Benvenuti nel Blog di Claudio Martinotti Doria, blogger dal 1996


"Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", motto dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis

"Ciò che insegui ti sfugge, ciò cui sfuggi ti insegue" (aneddotica orientale, paragonabile alla nostra "chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane")

"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

"A l'è mei mangè pan e siuli, putòst che vendsi a quaicadun" (Primo Doria, detto "il Principe")

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Mahatma Gandhi

L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse ... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!


Autore: Paolo D'Arpini
http://www.circolovegetarianocalcata.it/
http://www.retebioregionale.ilcannocchiale.it/
https://sites.google.com/site/reteitalianaecologiaprofonda/

"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)

“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)


Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.

Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana.. ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.

Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa.

Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie.

I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie.

La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte..

Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo.

Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”.

L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice.

Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare....

In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire.

Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse).

Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana.

Paolo D'Arpini

MORTI VIVENTI PER PAURA DI VIVERE. Una non scelta che induce alla deresponsabilizzazione, al disimpegno, all'inconsapevolezza ...

MORTI VIVENTI PER PAURA DI VIVERE. Una non scelta che induce alla deresponsabilizzazione, al disimpegno, all'inconsapevolezza, ed involuzione evolutiva, alla delega a potenziali parassiti del governo politico e della gestione della società, favorendo nuove forme di schiavitù

