Benvenuti nel Blog di Claudio Martinotti Doria, blogger dal 1996


"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Putin intralcia i piani del Nuovo Ordine Mondiale perché ha risanato l'economia russa e svolto un'ottima politica estera


Gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale tutti odiano Putin, la loro “bestia nera”

Russian President Vladimir Putin
 
di  Jonas E. Alexis

Quali agenti del nuovo ordine mondiale non ti diranno peste e corna di Vladimir Putin e della Russia?
Sapete  perché gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale e della sovrastruttura neocon odiano la Russia e i suoi leader, in particolare Vladimir Putin? Sapete perché semplicemente non sopportano il fatto che la Russia sta sfidando molti dei principi perniciosi che costituiscono l’ideologia del Nuovo Ordine Mondiale?
La risposta è abbastanza semplice. Vladimir Putin è stato eletto nel 2000, e dopo quasi diciotto anni, cosa ha prodotto? Verifica  questi risultati che seguono:

“Prima dell’elezione di Putin, la Russia aveva un PIL pro capite di $ 9,889 da parità di potere d’acquisto (PPP). La cifra era quasi triplicata entro il 2017 e ora ha raggiunto $ 27,900. La Russia ha il più alto PIL pro capite tra i suoi soci dei paesi BRICS, con il secondo più alto, la Cina, con solo $ 16,624.
“Il PPP tiene conto del costo della vita relativo e dei tassi di inflazione dei paesi al fine di confrontare gli standard di vita nelle diverse nazioni. Il salario mensile nominale medio è cresciuto di quasi 11 volte da $ 61 a $ 652. La disoccupazione è diminuita dal 13% al 5,2%. Le pensioni sono cresciute di oltre il 1.000 percento nello stesso periodo da $ 20 a $ 221.
“La Russia è la sesta economia al mondo per PPP, con un PIL di $ 4 trilioni. PwC ha previsto che entro il 2050 il paese diventerà la più grande economia europea con questa misura, lasciandosi alle spalle Germania e Regno Unito.
“Nel 1999, l’economia russa del PPP valeva solo $ 620 miliardi. Quindi, negli ultimi 18 anni, la produzione economica russa in questi termini è aumentata del 600%.
“I tassi di inflazione sono diminuiti dal 36,5% al ​​2,5% entro la fine del 2017. Il valore totale delle attività del sistema bancario russo è aumentato da 24 volte a $ 1,43 trilioni. La capitalizzazione del mercato azionario russo è cresciuta di oltre 15 volte fino a $ 621 miliardi.
“Quando Putin fu eletto nel 2000, la Russia aveva solo $ 12 miliardi di riserve, accompagnate da un debito pubblico, che era quasi uguale alla produzione economica del paese al 92,1 per cento. Le cose sono cambiate notevolmente in 18 anni, dal momento che il debito pubblico russo si è ridotto al 17,4% del PIL e le riserve sono aumentate a $ 356 miliardi.
“Il basso debito e le crescenti riserve hanno aiutato il paese a sopravvivere alla crisi economica del 2008 e alla recessione del 2014-2016, causata da una caduta dei prezzi del petrolio e delle sanzioni occidentali” [1].
In breve, Vladimir Putin ha cambiato il panorama politico, economico e anche agricolo della Russia. Certo, ha i suoi difetti, come fanno tutti gli esseri umani. Ci sono alcuni problemi che deve affrontare: deve chiedere a Netanyahu di smettere di attaccare la Siria o di dover affrontare delle conseguenze. È stato molto deciso a criticare la politica americana in Siria, Iraq e altrove. Ma in sostanza non ha lanciato una vibrante critica contro Benjamin Netanyahu, che in realtà è l’uomo in gran parte responsabile della guerra in Siria e altrove.
Ma bisogna dare riconoscimento dove sono dovuti dei meriti. Qualunque cosa tu voglia dire di Vladimir Putin e della Russia, il presidente russo è stato generalmente odiato dagli agenti del Nuovo Ordine Mondiale. Ha anche svolto un lavoro abbastanza dignitoso nel riportare la Russia al suo posto morale, economico e politico.
Ovviamente agli agenti della NWO non piace quell’impresa, perché la Russia, a loro parere, sembra minacciare la loro stessa esistenza. Il Segretario alla Difesa del Regno Unito, Gavin Williamson, ha indirettamente dimostrato questo punto, sostenendo un’idea davvero incoerente o stupida sulla Russia. Egli ha detto:
“Quello a cui [Russia] sta puntando è quello che stanno progettando” Come possiamo causare così tanta perdita alla Gran Bretagna? ” Danneggiare la sua economia, distruggere le sue infrastrutture, in realtà causare migliaia e migliaia e migliaia di morti, ma in realtà hanno un piano per creare il caos totale all’interno del paese. ” [2]
La Russia ha il potere di creare “il caos totale all’interno del paese”? Quanto può essere stupida questa idea ? E dove sono le prove per questa assurda affermazione?
Inoltre, se gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale fossero davvero interessati alla democrazia seria, allora avrebbero capito che Putin ha un tasso di consenso tra la grande maggioranza dei russi. Molti dei maggiori media sionisti concordano sul fatto che il voto di approvazione di Putin sia astronomicamente elevato. [3] “Quasi 9 su 10 russi approvano il loro presidente”, ha riferito il Guardian nel 2015. [4] Il rating di consenso di Putin è stato ancora piuttosto elevato alla fine del 2016. [5]
Ma alcuni media hanno anticipato le loro affermazioni dicendo: “Il Grado di Approvazione di Putin sale all’86% nonostante la crisi economica.” [6] L’implicazione è che i Russi sono veramente stupidi e non sanno se vivono sotto un “nuovo Hitler”. Il Washington Post aveva pubblicato un articolo nel 2014 intitolato: “Mi dispiace, Putin. L’economia della Russia è condannata “. [7]
In altre parole, il Washington Post era già partito dal presupposto che l’economia della Russia era destinata a fallire e poi ha cercato di trovare alcune affermazioni folli e incoerenti a sostegno della sua vuota previsione . È davvero un modo perverso di formulare un argomento serio.
Poniti questa domanda: quando è stata l’ultima volta che un presidente americano ha ottenuto un punteggio di approvazione dell’86%? E chi era quel presidente? Donald Trump? Barrack Obama? George W. Bush? Bill Clinton? George HW Bush? Ronald Reagan?
E perché gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale ed i media sionisti perpetuano la sciocca pretesa che i russi vivano sotto un regime oppressivo? Come fa Masha Gessen (giornalista ed attivista antirusso) a uscire con titoli come: Il futuro è la storia: come il totalitarismo ha recuperato la Russia ? [8] (Perfino l’Economist ha criticato Gessen per un titolo così sfacciatamente ridicolo. [9] ) Queste persone pensano che possano ancora ingannare la stragrande maggioranza delle persone su questo pianeta?
Come ha sottolineato lo stesso John O’Sullivan del Wall Street Journal , Gessen è contro Putin perché la sua definizione di “libertà” significa “liberazione sessuale” [10], totalmente contraria a ciò che Vladimir Putin rappresenta. Questo ovviamente spiegava perché Gessen avrebbe sostenuto gruppi sovversivi come The Pussy Riot. [11]
Masha Gessen
Gessen non ha mai perdonato la Russia per aver approvato una legge che impegna implicitamente le coppie dello stesso sesso a crescere i figli adottivi. [12] Ma Gessen offre molto di più di quello che incontra l’occhio e l’orecchio.
Sappiamo tutti cosa è successo a Harvey Weinstein e all’intera sovrastruttura di Hollywood l’anno scorso. Che cosa ha detto Gessen su problemi simili? Ascolta: “Sembra che trascorriamo molto più tempo a discutere del comportamento scorretto di un numero crescente di uomini importanti rispetto alla Corea del Nord o ai cambiamenti climatici.” [13]
In altre parole, la Corea del Nord, Vladimir Putin e il cambiamento climatico sono più importanti che parlare di Harvey Weinstein e della tribù di Hollywood che hanno corrotto l’America e gran parte del mondo per più di mezzo secolo. L’ironia è che Gessen, nello stesso articolo, ha parlato dell’ex senatore dello stato dell’Oklahoma, Ralph Shortey, il pedofilo che è stato colto con il traffico di bambini!
Masha non vuole parlare di Weinstein e Hollywood, ma vuole discutere di quanto sia malvagio e malvagio Shortey. Perché? Bene, ovviamente, secondo Gessen, Shortey “ha trentacinque anni, è sposato e politicamente molto conservatore …” [14]
In altre parole, Shortey rappresenta il patriarcato e ogni volta che queste persone vengono catturate per crimini di natura sessuale, Gessen ha il dovere di esporle. Ma ogni volta che persone come Weinstein e l’intera tribù rimangono intrappolate nel fare quasi la stessa cosa, Gessen cambia argomento passanso alla Corea del Nord, a Putin ed ai cambiamenti climatici. Questo è il tipo di perversione morale e intellettuale e la follia dei media negli USA di cui ci stiamo occupando in questo commento.
Note:
[1] “L’economia russa sotto Putin: la qualità della vita è triplicata, il debito estero è sceso del 75%”, Russia Today , 27 gennaio 2018.
[2] “Il segretario alla difesa del Regno Unito lascia cadere l’ultima bomba della paura, avverte casualmente che la Russia sta pianificando un omicidio di massa”, Russia Today , 26 gennaio 2018.
[3] “Sondaggio: il rating di approvazione di Putin è ai massimi storici in Russia”, NBC News , 21 luglio 2014.
[4] Alberto Nardelli, Jennifer Rankin e George Arnett, “Voto di approvazione di Vladimir Putin a livelli record” , Guardian , 23 luglio 2015.
[5] “Il punteggio di approvazione di Putin raggiunge il 2016”, Russia Today , 29 dicembre 2016.
[6] Noah Rayman, “Il livello di approvazione di Putin sale all’86% nonostante la crisi economica” , ora , 26 febbraio 2015; Sergey Aleksashenko, “Putin ha minacciato il crollo dell’economia, borbottando i russi” , Newsweek , 10 febbraio 2016; Leonid Bershidsky, “L’economia russa prende il colpo di Putin’s Grip” , Bloomberg , 26 settembre 2016.
[7] Matt O’Brien, “Scusa, Putin. L’economia russa è condannata “, Washington Post , 15 dicembre 2014.
[8] Masha Gessen, The Future Is History: come il totalitarismo ha recuperato la Russia (New York: Riverhead Books, 2017).
[9] “Masha Gessen ha torto a chiamare la Russia uno stato totalitario” , Economist , 2 novembre 2017.
[10] John O’Sullivan, “Turmoil Over America’s Radio Voice in Russia”, Wall Street Journal , 15 maggio 2014.
[11] Masha Gessen, Words Will Break Cement: The Passion of Pussy Riot (New York: Riverhead Books, 2014).
[12] Isaac Chotiner, “Totalitarianism 2.0” , Slate , 11 ottobre 2017.
[13] Masha Gesssen, “Sesso, consenso e i pericoli di” scala fuori luogo “,” New Yorker , 27 novembre 2017.
[14] Ibid.

