Benvenuti nel Blog di Claudio Martinotti Doria, blogger dal 1996


"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

PER CONTATTI: claudio@gc-colibri.com

Se preferite comunicare telefonicamente potete inviare un sms al 3485243182 lasciando il proprio recapito telefonico (fisso o mobile) per essere richiamati. Non rispondo al cellulare ai numeri sconosciuti per evitare le proposte commerciali sempre più assillanti

Questo blog ha adottato Creative Commons

Licenza Creative Commons
Blog personale by Claudio Martinotti Doria is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.cavalieredimonferrato.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at www.cavalieredimonferrato.it.

COME SOSTENERE LA MIA PERSEVERANTE ATTIVITA' DI VOLONTARIATO. Se avete apprezzato l’impegno e l’originalità dei miei articoli ritenendo che la mia attività divulgativa meriti un sostegno, appena avrete l’opportunità di farlo dedicate qualche minuto e qualche euro per sostenerla, tenendo presente che non ho entrate pubblicitarie e nessuno sponsor (condizione necessaria per mantenersi indipendenti) ed inoltre sono una vittima della riforma previdenziale della Fornero e la mia pensione è stata rinviata al 2024, ed è giusto che lo sappiate fin da adesso che l’importo che mi sarà erogato sarà minimo. Potrete contribuire con una donazione tramite PayPal all’account claudio@gc-colibri.com oppure a questo link: https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_donations&business=Z2M2PAF4N76V6&lc=IT&item_name=Claudio%20Martinotti%20Doria&currency_code=EUR&bn=PP%2dDonationsBF%3abtn_donateCC_LG%2egif%3aNonHosted

Se non siete registrati a Paypal potete effettuare un bonifico bancario all’IBAN IT42M0303222600010000002011 (Credem, filiale di Casale Monferrato)

You can make a donation using PayPal account claudio@gc-colibri.com or at this link: https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_donations&business=Z2M2PAF4N76V6&lc=IT&item_name=Claudio%20Martinotti%20Doria&currency_code=EUR&bn=PP%2dDonationsBF%3abtn_donateCC_LG%2egif%3aNonHosted





Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Il vero nemico dell'Occidente non è la Russia, ma va ricercato in casa propria


Quanto riporta lo studioso russo-americano Dmitry Orlov nell'articolo sotto riportato corrisponde quasi totalmente a quanto da me scritto alcuni mesi fa in alcuni paragrafi e capitoli del mio libro di imminente pubblicazione, a testimonianza che documentandosi compiutamente e analizzando razionalmente e obiettivamente la situazione si può giungere alle stesse conclusioni. Nel mio libro sono anche descritte con novizia di particolare le innovative e fantascientifiche armi russe che stanno mettendo in grave difficoltà tutto l'apparato industriale militare e del deep state USA, che ha dovuto rinunciare alla strategia del "first strike", cioé del primo colpo, primo attacco a sorpresa per distruggere tutti i centri di comando e controllo del nemico per impedirgli una reazione. Non solo gli USA non sono in grado di attuare il primo colpo ma neppure il secondo e il terzo, perché l'attuale tecnologia militare a disposizione della Russia è in grado di distruggere in pochi minuti l'intera flotta americana e le basi militari, sia all'Estero che in patria, oltre a rendere inservibili i mezzi di comunicazione. E tutto questo in appena una decina di anni spendendo un decimo di quanto spende il Pentagono ogni anno, perché la Russia ha semplicemente coinvolto in questo ampio e lungimirante progetto di riarmo tecnologico avanzato migliaia di giovani ingegneri specializzati in tutti i settori, che fortemente motivati hanno ottenuto risultati strabilianti. L'Occidente è vittima di se stesso, il peggior nemico infatti è interno non esterno, la sua "obsolescenza" forse non era programmata, come in molti prodotti tecnologici, ma è purtroppo una realtà irreversibile, e sta seguendo inesorabilmente un destino patetico e tragico, ben rappresentato dall'attuale presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che si consola spesso nell'alcool e barcolla durante le cerimonie UE-NATO, dovendo essere sorretto per non cadere a terra.
Claudio Martinotti Doria

Juncker’s EU candidacy stirs speculation in Parliament ...  

Ultim’ora! La Terza Guerra Mondiale è finalmente terminata!

DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com
Sconosciuta ai più, la Terza Guerra Mondiale ha imperversato, fino ad ora, per quasi trent’anni dal crollo del Muro di Berlino. Era stata preceduta dalla Guerra Fredda, che era terminata quando Mikhail Gorbachev si era arreso all’Occidente, con la conseguente, confusa, dissoluzione del Patto di Varsavia. Nonostante questa capitolazione, l’Occidente non aveva mai abbandonato il suo progetto di distruggere il Patto di Varsavia, insieme a quel che rimaneva dell’ex Unione Sovietica, per poi conquistare e smembrare la Russia stessa. In mancanza di minacce militari da oriente, la NATO, insieme alla sua gemella parassita, l’Unione Europea, si era incessantemente espansa ad est, ingoiando una nazione dopo l’altra. Fino ad ora ha conquistato l’intero Patto di Varsavia, più la Moldova e i tre Stati Baltici ed è alla caccia delle ultime briciole dell’ex Unione Sovietica: Ucraina, Georgia ed Armenia. La ragione per cui nessuno in Occidente si è reso conto che, per tutto questo tempo, c’è stata la Terza Guerra Mondiale è che l’Occidente ha sofferto di un profondo collasso mentale, grave tanto quanto il collasso fisico dell’URRS. La Russia si è ripresa dal suo collasso, l’Occidente, probabilmente, non lo farà mai.
Anche se l’Occidente finge di combattere la Russia, questa è pura fantasia. Le capacità difensive della Russia sono tali che una strategia militare contro di essa non è neanche pianificabile. La dottrina militare russa afferma che nessuna guerra verrà mai più combattuta sul suolo russo: se dovesse essere invasa, trasferirebbe immediatamente gli scontri in territorio nemico utilizzando le sue armi a lunga gittata, dotate di un raggio d’azione che comprende il mondo intero. Precisa anche che risponderà ad ogni minaccia esistenziale usando le armi atomiche, se necessario. E così il Pentagono, con la NATO a rimorchio, non sogna neanche più di attaccare la Russia. Questa speranza, ad un certo punto, era tornata vitale quando gli USA avevano creduto che fosse possibile eliminare la capacità di deterrenza atomica russa utilizzando un “primo colpo” nucleare, ma, da allora la Russia si è riarmata con armi più avanzate di quelle in possesso, attuale o futuro, degli Stati Uniti e così quel sogno è ormai defunto.
Invece, lo sforzo è quello di “contrastare l’aggressione russa”, che non esiste. La Russia, semplicemente, non ha nessun interesse ad invadere qualcuno; ha già tutto il territorio e tutte le risorse naturali che potrebbe mai desiderare. Dopo essersi riarmata ed aver messo alla prova la sua tempra in Siria, la Russia sta ora riducendo il bilancio della difesa, favorendo progetti nazionali che porteranno vantaggi alla sua popolazione. Paragonatelo al bilancio della difesa degli Stati Uniti e della NATO: qui si raggiungono nuovi record. E’ chiaro che l’Occidente non sta combattendo contro la Russia. Sta combattendo contro se stesso, e perciò, per definizione, sta perdendo e vincendo allo stesso tempo. Con la loro spesa militare, senza dubbio la più alta e completamente inutile di tutto il mondo, gli Stati Uniti si sono messi sulla strada dell’oblio economico, già percorsa dall’Unione Sovietica.
Mentre faceva finta di combattere la Russia, l’Occidente ha continuato ad attaccare e a distruggere nazioni in tutto il mondo, la maggior parte con successo, ma anche con alcune accezioni. L’Afghanistan, l’Iraq, la Libia sono ora in rovina. Questi successi sono stati in qualche modo attenuati ogni volta che la Russia si è trovata anche marginalmente coinvolta; in questi casi, l’ovvio risultato è un paese frazionato e semi-defunto: l’Ucraina meno il Donbass e la Crimea, la Georgia meno l’Abkhazia e l’Ossetia del Sud e il premio di consolazione: la Provincia di Idlib (la riserva prevista per i gremlin) meno il resto della Siria. Ogni volta che i contorcimenti e i pugni al vento dell’Occidente interferiscono con gli interessi russi, la Russia impone tranquillamente qualche linea rossa che l’Occidente si guarda bene dall’oltrepassare.
L’unico genere di guerra “calda” (che in realtà è solo tiepida) fra l’Occidente e la Russia è nel campo delle sanzioni economiche, e qui la Russia è davvero riconoscente. Queste sanzioni sono state utilissime per stimolare la sostituzione delle importazioni e nel fornire la necessaria spinta alla de-dollarizzazione e allo sviluppo di soluzioni alternative alla finanza occidentale, mentre le controsanzioni verso le esportazioni agroalimentari europee hanno stimolato [lo sviluppo] dell’agricoltura russa. Dal momento che queste sanzioni sono state imposte per le pressioni esercitate dagli Stati Uniti, hanno enormemente danneggiato l’Unione Europea e hanno anche ulteriormente contribuito alla disgregazione dell’Occidente. Dopo tutto, la Russia non avrebbe potuto sperare in un nemico migliore: minaccioso solo sulla carta e sempre desideroso di fare autogol.
Ma tutte le cose belle, alla fine, finiscono e anche la Terza Guerra Mondiale non può andare avanti all’infinito. Si sta però verificando una lenta presa di coscienza, che stimola un certo comportamento sovversivo nello schieramento occidentale, con staterelli di recente conquista che iniziano a guardare verso Mosca. Il Presidente della Moldova, Dodon, ha dichiarato ufficialmente che la partecipazione all’Unione Europea non comprometterà le sue buone relazioni con la Russia. La rivoluzione colorata da manuale tenutasi in Armenia ha avuto come risultato un neo-presidente, apparentemente filo-occidentale, che si è affrettato a rassicurare tutti  che l’Armenia continuerà ad essere un fedele alleato della Russia, nonostante gli accordi di cooperazione con l’Unione Europea.
