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"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi. E poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere nè il presente nè il futuro. Sono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."
(Dalai Lama)

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L'Italia non è una nazione ma un continente in miniatura con una straordinaria biodiversità e pluralità antropologica (Claudio Martinotti Doria)

Il proprio punto di vista, spesso è una visuale parziale e sfocata di un pertugio che da su un vicolo dove girano una fiction ... Molti credono sia la realtà ed i più motivati si mettono pure ad insegnare qualche tecnica per meglio osservare dal pertugio (Claudio Martinotti Doria)

Lo scopo primario della vita è semplicemente di sperimentare l'amore in tutte le sue molteplici modalità di manifestazione e di evolverci spiritualmente come individui e collettivamente (È “l'Amor che move il sole e le altre stelle”, scriveva Dante Alighieri, "un'unica Forza unisce infiniti mondi e li rende vivi", scriveva Giordano Bruno. )

La leadership politica occidentale è talmente poco dotata intellettualmente, culturalmente e spiritualmente, priva di qualsiasi perspicacia e lungimiranza, che finirà per portarci alla rovina, ponendo fine alla nostra civiltà. Claudio Martinotti Doria

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Patriă Montisferrati

Patriă Montisferrati
Cliccando sullo stemma del Monferrato potrete seguire su Casale News la rubrica di Storia Locale "Patriă Montisferrati", curata da Claudio Martinotti Doria in collaborazione con Manfredi Lanza, discendente aleramico del marchesi del Vasto - Busca - Lancia, principi di Trabia

Come valorizzare il Monferrato Storico

La Storia, così come il territorio e le sue genti che l’hanno vissuta e ne sono spesso ignoti ed anonimi protagonisti, meritano il massimo rispetto, occorre pertanto accostarsi ad essa con umiltà e desiderio di apprendere e servire. In questo caso si tratta di servire il Monferrato, come priorità rispetto a qualsiasi altra istanza (personale o di campanile), riconoscendo il valore di chi ci ha preceduti e di coloro che hanno contribuito a valorizzarlo, coinvolgendo senza preclusioni tutte le comunità insediate sul territorio del Monferrato Storico, affinché ognuna faccia la sua parte con una visione d’insieme ed un’unica coesa identità storico-culturale condivisa. Se ci si limita a piccole porzioni del Monferrato, per quanto significative, si è perdenti e dispersivi in partenza.

Sarà un percorso lungo e lento ma è l’unico percorribile se si vuole agire veramente per favorire il Monferrato Storico e proporlo con successo come un’unica entità territoriale turistico culturale ed economica …

Analisi geopolitica dell’esito delle elezioni del primo turno in Ucraina, non sottovalutate le conseguenze


L’articolo sottostante che vi propongo, di analisi politica dell’esito delle elezioni del primo turno in Ucraina, è molto lungo ma vale assolutamente la pena di leggerlo fino in fondo, sia perché è scritto con intelligenza e competenza ed è ben documentato, sia perché contiene intrinsecamente (in parte anche esplicitamente) tutti i rischi prospettici che la degenerazione della situazione in Ucraina potrebbe provocare per l’Europa e il mondo intero. Da anni insisto sul fatto che non è solo il Medio Oriente (per noi: Vicino Oriente) l’area calda dalla quale potrebbe nascere un conflitto bellico di portata mondiale, ma anche e soprattutto l’Ucraina, uno stato nazista corrotto e fallito dove regna caos, intolleranza, violenza e criminalità. Appoggiare incondizionatamente i governi sorti dopo il colpo di stato del 2014 (voluto e finanziato dagli USA in chiave antirussa) è stato da parte dell’UE una pura follia, un azzardo dalle ripercussioni gravi e imprevedibili, come giocare con gli esplosivi nel cortile di casa. Claudio

Pochi pensieri a caldo sul primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina


Il primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina ha avuto luogo il primo di aprile, e si potrebbe essere tentati di liquidarlo come una grande farsa, cosa che ovviamente è stato, ma non dobbiamo trascurare il fatto che hanno appena avuto luogo alcuni eventi importanti. Non li discuterò tutti adesso, ci sarà molto tempo per questo in futuro. Per ora mi concentrerò solo sugli elementi di un quadro molto più grande che mi sembrano più importanti. Questi elementi sono:

