmacologicamente inattiva che, per produrre il suo effetto, deve essere convertita dall'organismo del soggetto ricevente in una attiva, per effetto dell'azione enzimatica cellulare.

In termini più semplici, il mRna inoculato non è un principio attivo, ma una "stringa" di istruzioni impartite alla cellula del ricevente, la quale produrrà la proteina spike (il vero principio attivo).

Sotto il profilo della sicurezza, il mancato esperimento dei trials relativi alla farmacodinamica, farmacocinetica e tossicologia, fa sì che i medicinali di cui sopra siano di fatto impiegati in maniera cieca e inconsapevole, così da produrre conseguenze imprevedibili, seppure apparentemente non riconducibili agli inoculi in plurime e ravvicinate dosi.

Per approfondimenti scientifici, si raccomanda la lettura dello studio dell'illustre prof. Marco Cosentino (sotto allegato in versione italiana in pdf).

Sotto il profilo giuridico, i trattamenti de quibus sono classificabili come "farmaci per terapie avanzate", e precisamente "medicinali di terapia genica" ai sensi dell'art. 2 lett. a) del regolamento Ue 1394-2007 e direttiva Ce 83-2001 parte IV allegato I paragrafo 2 e segg., poichè a) "[contengono] una sostanza attiva che contiene a sua volta o consiste di un acido nucleico ricombinante usato sugli esseri umani o ad essi somministrato"; b) "il suo [loro] effetto terapeutico profilattico o diagnostico è direttamente collegato alla sequenza di acido nucleico ricombinante in esso [essi] contenuta o al prodotto dell'espressione genica di tale sequenza".

Il paragrafo 2.2 della direttiva Ce 83-2001 parte IV allegato I conclude precisando che "i medicinali di terapia genica non comprendono i vaccini contro le malattie infettive"; il covid è certamente una malattia infettiva.

Per il principio di non contraddizione, dunque, i suddetti farmaci non possono essere al contempo vaccini e medicinali di terapia genica, dunque le AIC citate (autorizzazioni all'immissione in commercio) sono state emesse in palese violazione del diritto eurounitario, e i farmaci attualmente iniettati in plurime dosi sono definibili come "medicinali falsificati" ai sensi dell'art. 1 n. 33 della direttiva Ce 83- 2001: "medicinale falsificato: qualsiasi medicinale che comporti una falsa rappresentazione circa la sua identità [...] in relazione a uno qualsiasi dei componenti".

La distinzione tra vaccino e medicinale di terapia genica non è puramente nominalistica, ma sostanziale in quanto le domande di autorizzazione in commercio formulate dalle case farmaceutiche devono possedere dei requisiti ed essere corredate da documentazione variabile in funzione della classificazione del farmaco oggetto della domanda, a pena di rifiuto della stessa, quando "il medicinale non presenta la composizione qualitativa dichiarata", ovvero "la documentazione o le informazioni presentate a sostegno della domanda non sono conformi all'articolo 8 e agli articoli 10, 10 bis, 10 ter e 10 quater".

Ora, è di solare evidenza che i cosiddetti "vaccini anti sars cov2" violano l'art. 8 in molti punti poichè hanno una falsa denominazione (art.8 comma III lett.b), hanno una composizione qualitativa (a base di mRna) incompatibile con la qualificazione di vaccini (art.8 comma III lett.c), e non rientrano nella casistica di esonero dall'obbligo di deposito di documentazione scientifica di cui agli articoli 10, 10 bis, 10 ter e 10 quater della mentovata direttiva;

- risulta dalla lettura dei foglietti illustrativi che sui medicinali di terapia genica Pfizer, Moderna, Johnson etc. non sono stati condotti gli studi obbligatoriamente richiesti dall'allegato I, parte prima, modulo IV, siccome richiamato dal paragrafo 1 della parte IV della direttiva ce 83-2001, relativi alle interazioni farmacodinamiche, farmacocinetica dell'assorbimento ed escrezione del mRna, interazioni farmacocinetiche non cliniche, tossicità per somministrazione unica e ripetute, genotossicità in vivo ed in vitro, cancerogenicità a breve, medio e lungo termine, tossicità riproduttiva e dello sviluppo, fertilità, studi in cui si somministrano dosi alla progenie (animali giovani), immunotossicità, etc.

I predetti studi non sono però necessari per i vaccini per uso umano, la cui domanda di autorizzazione all'immissione in commercio, invece, deve obbligatoriamente contenere il "master file" dell'antigene (all.I parte III paragrafo 1.2), cioè la "carta d'identità del medicinale", ovvero "una parte a sé stante del dossier di domanda d'autorizzazione all'immissione in commercio per un vaccino, che contiene tutte le pertinenti informazioni biologiche, farmaceutiche e chimiche relative a ciascuna sostanza attiva che fa parte del medicinale".

Orbene, è impossibile che i farmaci denominati "vaccini anti sars cov2" ex art.4 del d.l. 44-2021 siano corredati dal "master file" dell'antigene per il semplice fatto che il loro meccanismo di funzionamento non si basa su di esso, ma sul mRna, di talchè la risposta immunitaria non deriva dall'inoculazione di un agente patogeno esterno (come accade nei vaccini), ma dalla proteina spike secreta dalle cellule dello stesso soggetto ricevente le "istruzioni" sotto forma di inoculo dell'acido ribonucleico messaggero, per via parenterale.

In conclusione, le delibere di autorizzazione all'immissione in commercio suindicate hanno palesemente violato i regolamenti Ue 726-2004 e 1394-2007 per i motivi suesposti, nonchè la direttiva Ce 83-2001, avendo qualificato come "vaccini" dei farmaci di terapia genica, a ciò ostando il paragrafo 2.2 della parte IV allegato I, nonchè il paragrafo 1.2 parte III all.I della direttiva Ce 83-2001.