Drones et missiles S-400 et S-500 pour l’armée russe (état ...
Intanto, al di là dell’Oceano Atlantico, i vari fraudolenti schemi finanziari che hanno permesso agli Stati Uniti, con la NATO a ruota, di spendere e spandere fino allo sfinimento, mostrano segni di sfaldamento. I dazi verso le nazioni con cui gli Stati Uniti hanno deficit commerciali trasferiranno le diverse produzioni alle industrie nazionali. Ma c’è una ragione se queste merci vengono importate: gli Stati Uniti producono a costi relativamente alti. Rilocalizzare [in patria] le produzioni aumenterà perciò l’inflazione. E, dal momento che una parte rilevante del debito statunitense è indicizzata all’inflazione, gli interessi sui pagamenti si mangeranno in fretta il bilancio federale. L’unica soluzione per gli Stati Uniti è quella di aumentare, ancora più in fretta, la montagna del debito, ma in tutto il mondo si sta verificano una rapida de-dollarizzazione e la richiesta di buoni del tesoro americani è in calo.
Potrebbe essere rifinanziato altrove questo imminente deficit nelle spese della difesa? Beh, no. Francia e Germania, le nazioni che rappresentano il nucleo dell’Impero Occidentale, si oppongono alla richiesta americana di aumentare le spese della difesa, avendo capito, nonostante la loro stessa retorica, che sono uno spreco di denaro, puro e semplice. Ci si sta rendendo conto che i nuovi sistemi d’arma russi difensivi ed offensivi hanno fatto diventare obsoleto la maggior parte dell’armamento occidentale e impediranno alle truppe occidentali di operare nelle aree in cui queste nuove armi saranno dislocate. Di conseguenza, sono assai richieste in tutto il mondo. La Turchia, il secondo membro più importante della NATO, sta cercando di acquistare diverse batterie del sistema di difesa aerea russo S-400, nonostante le veementi proteste americane. L’Arabia Saudita, un fedele alleato americano, sta cercando di fare la stessa cosa, avendo capito che i missili Raytheon-Patriot, da lei acquistati, sono peggio che inutili. Riempire ancora di soldi le tasche della Raytheon, della Lockeed Martin, della Boeing, della BAE Systems o di altri contractors della difesa americana farà diventare qualche ricco ancora più ricco, ma non renderà di certo i loro prodotti più convenienti o più efficaci.
Russia’s First Stealth Fighter Is An F-22 Raptor Rival ...
Intanto la NATO continua a muoversi sbuffando, un treno impazzito che non va da nessuna parte. La NATO è un colosso burocratico, con qualche manipolo di soldati, che da decenni non porta a termine con successo una missione. La burocrazia si concentra sull’edificazione di un impero, sempre alla ricerca di nuove zone da colorare sulle mappe, con l’obbiettivo di aumentare la stazza della propria burocrazia, naturalmente! Ma, una volta che saranno state ingoiate le bricioline del Montenegro e della Macedonia non ci sarà più spazio per l’espansione della NATO. Nè l’Ucraina, nè la Georgia sono digeribili, dal momento che queste due nazioni non controllano neanche il loro territorio. Per la disperazione, i burocrati della NATO hanno deciso di espandersi in ….Colombia, facendo diventare questa nazione del Sud-America un “partner della NATO.” Forse ci vorrebbe una modifica, lasciar perdere la “N” di “Nord”-Atlantico?
O forse è il momento di terminare tutta l’operazione; ma come? La risposta è ovvia: la Terza Guerra Mondiale deve terminare con una dichiarazione, da parte dell’Occidente, di vittoria… su se stesso. Per quanto riguarda la realizzazione pratica, è solo una questione di propaganda, ma, dal momento che la maggioranza dei media occidentali è concentrata in pochissime mani e in gran parte sotto il controllo della CIA, lo sforzo creativo dovrebbe essere facile da organizzare. Tenete presente che la cosa può anche essere completamente scollegata dalla realtà. Può essere una messa in scena trasparente, come “l’aggressione russa” (secondo cui la Russia sarebbe pronta ad invadere la Lituania o l’Estonia, un’affermazione che fa sbellicare dalle risate i Russi), o come l’idea che la Russia abbia “invaso” la Crimea o l’Ucraina Orientale. I media occidentali mentono tutto il giorno, tutti i giorni, che siano gli attacchi chimici siriani o”l’altissima probabilità” di essere avvelenati dal Novichok russo in Inghilterra. Le popolazioni occidentali sono già abituate ad essere raggirate, per cui sarebbe più o meno la stessa cosa.
Ma, dal momento che l’Occidente ha combattuto la Terza Guerra Mondiale contro se stesso, la sua vittoria sarebbe anche la sua sconfitta. In verità, non solo ha perso, ma è anche stato invaso dalle orde di migranti provenienti dai vari paesi che ha distrutto, dopo averi usati come nemici surrogati nella sua immaginaria battaglia contro la Russia. Ancora qualche decennio e, di questo passo, non ci sarà più l’Occidente, dal momento che la sua popolazione semi-sterile sarà stata rimpiazzata dai nuovi arrivati, molto più fertili. Le nazioni che ne fanno parte si dissolveranno in un mare di migranti e [l’Europa] finirà con l’assomigliare alle zone più popolose del Terzo Mondo. Senza dubbio questo renderà i Russi un pochino tristi; dopo tutto, non avrebbero potuto sperare in un nemico più gentile.
Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
16.07.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