I nazisti hanno subito una *schiacciante* sconfitta in queste elezioni

Per “nazisti” intendo principalmente il loro principale prestanome: Petro Poroshenko (il resto dei “nazisti minori” è andato così male che non conta più). Pensateci: nonostante la sua immensa ricchezza (ha speso più di tutti gli altri e addirittura più del doppio di quello che la sua inseguitrice – la Tymoshenko – ha distribuito per ogni voto), nonostante le sue immense “risorse amministrative” (espressione russa per la capacità di usare il potere dello Stato a proprio vantaggio personale), nonostante la sua “vittoria” con il Tomos, nonostante abbia innescato l’incidente del Ponte di Crimea, nonostante abbia rotto tutti i restanti trattati con la Russia, nonostante il suo controllo sui media e nonostante il sostegno (ormai tiepido) dell’Occidente, Poroshenko ha subito una sconfitta schiacciante. Guardate di persona:
Guardate le uniche due regioni in cui Petro Poroshenko (cioè i nazisti) ha effettivamente vinto (in blu) e guardate come si sovrappongono con i contorni storici approssimativi della regione della Galizia. Ma Poroshenko è riuscito addirittura a perdere parte di essa contro Julija Tymoshenko! In conclusione: fatta eccezione per una minoranza di nazisti rabbiosi in Galizia, il resto dell’Ucraina odia il regime ucronazista di Poroshenko. Lo sapevamo da sempre, ma ora abbiamo la prova.
Ora, non voglio presentarlo come una sorta di massiccio voto anti-nazista perché, in realtà, questo è prima di tutto un massiccio voto di sfiducia contro l’intera élite al potere nel Banderastan, emersa nel 2014 come risultato del colpo di Stato dell’Euromaidan. Ricordate come Poroshenko promise la pace in poche settimane, un pieno rispetto della lingua russa e prosperità per tutti? Bene, tutto ciò che ha prodotto è stato il caos, l’insicurezza, la povertà, la violenza, un massiccio afflusso di ucronazisti dal Canada e dagli Stati Uniti e, soprattutto, una rabbia russofobia completamente isterica, combinata con un abietto azzerbinamento davanti all’Impero Anglo-Sionista. Ha anche creato un livello assolutamente incredibile di corruzione, avendo personalmente raddoppiato il valore della sua ricchezza molte volte. I media sionisti e la propaganda ucraina possono dire tutto ciò che vogliono, e possono provare a vietare i media russi e internet. Ma la verità è che tutti in Ucraina sanno che il paese è passato dall’essere la più ricca repubblica sovietica al paese più povero d’Europa. In effetti, ci sono parecchi paesi africani che stanno facendo molto meglio dell’Ucraina. La verità è, e lo è da diversi anni ormai, che l’Ucraina è uno Stato fallito e che non c’è assolutamente uno scenario nemmeno vagamente plausibile nel futuro in cui l’Ucraina potrebbe iniziare a riprendersi.
Da qui questo risultato sorprendente: eccetto i nazisti galiziani, tutti gli altri odiano assolutamente il regime al potere. Quindi il risultato di Poroshenko è un’umiliante sconfitta per tutti gli ucronazisti. Ma non per Petro Poroshenko!