Ci stiamo sempre più avvicinando alla società distopica e dispotica prevista da George Horwell in 1984

Fake News: La Polizia Postale attiva il servizio di segnalazione

di Enrica Perucchietti - 27/01/2018

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60054 

Fake News: La Polizia Postale attiva il servizio di segnalazione
Fonte: Italia Sociale

Federico Dal Cortivo per Italiasociale.net intervista Enrica Perucchietti autrice del saggio «Fake News. Dalla manipolazione dell’opinione pubblica alla post-verità.Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso» in uscita il 19 marzo per Arianna Editrice.

D: Dott.ssa Perucchietti, il suo saggio esce quasi in concomitanza con l’annuncio del Viminale che in vista delle elezioni politiche partirà il nuovo servizio in rete di segnalazione di notizie false ( fake news), basterà al cittadino entrare nel nuovo sito della Polizia Postale, e fare clic su un pulsante rosso virtuale e «denunciare le notizie che a nostro parere sembrano bufale». Una sua prima impressione su come funzionerà il «nuovo servizio pubblico» e se avrà una ricaduta sulle imminenti elezioni politiche, dalla pubblicazione dei memoriali contro gli avversari alle fake news si potrebbe dire…

R: Il discorso è molto delicato. In estrema sintesi, però possiamo pensare che possa in futuro valere come una raccolta dati e dall’altro come un sistema di censura per imbavagliare il web puntando progressivamente a censurare i siti scomodi e l’informazione alternativa. Credo che questo servizio rientri all’interno di una campagna sempre più agguerrita contro le fake news che ha però come obiettivo non la tutela dell’opinione pubblica, quanto il controllo sociale.
Una volta ricevute le segnalazioni, un team dedicato del Cnaipic, un organismo specializzato della Polizia postale verificherà attentamente attraverso l’impiego di tecniche e software specifici e, in caso di accertata infondatezza, pubblicherà una smentita. In che modo, mi chiedo, si deciderà quali contenuti sono veri e quali falsi? Fino a che punto si spingerà questo sistema? Non lo sappiamo. Sappiamo però che in Europa la guerra alle fake news si sta facendo sempre più accesa e ancora pochi ricercatori, intellettuali e giornalisti si stanno opponendo a tutto ciò. Qualcosa di simile, infatti, sta avvenendo anche in Francia: nella conferenza stampa di inizio anno, Macron ha annunciato un progetto di legge per combattere le fake news e rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale.
Si può dire, pertanto, che in Europa soffiano venti di censura…

D: Il Ministro Minniti, il capo della Polizia Gabrielli e Nunzia Cardi direttore della Polizia Postale si sprecano in queste ora nel dare assicurazione ai cittadini, non pensa che ci stiamo invece oramai avviando a grandi passi verso quel tipo di Stato preconizzato da George Orwell in 1984 ?

