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"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Il successo politico sociale educativo della Finlandia è basato sulla cooperazione e dialogo e non sulla competizione ed esami continui com il resto dell'Occidente


Fonte: Megachip http://www.megachip.info

 Competizione, cooperazione e archetipi

 
 
«La cooperazione distribuisce buone idee; la competizione le rende proprietà privata.» [Johan Galtung]

Redazione
domenica 28 luglio 2013 09:36

di Johan Galtung
"I segreti del successo della Finlandia con la scuola - e tutto quanto", The Atlantic (11 luglio 2013), reca molti messaggi ai lettori USA da quello specifico stato assistenziale. Uno di essi è un sistema scolastico classificato fra i migliori al mondo, senza verifiche standard né affollamenti di tipo sud - ed est! - asiatico, con esami degli studenti limitati allo stretto necessario, con meno enfasi sulla competizione. Ed un altro, strettamente collegato: i finnici hanno un'uguaglianza incredibile e pochissima povertà; e una povertà infantile estremamente bassa. I due punti sono correlati.
L'articolo indica saggiamente la piccola scala e la grande omogeneità come due fattori sottostanti al "successo", noto pure agli altri paesi nordici. Tuttavia, come fatto presente, vi si trovano "consistenti comunità di lingua svedese e russa" - la prima dominante fino al 1809 e la seconda fino alla rivoluzione russa del 1917 - ci è voluto tempo perché si integrassero. Quel che l'articolo manca di cogliere è il nesso con quella rivoluzione e il suo impatto sui movimenti operai: elevare il livello dei ceti più bassi per una maggiore uguaglianza è possibile; istruzione e sanità ne sono strumenti basilari; è compito del governo; richiede programmazione; e, cosa non colta dall'URSS: funziona meglio con una democrazia.
L'articolo avrebbe potuto marcare maggiormente come s'insegna agli studenti a cooperare in classe anziché a competere per il primo posto, insegnamenti e citazioni di fine corso e roba del genere. Comunque, quel che più c'interessa non è la Finlandia, bensì le verifiche e la competizione.
Donde spunta l'idea? Le idee viaggiano in vario modo. Attraverso lo spazio, da paese a paese, per diffusione. Attraverso il tempo, da generazione a generazione, per trasmissione. E dal basso, da idee più profonde, da archetipi, nelle nostre culture; per isomorfismo, stessa struttura. Forse non riconoscibili a chi vive tale cultura, e ne assume l'archetipo come normale e naturale per cui è protetto dall'insito elemento di sfida da un bassissimo livello di consapevolezza.
Eppure l'esame, il venire esaminati, sottoposti ad esame, a verifica definitiva, ha ovviamente a che fare con il Giorno del Giudizio, quello eterno da parte del Giudice delle Anime nelle religioni abramitiche. Si verificano intere vite, in prospettiva non di "promozione/ bocciatura" bensì di "salvezza-dannazione", per l'eternità, di cui le vite sono frazioni di secondo. Ovviamente altre religioni ne prendono le distanze. L'hinduismo: viene data una seconda opportunità con la reincarnazione! Il buddhismo: come rinati! Il cristianesimo cattolico, più morbido, ha il purgatorio e l'intercessione (dei santi, di Maria). Ma è chiara l'idea generale: una rapida verifica per valutare qualcosa di poco duraturo - come la scolarizzazione - per qualcosa di molto duraturo - come il resto della propria vita; apporre uno stampo indelebile sulla persona.
Lo schema isomorfico, da struttura simile, è un meccanismo molto possente. Ci si sente al sicuro, anche se magari non piace; quel Giorno è temuto mesi, anni in anticipo; il giudizio lodato o condannato. Ma lo schema persevera, ovviamente sostenuto specificamente dai veri credenti, fondamentalisti che sentono nelle viscere ciò che è in palio.
Autorità definitiva, nulla di meno. Gli insegnanti, i professori diventano giudici, come Dio. A qualcuno piace. Ma in essenza sono a servizio di qualcosa che li oltrepassa, lo Stato, con il monopolio non solo della forza, ma anche degli esami. Sparissero gli esami, sparirebbero anch'essi può darsi che pensino.
Dal momento che l'hinduismo ha sfidato il cristianesimo, il giudizio è divenuto meno definitivo; agli studenti si dà una seconda, una terza opportunità. Ed è stato messo in questione pure dal buddhismo: migliorarsi, far meglio, accettare le sfide, competere non con altri ma con se stessi; far meglio ogni giorno, migliorare, ma non competere con chi è migliorato di più.
Per una particolare posizione nella società possono esserci requisiti specifici, ma allora quelle tali nicchie possono organizzare le verifiche per tale posizione, anche con graduatorie ove ci siano più candidati che posti disponibili; invece di verifiche generali, multi-scopo con selezionatori accollati per tutta la vita e oltre; perfino nel modo in cui si verrà ricordati.
Competizione e verifiche hanno serie ripercussioni.
Ci sono vincitori e sconfitti; la diseguaglianza viene istituzionalizzata, anzi premiata. Qualunque competizione è un conflitto per un obiettivo da poco, vincere; più c'è competizione più c'è conflitto irrisolto.
La disuguaglianza ha serie ripercussioni.
Quanto più la società è disuguale, tanto meno si ha partecipazione positiva dal basso. Quelli cui si dice che non valgono possono crederci. Più la società è disuguale, meno capacità c'è di risolvere i conflitti; la distanza sociale è troppa perché stiano allo stesso tavolo. I conflitti si fanno protratti, suppurano, peggiorano, colpiscono il corpo sociale.
Non si nega che la competizione possa stimolare qualcuno a dare il proprio meglio; ma si nega d'altronde che ciò non possa avvenire in competizione con se stessi, senza produrre conflitti irrisolti e disuguaglianza insormontabile. Ognuno ha spazio per migliorare se stesso, ma può aver bisogno di consigli, anche per non diventare troppo ambizioso. La competizione con altri conduce al conflitto; con se stessi può condurre alla frustrazione, magari con un aggressività più introversa. Ma i segnali d'allarme sono in se stessi; perciò più facilmente scoperti e suscettibili di reazione. Come per il fumare, ridurlo o cessarlo colpisce se stessi. Bruciare combustibili fossili è più come la competizione; ne soffrano le conseguenze altri - le future generazioni, altri paesi - non se stessi.
Con il venir meno del cristianesimo giudiziario, rigoroso, anche le verifiche e gli esami verranno meno. L'archetipo a sostegno degli esami che non rispecchiano altro che loro stessi - per esempio mettere alla prova degli adolescenti con equazioni matematiche di secondo grado del tutto inutili - può forse cessare di esistere. Così, la Finlandia è molto secolarizzata e con un cristianesimo piuttosto morbido; ma non è sempre stata così. La cooperazione distribuisce buone idee; la competizione le rende proprietà privata, monopoli, segreti, favorendo lo spionaggio. La cooperazione con auto-miglioramento e aiuto reciproco a tal fine rende una società alquanto gradevole, con alti tassi di felicità. Come la Finlandia.
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15 luglio 2013 - TRANSCEND Media Service
Versione originale: Competition, Cooperation and Archetypes
Traduzione di Michelangelo Lanza per il Centro Studi Sereno Regis.