Petro Poroshenko ottiene una notevole vittoria personale

L’obiettivo assolutamente vitale per Poroshenko era di arrivare al 2° turno. Se non fosse riuscito a farlo, avrebbe dovuto immediatamente saltare su un aereo e lasciare il paese (perché la vincitrice più probabile delle elezioni presidenziali sarebbe stata Julija Tymoshenko, e possiamo essere sicuri che avrebbe fatto immediatamente incarcerare lui e la maggior parte dei suoi amici). Per arrivare al 2° turno, Poroshenko non doveva sconfiggere Zelenskyj, ma solo sconfiggere la Tymoshenko, e Poroshenko è riuscito a farlo. Oh, certo – è stato grazie ad un’enorme e massiccia frode in tutto il paese (specialmente nelle regioni più orientali e occidentali) e lui l’ha battuta solo del 2,5%, ma è più che sufficiente.
Inoltre, è praticamente impossibile falsificare un’elezione e compensare, diciamo, una differenza del 15% -20%. Ma imbrogliare e cambiare un risultato di meno del 5% è molto più fattibile. In effetti, se ipotizziamo che una frode del 5% sia ben alla portata dei mezzi di un presidente uscente e miliardario, allora possiamo anche vedere che non sapremo mai chi ha veramente vinto. Si veda qui per un conteggio quasi terminato (99,68%) per i primi quattro contendenti:
Mentre Zelenskyj è intoccabile e molto più avanti di tutti, Poroshenko, Tymoshenko e Boyko sono tutti a meno del 5% l’uno dell’altro.
Interessante, no?
Tenete presente che Boyko è la cosa che più si avvicina ad un candidato filo-russo e che solo pochi anni fa era praticamente sconosciuto. Guardate voi stessi:
Guardate le statistiche del 2014: Poroshenko ha ottenuto il 55% dei voti, la Tymoshenko l’8% e Boyko solo lo 0% circa. Si prega di notare anche che nel sondaggio del 2018 la Tymoshenko è molto più avanti di Poroshenko, mentre Boyko non è molto indietro. Per quanto riguarda Zelenskyj, aveva le stesse percentuali di Poroshenko.

Miller, Medvedev e Boiko
[Nota a margine: questo non è l’argomento di oggi, ma il punteggio di Boyko è piuttosto sorprendente, considerando che è stato presentato dall’intera macchina propagandistica ucronazista come “l’agente di Putin” e che ha persino avuto l’audacia di recarsi a Mosca per incontrare l’amministratore delegato di Gazprom, Miller, e il Primo Ministro Medvedev. Boyko non ha solo vinto in tante regioni quante quelle di Poroshenko – 2 – ma l’Ucraina orientale ha chiaramente votato per lui, il che ci dice tutto quello che dobbiamo sapere su quali siano le vere simpatie del popolo del Donbass. In effetti, possiamo essere certi che questo risultato sia stato attentamente osservato a Donetsk e Lugansk, e che ciò renda ancora più forte la posizione dei Novorussi nei confronti di Kiev. Infine, si dovrebbe anche notare che l’esito di questo primo turno elettorale conferma ulteriormente che l’attuale Banderastan sta cadendo a pezzi, e che questo è un paese artificiale con confini artificiali e nessun patrimonio (culturale, linguistico, religioso o politico) comune a tutte le persone che attualmente vivono sotto l’occupazione nazista.]
Quello che vediamo qui è un duplice tentativo di Poroshenko: da una parte ha usato la sua immensa ricchezza personale e le sue altrettanto immense “risorse amministrative” per comprare quanti più voti possibili, mentre d’altra parte ha ottenuto i voti mancanti semplicemente falsificando l’elezione. In effetti, penso che quasi tutti i principali candidati siano d’accordo sul fatto che le elezioni siano state truccate, tranne che per i due che ne hanno beneficiato.
[Nota a margine: non sapremo mai con certezza quanti voti siano stati rubati, ma Rostislav Ishchenko, probabilmente il miglior esperto in Ucraina ad oggi, stima che non meno del 20% dei voti sia stato rubato, e di questi non meno del 10% sono stati rubati da Julija Tymoshenko. Certo, questo è solo il suo miglior risultato approssimativo, e il 20% mi sembra molto alto, ma è l’esperto con connessioni profonde a tutti i livelli in Ucraina. Quello che è certo – e tutti sono d’accordo su questo – è che la frode è stata enorme, molto più grande di qualsiasi precedente elezione ucraina]

I sionisti sostituiranno i nazisti?

In primo luogo, voglio condividere con voi questo estatico “discorso della vittoria” da The Tablet Magazine (“quotidiano online di notizie, idee e cultura ebraiche”) che, tra molte altre cose interessanti, elogia sontuosamente Poroshenko per essere stato così fedelmente pio per il ricordo dell’“Olocausto” e per avere aiutanti Ebrei:
Poroshenko sarà ricordato nei libri di storia probabilmente come il presidente più attento nell’onorare la memoria [in inglese] dell’Olocausto da quando l’Ucraina ha avuto la sua indipendenza dalla Russia, durante il collasso dell’Unione Sovietica. Il 75°mo anniversario del massacro di Babi Yar, nel 2016, è stato un evento internazionale presenziato da Poroshenko e la sua amministrazione con immenso tatto e generosità. Poroshenko si è anche sentito a suo agio con i suoi addetti ebrei, tra cui entrambi i suoi capi dello staff e l’attuale primo ministro del paese, Volodymyr Groysman.