Per l'effetto, il vizio ricade:

- sulle determine AIFA di confezione del farmaco elencate nella tabella a pag.1, emesse ex art.18 del regolamento ue 726-2004 e art.40 comma II della direttiva ce 83- 2001, le quali devono essere disapplicate, con la conseguenza che i suddetti farmaci genici, abusivamente classificati come "vaccini", non possono e non potevano ab origine essere prodotti, confezionati (cosiddetto «fill and finish») e quindi distribuiti in Italia;

- sullo stesso art.4 del d.l. 44-2021, in quanto una norma interna non può obbligare i cittadini di uno Stato membro a subire l'inoculo di "medicinali falsificati" ai sensi dell'art.1 n.33 della direttiva ce 83-2001, autorizzati in palese violazione del diritto eurounitario.

La spike non si degrada perché blocca i perossidi, la catalasi in questo caso uccide il cuore.

I farmaci suppostamente anti sars cov 2 impropriamente chiamati "vaccini" sono un attacco all'integrità genetica degli esseri umani e coloro che prendono il vaccino saranno in gran parte incapaci di riprodursi perché i loro bambini abortiranno da soli a causa di mutazioni genetiche. Questo è il motivo per cui l'82% delle donne in gravidanza che assumono vaccini Covid durante il primo trimestre di gravidanza ha aborti spontanei.[1]

[1] https://pattoverascienza.com/6820-2/

* Approfondimento a cura di Avv. Roberto De Petro e Avv. Giuseppe Mantia

Lavrov: "Ci auguriamo ancora che l'Europa diventi uno dei poli del mondo multipolare. Deve prima rendersi indipendente dagli Usa". I BRICS diverranno una quindicina

 Ucraina, Lavrov: "Russia disposta a parlare di una proposta di pace seria"  - Adnkronos.com

Lavrov: "Ci auguriamo ancora che l'Europa diventi uno dei poli del mondo multipolare. Deve prima rendersi indipendente dagli Usa"

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lavrov_ci_auguriamo_ancora_che_leuropa_diventi_uno_dei_poli_del_mondo_multipolare_deve_prima_rendersi_indipendente_dagli_usa/82_48138/

 

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov nel suo intervento di oggi al forum Primakov Readings, ha denunciato che l'Occidente sta cercando di destabilizzare i mercati energetici e alimentari e di controllare le risorse naturali dei paesi per consolidare la propria egemonia.

Durante il suo discorso, Lavrov ha affermato che “il mondo sta cambiando e si sta muovendo verso il multipolarismo” e che vedendo l'equilibrio di potere sulla scena mondiale continuare a spostarsi e non a loro favore l'Occidente, collettivamente, guidato dagli Stati Uniti, è molto determinato a mantenere la sua posizione dominante.

"Stabilire un mondo multipolare come quadro universalmente accettato per il lavoro futuro della comunità internazionale richiede un lungo periodo storico", ha riconosciuto.

A tal proposito, ha annunciato che i BRICS potrebbero diventare un gruppo che riunisce 15-17 stati se tutti coloro che vogliono entrare nel blocco economico-commerciale saranno accettati.

“C'è un'intera fila di stati che chiedono la piena adesione. Se tutte le domande verranno accolte, i cinque Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica diventeranno tra i 15 e i 17 paesi, come dimostrato al vertice Brics di giugno."

Sulla NATO ha evidenziato che non ha raggiunto i suoi obiettivi e la sua politica ostile non è diretta solo contro la Russia ma anche contro altri paesi.

L'Alleanza non solo rivendica il dominio in Europa, ma anche nella regione indo-pacifica per cercare di mettere l'India contro la Cina, ha lamentato.

D'altra parte, il capo della diplomazia russa ha ricordato che l'Occidente ha stretto un accordo con i nazisti ucraini per sradicare tutto ciò che è russo.

Siria vittima della "primavera araba"

Secondo il ministro degli Esteri russo, la Siria è stata vittima della cosiddetta "primavera araba", e in questo gli Stati Uniti e l'Europa hanno svolto un ruolo importante.

“I terroristi si sentono al sicuro nelle aree illegalmente controllate dagli Stati Uniti in Siria", ha denunciato, aggiungendo che Mosca continuerà i suoi sforzi per preservare la sovranità, l'unità e l'indipendenza dei territori siriani e impedire l'attuazione di qualsiasi agenda separatista.


La visione russa del mondo multipolare include l'UE come partner paritario

Lavrov ha spiegato che la Russia vorrebbe che l'UE fosse parte paritaria di un mondo multipolare, ma in questo caso non deve dipendere al 100% dagli Stati Uniti,.

"Certo, vorremmo che l'UE fosse uno dei poli del nuovo mondo multipolare, ha ancora tutte le opportunità per farlo. <...> L'Unione europea potrà partecipare equamente a questi processi quando si renderà conto che non deve dire 'Sono d’accordo' agli Stati Uniti il 100% delle volte".

"Ma India, Brasile, Paesi del Golfo Persico, associazioni regionali in Africa e America Latina hanno più motivi per far parte del mondo multipolare, in parti uguali, rispetto all'Ue", ha precisato.

Lavrov ha avvertito che l'Europa ha interessi che non coincidono con quelli degli Stati Uniti e che l'Europa non può difendere quegli interessi. Secondo lui, la visita del presidente francese Emmanuel Macron a Washington lo conferma.