Della serie "nuove idee imprenditoriali" ...

Di Claudio Martinotti Doria
Oggi ho superato la mia pigrizia e scetticismo anacoretico che mi induce a rintanarmi in casa e socializzare poco, per fare un giro locale di aggiornamento presso alcuni amici in posizioni socialmente strategiche per verificare le loro impressioni sull'andazzo italico e confrontarle con le mie ... ed ultimato il giro ero leggermente turbato.
Gli amici locali sono quasi gli ultimi rimasti "fisicamente" in questo paese fallito, essendo gli altri migrati ormai da tempo o in procinto di farlo, in Canada (particolarmente la Columbia Britannica), Cile, Cuba, Costa Rica, Nuova Zelanda, Australia, Malta, Svizzera, ecc., coi quali ormai i contatti sporadici permangono solo in rete.
Tra questi amici locali, i due che mi hanno impressionato di più, sono stati un funzionario di banca, che mi ha confermato quanto sia grave la situazione finanziaria italiana, soprattutto per i danni arrecati dal Governo Monti che ha lavorato nell'esclusivo interesse delle banche e del fisco, distruggendo la classe media, i pensionati e molte famiglie, eliminando di fatto la possibilità di poter disporre di aperture di credito e sconfinamenti di conto corrente (lo sapevate ad esempio che dopo l'ottavo giorno di sconfinamento lo stato preleva automaticamente 35 euro al giorno di penale? vogliamo chiamarla estorsione o strozzinaggio?). 
 
