<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127</id><updated>2012-01-27T03:43:46.187-08:00</updated><title type='text'>CAVALIERE DI MONFERRATO</title><subtitle type='html'>Blog di Claudio Martinotti Doria</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>218</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6566545482129316481</id><published>2012-01-27T03:43:00.001-08:00</published><updated>2012-01-27T03:43:46.194-08:00</updated><title type='text'>Contro i NO TAV della Val di Susa lo stato ha dato il peggio di sé: forte coi deboli e debole coi forti</title><content type='html'>Contro i NO TAV della Val di Susa lo stato ha dato il peggio di sé: forte coi deboli e debole coi forti,  sempre più liberticida, oppressivo, prepotente, corrotto. Il conflitto sociale diverrà inevitabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: L'Indipendenza, Quotidiano on line http://www.lindipendenza.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRO I NO-TAV OPERAZIONE SOVIETICA DELLO STATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di GILBERTO ONETO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni il ministro-prefetto agita il pugno davanti ai camionisti, ma lo usa con durezza solo contro i no-Tav della Valsusa. Le modalità della repressione richiedono un paio di considerazioni.&lt;br /&gt;La prima riguarda l’oggetto della severità dei detentori dell’ordine e del potere: non se la prendono con le organizzazioni malavitose, sono prudenti contro le folle che difendono i camorristi contro la polizia che va ad arrestarli, non si fanno quasi vedere quando extracomunitari si rivoltano e mostrano la loro vera voglia di integrarsi, non si muovono quando i sindacati bloccano strade e ferrovie. Se la prendono invece con grande vigore contro i manifestanti pacifici, contro le famiglie valsusine, come se l’erano presa – con uguale arroganza – contro i trattori degli allevatori a Vincimuglio. Tutti ricordano la violenza vandalica stupida e inutile contro i mezzi di lavoro.&lt;br /&gt;La seconda considerazione riguarda la tempestività dell’azione. Uno dei principi basilari che dovrebbero regolare il mantenimento dell’ordine pubblico e l’esercizio della giustizia riguarda la rapidità dell’azione repressiva e penale, che deve seguire il più presto possibile l’azione criminale per colpirla, fermarla e dare un esemplare segno di giusta reattività delle istituzioni. Invece non si colpiscono i manifestanti – anche i più facinorosi e violenti – in piazza mentre sfogano la loro imbecillità ma li si aspetta a casa, dietro l’angolo, giorni e settimane dopo che hanno fatto le loro cosacce. Senza magari controllare che gli stessi con cui ce la si prende siano gli stessi da cui le si è prese. Era già successo a Genova, con l’assalto notturno a un dormitorio per colpire quelli che si ritenevano amici dei cattivi, che se ne sono invece andati indisturbati. Il sistema è da ritorsione di organizzazione malavitosa, ma anche da operazione repressiva sovietica o cilena: si acchiappano gli avversari a casa loro, uno per uno, magari di notte, e forse senza neppure verificare se siano davvero quelli che si vuole acchiappare. È una questione di vendetta, si da l’esempio, si fa vedere che lo Stato non dimentica, arriva sempre: che nessuno speri di farla franca, qualcuno prima o poi viene acchiappato e la paga per tutti!&lt;br /&gt;C’è poi da fare un serio ragionamento sull’oggetto attorno a cui ruota l’intera vicenda. Non è una questione di illegalità, di criminalità o di malavita; non si sta smantellando una rete mafiosa e neppure schiacciando un moto eversivo che potrebbe scatenare disordini o rivoluzioni. Si sta  utilizzando un insieme di strumenti militari e repressivi per schiacciare una espressione di dissenso popolare, senza connotazioni di illegalità o pulsioni politiche aberranti. Si colpiscono quelli che hanno difeso malamente una causa giusta cui però viene impedito di esprimersi in altro modo. Di sicuro i centri sociali, i casseurs di mestiere o i black block non sono la parte più commendevole della società, fra di loro ci sono alcuni che meriterebbero la galera,  e tanti cui dovrebbero essere fatte  assaporare  le gioie di un lavoro qualsiasi, possibilmente faticoso.  Ma attorno alla vicenda della Tav della Valsusa ci sono decine e decine di migliaia di persone miti, oneste e laboriose che devono subire una violenza terribile senza poter reagire. Un tempo i contadini si potevano difendere dai soprusi dei signorotti ricorrendo al giudizio del re, oggi i cittadini devono solo subire le prevaricazioni dello Stato padrone sentendosi anche raccontare che lo Stato sono loro, e che il male che devono subire è fatto in nome del bene comune. Senza avere voce in capitolo,  senza che i loro interessi vitali, concreti e palpabili possano essere difesi contro un mostro anonimo e armato, che sostiene interessi di altri, in nome di progetti fatti da gente lontana a vantaggio di obiettivi ancora più lontani, tenuti lontani per non farne sentire la puzza. O addirittura – come nel caso della Valsusa per obiettivi sbagliati, inutili, antieconomici e alla fine dannosi. Quella linea della Tav non serve a nessuno, non trasporterà nulla, non porterà nessun vantaggio ma solo danni economici ed ambientali. Tutto nasce da un tratto di penna che qualche imbecille a Strasburgo, mai eletto da nessuno, ha tracciato sulla carta d’Europa inventandosi corridoi e collegamenti che non servono se non a presentare una slide a una conferenza di minchioni oziosi e incistati su comode poltrone. Sotto quello scarabocchio sulla carta ci sono terra, acqua, alberi, animali, vita, gente, interessi e stratificazioni culturali che valgono ciascuno mille volte di più di ogni funzionario, politico o professorone. Quanto è già costata questa follia? Quanto costerà ancora in soldi, fatiche, rancori, violenza e devastazione? Faranno un aggeggio inutile e orribile, un corridoio in cui passeranno meno treni di quanti ne passino sulla linea attuale. Quanti sono i convogli Tav che oggi vanno da Milano a Torino? Quanto ci mettono? Valeva davvero la pena di devastare il territorio per fare risparmiare 18 minuti a qualche decina di persone? Quanti sono quelli che vogliono andare da Torino a Lione in un’ora di meno? Ci guadagnano solo appaltatori e furbacchioni. Ma se proprio non si riesce a vivere in un paese civile dove si fanno appalti puliti e non ci sono furbacchioni, almeno li si impegni tutti in qualcosa di utile. Le ferrovie attuali sono una schifezza, i pendolari sono trattati come deportati in carrozze blindate e puzzolenti. Un paese civile sistema le reti più utili, utilizzate e vitali.  Certo, non è bello mettersi caschi in testa e tirare sassate e chi lo fa dovrebbe essere messo a lavorare sulle massicciate delle ferrovie esistenti, ma se protestando civilmente, sfilando con le bandiere locali e intonando cori in piemontese e occitano non si viene ascoltati, si viene trattati come poveri montanari gozzuti e insensibili alle bellezze del progresso, cosa si deve fare?  Ecco, forse si sono sbagliati taluni compagni di viaggio, cui magari la valle non interessa, proprio come allo Stato italiano. Forse si deve ricominciare seriamente la battaglia inserendola in quella, più generale, per le libertà e le autonomie. Il territorio è il primo segno di identità. Essere ciascuno padrone a casa propria. Indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lindipendenza.com"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6566545482129316481?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6566545482129316481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6566545482129316481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6566545482129316481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6566545482129316481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2012/01/contro-i-no-tav-della-val-di-susa-lo.html' title='Contro i NO TAV della Val di Susa lo stato ha dato il peggio di sé: forte coi deboli e debole coi forti'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-4706480297791426097</id><published>2012-01-22T08:20:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T08:22:21.761-08:00</updated><title type='text'>Così vicina geograficamente e così lontana culturalmente e politicamente. La Svizzera compie 721 anni di patto federale e come modello di civiltà ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PH1jSoS22Ls/Txw3l8ptLOI/AAAAAAAABnE/mUrhXIRb2og/s1600/Svizzera%2B-%2Bcartina%2Blinguistica.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 241px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-PH1jSoS22Ls/Txw3l8ptLOI/AAAAAAAABnE/mUrhXIRb2og/s400/Svizzera%2B-%2Bcartina%2Blinguistica.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700492353419947234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: L'Indipendenza, Quotidiano on line &lt;a href="http://www.lindipendenza.com"&gt;http://www.lindipendenza.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;721 ANNI DI PATTO FEDERALE E CONCORRENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di CHIARA BATTISTONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amare la lettura è un po’come abbandonarsi alla magia delle parole, lasciare che le pagine scritte ci facciano viaggiare senza sapere bene dove finiremo; scelto il libro, mi piace aprirlo a caso e far sì che i pensieri dell’autore mi investano; ogni apertura casuale è un po’ come un viaggio inatteso dalla meta ignota.