R: Concordo in pieno con la sua analisi. Per quanto si siano affrettati a smentire tale paragone, il servizio si configura come una specie di Ministero della Censura, riecheggiando il Ministero della Verità orwelliano, il cui slogan è «LA GUERRA È PACE, LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ, L’IGNORANZA È FORZA». In 1984 il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della rettifica di questo materiale, in un’opera capillare e costante di riscrizione delle fonti. Il Miniver, cioè, si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il «controllo della realtà», ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.
Nella società distopica immaginata da Orwell, il controllo è totale in quanto le menzogne propinate dai falsificatori vengono imposte dal Partito e acquisite in modo spontaneo e acritico dalle masse perché «se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera». E soprattutto, viene acquisita e introietta come se fosse sempre stata vera.
Il potere, cioè svuota le menti dei cittadini per riempirle con i propri contenuti: chi si oppone, chi dissente viene accusato di psicoreato. Qualcosa di simile, però, sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, in modo graduale e strisciante. E qua si innestano la teoria della gradualità di Chomsky (il principio della rana bollita) e la Finestra di Overton che analizzo ampiamente nel saggio.
Per questo ho impostato il mio libro seguendo le tematiche cardine di 1984 − ma anche di altri saggi e articoli di Orwell − mostrando come il controllo sociale odierno sia straordinariamente simile alle derive distopiche immaginate dal romanziere 70 anni fa…

D: Possiamo ravvisare in tutto questo, un attentato a quanto stabilito dall’art 21 della Costituzione italiana «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Il prossimo passo potrebbe essere a suo avviso anche per l’Italia una legge sul modello del «Patriot Act» statunitense varato dopo l’attacco alle torri gemelle di New York e al Pentagono, che dava la piena discrezionalità alle forze di Polizia, con la scusa del terrorismo, di monitorare H24 la vita dei cittadini attraverso internet e il telefono?

R: Credo che si stia andando sempre più verso una società trasparente in cui la privacy verrà gradualmente abolita, dopo aver convinto l’opinione pubblica ad abdicare ai propri diritti e si saranno convinti i cittadini a rinunciare ai propri diritti per paura o per comodità.
L’obiettivo, per esercitare meglio il controllo collettivo, è rendere ognuno di noi un «uomo di vetro», trasparente, sotto costante sorveglianza. Lo sguardo elettronico del Governo ci seguirebbe in ogni attimo della nostra esistenza, esattamente come l’occhio del Grande Fratello.

D: Nel suo nuovo libro lei analizza attentamente il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie tese a mantenere un certo status quo, ce ne può parlare?

R: «Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare». Così scriveva nel 1928 nell’incipit del saggio Propaganda il padre della scienza delle Pubbliche Relazioni Edward Bernays, spiegando che esiste un potere invisibile che dirige le opinioni e le abitudini delle masse nei sistemi democratici. Nel saggio mostro come nasce e si sviluppa tale «arte» del controllo, come si fa sempre più sofisticata e come utilizzi lo spettacolo e i media mainstream quale braccio di forza o cassa di risonanza (e come questi si siano macchiati nei decenni di clamorose fake news!).
Con l’avvento della moderna società di massa il potere ha infatti dovuto esercitarsi su un numero indefinito di persone, spesso costituite da individui affettivamente soli e privi di punti di riferimento. L’arte del controllo, pertanto, ha finito per divenire scienza delle Pubbliche Relazioni o, meglio, una «scienza della manipolazione» di sconcertante raffinatezza che riesce a influenzare comportamenti e modi di essere, a volte senza nemmeno dover fare uso della coercizione fisica.
Bernays parlava di «tecniche usate per inquadrare l’opinione pubblica» portate avanti da un «governo invisibile»”: il potere oggi, per risultare maggiormente efficace, preferisce infatti rimanere «nell’ombra», palesandosi il meno possibile. Un potere nascosto (o comunque non immediatamente identificabile dai più) ha la possibilità di manipolare quasi alla perfezione i sentimenti e la mentalità di massa senza dare l’impressione di farlo; controllare i popoli entrando nel loro immaginario, nella loro mente, nella loro coscienza.
Già Aldous Huxley, autore di un’altra distopia, Il Mondo Nuovo, notava come i potenti avessero capito che per controllare le masse fosse necessario agire sull’«appetito pressoché insaziabile di distrazioni» plasmando così il loro immaginario. In questa strategia, ovviamente, il popolo è visto dai governanti come un soggetto minorenne che va accompagnato, persino manipolato, a cedere il proprio consenso. Dobbiamo comprendere che il potere non è interessato a «emancipare» l’uomo o a renderlo «adulto» quanto semmai a controllarlo sempre meglio, indirizzando le sue scelte dopo essere penetrati nella sua anima, nel suo immaginario. Quando questo non dovesse bastare entra in campo la coercizione.

D: Psicoreato come in «1984», sarà questo il futuro che attenderà tutti coloro che oseranno dissentire sulle verità precostituite dal sistema oligarchico finanziario globalizzato dominate in Occidente? O ci sono ancora margini di libertà?

R: L’attuale diatriba sulla cosiddette fake news ha portato alla promozione di un clima di isteria che potremmo definire una «caccia alle streghe 2.0». In questo caso l’opinione pubblica, sapientemente manipolata da un clima di isteria contro il fantomatico pericolo delle fake news, sembra legittimare l’uso della forza, la denigrazione, il clima di intolleranza, arrivando persino ad accettare di introdurre il reato di opinione: una forma di psicoreato orwelliano secondo cui verrebbe punita non più l’azione ma la libertà di espressione e ancora prima di pensiero. Insomma, dopo la globalizzazione delle merci, si sono globalizzate le coscienze: dobbiamo esprimerci, parlare e pensare tutti allo stesso modo, uniformandoci al pensiero unico.
Dovremmo invece tornare a chiederci: a chi dovremmo davvero credere? E soprattutto, cui prodest? A chi giova tutto ciò che sta accadendo? Forse a chi ha interesse a plasmare la nostra coscienza per ottenere consenso?
I margini di libertà sono proporzionali alla nostra coscienza critica. Per vigilare sulla nostra libertà collettiva dobbiamo tornare a metterci in gioco e soprattutto a usare la nostra testa in modo critico anche qualora ciò significhi pensare controcorrente rispetto al pensiero unico.