L’Italia è il paese dove le sperequazioni sono ai massimi livelli, e per porvi rimedio occorrerebbe coraggio politico.


 Ma chi sono gli "esodati" ? - Il Blog di Michele Pinassi
 
Di Claudio Martinotti Doria

E’ inevitabile che il pensiero ogni tanto si focalizzi sulle spaventose discriminazioni e sperequazioni che sono visibili e rilevabili nel nostro paese. Soprattutto se si è tra coloro che ne sono penalizzati e non beneficiati.
Mi riferisco ad esempio a come si sia abusato dei cosiddetti “diritti acquisiti”, che sarebbe più corretto definire “privilegi”. Privilegi arbitrari che sono mantenuti ancora oggi, nonostante le condizioni socioeconomiche gravissime in cui versa il paese e che giustificherebbe un loro drastico ridimensionamento, ma che vengono invece disintegrati con cinismo e nonchalance quando fa comodo alla classe politica asservita all’élite finanziaria speculativa globalista, come nel caso del trio Napolitano-Monti-Fornero nel 2011, quando hanno massacrato milioni di famiglie italiane con una riforma previdenziale che non ha precedenti al mondo per la sua durezza e asprezza penalizzante. E ci hanno pure raccontato che l’hanno fatto per salvare il paese. Salvare da cosa? Semmai sono loro che hanno contribuito a distruggerlo e farlo saccheggiare e impoverire.
I privilegi di cui continuano a godere centinaia di migliaia di persone nel nostro paese sono il frutto della degenerazione in corso nei decenni scorsi nel nostro paese, un combinato disposto che derivava dall’eccessivo clientelismo e partitocrazia corruttiva degli anni del socialismo trionfante, durante il quale assumevano negli enti pubblici e in quelli misto pubblico privato un esercito di tesserati del partito, di solito incapaci e parassiti (privi di qualifiche e competenze), con retribuzioni elevate, molto al di sopra dei propri meriti e funzioni, consentendo pure loro di andare in pensione dopo pochi anni di lavoro (si fa per dire), le cosiddette “pensioni baby”, che all’Inps sono costate finora circa 200 miliardi di euro (ci sono casi di persone andate in pensione attorno ai 30 anni). Questi privilegi non sono stati neppure sfiorati dalla famigerata riforma Fornero, che invece si è permessa di devastare le prospettive e i progetti di vita di milioni di pre-pensionati che si troveranno penalizzati decine di volte proporzionalmente rispetto ai privilegiati degli anni ’80 e ’90, creando una situazione di ingiustizia sociale senza precedenti. Per avere un termine di paragone, un privilegiato pensionato baby versando 10 alla previdenza riceverà nel corso della sua vita 100, mentre al contrario una vittima della Fornero avrà versato 100 per prendere 10. Questi sono i fatti. Ed è avvenuto in appena una trentina di anni, non un secolo.
A queste ingiustizie, che causano inevitabilmente gravi dissonanze cognitive e relazionali, si devono aggiungere quelle derivanti dal dominio, ormai irreversibile, del capitalismo neofeudale, prettamente finanziario, che ha favorito la disoccupazione, perché funzionale all’obiettivo di ridurre in schiavitù i neo-lavoratori. Quelli assunti negli ultimi anni, costretti a lavorare con retribuzioni da fame e con orari di lavoro eccessivi e senza alcuna gratificazione e benefits, siano essi dipendenti a tempo determinato che lavoratori pseudo-autonomi, mentre in passato al contrario eccedevano in privilegi.
Un paradosso tragico che comporta una sperequazione senza precedenti. Ho approssimativamente calcolato che coloro che lavorano oggi, nelle condizioni sopradescritte, mediamente hanno un potere di acquisto ridotto a un terzo rispetto a coloro che hanno lavorato negli anni ’80 e ’90 e prenderanno addirittura meno di un terzo di pensione quando ci andranno da vecchi, molto vecchi. Ecco perché i nostri padri riuscivano a comprare casa mentre i figli e i nipoti dovranno attendere di riceverla in eredità per possederne una, non potendo mai acquistarla con il loro reddito.