Un'apertura di credito viene ormai concessa solo a chi ha una partita IVA ed a tassi molto elevati e con garanzie plurime. L'indicazione del tasso applicato dalla Banca Centrale Europea è solo uno specchietto per le allodole per far credere che il denaro costa poco, ma alle famiglie non arriva nulla se non a tassi 15-20 volte superiori a quelli ufficiali, quelle poche fortunate che possono accedere al credito, le altre che hanno perso il controllo dei debiti devono ricorrere al loro consolidamento pagando fior di interessi per lungo tempo ad una banca o finanziaria disposta a subentrare come unico creditore ... Che lo scopo sia favorire l'usura? E confiscare gradualmente il patrimonio delle famiglie italiane?
Nell'ambito invece dell'apparente cazzeggio, parlando con un amico di vecchia data che si occupa di forniture per animali domestici è emerso che i produttori stanno facendo progressi da gigante nell'alimentazione per cani e gatti, al punto tale che mi ha descritto minuziosamente le qualità di un nuovo alimento che riattiva il metabolismo e riduce il peso corporeo con un apporto bilanciato ed esauriente di tutti i principi nutrizionali necessari, soprattutto in età avanzata dell'animale. Con entusiasmo e convinzione lo elogiava a tal punto che è emersa spontanea la convinzione che la qualità complessiva fosse superiore a quella di tanti alimenti destinati all'uomo.
Allora mi è venuta l'idea per la quale attendo il Vostro parere e soprattutto la Vostra adesione finanziaria come sostenitori e partner dell'iniziativa.
Perché non lanciare sul mercato alcune linee di prodotti (mangimi umani? in confezione snack, pasto completo, riserva settimanale, col 3x2 ...), con composizione a variazione anagrafica e di massa corporea, sia in croccantini che in scatoletta, di altissima qualità destinata agli umani? Potremmo denominarle LINEA "GIOVANI PRECARI", "ESODATI FORNERO", "PENSIONATI AL MINIMO" ... Potremmo in tal modo almeno garantire loro una dignitosa sopravvivenza alimentare con una spesa modica e sostenibile ogni giorno ... 
Considerando i pessimi governi recenti e le disastrose prospettive per il futuro, direi che sarebbe un dovere morale provvedere a questo servizio che unirebbe l'interesse imprenditoriale con quello sociale e politico (si ridurrebbero ad es. le file per i pasti gratis alla Caritas, si ridurrebbe il rischio di sommosse e gli incrementi di criminalità diffusa, soprattutto taccheggio ...)
Fatemi sapere, magari prima del prossimo autunno, che non sarà solo caldo (per usare un luogo comune ormai usurato) ma sarà rovente ...
Cordiali saluti
claudio martinotti doria

Alcune modeste proposte per applicazioni tecnologiche che favoriscono la promozione territoriale.

 
di Claudio Martinotti Doria

Le immagini pubblicate in questo articolo provengono dalle fototrappole installate dall'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) nel Parco nazionale albanese di Shebenik-Jabllanicë