&lt;br /&gt;Da qualche tempo sulla scrivania avevo un volume in versione tascabile di Friedrich August von Hayek, “Legge, legislazione e libertà”; un tomo corposo ma la curiosità ha avuto il sopravvento; l’esperimento dell’apertura casuale mi ha tuffato nelle dissertazioni sulla concorrenza, concorrenza che per Hayek è “soprattutto un metodo per educare gli spiriti: il modello di pensiero dei grandi imprenditori non esisterebbe se non ci fosse l’ambiente in cui hanno sviluppato i loro talenti.” E ancora “Tale sviluppo sarà possibile soltanto se la maggioranza tradizionalista non ha potere di rendere obbligatorie per tutti le usanze tradizionali che ostacolerebbero l’esperimento di nuove vie. Ciò significa che il potere della maggioranza deve essere limitato all’applicazione di quelle norme generali che impediscono agli individui di invadere i campi privati dei loro simil, e non si dovrebbe estendere alla prescrizione di quanto essi devono fare in positivo.”&lt;br /&gt;Per Hayek la concorrenza è sempre un processo in cui una minoranza costringe una maggioranza a fare ciò che quest’ultima non desidera affatto. Potremmo applicare queste riflessioni alla quotidianità del nostro Paese, ma la puntualizzazione di Hayek introduce con chiarezza il paradigma fondamentale del federalismo rossocrociato, in cui gli strumenti amministrativi e di governo sono concepiti per far sì che le minoranze non siano tali troppo a lungo e sia loro consentito di essere alternativamente maggioranza, scongiurando, almeno in teoria, gli abusi ora dell’una ora dell’altra parte. Meccanismo delicato, certo, che richiede aggiustamenti e vigilanza, maturità e consapevolezza, nel caso della Confederazione, poi, prodotto della propria storia ma pur sempre modello interessante anche per quei Paesi che, come il nostro, non hanno nel proprio patrimonio cognitivo diffuso i capisaldi della concorrenza.&lt;br /&gt;Perché l’alternanza minoranza – maggioranza sia praticabile, perché nuove idee si facciano strada nello scenario cristallizzato della consuetudine, è necessario accettare di rileggere la propria identità. Lo ha ricordato, nell’allocuzione del nuovo anno, la signora Eveline Widmer-Schlumpf, attuale presidente della Confederazione, sottolineando come la Svizzera sia il prodotto di un incessante lavoro di tessitura di legami, da riannodare di continuo perché a differenza della maggior parte dei Paesi europei la Confederazione è una Nazione costruita sulla volontà (Willensnation). Atto di volontà, libera scelta, patto, concorrenza di idee e di politiche: il modello elvetico, che festeggia quest’anno il suo 721esimo compleanno, funziona, eccome, nonostante le spinte centrifughe generate dalla glocalizzazione che impongono una revisione costante della propria identità.&lt;br /&gt;Conservare l’identità e le libertà delle minoranze, di tutte le minoranze, è la vocazione primaria di un ordinamento federale; perché sia realizzabile è indispensabile avere cittadini impegnati, capaci di mobilitarsi, di controllare i poteri pubblici, di assumersi le responsabilità. In un sistema a democrazia diretta, le minoranze lo sono solo temporaneamente; tuttavia perché questo meccanismo virtuoso non si inceppi è necessario un idem sentire che permetta di accettare e rispettare le diversità, che permetta di riconoscersi tutti in un obiettivo comune, proprio quello da cui dipende il patto federale.&lt;br /&gt;Nel 1995 il Professor Gianfranco Miglio, in “Modello di costituzione federale” ci ricordava che “sono due le inclinazioni ideali dei cittadini di un paese federale: un profondo interesse e rispetto per le diversità,, che fa sì che non ci sia affatto interesse a rendere omogeneo il tessuto in cui si vive, e poi il culto della concorrenza e della competizione.” Perché queste due inclinazioni trovino espressione compiuta, osservava ancora il Professor Miglio, è necessario che “esistano procedure, costituzionalmente organizzate e garantite, che – salvaguardata la competitività implicita del sistema e il suo riposare su di un confronto senza fine – producano decisioni normative e amministrative certe e in tempi ragionevolmente brevi.” Certezza, tempi brevi e amore per la ricerca, senza fine; per noi sono chimere del vivere quotidiano, per molti di noi addirittura minacce al quieto vivere; per i cittadini elvetici sono un’esperienza frequente e condivisa di cui, forse, non c’è neppure più piena consapevolezza tale è l’abitudine tanto che l’invito a utilizzare al meglio la libertà di cui si dispone è reiterato nel tempo.&lt;br /&gt;Anche nell’allocuzione del 1 agosto 2011, in occasione della Festa Nazionale Svizzera, la Presidente di allora, la signora Micheline Calmy – Rey (in Svizzera il Presidente resta in carica un solo anno, scelto tra i sette Consiglieri del Consiglio Federale, di fatto il governo elvetico) ha richiamato gli svizzeri a non dimenticare il senso del patto federale del 1291, costruito sulla volontà, sulla cooperazione, sulla convivenza pacifica; lo ha fatto ricordando lo spirito di squadra della Nazionale Under 21 di calcio, il gruppo di giovani che da anni raccoglie successi e dimostra di essere l’espressione giovane di un Paese in continua trasformazione, tuttora ottimista. Un Paese di cittadini, aggiungo io, che hanno la possibilità di incidere direttamente sulle scelte del proprio esecutivo, che hanno saputo rispettare nei secoli l’unicità della Persona, che fanno della convivenza il tratto costitutivo della propria libertà; il paradigma della squadra è un richiamo evidente all’unità nella molteplicità; tutti diversi, tutti individui, pronti ad agire insieme, per trasformarsi in una squadra, senza perdere se stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-4706480297791426097?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/4706480297791426097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=4706480297791426097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4706480297791426097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4706480297791426097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2012/01/cosi-vicina-geograficamente-e-cosi.html' title='Così vicina geograficamente e così lontana culturalmente e politicamente. La Svizzera compie 721 anni di patto federale e come modello di civiltà ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PH1jSoS22Ls/Txw3l8ptLOI/AAAAAAAABnE/mUrhXIRb2og/s72-c/Svizzera%2B-%2Bcartina%2Blinguistica.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6614282602860020870</id><published>2012-01-07T05:30:00.000-08:00</published><updated>2012-01-07T05:35:47.543-08:00</updated><title type='text'>2011: l'anno peggiore</title><content type='html'>Occorre aggiungere a quanto scritto dall'anziana e stimata antropologa Ida Magli, che le responsabilità di quanto sta accadendo vanno soprattutto imputate ai governi precedenti, Berlusconi e suoi cortigiani ed yes man in testa, che per insipienza e corruzione hanno portato il paese alla rovina ed ingovernabilità. Il governo Monti è solo l'esecutore materiale degli interessi dell'elite dei banchieri mondiali, che quando possono preferiscono esercitare indirettamente il potere tramite politici asserviti, ma nel nostro caso erano talmente impresentabili ed incapaci che non hanno saputo né mediare, né dissimulare e minimizzare i danni, per cui sono stati rimossi ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2011: l'anno peggiore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Ida Magli&lt;br /&gt;ItalianiLiberi | 05.01.2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Con il 2011 si è chiuso l’anno peggiore della storia d’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Abbiamo perduto la democrazia, abbiamo perduto l’indipendenza, siamo diventati poveri, ci troviamo nella condizione assurda di essere “rappresentati” da parlamentari che hanno tradito il mandato ricevuto dai cittadini. Parlamentari che avevano due strade legittime da seguire di fronte alla nomina irrituale da parte del Capo dello Stato di un governo non eletto da nessuno: non dargli la fiducia in Parlamento, oppure dimettersi tutti dal proprio incarico rinviando le scelte ai cittadini. Non l’hanno fatto, e continuano a mantenere in vita un governo illegittimo affermando con ogni loro Sì di essere incapaci di fare il proprio lavoro delegandolo ad altri, e prendendo anche di conseguenza uno stipendio cui non hanno diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Questa è la situazione. Ne consegue - e non poteva non essere così – che è stato instaurato un governo dispotico, il quale, come ha affermato pubblicamente, non deve rispondere a nessuno di ciò che fa (un tempo almeno i sovrani, pur essendo assoluti, dicevano di rispondere a Dio delle proprie azioni) e che, sotto le vesti grottesche di una finta democrazia, esercita un potere inquisitorio, poliziesco, nel quale è stata abolita ogni libertà d’azione e ogni sfera privata. I controllori del fisco e i banchieri sono stati appositamente trasformati in un nuovo corpo di polizia al servizio del governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Non c’è nessuna giustificazione possibile. Ogni volta che i detentori del potere hanno instaurato il dispotismo, il terrorismo di stato, hanno sempre esibito dei buonissimi motivi. I governanti attuali non fanno eccezione. La ricerca bancaria  dell’evasione fiscale è soltanto una forma moderna di ricerca, da parte dell’ Inquisizione, dell’osservanza del precetto pasquale con relativa condanna pubblica sul ponte San’Angelo. Cambiano le persone, ma i detentori del potere sono sempre uguali: sono sicuri e si compiacciono del proprio potere soltanto se opprimono i sudditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Cosa possiamo fare? L’ho già detto più volte e debbo necessariamente ripetermi: sul piano della legittimità gli unici che possono farci uscire da questa situazione sono i parlamentari: votino No anche soltanto a una norma del governo Monti, quella sull’uso del denaro contante e dell’obbligo di aprire un conto corrente se si superano i mille euro. Metterebbero fine all’illegittimità della propria condotta con la semplice, ma nobile, rivendicazione del diritto alle libertà democratiche.