Ma a questo non c’è rimedio individuale, nel senso che il singolo individuo non può farci nulla, se non cercare di sopravvivere attingendo alle risorse famigliari, finché non si esauriranno. 
Pensione anticipata e Opzione donna: tutti i requisiti ...
Occorrerebbe che la politica tornasse a essere esercizio nobile al servizio del popolo e non subordinata alla finanza speculativa e al capitalismo neofeudale, riprendesse la sua autonomia e sovranità e tornasse al “fordismo, oppure s’ispirasse, per restare in patria, ad Adriano Olivetti, cioè favorisse il capitalismo intelligente e lungimirante, quello che premia e motiva adeguatamente i lavoratori  in modo che possano spendere per acquistare beni e servizi prodotti da loro stessi e non destinati esclusivamente all’esportazione, perché è inutile produrre beni se poi nessuno è in grado di acquistarli, se non i ricchi che diverranno sempre più ricchi e saranno sempre e solo loro a poter acquistare la maggioranza dei beni, ma non potranno certo acquistarli tutti.
Lo stesso discorso del fordismo andrebbe applicato anche alle pensioni erogate. Infatti non ha alcun senso continuare a pagare pensioni elevate, privilegiate, a persone che non hanno versato adeguati contributi, mantenendo tali diritti acquisiti, e continuare a penalizzare milioni di pensionati al minimo, con erogazioni che non consentono neppure una vita dignitosa. Se si vuole che l’economia riprenda occorre ridistribuire la ricchezza prodotta in base a criteri di equità e non discriminazione politico clientelare come è stato in passato e in parte tutt’ora (vedasi ad esempio gli stipendi e le pensioni erogate ai dipendenti dell’UE rispetto al settore privato o anche pubblico nazionale, che sono mediamente in un rapporto di 1 a 10). 10 milioni di pensionati al minimo o quasi se ricevessero un aumento anche leggero delle loro erogazioni, è certo che sarebbe messo in circolazione nel cosiddetto “libero mercato” (che libero non è mai stato), mentre invece il surplus ricevuto da un pensionato privilegiato con un appannaggio elevato è facile che lo accantoni e non lo metta in circolazione, lasciandolo in eredità, non lo investirebbe neppure parzialmente in azioni (sono balle che il benestante e privilegiato “investa” il suo denaro favorendo l’economia, semmai lo potrebbe fare un imprenditore ma non un pensionato o uno che viva di rendita).
Pertanto non vi sono altre soluzioni per il nostro paese che affrontare definitivamente il nodo dei cosiddetti “diritti acquisiti” con criteri di maggiore equità e giustizia sociale, per porre rimedio alle sperequazioni del passato: si tratta pertanto inevitabilmente di togliere a coloro che hanno ricevuto troppo rispetto ai loro versamenti contributivi, per distribuire a chi ha ricevuto meno. Arroccarsi in queste posizioni da status quo è solo egoismo e menefreghismo nei confronti degli altri, e non mi sembra che sia legittimo e moralmente tollerabile, soprattutto in quest’epoca di tribolazione diffusa. Contare sulla solidarietà sarebbe un’ingenuità, chi ha parassitato a lungo non avrà mai alcuna manifestazione di solidarietà se non vi sarà obbligato. E tergiversare su questi argomenti condurrà solo a un aggravamento della conflittualità sociale e della ricerca di capri espiatori, che in questo contesto potrebbero essere gli immigrati, sui quali non mi soffermo, avendone già parlato lungamente.
Siccome abbiamo un governo populista, nel senso nobile del termine, speriamo metta finalmente mano a questi problemi e li risolva con determinazione, otterrebbe il consenso del popolo, mentre non farà che aggravare l’opposizione delle élite, che comunque sono già ostili a prescindere, con tutto il loro apparato propagandistico di prostituti mediatici.