Ecco come l'UE concepisce la democrazia e il diritto della popolazione a essere informata sui rischi sanitari

Ennesima dimostrazione unilaterale dell'autoritarismo dell'UE e della sua sottomissione alle industrie farmaceutiche a detrimento della salute dei cittadini, rendendo evidente l'assenza di effettiva democrazia nelle istituzioni europee, sostituita da un'apparente legalità strumentalizzata dagli interessi delle grandi lobby. Situazione veramente penosa e indegna di istituzioni civili che dovrebbero essere rappresentative degli interessi della popolazione, mentre si dimostrano al servizio esclusivo delle multinazionali. Ci attende un futuro sempre più opprimente e lesivo dell'intelligenza e dignità umana.
Claudio Martinotti Doria

Stefano Montanari - Ultimo tango a Bruxelles

Il video è reperibile al seguente link:
 

Pubblicato il 27 gen 2018
Stefano Montanari racconta l'incredibile tentativo di boicottaggio della conferenza organizzata dall'euro-parlamentare Michelle Rivasi, che prevedeva la partecipazione del premio Nobel Luc Montaginer Andrew Wakefield, oltre che di Stefano Montanari e Antonietta Gatti. Video di Telecolor Intervista a cura di Chiara Delogu
 
 
Breve biografia del Prof. Montanari
 
Stefano Montanari, bolognese di nascita (1949), modenese di adozione, laureato in Farmacia nel 1972 con una tesi in Microchimica, ha cominciato fin dai tempi dell’università ad occuparsi di ricerca applicata al campo della medicina. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica.
Dal 1979 collabora con la moglie Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali.
Dal 2004 ha la direzione scientifica del laboratorio Nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie.
Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.

Gli USA non ammettono la sconfitta e sono ormai in stato confusionale in Siria

La situazione in cui versa il governo americano è ormai confusionale, conflittuale e a tratti delirante, in particolare nella gestione dell'area Medio Orientale, nei rapporti con la Turchia e rispetto alla presenza dei militari e consulenti americani in Siria, nelle zone sotto il controllo curdo.
Al di là di una probabile incompetenza ed inesperienza da parte di una congrua parte dello staff del presidente Trump, fuorviato dal cosiddetto Deep State (il centro di potere occulto che domina gli USA tramite il controllo dell'apparato industriale militare, dell'intelligence e della sicurezza), emerge dal progredire del declino americano nell'area, che non vogliono ammettere di essere stati sconfitti dai russi, dai siriani e dai loro alleati, non vogliono riconoscere di aver fallito nei loro piani, se avevano dei piani e non invece solo arroccamenti e interventi estemporanei per nuocere alla Siria e in particolare al suo presidente Assad. Avrebbero dovuto cogliere qualche opportunità per defilarsi dall'area mantenendo un minimo di apparente dignità e prestigio, ora è troppo tardi e temo che si avvilupperanno sempre più in posizioni assurde e inqualificabili, che contribuiranno a screditare gli USA presso i suoi abituali alleati e stati vassalli. Una pessima leadership, sia governativa che occulta, sta gestendo malissimo quello che prende sempre più i contorni di un "tramonto epocale" per la massima potenza politico militare del mondo. Speriamo solo che non decidano di far ancora peggio, perché al peggio non c'è limite, magari attuando le aspettative dei sionisti cristiani ed ebrei che vorrebbero attualizzare l'Armaggedon biblico, facendo scoppiare un conflitto bellico mondiale, per poter dimostrare con la forza la loro presunta superiorità e il diritto a conservare l'egemonia. Alla follia umana non c'è limite.
Claudio Martinotti Doria

ANKARA MINACCIA SOLDATI USA IN SIRIA. TRUMP IN CONFUSIONE.

Due consiglieri militari Usa sarebbero stati uccisi nell’enclave curda di Afrin in Siria  da attacchi dell’aviazione turca.  La notizia, di fonte  persiana che riferisce da Sputnik News in arabo, non è confermata  da altre fonti occidentali.
Ma il punto è che i “grandi   media” americani non hanno ancora informato il loro pubblico in modo chiaro e completo di questo fatto: che un alleato della  NATO sta attaccando gli alleati degli Stati Uniti  a  cui nella Siria del Nord aveva promesso di creare e donare lo staterello del Rojava.  Magari, qualche stratega da salotto o da talk show potrebbe chiedere: ma valeva la pena, per la superpotenza, “perdere” la Turchia in cambio di un fine   strategico in Siria – dal  rovesciamento di Assad allo smembramento del Paese –  il cui vantaggio per Washington non è per nulla chiaro, se ne esiste uno?

Già due istruttori americani morti  coi curdi?

Perché se la notizia dei  due soldati Usa morti ad Afrin  insieme ai loro curdi dello YPG è incerta, è invece vero che centinaia di soldati Usa sono dispiegati nella vicina Manbij, mandati lì per restarci, e Ankara, per bocca del vice-premier Bekir Bogdaz, ha avvertito ufficialmente Washington che i soldati americani “diverranno il bersaglio  nella battaglia”, se non cessano di sostenere i terroristi sul terreno.  Un ultimatum o quasi.
A Manbij ci sarebbero forse 3 mila americani.
Probabilmente gli strateghi del Pentagono non credevano che la Turchia avrebbe attaccato Manbij, rischiando di combattere un alleato; hanno guardato con distacco  le prime fasi del conflitto, che per i turchi è stato molto meno facile del previsto (i curdi sono molto ben armati dagli americani e si battono sul loro territorio) , contando di vedere Erdogan umiliato e pentito – ma non hanno colto  l’ostinazione di Erdogan a non volere uno stato curo al suo confine.  Adesso è lui che sta “vedendo” il bluff americano:  scommette che gli Usa recederanno dalla loro alleanza coi curdi, piuttosto che, appunto “perdere” la Turchia  come alleato.
Secondo Haaretz, “gli Usa non sembrano avere una reale soluzione  al dilemma”, anzi Trump sembra in totale confusione  sulla questione,, non sa che fare e lascia la patata bollente a Tllerson, che con varie telefonate esorta la sua controparte turca a “de-escalare”  la violenza, e invitare le due parti a “concentrarsi sul battere l’ISIS”  (sic). Troppo poco, nota Steven Cook un  esperto della Turchia nel Council on Foreign Relations: bisogna  che dagli Usa arrivi un deciso altolà a una mira turca su Manbij, ma “questo messaggio dovrebbe arrivare direttamente dal presidente Trump, che però finora non ha commentato”. Niente tweet sulla faccenda.
https://www.haaretz.com/middle-east-news/trump-administration-s-confused-reaction-to-turkey-s-invasion-of-syria-1.5763152
I tre generali che lo controllano, e notoriamente gli “filtrano” le notizie,  Kelly, McMaster e Mattis, lo avranno informato della realtà –   di cui sicuramente mai s’è occupato nella sua vita precedente? E poi loro stessi,  sono al corrente della realtà? Sono in grado di accettare che in Siria hanno perso?
“Dopo  anni di operazioni  militari  americane frammentarie per scopo  mal definiti”, commenta Jason Ditz di Antiwar.Com ,   “la posizione americana in Siria, nonché  la sua  vasta collezione di alleati e di nemici è così inscrutabile, che anche lo stesso Dipartimento di Stato non ha chiaro quale ha da   essere la posizione americana”.