Incredibile, no? I sionisti lodano un leader di una giunta nazista? In realtà, non c’è assolutamente nulla di incredibile in tutto questo, almeno non più sorprendente dei cosiddetti “Cristiani Uniti per Israele[in inglese]. Ho sempre sostenuto che il Sionismo e il Nazional-Socialismo sono due facce della stessa medaglia, nati dallo stesso e orribile utero (il nazionalismo secolare europeo) e che tutto ciò che li distingue è una scala gerarchica capovolta, tutto qui. Fondamentalmente, Nazisti e Sionisti sono gemelli, anche se nel profondo si odiano (e spesso si ammirano!).
L’articolo del Tablet continua dicendo che, mentre Tymoshenko sta nascondendo le sue origini ebraiche, Zelensky non lo fa. Infatti, Zelensky è solo un pupazzo glorificato e tutti in Ucraina sanno che il suo burattinaio è Igor Kolomoiski, il quale sta aspettando il risultato finale delle elezioni presidenziali nascosto e al sicuro, indovinate dove, in Israele. Tablet conclude così:
La trasformazione operata in Ucraina dalla rivoluzione di piazza Maidan sono state delle esilaranti montagne russe, che non hanno bypassato gli ebrei ucraini, che ora vivono un periodo di eccitante rinascita culturale parallela a quella più in generale della società ucraina, che sta appena cominciando a riscoprire il suo passato e immagina un futuro indipendente. Se questo paese post-sovietico sceglierà di eleggere un presidente ebreo dichiarato, o un presidente in parte ebreo, oppure continui con il suo attuale presidente filo-semita, il futuro degli ebrei ucraini sembra essere più radioso di quanto si sarebbe potuto ragionevolmente immaginare.
Questo dice tutto, no?
Uno studente di giurisprudenza ebreo diventato cabarettista come prossimo presidente ucraino?

Quindi sì, se Zelenskyi viene eletto al secondo turno, sarà una vittoria enorme per il transnazionale “Grande Israele” altrimenti noto come l’Impero anglo-sionista. Ma Zelensky può davvero essere eletto, e i Nazisti accetteranno la sconfitta?

Poroshenko e Zelensky a confronto

Dove Poroshenko è stato l’ultimo apparatchik [termine colloquiale russo che indica un membro dell’apparato sovietico], Zelensky è l’ultimo outsider e, proprio come gli americani non hanno votato “a favore” di Trump ma “contro” Hillary, così gli Ucraini non hanno realmente votato “a favore” di Zelensky ma “contro” Poroshenko. Zelensky, infatti, non ha nulla che somigli ad un programma politico (solo slogan vaghi e orecchiabili) e soprattutto non ha certamente alcun altro merito politico salvo essere un cabarettista e aver recitato in molte (e piuttosto buone) serie televisive satiriche.
Francamente sembra che Zelensky sia rimasto sbalordito dalla sua vittoria, esattamente come lo fu Trump. Ancora, in teoria, è quasi impossibile per Poroshenko batterlo. Non solo tutti gli altri candidati odiano Poroshenko più di quanto non amino Zelensky, ma è molto più probabile che gli elettori di Tymoshenko e di Bojko votino per Zelensky piuttosto che per Poroshenko.
Tutto questo crea una situazione estremamente pericolosa: Poroshenko può vincere solo con dei brogli massicci.

Questa volta il fascino da seduttrice alla “basic instict” della Tymoshenko non ha funzionato