Fonte: Movimento Libertario http://www.movimentolibertario.it

DI GIAN PIERO DE BELLIS

Nelle prime ore del mattino di Domenica 1 Giugno l’anziano e illustre professore Isak Borg ha un sogno strano, insolito e molto sgradevole. Egli sogna di essersi smarrito, durante la sua consueta passeggiata mattutina, in una zona sconosciuta della città vagando tra strade deserte e case in rovina. Nella strada c’è un grande orologio ma è senza lancette. Una figura umana appare all’improvviso di spalle. Il professore si avvicina e quando la persona si gira scopre che è una sorta di manichino, con gli occhi e la bocca cuciti, che cadendo fa fuoriuscire del sangue, segno di un essere vivente. Un carro funebre compare all’improvviso trascinato da due cavalli neri. Una ruota del carro sbatte contro un lampione e si stacca; lo sbilanciamento del carro fa cadere la bara che si schiude. Il professore si avvicina per vedere chi vi è all’interno; una mano si protende e lo afferra per trascinarlo dentro. Allora egli scorge il volto del morto che non è altri che il suo stesso volto. Lui è il morto. A quel punto il sogno si interrompe e il professore si desta dall’incubo. (http://www.youtube.com/watch?v=diZ96F_4P88)
Questo è l’inizio di uno dei più famosi film di Ingmar Bergman, Smultronstället (Il posto delle fragole). Il messaggio del film è che taluni di noi attraversano la vita senza viverla davvero, persi nelle proprie paure, avvolti da un quotidiano rassicurante grigiore. Il professor Borg, con le sue amarezze, i suoi rancori, il suo distacco dagli altri, dal figlio, dalla nuora, capisce, al crepuscolo della sua esistenza, che ha ucciso la sua umanità in cambio di una tranquillità che rassomiglia alla morte.
Nel corso della storia umana il problema centrale che molte persone, desiderose di vivere pienamente la loro vita, si sono trovate a dover affrontare è il fatto di essere circondate da individui che, nella loro ricerca di sicurezze assolute, vogliono cancellare non solo qualsiasi rischio, ma anche qualsiasi sperimentazione che possa rappresentare, anche alla lontana, un possibile rischio.
Questa opposizione istintiva al nuovo, all’ignoto, che caratterizzava in passato coloro che, per questo, erano definiti reazionari, conservatori o oscurantisti, è da parecchio tempo appannaggio anche di quanti si ritengono “progressisti”.
Ai giorni nostri i “progressisti” alla ricerca disperata di una sicurezza introvabile in quanto non umana, invocano talvolta, del tutto a sproposito, il principio di precauzione. Tale principio è accettabile nel caso, ad esempio, della sperimentazione di un nuovo prodotto prima di una sua possibile introduzione su vasta scala, ma diventa idiota e quasi criminale quando lo si usa per impedire la sperimentazione stessa. In tal modo, il principio di precauzione non è altro che la scusa, rassicurante e falsamente sensata, per mettere in atto la pratica della castrazione.
La tattica impiegata dagli oscurantisti è quella di diffondere paure. I primi telai meccanici costruiti in legno in Europa (ad es. ad Amburgo nel 1685) furono bruciati per ordine delle autorità pubbliche perché si temeva che i tessitori rimanessero senza lavoro. Ai giorni nostri, ad esempio, in un paese come l’Italia da cui, nel periodo 1876-1976, sono emigrate in tutto il mondo 27 milioni di persone, taluni agitano il pericolo dell’arrivo di orde barbariche e la costruzione di moschee e minareti nel cuore delle città, con la conseguente fine della civiltà europea. Queste paure, diffuse dal potere che si pone poi come il garante (fasullo) della sicurezza di tutti, fanno talvolta presa anche presso coloro che si dichiarano amanti della libertà.
Ecco allora che l’aridità del professor Borg appare, chiara e distinta, in molti di noi, nei nostri comportamenti ossessivi, nei nostri modi di pensare superati. Per questo il potere è così forte: perché noi, con tutta la nostra abissale ignoranza e i nostri assurdi blocchi mentali, non siamo ancora abbastanza diversi da esso.
E non lo siamo proprio perché ci portiamo dentro paure che non vogliamo riconoscere e che mascheriamo come solide convinzioni. Questo meccanismo di nobile camuffamento delle paure
- Offre un alibi intellettuale a giustificazione delle paure stesse;
- Porta a compattarsi con altri che hanno le stesse paure;
- Sfocia in varie unioni di paurosi che si presentano poi come movimenti di opinione, partiti politici, corporazioni economiche o altro ancora.
Chiaramente, qualsiasi lotta contro il potere fatta di rifiuti e di insubordinazioni che provocano atti di repressione da parte del Grande Fratello può generare stati di ansia e di paura. Questo è del tutto umano. Ma non è di questo che qui si tratta. La paura a cui si fa riferimento è la paura del vivere.
Vivere si manifesta, ad esempio, attraverso l’impegno in tre attività estremamente umane:
- esperimentazione (risoluzione di problemi, realizzazione di progetti, ecc.)
- espressione (formulazione di concetti, comunicazione di idee, ecc.)
- esplorazione (navigazione di ambiti di conoscenza, analisi di realtà, ecc.).
Quando queste tre attività sono ridotte al minimo, scoraggiate o addirittura del tutto bloccate, allora coloro che si rendono responsabili di questo blocco o lo avvallano con il loro comportamento passivo, sono i morti viventi, quelli che, incapaci di agire e di reagire, sono praticamente già morti perché privi di vitalità e di vita. Il dramma è che, i morti viventi, assumono la loro condizione come la norma a cui tutti devono conformarsi.
Essi sono lontani anni luce da quella voglia di vivere che si manifesta apertamente come sperimentazione, espressione ed esplorazione piena e responsabile e di cui Thoreau rappresenta un esempio mirabile come appare da questa sua celebre frase:
“Sono andato nei boschi perché volevo vivere in maniera consapevole, affrontando solo i fatti essenziali della vita, e vedere se potevo imparare quello che la vita aveva da insegnarmi e non scoprire, in punto di morte, che non avevo vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, perché l’esistenza è una cosa estremamente bella; né volevo praticare la rassegnazione a meno che non fosse assolutamente necessaria. Volevo vivere intensamente e succhiare il midollo della vita …” (David Thoreau, Walden, 1854).

Speranze o illusioni sul futuro dell'Italia?