Kerry: “Trump non resterà presidente a lungo”

Frattanto John Kerry, l’ex  segretario di Stato di Obama, incontrandosi a Londra con emissari dell’Autorità Palestinese, li ha esortati ad essere forti e a resistere  a Trump, o meglio a ignorarlo, perché probabilmente “non resterà a lungo al potere”. Kerry ha ventilato che lui stesso potrebbe presentarsi come candidato presidenziale nel 2020 – quando avrebbe 77 anni.
Ormai è il delirio  nella lotta fra Deep State, Casa Bianca, Democratici. Da settimane circola un rapporto  – FISA Memo – che dimostra come Obama ha abusato della legge sullo spionaggio estero (Foreign Intelligence Surveillance Act – FISA) per spiare illegalmente contro Trump nella campagna elettorale, e craere contro di lui ile false prove dei suoi rapporti con Mosca (il famigerato dossier dell’ex spia britannica) usando Fbi e NSA e Cia per questo scopo di parte, fazioso e criminale. Senatori repubblicani l’hanno letto e definito “sconvolgente” –  e certo rovinoso per il partito Democratico avversario (teoricamente)  – ma non lo pubblicano né chiedono al pubblicazione.  L’Attorney General tace.

Il mistero del FISA Memo

Ancor più, nemmeno Trump o il suo entourage o i suoi manovratori  esigono che sia reso noto questo documento, che lo  proverebbe del tutto innocente dell’accusa (demenziale) di collusione con la Russia.  Chiaramente, perché il FISA memo coinvolge in quello che appare come uno scandalo immane,   e mortale,  non solo un partito, ma tutto l’apparato del Deep State, di cui fanno parte i repubblicani – in una parola, è una bomba sotto il Sistema americano in quanto tale.  Una situazione insieme ridocola,  vergognosa e spaventosa per le personalità e le organizzazioni che ne sarebbero travolte. Di qui forse il delirio generale e  la perdita di contatto con quel che accade  in Siria: pensano tutti a una cosa sola. I fatti sono in rapida  evoluzione.
https://edition.cnn.com/2018/01/24/politics/richard-burr-devin-nunes-fisa-memo/

Il processo di Norimberga ha avuto parecchie pecche, della serie "la storia la scrivono sempre i vincitori"

E' risaputo che la storia la scrivono sempre i vincitori, i quali (in questo caso gli Alleati) spesso hanno responsabilità non inferiori ai vinti (in questo caso i Tedeschi), anche se questi ultimi sono stati i primi cinici aggressori. Chi si occupa di storia, per quanto si documenti e cerchi di ricostruire verosimilmente le circostanze degli eventi, non può risalire a tutte le condizioni ed informazioni, quindi inevitabilmente, sebbene in buona fede e con le migliori intenzioni, riporta solo una verità parziale. Ma questo articolo, certamente non politicamente corretto, è utile ed interessante, perché smonta parecchie convinzioni popolari indotte dalla propaganda e dal pregiudizio di comodo, quanto riporta è quasi interamente ineccepibile dal punto di vista storiografico. Le cause della II Guerra Mondiale non possono essere interamente attribuite ad Hitler ed al popolo tedesco, qualcuno ha finanziato il nazismo e sostenuto la guerra, e non erano tutti tedeschi. Il nazismo ha goduto di fortissime simpatie ed appoggi importanti anche nei paesi anglosassoni. Stalin e la Russia hanno avuto responsabilità pari a quelle naziste nello scatenamento della guerra e nel compiere crimini di guerra. Così come gli Alleati hanno commesso crimini di guerra accanendosi contro le popolazioni civili inermi con massicci ed interminabili bombardamenti aerei, oltre ad eventi solo apparentemente secondari ma non certo per ferocia e crudeltà. Come lo scatenamento delle truppe marrocchine sotto comando francese (i cosidetti "goumièrs", circa 12 mila agli ordini del generale Alphonse Juin) durante la Campagna d'Italia nella tarda primavera del '44, che hanno comesso migliaia di strupri, circa 3100 donne  sono state violentate tra la provincia di Frosinone e quella di Latina, l'allora Littoria, e proseguirono con le violenze anche risalendo la penisola colpendo le popolazioni della Val d'Orcia in Toscana e nel viterbese. Non solo il comandante Juin sapeva e ha acconsentito alla barbarie, ma lo sapevano ed hanno fatto finta di niente anche i comandi alleati, infatti mai nessuno venne incriminato e processato, non subirono neppure misure disciplinari.
La storia è sempre molto più complessa di come la propaganda la vorrebbe ridurre.
Claudio Martinotti Doria



Tirannide a Norimberga

di Paul Craig Roberts - 14/01/2018
Tirannide a Norimberga
Fonte: Come Don Chisciotte