Ora la Tymoshenko ha dichiarato che il primo turno è stato truccato, ma ha deciso di non appellarsi ufficialmente. Inoltre, è evidente che la Tymoshenko è stata mollata da gran parte dei sui sostenitori americani, cosa che lei chiaramente non si aspettava e che è arrivata come uno shock totale, da cui la sua reazione sbalordita di fronte l’annuncio dei risultati. Lei è sempre stata, ed è ancora, una donna di notevole intelligenza e una realista calcolatrice: semplicemente lei sa che un rifiuto officiale del risultato da parte sua, non avrebbe fatto differenza. Ma potete stare certi che dietro le quinte le persone di cui la Tymoshenko rappresenta gli interessi, ora stanno parlando alle persone di Kolomoiski, e che Poroshenko ne è totalmente consapevole.
Malgrado sia il politico più odiato in Ucraina, Poroshenko è riuscito, in extremis, non solo a raggiungere il secondo turno ma anche ad avere come avversario un debole e per lo più ridicolo avversario come Zelensky, che potrebbe sbriciolare in un dibattito (che Zelensky probabilmente rifiuterà di fare proprio per questo motivo), piuttosto che avere un avversario formidabile sotto ogni aspetto come la Tymoshenko. Quella parte del piano ha quindi ha funzionato. Quello che non ha funzionato è che i Nazisti hanno chiaramente sotto-stimato quanto siano odiati oggi.

Conclusione: una situazione molto interessante e molto pericolosa

Ora Poroshenko è veramente all’angolo: deve vincere assolutamente o deve correre. Per vincere, ha molto poche opzioni: può certamente fare come al solito (comprare e/o rubare voti) ma probabilmente non è sufficiente. Una crisi massiccia però di un qualche tipo, preferibilmente contro la Russia (ovviamente!), potrebbe essere molto utile in questo momento. Spero che il Cremlino abbia messo tutti in allarme rosso poiché il pericolo di una provocazione (soprattutto di falsa bandiera) è molto più alto di prima.
Un’altra possibilità molto reale in caso Zelensky vinca, è una violenta insurrezione da parte degli squadroni della morte Ucronazi (“dobrobats” in ucraino). Una tale insurrezione armata potrebbe avere il sostegno delle unità chiave e delle forze di polizia e di sicurezza. Se dovesse succedere, è molto probabile che Mosca rifiuti ufficialmente di trattare con la nuova giunta e dichiarare che la Russia riconosce le repubbliche di Lugansk e Donetsk, cosa che, paradossalmente, potrebbe essere un grande affare per gli Ucronazi, poiché questo potrebbe scatenare una crisi abbastanza seria per giustificare la Legge Marziale e ogni immaginabile repressione dei diritti civili e umani.
In alternativa, se Poroshenko si presenta con un qualche pretesto per annullare il secondo turno o con qualche trucco per impedire a Zelensky di partecipare, allora c’è un rischio molto reale che protestino, verosimilmente in maniera violenta, l’80% e più delle persone che hanno votato contro Poroshenko e che odiano con tutto il cuore l’attuale regime.
Per tutti questi motivi, l’attuale situazione è la più pericolosa dall’Euromaidan.
Ora il problema chiave è che cosa deciderà l’Impero Anglosionista. Il problema ora è che sono passati anni da quando gli Stati Uniti avevano qualcosa di persino vagamente simile ad una “politica estera USA”. Sotto Obama e ancor più sotto Mr MakeAmericaGreatAgain [Trump], il Dipartimento di Stato è diventato solo un’agenzia di informazione pubblica, il cui unico ruolo è quello di sanzionare, minacciare o fare entrambe le cose. Questo è assolutamente cruciale, quindi lo dirò ancora:
== >> Non esiste una “politica estera degli Stati Uniti” << ==

Ciò che vediamo sono importanti agenzie, attori e individui con le loro “mini politiche estere”, che a volte portano a risultati ridicoli (come quando la CIA e il Pentagono appoggiano parti diverse in un conflitto). In realtà, i due filoni principali della politica ucraina – nazisti e sionisti – sono entrambi riccamente rappresentati nel governo degli Stati Uniti, e vari enti appoggiano candidati diversi e programmi diversi. Lo stesso vale anche per l’Unione Europea, ma poiché la UE è quasi irrilevante (Victoria Nuland aveva ragione su questo), tutto questo non è rilevante.
Sarebbe un’esagerazione affermare che gli Stati Uniti hanno perso il controllo dell’Ucraina, ma a Trump importa chiaramente poco degli Ucronazi; per quanto riguarda i burattinai di Trump, sembra che non siano in grado di concordare una politica unica in merito a questo problema. Di conseguenza, in Ucraina vediamo ciò che vediamo ovunque nella finta politica estera di Trump: il caos totale e assoluto.

Che dire della Russia in tutto questo?