http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/Cattura.jpg
La tecnologia lo sappiamo tutti, ha fatto passi da gigante in diversi settori di interesse sociale, dalla sicurezza della casa all'applicazione turistico ambientale, ed è ormai facilmente accessibile in rete con poche centinaia di euro, e se resa disponibile in mani minimamente competenti ed appassionate, consentirebbe notevoli progressi nel rilanciare alcuni territori, valorizzandoli e promuovendoli dal punto di vista turistico, culturale, residenziale ed ambientale.
Faccio pochi semplici esempi, in parte ormai conosciuti ed applicati da anni, sebbene in maniera limitata, ed altri recentissimi ed ancora sconosciuti.
http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/faina.jpg
- Le webcam le conoscono tutti, con un migliaio di euro si può installare in posizioni strategiche e fornire immagini dei luoghi in tempo reale o differito consentendo alle persone a casa di seguire sia le condizioni meteo che le peculiarità del paesaggio o le condizioni abituali di vita vissuta in loco. Nel sito web andrebbero anche collocate fotografie panoramiche riprese in diverse stagioni che consentano al potenziale interessato di "leggere" il luogo con calma ed attenzione, prima di recarsi per un riscontro diretto.
http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/gatto-2.jpg
- La tecnologia ARBIMON (Automated Remote Biodiversity Monitoring Network), che detto in parole povere e da profano è composto da un hardware costituito da componenti facilmente reperibili (iPod con app) e da un software piuttosto sofisticato consente di registrare e riconoscere i suoni emessi da quasi tutte le specie viventi, dando così informazioni precise sulla fauna presente in un determinato luogo consentendone censimenti attendibili ai fini descrittivi e per eventuali interventi protettivi e di valorizzazione. Ideale per Aree Protette, Wilderness, Zone residenziali naturalistiche, ecoturismo, ecc..
http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/Lupo-2.jpg
- Fototrappole. L'installazione in ambienti a forte valenza naturalistica (ad es. sentieri forestali e fluviali, zone umide) di telecamere digitali nascoste e con sensori di movimento calibrate in modo specialistico, consentono di riprendere fauna selvatica in movimento a qualsiasi ora del giorno e della notte ed in qualsiasi stagione, fornendo prove documentarie reali della presenza in loco di specie che costituiscono spesso vere e proprie sorprese, che si credevano emigrate o estinte localmente. 
http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/orso-schiena.jpg
Si tratta, come è facilmente intuibile, di una tecnologia che potremmo definire "sostitutiva", nel senso che consente di essere presente senza esserlo fisicamente, consentendo risultati estremamente efficaci con spese ridottissime e senza essere particolarmente competenti in materia, facendo guadagnare tempo e denaro e fornendo informazioni preziose ed attendibili
Con poca spesa in termini di acquisto e con la collaborazione di appassionati locali competenti (ad es. naturalisti) si potrebbero ottenere notevoli risultati concreti da utilizzare come base di partenza per ulteriori e successivi interventi promozionali, che si fonderebbero su basi certe di conoscenza territoriale, per progetti conservativi ma soprattutto di FRUIZIONE intelligente e di elaborazione di obiettivi e prospettive di valorizzazione. Si potrebbe finalmente descrivere un territorio ai fini promozionali senza approssimazioni e millantare nulla.
http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/07/tassi.jpg
Per seguire questo tipo di argomenti ed informazioni potete aggiornarvi navigando periodicamente nel sito dell'AAM, Accademia Ambientale del Monferrato, http://www.accademiadelmonferrato.com alla sezione NEWS
Cordiali saluti
claudio martinotti doria


I banchieri centrali cominciano a preoccuparsi. Occhio al Giappone

Nei media stranieri ogni tanto qualcuno rivela le cose come stanno, in Italia no, si cazzeggia soltanto.  Avete mai sentito un economista inveire contro la fiat money, la riserva frazionaria, le bolle avviate dalle banche centrali? Fino all'ultimo giorno prima del collasso monetario continueranno a dire che è solo nubifragio ma la ripresa è dietro l'angolo, poi dopo cercheranno capri espiatori.