&lt;br /&gt;E il debito pubblico? Su quello non c’è nulla da aggiungere a quanto tutti sanno benissimo: bisogna tornare alla sovranità monetaria, quindi alla lira. Pochi giorni fa in un’intervista sull’Avvenire, Lucio Caracciolo l’ha spiegato con concise, limpide parole: per l’euro non c’è speranza. Stiamo buttando denaro, sacrifici, addirittura le vite di coloro che si suicidano a causa della crudelissima stretta del credito, in un enorme “vuoto”: le ambizioni dei costruttori della moneta unica. Basta, non possiamo aspettare più. La massima responsabilità nelle disavventure della storia è sempre spettata in primo luogo, non ai massimi detentori del potere, ma a coloro che, potendolo, non si sono opposti ai loro accessi di follia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ida Magli&lt;br /&gt;&lt;a href="www.italianiliberi.it"&gt;www.italianiliberi.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Roma, 04 Gennaio 2012&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6614282602860020870?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6614282602860020870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6614282602860020870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6614282602860020870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6614282602860020870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2012/01/2011-lanno-peggiore.html' title='2011: l&apos;anno peggiore'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2338836478023063805</id><published>2011-12-26T03:38:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T03:42:58.453-08:00</updated><title type='text'>Babbo Natale porta doni solo alle banche, nei confronti dei comuni mortali inverte il suo ruolo tradizionale e sottrae  ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6onKxtmobNw/TvhdKvUsyCI/AAAAAAAABmU/-8T1OSqX3X8/s1600/Carbone%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 106px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6onKxtmobNw/TvhdKvUsyCI/AAAAAAAABmU/-8T1OSqX3X8/s400/Carbone%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690400568265984034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Babbo Natale esiste (solo per le Banche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Francesco Carbone, presidente di Usemlab &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=768:babbo-natale-esiste-per-le-banche&amp;catid=14:macroeconomia&amp;Itemid=175"&gt;http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=768:babbo-natale-esiste-per-le-banche&amp;catid=14:macroeconomia&amp;Itemid=175&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Babbo Natale esiste. Ha portato un altro mezzo trilione al sistema bancario. E' il regalo della BCE al fallito sistema bancario europeo. Un prestito di tre anni all'1%, acronimo LTRO, Long Term Repos. Cosa ci faranno le banche con questa mezza trilionata di neuri? E’ una questione che tra qualche anno potranno presentare in una nota trasmissione televisiva come ultimo domandone prima del montepremi finale. Quindi fate attenzione, non sia mai che perdiate il vostro milione di euro per aver dato la risposta sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche con questi miliardi: 1) compreranno titoli di Stato dei PIIGS, 2) speculeranno su altri mercati, 3) presteranno denaro alle imprese, 4) tapperanno i loro buchi di bilancio, oramai aperti come voragini al sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutte l’ultima è sicuramente la più probabile, ma come al solito non è detto che qualche miliardino filtri in altre operazioni, soprattutto la 1) e per certi versi anche la 2). La stupidità del banchiere, unita a quella dei consulenti che lo consigliano, entrambi spinti all’azzardo morale come non mai dallo stesso supervisore e gestore del sistema finanziario, oramai tende asintoticamente a infinito. Proprio nell’ultimo anno abbiamo potuto assistere a casi in cui i soldi raccolti dagli aumenti di capitale siano stati utilizzati per comprare BTP a prezzi ben più alti di quelli correnti. Assolutamente demenziale. Se non fosse stato per la BCE tale idiozia avrebbe avuto modo di emergere e di essere messa alla berlina, come meriterebbe. Invece gli autori di tali disastri continuano a nascondersi e a serpeggiare furtivamente, pronti a colpire senza pietà nuove vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2011 è stato senza dubbio l’anno della BCE e della sua esplosione interventista. Il LTRO è solo il regalo di Natale più eclatante, tuttavia di regali al sistema bancario ne sono fatti di continuo, soprattutto nella seconda metà dell’anno. In questi ultimi sei mesi, per tamponare le perdite sui titoli di stato sovrani, è stato impiegato qualche centinaio di miliardi. Come se tutto ciò ancora non bastasse, si consideri che le banche italiane emetteranno circa 50 miliardi di titoli garantiti dallo Stato il quale, se non fosse per il salvataggio diretto della BCE, oggi non riuscirebbe neanche più a garantire se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si era mai assistito ad una attività così spaventosamente intensa da parte di una banca centrale nella storia dell'economia. Ha superato qualunque intervento realizzato precedentemente dalla FED americana. Pare che dopo queste operazioni la BCE, in quanto ad asset di bilancio, abbia superato la banca centrale americana. In altre parole Draghi, in appena un paio di mesi è riuscito a superare la follia inflazionista della FED americana che tra Greenspan e Bernanke tanti disastri ha creato negli ultimi dieci anni. Quali danni creerà la BCE di Draghi ce lo dirà solo il tempo, ma possiamo facilmente immaginare che saranno ben più imponenti e maestosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mostra anche la correlazione tra asset della BCE e asset della FED in questo articolo del solito zerohedge, il vero buco nero dell'economia mondiale è oramai l'Euro, la cui fragilità sottostante ha scalzato quella del dollaro. Se ancora le quotazioni del mercato valutario riflettono solo in parte questa debolezza, sulla carta il superamento è oramai cosa fatta. Una situazione davvero infelice per tutta l’Europa. A tempo debito ringrazieremo tutti gli esperti che caparbiamente hanno sostenuto queste politiche demenziali, adesso cerchiamo di spiegare la sostanza che si nasconde dietro tutto il fumo di sigle e di numeri con cui ci riempiono la testa tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innazitutto dobbiamo riconoscere che se non fosse stato per gli interventi della BCE il 2011 sarebbe stato ben peggiore del 2008 in quanto a crollo delle borse e fallimenti bancari. Di fronte a questa constatazione qualcuno penserà giustamente che la BCE ha fatto bene a intervenire così massicciamente. La mia risposta la conoscete già: curare i sintomi, o mascherarli, non serve a risolvere il problema, ma solo ad aggravarlo. Se oggi il problema è sicuramente ben più profondo e drammatico di quello emerso nel 2008 è proprio per il semplice motivo che allora non venne risolto ma si operò, come si sta facendo oggi, semplicemente sui sintomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce del modus operandi delle banche centrali un’altra cosa emerge ben chiara: il pianificatore si è fatto sicuramente più scaltro. Agisce d’anticipo, su ogni fronte, e con mezzi del tutto nuovi. Spirito di adattamento stimolato dall’istinto di sopravvivenza. Effettivamente per riuscire a gabbare la vasta comunità di investitori e speculatori serve sempre più astuzia e devo ammettere, le banche centrali ce l'hanno avuta tutta! Davvero hanno fatto un ottimo lavoro riuscendo non solo a contenere i danni ma persino a rilanciare nella direzione voluta diversi valori chiave dei mercati finanziari. Possiamo di certo dire che finora, quasi con compostezza ed eleganza, sono riusciti ad arrestare una valanga che a mia opinione era impossibile da fermare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per adesso quindi: HATS OFF, come si direbbe in inglese. Giù i cappelli: ammirazione e rispetto! Gli studiosi della PNL, la programmazione neurolinguistica, ma soprattutto i vari Madoff, Corzine, e truffatori vari alla Ponzi Style che crescono numerosi all’ombra del marcio sistema finanziario odierno, potranno trovare negli eventi e nei protagonisti del 2011 ottimi esempi e grandi maestri dai quali attingere e imparare nuove tecniche di