In questo momento il grande dibattito in Russia è “riconoscere l’esito di queste elezioni o no?”. Entrambe le parti hanno argomentazioni molto forti, e il Cremlino continua a fare affermazioni molto vaghe che attendono chiaramente l’esito del secondo turno delle elezioni. Questa è una domanda molto complicata, resa ancora più complessa da una crescente consapevolezza tra molti osservatori che riconoscere il regime di Poroshenko la prima volta è stato un grosso errore. Personalmente, mi sembra che in questo momento tutto ciò che il Cremlino può fare è aspettare e vedere cosa accadrà. Dopotutto, Poroshenko è veramente messo alle strette, e c’è un’alta probabilità che faccia qualcosa di drammatico per evitare un secondo turno di votazioni. Considerate questo:
Il famigerato ministro degli Interni, Arsen Avakov, probabilmente l’uomo più potente e pericoloso in Ucraina oggi, ha fatto una dichiarazione molto interessante su Zelenskyj:
“Un uomo decente di un altro mondo. Di un altro piano. Pronto ad affrontare problemi, ma che allo stesso tempo riconosce che in molte questioni non è pienamente competente. Nella mia comprensione, questo significa che è pronto a delegare l’autorità. Tuttavia, sorge la domanda: possiamo noi – società ucraina – offrire la qualità dell’élite, che può essere affidata all’attuazione di tali poteri? Dopotutto, se delegherà l’autorità ai cialtroni – come succede in alcune parti della serie “Servi del Popolo” – sarà molto negativo per il paese. Anche l’uso di espatriati non è un’opzione…” (…) “Lui sa per certo che dal punto A è necessario arrivare al punto B, e io sono pronto ad essere d’accordo. Ma il problema è come percorrere questa strada. Spesso, se vai avanti, sbatti contro un muro o ti fai male. Pertanto, è necessario scegliere la strada giusta – e qui dovrebbero lavorare specialisti competenti e onesti”

Il tipo di “Ucraina” che l’Impero approva: intrattenitori obbedienti e giullari per la “indispensabile nazione”

In parole povere questo significa semplicemente: Zelenskyj non ha una base di potere personale, sarà un burattino, quindi è meglio che mi offra un buon affare (“autorità delegata”), o mi rivolgerò contro di lui e, come sa, un incidente imprevedibile (“sbattere contro un muro o farsi male”) può facilmente accadere. Scioccante? Benvenuti nella “politica del teppista ucraino”! Inoltre, se i nazisti decideranno di uccidere Zelenskyj, possono facilmente dare la colpa alla Russia. O a lei, o ad un “solitario, squilibrato, uomo armato” che possono trovare tra le migliaia nelle varie squadre della morte naziste.
In questo momento i nazisti sono nel panico totale, stanno dichiarando che la vittoria di Zelenskyj è “il trionfo di Mosca”, dicono che Zelenskyj venderà tutto ciò che è ucraino e che è un agente Putin. Perlomeno, ora getteranno quanto più fango possibile su Zelenskyj (vero o finto che sia). Quindi, nelle prossime due settimane può accadere letteralmente qualsiasi cosa, da qualche tipo di scandalo nel passato di Zelenskyj ad un attacco ucronazista al Donbass.
Questo è il motivo per cui il Cremlino deve ora aspettare e vedere cosa succede.
Tuttavia, poiché in termini pratici e politici la differenza tra Poroshenko e Zelenskyj è approssimativamente la differenza tra Coca Cola e Pepsi, il Cremlino sa che, indipendentemente da chi vincerà, le politiche russofobe dell’attuale regime ucronazista non cambieranno. Inoltre, c’è un segmento sempre più pronunciato dell’opinione pubblica russa che è totalmente stufo e disgustato dagli ucronazisti, e che chiede una posizione molto più dura nei confronti dell’Ucraina.
In realtà, esiste un contesto sfavorevole più ampio che rende urgente e molto delicata una ridefinizione delle politiche della Russia nei confronti dei suoi vicini: due alleati chiave russi (o “presunti alleati”) come la Bielorussia e il Kazakistan agiscono in modo molto ambiguo e talvolta persino anti-russo, e c’è chiaramente uno sforzo rinnovato dell’Impero per portare questi due paesi fuori dalla sfera d’influenza russa e subordinarli ad interessi Anglosionisti. In questo momento il Cremlino sta cercando di placare Lukashenko dandogli ancora più denaro (600 milioni di dollari) e non sono così sicuro che questo sia l’approccio giusto. Per quanto riguarda il Kazakistan, finora i russi fanno finta che tutto vada per il meglio, nonostante il fatto che un numero crescente di russi etnici stia di nuovo lasciando il paese e cercando rifugio in Russia. Francamente, non tutto si può ottenere con le carote, e tenere in mano un bastone visibile potrebbe essere più utile in questo caso, specialmente considerando che l’Impero ha molte più “carote” (denaro) da offrire rispetto alla Russia.
Se è follia fare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi, è ora che i russi escogitino nuove politiche verso i loro vicini più importanti. Se no, allora tutto ciò che la Russia otterrà sarà “più o meno lo stesso, però peggio”.