I banchieri centrali cominciano a preoccuparsi. Occhio al Giappone

L'Indipendenza - Quotidiano Online

di DETLEV SCHLICHTER
Le ultime settimane sono state molto interessanti. Ricordate che, a parte alcune differenze regionali, il Giappone è stato (negli ultimi due decenni e più) il trendsetter globale in termini di deterioramento macroeconomico e di politica monetaria. E’ stato il primo ad avere una importante bolla immobiliare e bancaria, il primo a vedere lo scoppio di tali bolle, a rispondere con anni di tassi di interesse all’1%, poi a zero, poi con i vari turni di quantitative easing. L’Occidente ha seguito il Giappone su ogni passo, di solito con un certo ritardo di circa dieci anni o giù di lì, anche se sembra stia recuperando parte del ritardo. Ora il Giappone è il primo paese sviluppato ad andare “all-in” nell’attuare una politica di stampa di denaro senza esclusione di colpi per “stimolare” (presumibilmente) l’economia. Questa cosa si chiama Abenomics, dopo che il nuovo primo ministro del Giappone (Shinzo Abe) è divenuto il nuovo manifesto della politica iper-attivista. Mi aspetto che l’Occidente lo segua a breve. Infatti, il Regno Unito è il candidato ideale. Carney inizierà il suo nuovo lavoro ed abbraccerà “l’attivismo monetario.” Carnenomics, giusto?
Ma ecco cosa c’è di così interessante nei recenti avvenimenti in Giappone. All’inizio i mercati hanno fatto esattamente ciò che i banchieri centrali volevano che facessero: sono saliti. Ma a Maggio le cose hanno preso una brusca piega verso il peggio. In appena otto giorni di trading il Nikkei è crollato del 15%. E, soprattutto, tutto questo è iniziato con vendite di obbligazioni. I mercati cominciano a rendersi conto che tutte queste bolle prima o poi devono scoppiare, e questo “prima o poi” è ora? I mercati cominciano a rifiutarsi di ballare al ritmo dei banchieri centrali e delle loro stampanti? I banchieri centrali stanno perdendo il controllo?
“Vendi e vattene”
Torniamo indietro per un attimo, anche se solo un po’. Rivisitiamo l’Aprile 2013 per un momento. In quel periodo ho parlato di banchieri centrali che perseguivano una sorta di “politica del punto giusto”: pompavano un sacco di liquidità nei mercati o promettevano di farlo se necessario, e tutti loro stavano mantenendo i tassi vicino allo zero e promettevano di tenerli così. Alcuni hanno iniziato a prendere in considerazione una “politica di tassi negativi”. Eppure, nonostante tutto questo accomodamento, le letture ufficiali dell’inflazione sono rimaste straordinariamente miti – in effetti, l’inflazione è diminuita marginalmente in alcuni paesi – mentre tutti gli asset nei mercati sono diventati roventi: titoli di stato, obbligazioni spazzatura, azioni, ecc. quasi tutti scambiati a prezzi elevati, innegabilmente alimentati in gran parte dal denaro a buon mercato. Anche il settore immobiliare negli Stati Uniti è tornato per vendicarsi. E poi, ai primi di Aprile, i banchieri centrali hanno ottenuto un bonus extra: la loro nemesi, il mercato dell’oro, stava andando in tilt. Sono sicuro che Bernanke dormiva bene in quel periodo: gli asset finanziari ruggivano in accordo con le note della burocrazia monetaria, apparentemente in linea con il suo piano per salvare il mondo con nuove bolle, mentre i cinici e gli eretici nel mercato dell’oro (i matti antipatici che mettono in dubbio il pragmatismo della politica di oggi) erano in ginocchio.
Ma poi è arrivato Maggio e tutto è stato venduto. Tuttavia, questo non è il modo in cui l’hanno presentato i media. Si preferisce l’espressione “volatilità che è tornata” poiché implica che tutto sarebbe andato bene di nuovo domani. E forse sarebbe stato così. Forse era solo un blip. E se non lo fosse? E, cosa più importante, che cosa lo sta guidando?
Una teoria ampiamente dibattuta è che la prospettiva della FED di “ammorbidire” la sua operazione di quantitative easing, rimuovendo lentamente la grande ciotola del punch piena di alcool, avrebbe potuto far finire la festa. Per un po’ di tempo c’è stata una certa preoccupazione ed anche opposizione al QE senza fine della FED. Quindi vi è, ovviamente, un rischio (un caso?) che la FED possa ridurre o addirittura interrompere il suo programma di acquisto di asset. (Rapido promemoria: dall’inizio dell’anno la FED ha già ampliato la base monetaria di $340 miliardi e, al ritmo attuale, la FED creerà un bilione di dollari entro la fine dell’anno).
Ben Bernanke — un tipo tosto?