Il  simulacro di processo in Norimberga contro un gruppo in qualche modo arbitrario di 21 nazisti superstiti nel 1945-46 è stato uno spettacolo orchestrato dal giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Robert Jackson, che era il procuratore capo. Poiché sono stato per lungo tempo ammiratore di Jackson, ho sempre pensato che avesse fatto un buon lavoro.
La mia ammirazione per Jackson viene dalla sua difesa della legge come scudo del Popolo piuttosto che come arma nelle mani del governo e dal suo sostegno al principio giuridico conosciuto come “Mens Rea”; ovvero un delitto (per essere considerato tale-N.d.T.) richiede la volontarietà. Cito sovente  Jackson per la sua difesa di questi principi giuridici che sono il fondamento stesso della libertà. In effetti ho citato Jackson nella mia recente cronaca del 31 luglio. La sua difesa della legge come controllo sui poteri del governo gioca un ruolo centrale nel libro che ho scritto con Lawrence Stratton, “La tirannia delle buone intenzioni”.
Nel 1940 Jackson era procuratore generale degli Stati Uniti. In una sua comunicazione ai procuratori federali li metteva in guardia contro l’idea di “scegliere un uomo e poi mettere gli investigatori al lavoro, per accollargli un reato”.  È in questo ambito -nel quale il procuratore sceglie una persona che non gli sta gradita o che vuole mettere in difficoltà, o seleziona un gruppo di persone impopolari e poi cerca un reato (da affibbiargli- N.d.T.) – che c’è il più grande rischio di abuso di potere nel corso di un’indagine giudiziaria. È qui che l’applicazione della legge diventa un affare personale, è qui che il  crimine effettivo diventa il fatto di essere impopolare all’interno del gruppo dominante o di potere, o il fatto di essere collegato a delle cattive opinioni politiche o di essere personalmente sgradito o antipatico allo stesso procuratore.
Tempo dopo, come giudice della Corte Suprema, Jackson ha ribaltato la sentenza di condanna comminata da un tribunale di grado inferiore contro una persona che non aveva idea, o alcuna ragione, di credere che avesse commesso un crimine.
Dopo aver finito di leggere il libro di David Irving “Norimberga”,  del 1996, sono stato distrutto dal venire a sapere che durante il suo lavoro di procuratore nel processo di Norimberga  Jackson ha violato tutti i principi giuridici per i quali io l’avevo ammirato per così lungo tempo. Per essere chiari, a Norimberga, Jackson perseguiva dei nazisti, ma non era che un mezzo per raggiungere un fine: stabilire il principio giuridico internazionale che cominciare una guerra, dare inizio a un’aggressione militare, era un crimine.
•    Il problema certamente era che a Norimberga gli imputati sono stati giudicati in  base a una legge promulgata dopo lo svolgersi dei fatti, che non esisteva al momento delle azioni per le quali erano stati condannati.
•    Inoltre la pena -morte per impiccagione- è stata decisa prima del processo e prima che si scegliessero gli accusati.
•    Inoltre gli accusati sono stati scelti e poi si è condotta un’inchiesta a loro carico.
•    Le prove a discarico sono state rifiutate. Le accuse per le quali gli accusati sono stati condannati si sono rivelate false.
•    Il processo è stato talmente sbilanciato a favore del procuratore dell’accusa, che la difesa era un pro forma.
•    Gli accusati sono stati maltrattati ed alcuni sono stati torturati.
•    Gli accusati sono stati incoraggiati a rendere delle testimonianze false gli uni contro gli altri, cosa che la maggior parte di essi ha rifiutato di fare, salvo Albert Speer che è stato l’unico ad accettare, in cambio di una condanna alla prigione e non alla pena di morte.
•    Le mogli e i figli degli accusati sono stati arrestati ed imprigionati. C’è da dire a favore di Jackson che questo lo ha fatto infuriare.