Per quanto riguarda l’Impero, fa quello che fa sempre

I valori occidentali in azione

Infine, voglio concludere qui concentrandomi sulla cecità auto-indotta, assolutamente spregevole, rivoltante e totalmente ipocrita dell’Occidente su questa elezione. Se tutto questo fosse accaduto in Russia (o in Venezuela, o in Iran) l’intero Occidente unito sarebbe stato in armi a denunciare le “elezioni truccate” e a minacciare il fuoco e lo zolfo se i russi non si metteranno immediatamente in ginocchio e baceranno l’anello dell’Imperatore (Mi chiedo che tipo di anello abbia Trump, se esiste) o qualcosa del genere. Ma dal momento che il regime tossico di ucronazisti cum Sionisti a Kiev è “il nostro figlio di puttana”, i leader dell’Impero si comportano come le tre scimmie: non vedono nulla, non sentono nulla e, soprattutto, non dicono nulla.
In verità, l’Impero Anglo-Sionista deve essere il più ipocrita e disonesto della storia mondiale. Pensateci:
praticamente tutti i candidati hanno dichiarato che questa elezione è stata truccata. Come tutti i media ucraini non controllati da Poroshenko. Non solo, ma a milioni (alcune stime arrivano fino a 10 milioni) di ucraini (principalmente, ma non solo, all’estero) è stato impedito di votare. Migliaia di denunce sono state presentate ufficialmente. Ma no, l’Occidente globale non se ne è accorto. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, hanno dichiarato questa elezione libera ed equa (ma che sorpresa!).
Perlomeno, l’Impero avrebbe potuto creare un (molto credibile) “Guaidó” usando la Tymoshenko (che chiaramente avrebbe dovuto essere prima o seconda), ma è stata abbandonata, probabilmente perché troppo intelligente e dotata di una mente indipendente: all’Impero piace che il suo fantoccio sia stupido, ubriaco o entrambi (pensate a Eltsin o a Poroshenko). Dover scegliere tra due non-entità come Zelenskyj o Poroshenko è preferibile per i Neoconservatori che avere a che fare con donne intelligenti come la Tymoshenko e, quindi, nessuna quantità di russofobia da parte sua sarà sufficiente a rassicurare l’Egemone Mondiale che vale la pena tenersela stretta.
Il Saker

AGGIORNAMENTO: come al solito, la politica Ukie fa cose che è quasi impossibile immaginare. Questa volta, Zelenskyj ha accettato il dibattito con Poroshenko, ma a 2 condizioni: entrambi hanno dovuto fare l’esame del sangue e delle urine per verificare la presenza di sostanze psicotrope (non sicuro dell’alcol), e il dibattito si sarebbe svolto … in uno stadio con 70.000 persone! Poroshenko ha accettato ed entrambi i candidati sono stati visti in TV dare il loro sangue per i test (no, non sto scherzando!). E’ fantastico! 35.000 pro-nazisti più altri 35.000 pro-sionisti in uno stadio, questi due pagliacci (Poroshenko è ancora più un clown di Zelenskii, tranne che non è affatto divertente) discuteranno in diretta TV. La vostra ipotesi è buona quanto la mia, se questo accadrà mai, ma se sarà così, sarà davvero un momento da guardare 🙂
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Articolo di The Saker pubblicato su The Saker il 3 aprile 2019
Traduzione in italiano di Elvia Politi e Raffaele Ucci per
SakerItalia


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