Tuttavia, non credo che i mercati abbiano molto da temere dalla FED. Qualora una pausa nel QE dovesse portare ad una vendita sui mercati, ad un aumento dei rendimenti e ad un aumento dei premi al rischio, credo che la FED invertirà rapidamente il suo corso e riaccenderà di nuovo la stampante. I critici all’interno della FED saranno messi a tacere piuttosto rapidamente. Ricordate che la maggior parte di loro sembra sostenere che non sono necessari altri giri di QE; non sembrano rifiutarlo per principio. In definitiva, nessuno negli ambienti politici è disposto a starsene con le mani in mano quando i mercati iniziano seriamente a liquidare. La “fine” del QE, semmai verrà annunciata (ma Bernanke ha già smentito, ndr), è probabile che sarà temporanea. L’ultimo banchiere centrale che ha avuto le palle per tenere testa a Wall Street fu Paul Volcker. Ben Bernanke, così come il suo predecessore Alan Greenspan, non ha fatto altro che fare gli occhi dolci alle classi finanziarie e speculatrici. Entrambi hanno sottoscritto, in numerose occasioni, il concetto che è parte del mandato della banca centrale portare allegria alle famiglie ed alle imprese facendo aumentare i prezzi delle case e gonfiando i prezzi delle azioni e dei pacchetti opzionali esecutivi. Ciò di cui ha bisogno il paese è l’ottimismo, e cosa c’è di più favorevole per l’ottimismo se non un aumento del mercato azionario e di facce felici su CNBC?
Bernanke ha dichiarato che lo stimolo degli asset finanziari può far ripartire un circolo virtuoso di indebitamento, investimento e crescita auto-sostenuta. David Stockman ha giustamente definito questo approccio “gestione della prosperità” attraverso “coccole a Wall Street.” Naturalmente Greenspan adottò una politica restrittiva nel 1994 e di nuovo con molta attenzione nel 2005; e sì, entrambe le volte i mercati finanziari sono collassati. Ma questo è servito solo ad illustrare come il sistema finanziario sia diventato insostenibilmente pachidermico, sconnesso e dipendente dal denaro a buon mercato della FED. Penso che la FED starà molto attenta nel ridurre il dosaggio del suo farmaco.
Anche se non l’ha messa in questi termini, il guru mondiale nel mercato obbligazionario Bill Gross, fondatore e co-chief investment officer presso il gigante dell’asset management PIMCO, sembra vederla allo stesso modo. In un’intervista su Bloomberg a Maggio, ha confermato che lui ed il suo team hanno visto “bolle ovunque,” le quali potrebbero certamente scoppiare tutte nello stesso momento. Ha anche dichiarato che la FED “non oserebbe” fare qualcosa di drastico in un sistema molto più indebitato ora di quanto non lo fosse nel 1994, quando Greenspan cercò brevemente di giocare duro ed applicare una politica restrittiva.
La mia conclusione è questa: se la debolezza del mercato è il risultato delle preoccupazioni su una fine della politica accomodante, allora non credo che i mercati abbiano molto da temere. Tuttavia le più grandi vendite si sono verificate in Giappone, e qui non solo non c’è il rischio di una politica restrittiva, i decisori politici hanno da poco iniziato la più grande e forte operazione di stampa di denaro nella storia. I titoli di stato giapponesi e le azioni giapponesi sono quasi scesi in picchiata perché si teme la fine del QE. Coloro che si occupano di tali asset hanno finalmente capito che sono seduti su gigantesche bolle e stanno cercando di uscirne prima di chiunque altro? I banchieri centrali hanno perso il controllo sui mercati? Dopo tutto, la stampa di denaro deve portare ad un aumento dell’inflazione ad un certo punto. La combinazione in Giappone di un gigantesco debito, elevati deficit di bilancio, una popolazione vecchia, tassi di interesse vicino allo zero ed una prospettiva di un aumento dell’inflazione (che è l’obiettivo ufficiale dell’Abenomics!) sono un mix tossico per il mercato obbligazionario. E’ assurdo pensare che si possa distruggere la valuta e spodestare i vostri investitori obbligazionari mentre essi vi premiano con bassi rendimenti di mercato. L’aumento dei rendimenti, tuttavia, farà deragliare l’Abenomics e l’intera economia.
Ovviamente, è troppo presto per dirlo. Il tutto potrebbe finire per essere solo una tempesta in un bicchier d’acqua. Potrebbe finire presto ed i mercati potrebbero cadere in linea con ciò che i pianificatori centrali prescrivono. Ma dubito che questo sia solo un blip, così come la pensa Mohamed El-Erian, collega di Bill Gross a PIMCO ed altro chief investment officer. In un interessante articolo su CNN Money, ha contemplato la possibilità che i mercati potessero cominciare a perdere la fiducia nelle banche centrali. Se questo è davvero il caso non sarà confinato al Giappone, ma si riverbererà rapidamente in tutto il mondo. Si tratta di una storia molto più grande di un modesto rallentamento del QE negli Stati Uniti. Potrebbe essere l’inizio della fine?
Penso che i banchieri centrali non stiano dormendo così bene adesso.
Traduzione di Francesco Simoncelli