di Claudio Martinotti Doria

L'uomo per vivere ha bisogno di speranza, la quale deve disporre di un substrato di credibilità seppur tenue, e non essendo sempre disponibile e giustificato, spesso ci si deve accontentare di illusioni, che vengono più o meno volutamente considerate alla strenua di speranze, sebbene siano un loro surrogato.
In Italia ormai da tempo si possono attingere solo illusioni cui aggrapparsi, essendo ormai il nostro paese ai massimi livelli il degrado e degenerazione morale pubblica ed anche privata, aberrazione patologica talmente grave e diffusa anche tra la popolazione di semianalfabeti ed homo videns demens, che sperare che il nostro paese possa risorgere guidato da una classe di politici responsabili e competenti e veramente una pura illusione.
Ormai la protervia di chi detiene veramente il potere, la leadership dei banchieri mondiali, ha raggiunto livelli tali di supponenza (indotta anche dalle circostanze e contestualizzazioni sfuggite di mano) che ormai agiscono quasi allo scoperto, mentre prima erano più insidiosi ed occultati.
I politici, che sono sempre stati dei burattini nelle loro mani, come una specie di famili al servizio dei vampiri, non hanno saputo eseguire neppure i loro semplici ruoli di ingannatori e mistificatori, di intrattennitori col teatrino della politica, di distrattori di massa con la complicità dei mass media, di attori che recitano un copione, ecc., ed avendo fallito in questo loro incarico affidatogli dalla lobby dei banchieri, vengono ormai sistematicamente sostituiti da funzionari ed ex consulenti e manager delle banche delle potenti e secolari famiglie di banchieri, che controllano tutta la ricchezza mondiale ...
Se qualcuno si fa ancora illusioni che questi individui possano fare gli interessi delle masse, si accomodi pure nella matrix, la schiavitù non è mai cessata, ha solo cambiato forma ...
Non mi ripeterò sulle previsioni, già esposte in articoli precedenti, con anni di anticipo, che si stanno tutte puntualmente attuando, andatevi a rileggerli o andate sul sito dell'Associazione Culturale Economica USEMLAB http://www.usemlab.com o sul sito del Movimento Libertario http://www.movimentolibertario.it dove numerosi articoli hanno anticipato quanto sarebbe avvenuto e hanno rivelato le vere cause, da non confondersi con gli effetti, come i mass media inducono a farvi credere. La colpa di quanto accade non è della speculazione o del capitalismo, o del libero mercato o del liberismo sfrenato, tutti alibi pretestuosi, ma semmai è il contrario: eccesso di interventismo statale, abuso della finanza da parte dell'entourage bancario, le banche centrali (che andrebbero abolite), la riserva frazionaria, la fiat money (cioè la moneta creata dal nulla), ecc..
Coloro che insistono sul signoraggio, hanno capito qualcosa ma sbagliano la terapia e la prognosi, spostare la stampa di denaro dal nulla dalle banche centrali allo stato non risolve il problema, gli abusi continuerebbero, per ridare al popolo la moneta occorre tornare al gold standard o qualcosa di equivalente dando il potere di erogarla alle singole comunità locali, come è sempre avvenuto in bassato, dove ogni signoria, feudo imperiale e regno autonomo aveva il potere di conio, ma la moneta perché avesse valore era d'oro o d'argento e veniva accettata in tutto il mondo per il suo effettivo valore.
Chi auspica un governo centrale ed un a moneta unica NON HA CAPITO NIENTE E FA IL GIOCO DELLE LOBBY BANCARIE.
Forse capiranno quello che sta accadendo quando saranno spogliati di tutto quello che posseggono e saranno ridotti alla fame ed alla schiavitù esplicitata.

L'Europa della nuova BCE


Di Francesco Carbone, presidente Associazione Culturale USEMLAB http://www.usemlab.com/index.php