Il Presidente Franklin D Roosevelt, il generale Eisenhower e Winston Churchill pensavano che i nazisti sopravvissuti avrebbero dovuto essere fucilati senza processo. Roosevelt ha riso parlando di liquidare 50.000 ufficiali dell’Armata tedesca. Eisenhower ha dichiarato a lord Halifax che i dirigenti nazisti dovevano essere fucilati come se stessero tentando la fuga, l’eufemismo comune per l’assassinio. I Russi hanno parlato di castrare i tedeschi e di mettere incinte le donne tedesche per annichilire la razza tedesca. Il segretario americano al Tesoro Henry Morgenthau voleva ridurre la Germania a una società agricola e mandare dei tedeschi validi in Africa come schiavi per lavorare su un grande progetto di infrastrutture.
Robert Jackson ha visto in queste intenzioni non soltanto una criminalità di classe tra i dirigenti alleati ma anche l’occasione mancata di creare un principio giuridico che criminalizzasse la guerra, ed eliminasse quindi la catastrofe della guerra dalla storia futura. L’obiettivo di Jackson era certamente ammirevole, ma i mezzi richiedevano di aggirare i princìpi giuridici americani.
Jackson ha avuto la sua opportunità, forse perché Joseph Stalin ha messo il veto ad un’ esecuzione senza processo . Piuttosto un falso processo, ha dichiarato Stalin, per dimostrare la loro colpevolezza in modo di non fare di questi nazisti dei martiri.
Come è stata scelta la lista delle 21 o 22 persone da portare in giudizio? Ebbene sono stati scelti quelli che gli Alleati avevano in prigione! Non tutti quelli che avrebbero voluto.
Avevano il maresciallo del Reich Hermann Göring che comandava l’Aviazione. Quali che siano le accuse valide contro Göring, non sono stati considerati come attenuanti il fatto che al comando di Göring l’aviazione tedesca sia stata utilizzata principalmente contro delle formazioni nemiche sul campo di battaglia e non, come (hanno fatto) le forze aeree americane e inglesi, per dei bombardamenti massicci per terrorizzare gli abitanti di città civili come Dresda, Tokyo, Hiroshima, e Nagasaki, e neppure il fatto che nell’ultimo periodo Hitler avesse ritirato tutti gli incarichi a Göring, lo avesse  espulso dal partito e avesse ordinato il suo arresto.
Il processo di Norimberga risulta paradossale per il fatto che la legge che Jackson aveva intenzione di consolidare doveva applicarsi a tutti i paesi e non solo alla Germania. La legge “ex post-facto” (promulgata dopo gli avvenimenti da giudicare – N.d.T.) in virtù della quale i tedeschi sono stati condannati a morte e al carcere ha qualificato come ugualmente criminali i bombardamenti massicci delle città tedesche e giapponesi da parte delle forze aeree britanniche e americane. Però la legge non è stata applicata altro che ai tedeschi che erano nella gabbia degli accusati.
Nel suo libro “Apocalisse 1945 : La distruzione di Dresda” (1995), Irving cita la dissidenza del generale americano George MacDonald riguardante la direttiva che prescriveva di bombardare delle città di civili come Dresda. Il generale McDonald’s ha qualificato la direttiva di  “sterminare le popolazioni e distruggere le città” come un crimine di guerra secondo le norme di Norimberga.
Avevano il ministro degli affari esteri Ribbentrop. Avevano i marescialli Keitel e Jodl e gli ammiragli Raeder e Dönitz. Avevano un banchiere tedesco, Hjalmar Schacht che è stato salvato dall’esecuzione della condanna per l’intervento della Banca d’Inghilterra. Poi avevano un giornalista. E avevano Rudolf Hess che era in una prigione britannica dal 1941 quando era andato in Gran Bretagna con una missione di pace per mettere fine alla guerra. Volevano un industriale, ma  Krupp era troppo vecchio e malato. Mancava l’incarnazione del Diavolo. Potete leggere la lista completa nel libro di Irving.
Göring sapeva fin dall’inizio che il processo era una beffa e che la sua pena di morte era già stata decisa. Per tutto il tempo della sua detenzione aveva i mezzi per suicidarsi (una capsula di veleno), e avrebbe così privato i suoi carcerieri della umiliazione da loro pianificata. Invece ha tenuto insieme gli accusati tedeschi, ed essi sono rimasti “in piedi” (hanno conservato un atteggiamento dignitoso-N.d.T.). Col suo elevato quoziente di intelligenza ogni tanto ha fatto apparire i suoi carcerieri come degli imbecilli. Si è talmente preso gioco di Robert Jackson durante il processo che tutta la Corte è scoppiata a ridere. Jackson non ha mai digerito il fatto di essere ridicolizzato nell’aula del tribunale da Göring.
Göring non si è accontentato di far passare i suoi carcerieri per delle persone stupide e  incompetenti. Lui, i generali e gli ammiragli,  hanno chiesto un’esecuzione militare nella forma giusta e dovuta, ma per meschinità, il Tribunale voleva vederli  impiccati. Göring ha detto ai suoi carcerieri che avrebbe permesso loro di fucilarlo, ma che non l’avrebbero impiccato e qualche minuto prima che lo mettessero sulla forca davanti alla stampa riunita e alle macchine da presa, ha preso la capsula di veleno accelerando lo spettacolo propagandistico della sua esecuzione. A questo danno ne ha aggiunto un altro, lasciando al comandante della prigione, il colonnello Andrus, un appunto che gli comunicava che aveva avuto tre pillole. Una che ha lasciato agli americani perché la trovassero, per permettere loro di riflettere sul fatto che il suo mezzo per sfuggire era passato loro sotto il naso. Un’altra che ha preso alcuni minuti prima dello spettacolo della sua esecuzione e ha spiegato dove trovare la terza. Aveva facilmente aggirato le perquisizioni regolari e approfondite che gli erano state inflitte per tema del suo suicidio e per paura che potesse sottrarsi all’utilizzazione della sua esecuzione prevista dalla propaganda.
C’è stato un tempo della legge anglo-americana durante il quale le irregolarità del processo di Norimberga avrebbero avuto come conseguenza la ricusazione dei giudici e la liberazione degli accusati. Anche in forza di quella legge  “ex post facto” e dei termini extra- giudiziali ed extra legali in virtù dei quali sono stati giudicati gli accusati, almeno due delle persone condannate avrebbero meritato di essere liberate.
Non è chiaro perché l’ammiraglio Dönitz sia stato condannato a 10 anni di prigione. Il principale giudice americano del Tribunale ha dichiarato:” è a mio avviso un’offesa al nostro concetto di giustizia punire un uomo che ha fatto esattamente quello che abbiamo fatto anche noi. I tedeschi hanno fatto sul mare una guerra molto più pulita della nostra.”
Jodl, che aveva annullato molti ordini nazisti, è stato condannato a morte. L’ingiustizia della sentenza è stata definita  da un tribunale tedesco del 1953 che ha cancellato tutte le accuse fatte a Norimberga e a titolo postumo l’ha riabilitato. I giudici francesi del Tribunale di Norimberga all’epoca hanno dichiarato che la condanna di Jodl era senza fondamento e costituiva un errore giudiziario.
Tutto il processo di Norimberga puzza di scandalo. Gli imputati sono stati accusati per l’invasione tedesca della Norvegia. Ciò che è stato escluso dal processo è che gl’Inglesi stavano per invadere loro la Norvegia, e i tedeschi più efficienti, l’hanno saputo e sono riusciti ad invaderla per primi.
Gli accusati sono stati riconosciuti colpevoli di utilizzare il lavoro di schiavi, cosa paradossale se si  pensa alle pratiche abituali nel sistema sovietico. Inoltre, mentre il processo era in corso, i Sovietici hanno apparentemente radunato dei Tedeschi in forze perché servissero da schiavi per ricostruire la loro economia devastata dalla guerra.
Gli accusati sono stati riconosciuti colpevoli di esecuzioni di massa nonostante che  i Russi che facevano parte dell’accusa e del collegio dei giudici avessero trucidato 15.000 o 20.000 ufficiali polacchi e li avessero seppelliti in  una fossa comune. In effetti i russi hanno insistito  ad accusare i tedeschi durante il processo per il massacro della Foresta di Katyn. (1)
Gli accusati sono stati riconosciuti colpevoli di aggressione alla Polonia, ma Ribbentrop non è stato autorizzato a menzionare nella sua difesa il Patto Molotov-Ribbentrop che divideva la Polonia tra  la Germania e l’Unione Sovietica e senza di questo la Germania non avrebbe potuto invadere la Polonia. Il fatto è che i sovietici che erano giudici a Norimberga contro i tedeschi, avevano anche loro invaso la Polonia.
In più senza la copertura britannica concessa a poco prezzo alla Polonia, la dittatura militare polacca avrebbe probabilmente accettato di restituire i territori sottratti alla Germania con il trattato di Versailles e l’invasione avrebbe potuto essere evitata.
La più grande ipocrisia è stata l’accusa di aggressione alla Germania mentre i fatti indicano che la seconda guerra mondiale è cominciata quando gli Inglesi  e i Francesi hanno dichiarato guerra alla Germania. La Germania Ha conquistato la Francia e ha spinto gli Inglesi fuori dal continente europeo dopo che gli Inglesi  e i Francesi ebbero cominciato la guerra con una dichiarazione di ostilità contro la Germania.
Il libro di Irving evidentemente è politicamente scorretto. Tuttavia egli enumera nell’introduzione le fonti voluminose alle quali si appoggia l’opera: i documenti ufficiali di Robert Jackson e la storia verbale, i documenti ed i diari privati di Francis Biddle, i diari del colonnello Andrus, dell’ammiraglio Reder, di Rudolf Hess, gli interrogatori dei prigionieri, i colloqui con gli avvocati della difesa, con i procuratori, gli interrogatori e le lettere dei prigionieri alle loro mogli. Questo e molto altro è stato messo a disposizione da Irving su dei microfilm per i ricercatori. Ha comparato le copie dei nastri di registrazione originali del processo con le trascrizioni su carta e le trascrizioni pubblicate per essere sicuro che le parole pronunciate e quelle pubblicate fossero le stesse.
Quello che Irving fa nel suo libro è di riportare la storia raccontata dai documenti. Questa storia è diversa dalla propaganda patriottica scritta dagli storici di parte della quale noi siamo tutti impregnati. E ci pone la domanda: Irving è a favore della verità o a favore dei nazisti? Il governo nazionalsocialista tedesco è il governo più diabolico della storia. Qualunque riduzione della diabolicità è inaccettabile, dunque Irving è passibile di demonizzazione da parte di quelli che sono determinati a proteggere le loro incrollabili certezze.
I sionisti hanno bollato Irving come negazionista dell’Olocausto, è stato riconosciuto colpevole di questa accusa da un tribunale austriaco e ha passato 14 mesi in prigione prima che la condanna venisse cancellata da un tribunale di grado superiore.
Nel suo libro “Norimberga”, Irving sopprime diverse leggende propagandistiche intorno alla storia dell’Olocausto e riferisce delle osservazioni da parte di soggetti autorizzati,  che molti dei decessi nei campi di concentramento furono causati da tifo e  denutrizione, soprattutto negli ultimi giorni della guerra quando il cibo e le medicine erano scomparsi dalla Germania, ma nessun capitolo del libro nega, dice lui,  che sia effettivamente morto un grande numero di ebrei. Per come la vedo io sembra che una semplice modifica, veritiera, di un elemento della storia ufficiale dell’Olocausto sia sufficiente per marchiare una persona come negazionista dell’Olocausto.
Il mio interesse per il libro e quello per Robert Jackson. Questi aveva una nobile ragione -quella di proscrivere la guerra- ma cercando di ottenere questo risultato ha stabilito dei precedenti per i procuratori americani che trasformano la legge in un’arma per perseguire le loro nobili cause, proprio come questo è stato utilizzato contro i nazisti -condanna del crimine organizzato, abusi sui bambini, traffico di droga, terrorismo. La messa sotto accusa di Jackson dei nazisti a Norimberga, ha mmesso in dubbio gli obblighi imposti ai procuratori degli Stati Uniti, così che gli americani al giorno d’oggi non sono protetti dalla legge più degli accusati di Norimberga.
Aggiornamento del 12 agosto 2017 : ecco il racconto di David  Irving sul suo arresto, il suo processo e la sua incarcerazione in Austria. La sua condanna è stata cancellata da una corte d’Appello, ed è stato liberato.
http://www.fpp.co.uk/Banged/up.pdf