LE PROFEZIE DEL CAVALIERE, quello di Monferrato, non quello imbellettato. Ipotesi di cosa potrebbe accadere in Italia tra non molto

LE PROFEZIE DEL CAVALIERE, quello di Monferrato, non quello imbellettato.
Ipotesi di cosa potrebbe accadere in Italia tra non molto

di Claudio Martinotti Doria
Rifacendomi soprattutto ad economisti non convenzionali, cercherò di dedicarmi ad un esercizio assai complesso e complicato: immaginarmi cosa potrebbe accadere in Italia da qui ai prossimi anni, in base alle condizioni politico economico finanziarie attuali.
Partiamo da alcuni presupposti ormai accertati e temo immutabili:
- disponiamo di una radicata classe politica di parassiti ed incapaci, che tendono solo a temporeggiare e mistificare, svolgendo un'attività autoreferenziale di cazzeggio perpetuo, con la complicità dei media, che potremmo definire armi di distrazione di massa, per allontanare la popolazione dalla consapevolezza della gravità della situazione e per impedire loro di pensare autonomamente;
- essendo appunto parassiti, sono privi di senso di responsabilità, intrappolati nelle loro clientele e partitocrazie, associazioni a delinquere a scopo di business, non ridurranno minimamente gli sprechi di denaro pubblico, sui quali hanno costruito le loro carriere, non toccheranno mai i privilegi acquisiti della casta e del loro entourage, ma violeranno i diritti della classe media e lo hanno ampiamente già fatto, ad esempio con la riforma previdenziale della Fornero devastando la vecchiaia di milioni di persone, senza aver minimamente intaccato i privilegi e gli abusi di stato;
- l'eccessiva, patologica, pressione fiscale, sulle attività imprenditoriali ed in generale (enormi accise sulla benzina, sigarette, energia, ecc.) rende costosissimo vivere in Italia, dove praticamente si lavora per lo stato, le banche e le assicurazioni e la sanità (che complessivamente compiono un'estorsione legalizzata complessiva dell'85 per cento della ricchezza prodotta con il proprio lavoro, la sanità influisce soprattutto su coloro che si curano con metodi non riconosciuti e quindi interamente a proprio carico), rimanendo forse un magro 15 per cento finale per sopravvivere con dignità con la propria famiglia;
- le nostre grandi banche, nonostante i ripetuti aiuti statali ricevuti sono praticamente fallite, il colpo di grazia arriverà in autunno quando centinaia di PMI (aziende di medio grandi dimensioni) ormai decotte e che finora hanno temporeggiato soprattutto per ingerenze bancarie, porteranno i loro libri in tribunali lasciando senza lavoro svariate centinaia di migliaia di dipendenti e decine di miliardi di euro di insolvenze bancarie, in un sistema bancario già alla frutta … Queste insolvenze si aggiungeranno al sistema immobiliare ormai al collasso, tenuto su con lo sputo, unico caso al mondo in cui crollano le compravendite ma non abbassano i prezzi di vendita, dove le banche hanno ancora a bilancio i valori a perizia degli immobili ipotecati, che se dovessero immetterli sul mercato ricaverebbero forse il 25 per cento del loro valore peritale, ad essere fortunati che vi siano acquirenti … Potete immaginarvi cosa accadrebbe al mercato immobiliare se le banche vendessero all'asta le centinaia di migliaia di immobili i cui mutuatari non stanno più pagando le rate di mutuo … La ricchezza degli italiani, IL MITICO MATTONE, collasserebbe in pochi giorni, come un repentino crollo di borsa inerente azioni spazzatura;
- le agenzie internazionali di rating declasserebbero ulteriormente l'Italia al punto che i suoi titoli di stato sarebbero considerati spazzatura e di conseguenza tutti i gestori di fondi di investimento non rischiosi (esclusi quindi gli hedge found) automaticamente li venderebbero perché così prevedono le norme e le procedure, imitati in questo da molti altri investitori, quindi ci sarebbe un fuggi fuggi generale ed il famigerato spread tornerebbe a salire, portando il tasso di interesse da pagare troppo in alto (a causa dell'aumentato rischio) e non più sostenibile in quanto sottrarrebbe un porzione troppo alta delle entrate fiscali, già in progressiva diminuzione a causa della crisi, austerità e parassitismo politico; 
- la diminuita capacità di spesa della classe media e medio bassa, emersa con evidenza in questi ultimi anni, riscontrata anche sulla spesa per alimentazione, si accentuerà sempre di più, non solo chiuderanno praticamente tutti i negozi al minuto ma si inizieranno anche a vedere notevoli riduzioni della reperibilità di molte merci di prima necessità negli scaffali. Basterà un qualsiasi evento che funga da innesco, che faccia esplodere la SFIDUCIA nella moneta di carta e nello stato e nelle banche (con conseguente corsa agli sportelli) e dalla sera alla mattina, o durante un fine settimana, ci troveremo con l'assalto ai supermercati e gli scaffali vuoti, i bancomat fuori servizio o con limiti di prelievo, le banche chiuse per parecchi giorni senza possibilità di ritirare i propri soldi, con moti, proteste e sommosse ovunque …
  