A causa degli interventi a supporto della Grecia, Irlanda e Portogallo, ripercorsi nel capitolo 10 del nostro libro La Tragedia dell’Euro, la BCE di Trichet si era già trasformata in una istituzione poco seria e credibile. Adesso, nel giro di appena dieci giorni la BCE di Draghi è mutata ulteriormente, in peggio. Dopo aver gettato nel cesso il pilastro della stabilità monetaria, pare che ieri sia addirittura intervenuta a sostegno dell'asta dei titoli di Stato italiani, un'operazione esplicitamente vietata per statuto.
Se una volta i sostegni agli Stati della UE venivano realizzati all’occasione, con frequenza sporadica, oramai sono divenuti, di necessità, la regola. Di questo passo, e quanto prima, lo statuto della BCE dovrà essere modificato per adeguarsi al cambiamento strategico e tattico della propria operatività. Verrà fatto: l'Italia senza il supporto monetario della banca centrale europea è destinata a seguire tutte le orme della Grecia, fino al 50% di haircut sul proprio debito, in tempi rapidissimi. Non ci sono Mari o Monti che tengano.
Attenzione però. Anche se la BCE ha deciso di manipolare i prezzi senza più freni, giocando a fare il prestatore inflazionista di ultima istanza sullo stile della FED, essa opera, a differenza della banca centrale americana, in un contesto alquanto differente.
Innanzittutto l’Euro non è riserva di valuta mondiale. In secondo luogo gli USA offrono ancora un ambiente decisamente dinamico in grado di stimolare la funzione imprenditoriale, laddove in Europa essa viene pesantemente ostacolata dal cancro statalista. Terzo, benché gli USA siano sommersi dai debiti e versino nelle stesse condizioni fallimentari dell’Europa, si tratta di una situazione maturata a livello federale che non crea particolari conflitti tra i membri confederati. Cosa che invece è suscettibile di verificarsi in Europa dove la crisi del debito sovrano presto o tardi metterà tutti contro tutti e spingerà allo scontro i paesi dell'Unione monetaria.
In sostanza questo enorme SHIFT di regime operativo della BCE, calato nel fragilissimo contesto europeo, economicamente stantio e burocratizzato, costituisce un nuovissimo e significativo evento: inaugurando questo insano corso monetario la BCE ha definitivamente condannato se stessa e messo il chiodo nella bara della UE e dell’Euro.
Con queste mosse disperate la BCE è diventata, più che la FED europea, la nuova Banca d’Italia dell’Europa. E così come la Banca d’Italia aveva portato al fallimento il nostro paese nel 1992, alla stessa maniera la BCE porterà al fallimento l’Europa. Tuttavia, mentre l’Euro era riuscito a salvare l’Italia praticamente in zona cesarini, a questo giro non ci sarà la valuta unica mondiale a salvare l’Euro. Benché qualche idiota speri ancora in questa ultima soluzione, togliere la sovranità monetaria alla maggior parte dei paesi del globo resterà solo un sogno di certe elite malate di onnipotenza e di qualche arrogante burocrate malato di costruttivismo.
L’unica e vera questione che rimane irrisolta è capire per quanto tempo ancora i tedeschi, insieme agli altri paesi più solidi della Unione monetaria, manderanno giù il dirottamento della BCE. Sono dell’idea che quando anche la Francia finirà nel calderone dove già sguazzano allegramente tutti i PIIGS, la Germania e gli altri paesi del nord si defileranno da questo tragico fallimento monetario europeo. L’alternativa, per loro, sarebbe quella di sottostare a una Unione di trasferimenti che già adesso, nonostante si continui a fare buon viso a cattivo gioco, è diventata troppo pesante da sopportare.
Il fatto è che all’interno di questo sistema monetario mondiale inguaribilmente malato, darsi una mano l'uno con l'altro per cercare di tirare avanti la carretta del Truffone non solo è naturale e spontaneo, da qualche tempo è diventato quasi un obbligo. Tutti i maggiori paesi del pianeta, ciascuno con i propri problemi interni, traggono infatti indubbi benefici sia da un implicito accordo di non aggressione sia da un esplicito accordo di sostegno reciproco. Questo vale nel piccolo anche all'interno dell'Unione Europea.
Tuttavia nel momento in cui una particolare situazione di debolezza comincia a diventare palesemente cronica e irrecuperabile, gli equilibri in essere rischiano di spezzarsi. A quel punto, saltare addosso alla preda più debole per spolparla diventerebbe una mossa appetibile in grado di permettere ai giocatori rimanenti di aggiustare i propri conti e guadagnare ancora tempo.
Il fatto è che l’Europa della nuova BCE costituisce davvero un giocatore troppo debole e allo stesso tempo un piatto troppo troppo ricco e appetitoso per essere lasciato intatto sul tavolo. Se anche questa volta sto vedendo con chiarezza sviluppi forse ancora lontani ma inevitabili, nel momento in cui questo tentativo di salvare l’Italia fallirà, la credibililtà della BCE si sgretolerà del tutto ed essa verrà sbranata e fatta a pezzi insieme all’Europa o a quel che rimarrà di essa.
Quel giorno qualcuno troppo arrogante rimpiangerà di aver voluto manipolare dall'alto una istituzione sociale talmente importante come il denaro. Quel giorno qualcuno troppo presuntuoso imparerà cosa sono gli ordini spontanei e perchè nascono necessariamente dal basso. Ma soprattutto quell'evento offrirà, davvero a caro prezzo, la più importante lezione pratica di economia dai tempi di John Law. Sbigottite ed attonite, volonti o nolenti, milioni di persone in tutta Europa finalmente impareranno qualcosa.