persuasione, manipolazione, circonvenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando invece al futuro, possiamo ipotizzare che le banche centrali continueranno nei loro interventi in seno a un sistema praticamente fallito in maniera sempre più chirurgica, circospetta ed attenta. Sanno che stanno muovendosi su un crinale con due burroni, da un lato il Credit Crunch, e dall’altro il Crack Up Boom. Per cause naturali il crinale pende verso il Credit Cruch. I banchieri centrali pertanto devono essere sempre più accorti nel fornire la spinta giusta, a suon di trilioni, senza rischiare di precipitare dalla parte opposta, nel Crack up Boom. Devono dosare in maniera precisa, sterilizzando per quanto più possibile le loro spinte, assicurandosi che siano comunque sufficienti. Allo stesso tempo devono anche stare attenti a coprire per tempo tutti i segnali sgraditi che i vari mercati finanziari (come processi rivelatori e come meccanismi anticipatori) riescono a diffondere tra gli investori. Un lavoro molto complesso che forse solo qualche vecchio dirigente del Gosplan sovietico potrebbe riuscire a spiegarci con vividezza di particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, non nutro dubbi, cascheranno da uno dei lati. Il motivo per cui secondo me cascheranno dal lato del Crack up Boom l’ho già spiegato anche nel mio precedente articolo. In ogni caso, per continuare a stare in piedi dovrebbero riuscire a risolvere squilibri strutturali tra le cui cause principali indubbiamente troviamo la loro stessa esistenza come organi di pianificazione centralizzata. Un paradosso irrisolvibile. Solo il libero mercato è in grado operare gli aggiustamenti nella giusta direzione. Un mercato con prezzi imposti dall’autorità, infatti, non è più un processo che scopre a fornisce i segnali corretti guidando gli agenti verso la direzione giusta. Tutt’al più è un gigantesco casinò dove si possono guadagnare o perdere tanti soldi, in maniera più o meno divertente e in cui a questo punto, ipotizzando di vincere, non è neanche garantito che ci facciano uscire con le tasche piene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando al posto del mercato dei capitali abbiamo, come oggi, un enorme casinò che non solo è controllato e gestito dalle banche centrali ma in cui le stesse oramai costituiscono il più grosso giocatore, il sistema economico è spacciato. Se poi il gestore del casino è la banca centrale, e ai tavoli di gioco banche e banche centrali siedono sia in veste di giocatori sia di croupier è chiaro che qua si sia superato abbondamente ogni limite. Non ci si ferma più al tosare le pecore che entrano nel casinò, qua oramai si punta disperatamente alla carne da macellare con ogni mezzo. Lo stesso processo che ahinoi si sta verificando anche dal lato fiscale, in cui dopo aver preso tutto quello che si poteva sui redditi (il flusso, la lana), adesso si passa a fare cassa sui patrimoni (lo stock, la carne).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur trovandoci già nella fase inoltrata di questo lungo processo di confisca, qualcosa si può ancora riuscire a fare. Senza andare in sbattimento, senza farsi venire il mal di testa, attacchi di panico o acidità di stomaco, e soprattutto continuando a fare come sempre la nostra vita e il nostro lavoro, cercando di trarne soddisfazione, ciascuno dovrebbe pertanto perseguire sempre anche i seguenti tre obiettivi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)    Innanzitutto prendere coscienza del problema: leggere, informarsi, studiare, quindi invitare e aiutare quelli intorno a sé a fare altrettanto. I nostri libri sono lì apposta, comprateli! Costituiscono una ottima guida, sicuramente un punto di partenza per tutti quanti, e ci auguriamo di poterne pubblicare di validissimi anche nel 2012.&lt;br /&gt;2)  Agire per evitare di farsi tosare e soprattutto di farsi macellare. Si possono portare alcuni asset fuori dal casinò (comprando metalli, prelevando parte della liquidità disponibile dal sistema, trasferendo il tutto in porti sicuri). Poi, siccome nessuno ha sfere di cristallo e gran parte dei mezzi vanno lasciati per forza di cose nel sistema in cui viviamo, si faccia in modo di affidare ciò che rimane a mani competenti, meglio se più di due. Ci sono persone che in questa ultima decade hanno dimostrato di saper gestire capitali e patrimoni. Spulciate le classifiche su MorningStar. Eventualmente anche il mercato azionario, in quanto bene reale, prima o poi toccherà un fondo e si riprenderà generando o mantenendo valore, mentre il valore reale di tante altre attività che sono al contempo le passività di qualcun altro andranno quasi a zero.&lt;br /&gt;3)    Infine, per dovere morale nei propri confronti e in quello delle generazioni future, cercate di fare quanto vi è possibile per favorire un radicale cambiamento del sistema attuale, guidati ovviamente da una previa e adeguata comprensione dei processi economici e sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri figli o nipoti ci ringrazieranno per aver perseguito tutti e tre questi obiettivi. Probabilmente grazie alle nostre azioni dei punti 1) e 2) un giorno saranno e si sentiranno, rispetto ai loro pari, dei privilegiati. Tuttavia, sicuramente, senza il successo ottenuto nel perseguimento del punto 3) vivranno sempre sotto le continue e costanti minacce di una classe predatrice che oramai non conosce più né decenza né limiti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2338836478023063805?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2338836478023063805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2338836478023063805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2338836478023063805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2338836478023063805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/12/babbo-natale-porta-doni-solo-alle.html' title='Babbo Natale porta doni solo alle banche, nei confronti dei comuni mortali inverte il suo ruolo tradizionale e sottrae  ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6onKxtmobNw/TvhdKvUsyCI/AAAAAAAABmU/-8T1OSqX3X8/s72-c/Carbone%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-4114023199597671799</id><published>2011-12-09T11:31:00.000-08:00</published><updated>2011-12-09T11:33:07.105-08:00</updated><title type='text'>L'euro e la peggior classe politica del mondo</title><content type='html'>Riporto un articolo della nota antropologa Ida Magli, che in parte corrisponde a quanto ho sempre asserito relativamente al nostro paese, dotato di una minoranza di popolazione geniale ed intraprendente, ed una cospicua componente parassitaria, ed è quest'ultima che è degnamente rappresentata dalla peggior classe politica del mondo, fin dai tempi dell'Unità d'Italia ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla guerra dell'euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Ida Magli - &lt;a href="http://www.italianiliberi.it/Edito11/alla-guerra-dell-euro.html"&gt;http://www.italianiliberi.it/Edito11/alla-guerra-dell-euro.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Porta questo titolo: “Alla guerra dell’euro” l’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. Anche questo numero è scritto come sempre da persone molto competenti e, per quanto riguarda l’Unione europea, quasi del tutto obiettive. Dico “quasi” perché, sebbene siano comparsi più volte fascicoli di fuoco sull’Europa e sull’impossibilità della sua realizzazione (ricordo fra gli altri: “L’Europa è un bluff”), si è però sempre sentita sotto traccia una specie di dolorosa rabbia per questa impossibilità. Insomma: se si potesse fare sarebbe bellissima, ma di fatto non si può. Non si può per gli innumerevoli, evidenti motivi di ordine geopolitico, storico, economico, che ormai anche l’ultima delle casalinghe ha imparato a conoscere bene perché ne ha vissuto le tragiche conseguenze in questi anni nei quali i politici hanno imposto l’unificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  L’editoriale di Caracciolo è ricco di bruciante ironia e non risparmia il fuoco a pallettoni: se la banca svizzera Ubs afferma che “l’euro non dovrebbe esistere”, Caracciolo aggiunge che si tratta di una moneta in sé improbabile, tecnicamente autodistruttiva, figlia di genitori separati che per fingersi uniti decisero di battezzarla … Non è possibile riassumere in poche righe tutti i punti importantissimi toccati in questo editoriale ma, a conferma del sottinteso rimpianto di cui parlavo, alla fine viene avanzata una proposta: piuttosto che rimanere strangolata fra le mire di Sarkozy e quelle della Merkel, l’Italia ha in mano una carta potente: se non volete che faccia saltare il banco, formiamo una Confederazione Europea, uno Stato democratico multinazionale che riunisca soltanto Francia, Germania, Spagna, Polonia e Italia, abbastanza simili per dimensioni demografiche, territoriali, economiche, culturali. E’ a questo punto che la geopolitica mostra il suo peccato d’origine, quello che, pur se per tutt’altri motivi, l’accomuna ai costruttori dell’unione europea: mancano i popoli. Manca la vera ricchezza dei popoli d’Europa, la loro creatività, la loro lingua, la loro volontà, il loro “carattere”. Quando Sarkozy dice sottovoce, lamentandosi della testardaggine della Merkel: “i Tedeschi sono sempre gli stessi” e Caracciolo giustamente aggiunge: “ i Francesi sono sempre gli stessi”, a che cosa ci si riferisce se non ai caratteri dei popoli? Sono quegli eterni caratteri per i quali ci ritroveremmo nella eventuale Confederazione con il conflitto direttivo fra Germania e Francia e i nuovi, vecchi “sudditi” disprezzatissimi dei quali si può continuare a dire “gli Italiani sono sempre gli stessi”, ecc. ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Non preoccupiamoci, però, della proposta di Caracciolo: pur amico della sinistra e di Enrico Letta con il quale ha scritto, combattendone la fede europeista, ben due libri, non sarà ascoltato. Amaro eppure luminoso destino quello dell’Italia: ricchissima di intelligenze critiche e governata dai peggiori politici che possano toccare in sorte a una nazione. Che siano stati sempre i peggiori non c’è dubbio: nessun popolo, se non l’italiano, sarebbe riuscito a rimanere intellettualmente vivo pur governato per duemila anni dai Papi, dogmaticamente infallibili. Ma il progetto di unificazione europea ha messo in luce  qualcosa di peggio dell’infallibilità papale: l’esistenza di politici che usano il potere con l’assolutezza di una infallibilità che supera quella garantita dallo Spirito Santo, o meglio, che non ne ha bisogno. E’ nata, contestualmente con la finzione di un impero creato per la “pace”, una  nuovissima forma di politica, quella che per certi aspetti aveva previsto oltre un secolo fa Vladimir Solov’ev parlando proprio degli Stati Uniti d’Europa: la falsificazione del bene. Il Male adesso opera direttamente nella storia portando con sé i doni del Bene: la pace, l’uguaglianza, l’amore di tutti con tutti. Si tratta di una finzione assoluta, indistinguibile dalla verità. Non sono necessari i termini teologico-cristiani di Solov’ev per capire che questa finzione è il male su cui si fonda l’unione europea e che ha proseguito giorno per giorno la sua opera distruttiva fino alla fase finale. E’ l’attuale dittatura degli operatori del nulla: il gioco di borsa, il denaro virtuale. Ne ha convalidato la verità Mario Monti eliminando la moneta concreta.        .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ida Magli&lt;br /&gt;&lt;a href="www.italianiliberi.it"&gt;www.italianiliberi.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-4114023199597671799?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/4114023199597671799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=4114023199597671799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4114023199597671799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4114023199597671799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/12/leuro-e-la-peggior-classe-politica-del.html' title='L&apos;euro e la peggior classe politica del mondo'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8672041732862535943</id><published>2011-12-09T06:44:00.001-08:00</published><updated>2011-12-09T06:46:08.951-08:00</updated><title type='text'>La manovra Monti penalizza i risparmiatori ed il ceto medio-basso, la solita solfa alimentata dall'ignoranza popolare, soprattutto in economia</title><content type='html'>Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ UFFICIALE, IN ITALIA E’ GRANDE FRATELLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI STEFANO MAGNI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di analisi raffinate su questa manovra di Mario Monti ce n’è fin troppe. Non sto qui ad aggiungerne un’altra. Mi limiterò ad analizzare il contorto “bispensiero”, in base al quale ci viene spacciata per “giusta” o “inevitabile” o “necessaria”. Dicesi bispensiero: “un termine in neolingua coniato da George Orwell per il suo libro di fantascienza distopica 1984, utilizzato dal Partito del Grande Fratello per indicare il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un’idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso del dimenticare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto che sono contro questa manovra. Perché è ingiusta, ma soprattutto è sbagliata. Procede nella direzione opposta rispetto a quel che il Paese necessita per uscire dalla crisi. La crisi italiana (così come quella greca, spagnola e portoghese) è causata da uno Stato troppo soffocante. Lo Stato ci costa troppo senza nulla restituire. Lo Stato, per sua natura, non produce ricchezza, ma la sottrae ai suoi cittadini. Questi ultimi hanno più difficoltà a produrne di loro, perché devono pagare lo Stato e perché subiscono regole e vessazioni di vario genere che ostacolano il lavoro. Questo rapporto di parassitismo, presente in tutti i Paesi, in Italia è particolarmente grave: la nostra società rischia di andare in cancrena per eccesso di peso del suo parassita statale. Lo Stato si è espanso a tal punto che non riesce più a pagare i servizi non richiesti che fornisce. Una manovra giusta e indispensabile avrebbe dovuto ridurre il peso del parassita, per lasciare ai cittadini più risorse e più libertà di produrre ricchezza. Invece cosa prevede la manovra Monti? Salvare il parassita. Dandogli più risorse ed escogitando nuovi metodi per impedire ai cittadini di sfuggirgli. I 2/3 della manovra sono nuove tasse, o aumenti di quelle esistenti. Un terzo sono riforme, che servono soprattutto allo Stato, per consentirgli di sopravvivere. La riforma delle pensioni ne è un esempio. Invece di privatizzare, in tutto o in parte, il sistema previdenziale, lo si rende più esoso: i cittadini saranno costretti a lavorare di più, per dar più contributi allo Stato, che poi li restituirà sotto forma di pensioni ancor più misere di quelle della passata generazione. E’ la stessa logica sovietica in base alla quale i cittadini dovevano lavorare gratis per il bene dello Stato, delle giornate di lavoro “volontario” obbligatorio per celebrare i compleanni di Stalin. In questo consiste tutto il “risparmio” annunciato da una ministra che si è messa pure a piangere mentre lo spiegava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché e fino a che punto molti, troppi, ritengono giusto far più sacrifici per salvare il parassita statale? Per motivi culturali, per distorsione del linguaggio. In una parola, per il “bispensiero” insegnato a tutti dalla culla alla tomba, che ci fa credere, per dirla con George Orwell, che “la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motto “la libertà è schiavitù”, da noi viene espresso poeticamente con la canzone di Gaber: “libertà è partecipazione”. E grossolanamente con lo slogan politico: “Lo Stato siamo noi”. Se la analizziamo da vicino capiamo che è una frase priva di senso, totalmente contraddittoria. Lo Stato è un’agenzia, fornisce servizi, viene pagato in quanto fornitore di servizi. Nemmeno in una democrazia diretta, lo Stato coincide con la società. In una democrazia abbiamo la libertà di voto, cioè la possibilità di sostituire pacificamente chi ci sta fornendo dei cattivi servizi con chi (si spera) faccia meglio il suo lavoro. In una dittatura non abbiamo nemmeno questa libertà. In ogni caso: lo Stato non siamo noi. Identificare lo Stato con la società, spinge i cittadini ad essere acritici. O, peggio, critici in senso masochista: è infatti pieno di gente che, per ideologia, vorrebbe che tutti facessero più sacrifici, non per il loro stesso benessere, ma per il bene dello Stato. Nessuno subirebbe soprusi o tirerebbe la cinghia pur di salvare un’azienda privata che ci offre pessimi servizi. Smetteremmo semplicemente di pagarla. Nel momento in cui l’azienda in questione si attribuisce il monopolio e si fa chiamare Stato, allora siamo disposti a svenarci pur di continuare a comprare i servizi da lei. Un esempio chiaro? Nel momento in cui Monti ha annunciato la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, ho sentito anche dei sedicenti liberali dire che “in effetti, non potevamo più permetterci di non pagare l’Ici sulla prima casa”. Noi? Noi non potevamo più permetterci? Di non pagare? Allora, ristabiliamo i giusti ruoli: è lo Stato che fornisce servizi. E’ chi lo guida, semmai, che non può più permettersi di affrontare sempre nuove spese coi nostri soldi. Noi abbiamo tutto il diritto di tenerci una casa che ci siamo pagati coi nostri risparmi e di non dare un euro in più a chi ce li estorce. E che, di sicuro, non verrà mai a ridipingerci la facciata quando ne avremo bisogno. Però continuiamo a pensare che non pagare l’Ici sia un privilegio. E’ bispensiero, allo stato puro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motto “la guerra è pace”, in Italia si traduce con una serie di guerre civili fredde, tutte teoricamente volte a raggiungere la “pace sociale”. Di conflitti, con questa manovra, ne vedo arrivare almeno due: contribuenti contro evasori, risparmiatori contro produttori. Contribuenti contro evasori: i primi credono, erroneamente, che solo recuperando i soldi dell’evasione e dell’elusione si possa raggiungere il pareggio di bilancio. E che se tutti gli evasori pagassero, le tasse sarebbero più basse e i servizi migliori. E’ una convinzione due volte falsa: i soldi dell’evasione non bastano a colmare il buco. Se lo Stato continua a spendere, il buco si ricrea. Il problema è a monte (troppa spesa pubblica) e non a valle (troppo pochi contributi per pagarla). Secondo: i servizi diventano migliori solo se entra in gioco quel meccanismo di incentivi/sfide che esiste solo in una competizione fra privati. Dove c’è un