La Francia vive un momento di confusione e disorientamento ...


Keystone

La Francia vive un momento di confusione e disorientamento che si rivela simbolicamente in numerose occasioni, tra cui la parata del 14 luglio, appena svoltasi, dove vi sono stati diversi imprevisti e incidenti, proprio davanti al presidente Macron e alla moglie/madre ultrasessantenne, che i media evitano di rammentare di averlo “stuprato” quando aveva 15 anni essendo la sua insegnante (negli USA si finisce in galera mediamente per quindici anni per questo reato), mentre la narrazione mainstream ovviamente edulcora l’avvenimento come commovente storia d’amore indipendente dall’età anagrafica.
Macron è uno dei leader psicopatici, sociopatici e megalomani indicati da psichiatri e studiosi internazionali, frutto di pesanti pressioni e condizionamenti esercitate su di lui dalla moglie, quando era adolescente e lei quarantenne, e da Attali il famoso finanziere e mentore che lo ha praticamente portato al successo occupandosi della sua formazione. In pratica si potrebbe affermare che la moglie e l’amico finanziere lo abbiano plasmato. 

Keystone
 
L’Italia se agli inizi della sua forzata unità voluta dai Savoia era sotto l’influenza inglese, per poi passare a quella americana, soprattutto in seguito alla II GM, dobbiamo ricordare che ha anche subito costantemente l’influenza francese, sempre deleteria e penalizzante che ha impedito al nostro paese di esprimere in pieno le sue potenzialità. Ad esempio i servizi segreti francesi hanno agito contro i nostri interessi nazionali anche tramite attentati ed eliminazione fisica di concorrenti italiani, come diverse inchieste giornalistiche hanno dimostrato, per limitare il nostro business all’Estero e sostituirsi a noi.
L’ennesimo esempio è stato fornito dall’aggressione alla Libia nel 2011, concepita dalla Francia proprio in chiave anti-italiana, per sottrarre al nostro paese ogni possibilità di business in Libia. Lo vediamo tuttora nella gestione del fenomeno immigratorio e nell’acquisto di aziende italiane da parte di quelle francesi, mentre viene sempre impedito il contrario, oltre alla gestione dei diritti di pesca nelle acque contigue alla Sardegna di cui i francesi vorrebbero impossessarsi. Solo per citare qualche esempio. Governi italici compiacenti, ignavi e pusillanimi, hanno sempre consentito alla Francia di agire con prepotenza danneggiandoci, spero che il nuovo governo si faccia rispettare e ridimensioni l’ormai patetica e anacronistica grandeur francese.
La Francia nella realtà dei fatti è messa molto peggio di noi, dobbiamo solo divenirne consapevoli e prendere adeguate contromisure. Non è un governo amico, non lo è mai stato.
Claudio Martinotti Doria