- in proposito fa specie rilevare che mentre un bambino è in grado di capire che l'accumulo di ricchezza in poche mani non favorisce la circolazione della ricchezza e quindi l'economia reale e la circolazione del denaro, la politica quotidiana ordinaria non è mai intervenuta in proposito per correggere questa storpiatura di cui essa stessa è causa con le sue leggi liberticide, interferenze, corruzione, privilegi, clientele, ecc.. Eppure non è difficile capire che se si premiano migliaia di dirigenti burocrati della pubblica amministrazione con uno stipendio da centinaia di migliaia di euro e con una pensione corrispondente (abusando arbitrariamente e prolungatamente di denaro pubblico) anziché favorire con lo stesso denaro decine di migliaia di pensionati al minimo, il denaro circolerà di meno nell'economia reale, non ci vuole un genio o un premio Nobel per capirlo. Il pensionato al minimo il piccolo aumento che dovesse riceve lo metterebbe in circolo, il boiardo di stato invece lo accumulerebbe, perché oltre un certo limite non spenderebbe più;
- l'Italia non è mai stata una nazione, solo la retorica nazionalista ha sempre affermato che lo fosse, facendo appello all'unità di intenti e motivazioni condivise sulla carta, in realtà la società italiana è molto divisa e non è affatto solidale; potenti istanze autonomiste e di autogoverno e frammentazione territoriale sono in corso da tempo e negandole non si rende un buon servizio alla società ed alla storia. Quindi l'accentuazione della crisi politico economica innescherà conflitti sociali aspri e velleità separatiste e purtroppo temo si manifesterà la debolezza culturale degli italiani, la loro profonda ignoranza, ricercando capri espiatori e favorendo una guerra tra poveri, con tanto di ritorsioni, violenze, riscatti, vendette, rappresaglie, zizzanie, calunnie, ecc.. Il peggio che un'umanità esasperata ed umiliata e ridotta in miseria possa esprimere;
- il denaro di carta, l'euro, perderà di fiducia e quindi di valore tra la popolazione, torneranno in auge le monete d'argento e lo scambio di beni e servizi, il baratto, i mercatini locali, l'autoproduzione, ecc., tutte quelle soluzioni che stanno emergendo in rete per mettere le persone in contatto tra loro per favorirsi nelle loro reciproche esigenze, e vi assicuro che sono parecchie decine ormai le soluzioni inventate per poterlo fare con facilità, e che in massima parte consistono nello scambio temporaneo di beni strumentali e servizi professionali reciproci;
- inevitabilmente aumenterà la criminalità di basso profilo, quella fisicamente più pericolosa, furti e rapine, scippi e taccheggio, che porterà ad esasperazione ed all'autodifesa un cospicuo numero di persone, per cui aumenteranno i conflitti a fuoco e le aggressioni, le intolleranze e le tensioni alla ricerca di qualche valvola di sfogo;
- la qualità della vita diverrà pessima, aumenteranno a dismisura le insolvenze ed i servizi pubblici si interromperanno spesso, saranno erogati a singhiozzo e con difficoltà, le strade saranno sempre più sconnesse perché non saranno in grado di effettuare la manutenzione, solo a livello locale si potranno ancora erogare servizi di una discreta qualità, secondo le zone ed i governanti, le comunità più coese, cooperativistiche e solidali saranno favorite, le altre si sfilacceranno fino alla dissoluzione, ci saranno pertanto spostamenti di notevole rilevanza, abbandonando le città a favore della campagna e montagna, o nelle seconde case ereditate oppure ospitati da amici e parenti;

 
- avranno il loro momento di gloria e di massima risonanza modelli in precedenza snobbati o derisi come gli "ecovillaggi" o quelli storici che si pensava persi per sempre come le "comunità di villaggio", e si ritornerà anche a forme simili ai liberi comuni ed alle città stato, in forme simili ed aggiornate ovviamente, come le città private, la libertà tornerà ad essere un valore molto ambito.
Per il resto lascio alla Vostra fervida fantasia proseguire e se riusciste anche concludere questo mio lungo articolo previsionale