monopolio, la qualità dei servizi diventa secondaria: non si può comprare da un concorrente. Anche se pagassimo tutti, continueremmo, verosimilmente, ad avere in cambio servizi scadenti, perché forniti da un monopolista. In base a questa falsa, due volte falsa, convinzione che stiamo pagando più tasse e ricevendo servizi scadenti a causa degli evasori, gli italiani sono pronti a scannarsi. Sfoderando anche vecchi pregiudizi e rancori. Chi è anti-clericale ne approfitta per dire che la Chiesa non paga l’Ici (almeno sui luoghi di culto). E vorrebbe che i preti venissero impiccati dalla guardia di finanza. Chi è di destra e difende la Chiesa, rimpalla l’accusa affermando che anche i sindacati dovrebbero pagare l’Ici sulle loro sedi. Gli evasori, in un ribaltamento colossale della realtà, sono accusati di “parassitismo”… perché rifiutano, con metodi illegali, di nutrire il parassita statale. Torna legittima persino la più ingenua delle invidie sociali: alcuni beni di lusso, come il Suv o lo yacht, sono demonizzati perché sospettati di essere comprati con i soldi elusi o evasi al fisco. La gente è pronta a menar le mani (e temo anche a imbracciare il fucile, se questo odio sociale dovesse continuare a crescere) per queste cose. Nessuno è disposto a vedere l’origine del problema: uno Stato predatore. Gli uomini di Stato godono nel mettere i cittadini gli uni contro gli altri, per preservare il loro potere. E così Monti ha creato un nuovo conflitto: quello fra produttori e risparmiatori, togliendo un po’ di tasse ai primi per aggravarle sui secondi. In natura non ci sarebbe alcuna differenza, né alcun conflitto, fra produttori e risparmiatori. Si produce per guadagnare, una parte del guadagno lo si deve risparmiare per acquistare beni di prima necessità (come il cibo e la prima casa), servizi finanziari (Bot, obbligazioni, azioni) e, quando possibile, beni di lusso (cene al ristorante, viaggi, auto, barche, ecc…) che rendono più facile e godibile la nostra vita. Produrre e risparmiare sono due facce della stessa medaglia. Oggi, invece, si tende a far credere che il bravo cittadino è quello che produce (per il bene degli altri, ovviamente), mentre chi risparmia è un cattivo cittadino. Tassando i risparmiatori, purtroppo, si riducono i consumi. Di conseguenza i produttori avranno meno compratori. Le nuove tasse puniscono tutti. Ma si preferisce, ancora, credere che solo chi produce sarà risparmiato e solo il cattivo cittadino che “mette i soldi sotto un materasso” verrà “giustamente” punito. E’, anche qui, bispensiero allo stato puro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è poco da aggiungere sul motto “l’ignoranza è forza”: in Italia si traduce con “governo tecnico”. Gli italiani e i loro rappresentanti, democraticamente eletti, hanno pacificamente rinunciato a capire l’economia e a cercare di agire per rivitalizzarla. Abbiamo assegnato a un governo non eletto la facoltà di fare di noi quello che vuole. Pur di non sforzarci a capire quali sono le cause del nostro male, preferiamo l’ignoranza, arrivando addirittura a sospendere la nostra democrazia e il nostro diritto di voto. E se il nuovo esecutivo ci aumenta le accise sulla benzina, preferiamo reagire come l’Italiano Medio, ritratto in modo geniale da Maccio Capatonda: “E a me che cazzo me ne frega a me?! Io c’ho il diesel!”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8672041732862535943?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8672041732862535943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8672041732862535943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8672041732862535943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8672041732862535943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/12/la-manovra-monti-penalizza-i.html' title='La manovra Monti penalizza i risparmiatori ed il ceto medio-basso, la solita solfa alimentata dall&apos;ignoranza popolare, soprattutto in economia'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2930865614480323587</id><published>2011-11-21T05:20:00.000-08:00</published><updated>2011-11-21T05:27:12.603-08:00</updated><title type='text'>Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse ... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7L0mRD10onA/TspRW4K67_I/AAAAAAAABj4/JBbHcqul1o8/s1600/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 398px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7L0mRD10onA/TspRW4K67_I/AAAAAAAABj4/JBbHcqul1o8/s400/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677439733731094514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Autore: Paolo D'Arpini &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/"&gt;http://www.circolovegetarianocalcata.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.retebioregionale.ilcannocchiale.it/"&gt;http://www.retebioregionale.ilcannocchiale.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/reteitalianaecologiaprofonda/"&gt;https://sites.google.com/site/reteitalianaecologiaprofonda/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana.. ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo D'Arpini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2930865614480323587?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2930865614480323587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2930865614480323587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2930865614480323587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2930865614480323587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/11/politica-economia-e-spiritualita-laica.html' title='Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse ... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7L0mRD10onA/TspRW4K67_I/AAAAAAAABj4/JBbHcqul1o8/s72-c/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3189096237949263422</id><published>2011-11-17T08:24:00.000-08:00</published><updated>2011-11-17T08:25:29.613-08:00</updated><title type='text'>MORTI VIVENTI PER PAURA DI VIVERE. Una non scelta che induce alla deresponsabilizzazione,  al disimpegno, all'inconsapevolezza ...</title><content type='html'>MORTI VIVENTI PER PAURA DI VIVERE. Una non scelta che induce alla deresponsabilizzazione,  al disimpegno, all'inconsapevolezza, ed involuzione evolutiva, alla delega a potenziali parassiti del governo politico e della gestione della società, favorendo nuove forme di schiavitù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI GIAN PIERO DE BELLIS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle prime ore del mattino di Domenica 1 Giugno l’anziano e illustre professore Isak Borg ha un sogno strano, insolito e molto sgradevole. Egli sogna di essersi smarrito, durante la sua consueta passeggiata mattutina, in una zona sconosciuta della città vagando tra strade deserte e case in rovina. Nella strada c’è un grande orologio ma è senza lancette. Una figura umana appare all’improvviso di spalle. Il professore si avvicina e quando la persona si gira scopre che è una sorta di manichino, con gli occhi e la bocca cuciti, che cadendo fa fuoriuscire del sangue, segno di un essere vivente. Un carro funebre compare all’improvviso trascinato da due cavalli neri. Una ruota del carro sbatte contro un lampione e si stacca; lo sbilanciamento del carro fa cadere la bara che si schiude. Il professore si avvicina per vedere chi vi è all’interno; una mano si protende e lo afferra per trascinarlo dentro. Allora egli scorge il volto del morto che non è altri che il suo stesso volto. Lui è il morto. A quel punto il sogno si interrompe e il professore si desta dall’incubo. (http://www.youtube.com/watch?v=diZ96F_4P88)&lt;br /&gt;Questo è l’inizio di uno dei più famosi film di Ingmar Bergman, Smultronstället (Il posto delle fragole). Il messaggio del film è che taluni di noi attraversano la vita senza viverla davvero, persi nelle proprie paure, avvolti da un quotidiano rassicurante grigiore. Il professor Borg, con le sue amarezze, i suoi rancori, il suo distacco dagli altri, dal figlio, dalla nuora, capisce, al crepuscolo della sua esistenza, che ha ucciso la sua umanità in cambio di una tranquillità che rassomiglia alla morte.&lt;br /&gt;Nel corso della storia umana il problema centrale che molte persone, desiderose di vivere pienamente la loro vita, si sono trovate a dover affrontare è il fatto di essere circondate da individui che, nella loro ricerca di sicurezze assolute, vogliono cancellare non solo qualsiasi rischio, ma anche qualsiasi sperimentazione che possa rappresentare, anche alla lontana, un possibile rischio.&lt;br /&gt;Questa opposizione istintiva al nuovo, all’ignoto, che caratterizzava in passato coloro che, per questo, erano definiti reazionari, conservatori o oscurantisti, è da parecchio tempo appannaggio anche di quanti si ritengono “progressisti”.&lt;br /&gt;Ai giorni nostri i “progressisti” alla ricerca disperata di una sicurezza introvabile in quanto non umana, invocano talvolta, del tutto a sproposito, il principio di precauzione. Tale principio è accettabile nel caso, ad esempio, della sperimentazione di un nuovo prodotto prima di una sua possibile introduzione su vasta scala, ma diventa idiota e quasi criminale quando lo si usa per impedire la sperimentazione stessa. In tal modo, il principio di precauzione non è altro che la scusa, rassicurante e falsamente sensata, per mettere in atto la pratica della castrazione.