Paul Craig Roberts
Fonte: http://lesakerfrancophone.fr/
Link: http://lesakerfrancophone.fr/tyrannie-a-nuremberg
11-08.2017

Traduzione dal francese per www.comedonchiscitte.org a cura di GIAKKI49
Commento del Saker Francophone
Le devastanti ripercussioni di questo processo devono ancora arrivare. Che cosa capiterà se questo processo viene attaccato e annullato sul piano del diritto, se quest’ultimo verrà un giorno ristabilito? Questo modo di negare  la giustizia è adattissimo ad alimentare tutti i tipi di fantasie dalle due parti e rinforza paradossalmente coloro che tentano di riabilitare dei personaggi  giustamente marchiati d’infamia, soprattutto se si considera che al momento del processo dei Tedeschi furono “invitati” negli Stati Uniti e che alcuni di loro avevano certamente un passato nazista.
Fare delle distinzioni non vuol dire lavare delle responsabilità. Ma la giustizia non è la morale e quel procuratore avrebbe dovuto ricordarsene. Quali tipi di menzogne si nascondono dunque dietro questo processo truccato e quali altre responsabilità compreso quelle degli alleati? Le leggi “commemorative”, certamente efficaci politicamente a breve termine per far tacere gli oppositori e gli storici, sono ancora una risposta pessima, e lasciano alle generazioni future una bomba innescata.
L’altro aspetto sconvolgente è scoprire che Paul Craig Roberts non conosceva o finge di non conoscere, neanche lontanamente, i retroscena del processo mentre invece è uno degli argomenti che vengono subito a galla quando si comincia a scavare un po’ la storia, come i retroscena della rivoluzione francese, il finanziamento dell’ascesa del nazismo in Germania… Il fatto che PCR lo scopra solo adesso, mentre invece il libro è uscito nel 1996 e vi sono anche molte altre fonti di informazione, la dice lunga sul condizionamento delle coscienze negli Stati Uniti e la mancanza di cultura delle élite americane.
E via via che le coscienze crollano negli Stati Uniti ed in Occidente in generale, la storia nascosta sotto il tappeto ricompare come un Golem e riaccende delle passioni mal sopite.
Note del Traduttore.
(1) Il massacro della foresta di Katyń, noto anche più semplicemente come Massacro di Katyń, avvenne durante la seconda guerra mondiale e consistette nell’esecuzione di massa, da parte dell’NKVD sovietica, di soldati e civili polacchi. Attualmente l’espressione denota invece l’uccisione di 21.857 cittadini polacchi (da Wikipedia)

Brevi aggornamenti esistenziali dell'autore del blog



Ho trascorso tutte il periodo festivo, da Natale all’Epifania con l’influenza e i suoi postumi, dovendo oltretutto affrontare diversi inconvenienti accidentali e manutentivi nell’abitazione, fastidiosi e onerosi, per cui l’anno non è certo iniziato bene e l’umore non era adatto a comunicare. Ecco spiegato il motivo dell’assenza di aggiornamenti nel blog. Essendo oltretutto un blog dal quale non ricavo assolutamente nulla (donazioni zero) non sono in alcun modo incentivato a dedicarmici, soprattutto se le condizioni psicofisiche non sono predisponenti.
In questo periodo non intendo neppure minimamente dedicarmi ai temi ricorrenti della campagna elettorale italiana, sapendo che quanto viene affermato dai politicanti parassitari italici in questo periodo è privo di qualsiasi attendibilità, ed ha il valore di una flatulenza.
Preferisco pertanto dedicarmi alle mie ricerche storiche ed alla stesura di alcuni saggi che sto predisponendo e che spero possano essere pubblicati prossimamente.
Spero pertanto che i miei pochi abituali lettori mi scuseranno se gli aggiornamenti del sito rallenteranno, potendo nel frattempo approfittarne per leggere le centinaia di articoli accumulati in questi anni, che rimangono quasi tutti di stretta attualità e quindi ancora validi concettualmente e coadiuvanti nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza.
Claudio Martinotti Doria