&lt;br /&gt;La tattica impiegata dagli oscurantisti è quella di diffondere paure. I primi telai meccanici costruiti in legno in Europa (ad es. ad Amburgo nel 1685) furono bruciati per ordine delle autorità pubbliche perché si temeva che i tessitori rimanessero senza lavoro. Ai giorni nostri, ad esempio, in un paese come l’Italia da cui, nel periodo 1876-1976, sono emigrate in tutto il mondo 27 milioni di persone, taluni agitano il pericolo dell’arrivo di orde barbariche e la costruzione di moschee e minareti nel cuore delle città, con la conseguente fine della civiltà europea. Queste paure, diffuse dal potere che si pone poi come il garante (fasullo) della sicurezza di tutti, fanno talvolta presa anche presso coloro che si dichiarano amanti della libertà.&lt;br /&gt;Ecco allora che l’aridità del professor Borg appare, chiara e distinta, in molti di noi, nei nostri comportamenti ossessivi, nei nostri modi di pensare superati. Per questo il potere è così forte: perché noi, con tutta la nostra abissale ignoranza e i nostri assurdi blocchi mentali, non siamo ancora abbastanza diversi da esso.&lt;br /&gt;E non lo siamo proprio perché ci portiamo dentro paure che non vogliamo riconoscere e che mascheriamo come solide convinzioni. Questo meccanismo di nobile camuffamento delle paure&lt;br /&gt;- Offre un alibi intellettuale a giustificazione delle paure stesse;&lt;br /&gt;- Porta a compattarsi con altri che hanno le stesse paure;&lt;br /&gt;- Sfocia in varie unioni di paurosi che si presentano poi come movimenti di opinione, partiti politici, corporazioni economiche o altro ancora.&lt;br /&gt;Chiaramente, qualsiasi lotta contro il potere fatta di rifiuti e di insubordinazioni che provocano atti di repressione da parte del Grande Fratello può generare stati di ansia e di paura. Questo è del tutto umano. Ma non è di questo che qui si tratta. La paura a cui si fa riferimento è la paura del vivere.&lt;br /&gt;Vivere si manifesta, ad esempio, attraverso l’impegno in tre attività estremamente umane:&lt;br /&gt;- esperimentazione (risoluzione di problemi, realizzazione di progetti, ecc.)&lt;br /&gt;- espressione (formulazione di concetti, comunicazione di idee, ecc.)&lt;br /&gt;- esplorazione (navigazione di ambiti di conoscenza, analisi di realtà, ecc.).&lt;br /&gt;Quando queste tre attività sono ridotte al minimo, scoraggiate o addirittura del tutto bloccate, allora coloro che si rendono responsabili di questo blocco o lo avvallano con il loro comportamento passivo, sono i morti viventi, quelli che, incapaci di agire e di reagire, sono praticamente già morti perché privi di vitalità e di vita. Il dramma è che, i morti viventi, assumono la loro condizione come la norma a cui tutti devono conformarsi.&lt;br /&gt;Essi sono lontani anni luce da quella voglia di vivere che si manifesta apertamente come sperimentazione, espressione ed esplorazione piena e responsabile e di cui Thoreau rappresenta un esempio mirabile come appare da questa sua celebre frase:&lt;br /&gt;“Sono andato nei boschi perché volevo vivere in maniera consapevole, affrontando solo i fatti essenziali della vita, e vedere se potevo imparare quello che la vita aveva da insegnarmi e non scoprire, in punto di morte, che non avevo vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, perché l’esistenza è una cosa estremamente bella; né volevo praticare la rassegnazione a meno che non fosse assolutamente necessaria. Volevo vivere intensamente e succhiare il midollo della vita …” (David Thoreau, Walden, 1854).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-3189096237949263422?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/3189096237949263422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=3189096237949263422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3189096237949263422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3189096237949263422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/11/morti-viventi-per-paura-di-vivere-una.html' title='MORTI VIVENTI PER PAURA DI VIVERE. Una non scelta che induce alla deresponsabilizzazione,  al disimpegno, all&apos;inconsapevolezza ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1398372833599244507</id><published>2011-11-13T06:00:00.000-08:00</published><updated>2011-11-13T06:10:19.866-08:00</updated><title type='text'>Speranze o illusioni sul futuro dell'Italia?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nb-umr8sys4/Tr_NxUKFQ4I/AAAAAAAABjU/1_fW55KN4_8/s1600/Claudio%2BM%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 364px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-nb-umr8sys4/Tr_NxUKFQ4I/AAAAAAAABjU/1_fW55KN4_8/s400/Claudio%2BM%2B1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674480302618395522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo per vivere ha bisogno di speranza, la quale deve disporre di un substrato di credibilità seppur tenue, e non essendo sempre disponibile e giustificato, spesso ci si deve accontentare di illusioni, che vengono più o meno volutamente considerate alla strenua di speranze, sebbene siano un loro surrogato. &lt;br /&gt;In Italia ormai da tempo si possono attingere solo illusioni cui aggrapparsi, essendo ormai il nostro paese ai massimi livelli il degrado e degenerazione morale pubblica ed anche privata, aberrazione patologica talmente grave e diffusa anche tra la popolazione di semianalfabeti ed homo videns demens, che sperare che il nostro paese possa risorgere guidato da una classe di politici responsabili e competenti e veramente una pura illusione. &lt;br /&gt;Ormai la protervia di chi detiene veramente il potere, la leadership dei banchieri mondiali, ha raggiunto livelli tali di supponenza (indotta anche dalle circostanze e contestualizzazioni sfuggite di mano) che ormai agiscono quasi allo scoperto, mentre prima erano più insidiosi ed occultati. &lt;br /&gt;I politici, che sono sempre stati dei burattini nelle loro mani, come una specie di famili al servizio dei vampiri, non hanno saputo eseguire neppure i loro semplici ruoli di ingannatori e mistificatori, di intrattennitori col teatrino della politica, di distrattori di massa con la complicità dei mass media, di attori che recitano un copione, ecc., ed avendo fallito in questo loro incarico affidatogli dalla lobby dei banchieri, vengono ormai sistematicamente sostituiti da funzionari ed ex consulenti e manager delle banche delle potenti e secolari famiglie di banchieri, che controllano tutta la ricchezza mondiale ... &lt;br /&gt;Se qualcuno si fa ancora illusioni che questi individui possano fare gli interessi delle masse, si accomodi pure nella matrix, la schiavitù non è mai cessata, ha solo cambiato forma ... &lt;br /&gt;Non mi ripeterò sulle previsioni, già esposte in articoli precedenti, con anni di anticipo, che si stanno tutte puntualmente attuando, andatevi a rileggerli o andate sul sito dell'Associazione Culturale Economica USEMLAB &lt;a href="http://www.usemlab.com"&gt;http://www.usemlab.com&lt;/a&gt; o sul sito del Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt; dove numerosi articoli hanno anticipato quanto sarebbe avvenuto e hanno rivelato le vere cause, da non confondersi con gli effetti, come i mass media inducono a farvi credere. La colpa di quanto accade non è della speculazione o del capitalismo, o del libero mercato o del liberismo sfrenato, tutti alibi pretestuosi, ma semmai è il contrario: eccesso di interventismo statale, abuso della finanza da parte dell'entourage bancario, le banche centrali (che andrebbero abolite), la riserva frazionaria, la fiat money (cioè la moneta creata dal nulla), ecc..&lt;br /&gt;Coloro che insistono sul signoraggio, hanno capito qualcosa ma sbagliano la terapia e la prognosi, spostare la stampa di denaro dal nulla dalle banche centrali allo stato non risolve il problema, gli abusi continuerebbero, per ridare al popolo la moneta occorre tornare al gold standard o qualcosa di equivalente dando il potere di erogarla alle singole comunità locali, come è sempre avvenuto in bassato, dove ogni signoria, feudo imperiale e regno autonomo aveva il potere di conio, ma la moneta perché avesse valore era d'oro o d'argento e veniva accettata in tutto il mondo per il suo effettivo valore.&lt;br /&gt;Chi auspica un governo centrale ed un a moneta unica NON HA CAPITO NIENTE E FA IL GIOCO DELLE LOBBY BANCARIE.&lt;br /&gt;Forse capiranno quello che sta accadendo quando saranno spogliati di tutto quello che posseggono e saranno ridotti alla fame ed alla schiavitù esplicitata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1398372833599244507?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1398372833599244507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1398372833599244507' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1398372833599244507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1398372833599244507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/11/speranze-o-illusioni-sul-futuro.html' title='Speranze o illusioni sul futuro dell&apos;Italia?'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-nb-umr8sys4/Tr_NxUKFQ4I/AAAAAAAABjU/1_fW55KN4_8/s72-c/Claudio%2BM%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-4331716944376865457</id><published>2011-11-12T09:58:00.000-08:00</published><updated>2011-11-12T10:00:05.624-08:00</updated><title type='text'>L'Europa della nuova BCE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BGcJD3-azw4/Tr60BdPYCjI/AAAAAAAABjI/5bvM0E9atdo/s1600/Carbone%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 106px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BGcJD3-azw4/Tr60BdPYCjI/AAAAAAAABjI/5bvM0E9atdo/s400/Carbone%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674170517655390770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di Francesco Carbone, presidente Associazione Culturale USEMLAB &lt;a href="http://www.usemlab.com/index.php"&gt;http://www.usemlab.com/index.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa degli interventi a supporto della Grecia, Irlanda e Portogallo, ripercorsi nel capitolo 10 del nostro libro La Tragedia dell’Euro, la BCE di Trichet si era già trasformata in una istituzione poco seria e credibile. Adesso, nel giro di appena dieci giorni la BCE di Draghi è mutata ulteriormente, in peggio. Dopo aver gettato nel cesso il pilastro della stabilità monetaria, pare che ieri sia addirittura intervenuta a sostegno dell'asta dei titoli di Stato italiani, un'operazione esplicitamente vietata per statuto.&lt;br /&gt;Se una volta i sostegni agli Stati della UE venivano realizzati all’occasione, con frequenza sporadica, oramai sono divenuti, di necessità, la regola. Di questo passo, e quanto prima, lo statuto della BCE dovrà essere modificato per adeguarsi al cambiamento strategico e tattico della propria operatività. Verrà fatto: l'Italia senza il supporto monetario della banca centrale europea è destinata a seguire tutte le orme della Grecia, fino al 50% di haircut sul proprio debito, in tempi rapidissimi. Non ci sono Mari o Monti che tengano.&lt;br /&gt;Attenzione però. Anche se la BCE ha deciso di manipolare i prezzi senza più freni, giocando a fare il prestatore inflazionista di ultima istanza sullo stile della FED, essa opera, a differenza della banca centrale americana, in un contesto alquanto differente.&lt;br /&gt;Innanzittutto l’Euro non è riserva di valuta mondiale. In secondo luogo gli USA offrono ancora un ambiente decisamente dinamico in grado di stimolare la funzione imprenditoriale, laddove in Europa essa viene pesantemente ostacolata dal cancro statalista. Terzo, benché gli USA siano sommersi dai debiti e versino nelle stesse condizioni fallimentari dell’Europa, si tratta di una situazione maturata a livello federale che non crea particolari conflitti tra i membri confederati. Cosa che invece è suscettibile di verificarsi in Europa dove la crisi del debito sovrano presto o tardi metterà tutti contro tutti e spingerà allo scontro i paesi dell'Unione monetaria.&lt;br /&gt;In sostanza questo enorme SHIFT di regime operativo della BCE, calato nel fragilissimo contesto europeo, economicamente stantio e burocratizzato, costituisce un nuovissimo e significativo evento: inaugurando questo insano corso monetario la BCE ha definitivamente condannato se stessa e messo il chiodo nella bara della UE e dell’Euro.&lt;br /&gt;Con queste mosse disperate la BCE è diventata, più che la FED europea, la nuova Banca d’Italia dell’Europa. E così come la Banca d’Italia aveva portato al fallimento il nostro paese nel 1992, alla stessa maniera la BCE porterà al fallimento l’Europa. Tuttavia, mentre l’Euro era riuscito a salvare l’Italia praticamente in zona cesarini, a questo giro non ci sarà la valuta unica mondiale a salvare l’Euro. Benché qualche idiota speri ancora in questa ultima soluzione, togliere la sovranità monetaria alla maggior parte dei paesi del globo resterà solo un sogno di certe elite malate di onnipotenza e di qualche arrogante burocrate malato di costruttivismo.&lt;br /&gt;L’unica e vera questione che rimane irrisolta è capire per quanto tempo ancora i tedeschi, insieme agli altri paesi più solidi della Unione monetaria, manderanno giù il dirottamento della BCE. Sono dell’idea che quando anche la Francia finirà nel calderone dove già sguazzano allegramente tutti i PIIGS, la Germania e gli altri paesi del nord si defileranno da questo tragico fallimento monetario europeo. L’alternativa, per loro, sarebbe quella di sottostare a una Unione di trasferimenti che già adesso, nonostante si continui a fare buon viso a cattivo gioco, è diventata troppo pesante da sopportare.&lt;br /&gt;Il fatto è che all’interno di questo sistema monetario mondiale inguaribilmente malato, darsi una mano l'uno con l'altro per cercare di tirare avanti la carretta del Truffone non solo è naturale e spontaneo, da qualche tempo è diventato quasi un obbligo. Tutti i maggiori paesi del pianeta, ciascuno con i propri problemi interni, traggono infatti indubbi benefici sia da un implicito accordo di non aggressione sia da un esplicito accordo di sostegno reciproco. Questo vale nel piccolo anche all'interno dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;Tuttavia nel momento in cui una particolare situazione di debolezza comincia a diventare palesemente cronica e irrecuperabile, gli equilibri in essere rischiano di spezzarsi. A quel punto, saltare addosso alla preda più debole per spolparla diventerebbe una mossa appetibile in grado di permettere ai giocatori rimanenti di aggiustare i propri conti e guadagnare ancora tempo.&lt;br /&gt;Il fatto è che l’Europa della nuova BCE costituisce davvero un giocatore troppo debole e allo stesso tempo un piatto troppo troppo ricco e appetitoso per essere lasciato intatto sul tavolo. Se anche questa volta sto vedendo con chiarezza sviluppi forse ancora lontani ma inevitabili, nel momento in cui questo tentativo di salvare l’Italia fallirà, la credibililtà della BCE si sgretolerà del tutto ed essa verrà sbranata e fatta a pezzi insieme all’Europa o a quel che rimarrà di essa.&lt;br /&gt;Quel giorno qualcuno troppo arrogante rimpiangerà di aver voluto manipolare dall'alto una istituzione sociale talmente importante come il denaro. Quel giorno qualcuno troppo presuntuoso imparerà cosa sono gli ordini spontanei e perchè nascono necessariamente dal basso. Ma soprattutto quell'evento offrirà, davvero a caro prezzo, la più importante lezione pratica di economia dai tempi di John Law. Sbigottite ed attonite, volonti o nolenti, milioni di persone in tutta Europa finalmente impareranno qualcosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-4331716944376865457?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/4331716944376865457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=4331716944376865457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4331716944376865457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4331716944376865457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/11/leuropa-della-nuova-bce.html' title='L&apos;Europa della nuova BCE'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BGcJD3-azw4/Tr60BdPYCjI/AAAAAAAABjI/5bvM0E9atdo/s72-c/Carbone%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8049301165672900183</id><published>2011-10-28T02:07:00.001-07:00</published><updated>2011-11-22T10:27:03.204-08:00</updated><title type='text'>Proposta di riforma pensionistica italiana adottando la "Somma 100" con alcuni accorgimenti riequilibrativi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gHAbcKMA7nU/TsfMtV06G4I/AAAAAAAABjs/pyn2kxG2CEw/s1600/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gHAbcKMA7nU/TsfMtV06G4I/AAAAAAAABjs/pyn2kxG2CEw/s400/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676730934649035650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esigenza di elevare l'età pensionabile a 67 anni è legittima, iniziativa per altro prevedibile ed attesa da anni da chiunque sia minimamente informato sulla situazione sociale ed economica del paese ed europea. Ma occorre che sia parte di una riforma organica, articolata e strutturale che porti un riequilibrio nel sistema, ed ad una maggiore equità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente ritengo si debba intervenire su tutte le pensioni e non solo parzialmente, e　Le sarei grato se queste mie proposte pervenissero alla dirigenza dei vari ministeri con competenze in merito all'argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia proposta prevede di pervenire gradualmente alla "somma o quota 100" (come meglio descritta in seguito) applicando i seguenti presupposti e premesse: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l'eliminazione delle attuale "finestre" che rinviano di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per i lavoratori autonomi l'erogazione della pensione al raggiungimento dei requisiti richiesti, per cui si deve andare in pensione al raggiungimento della somma o quota 100 (somma dell'età anagrafica e del numero di anni contributivi versati) senza altri trucchi, rinvii e postille　... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il recupero agevolato degli anni che risultassero mancanti perché il datore di lavoro non ha effettuato i versamenti contributivi o perché non si era in grado di effettuarli per difficoltà finanziarie. Stante la buona fede dell'utente si deve provvedere a fornirgli la possibilità di effettuare i versamenti mancanti in forma rateizzata ed agevolata, senza penali ma anzi con riduzione degli importi dovuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la possibilità per chiunque di effettuare versamenti contributivi volontari all'INPS per potersi dotare di una pensione, anche se svolge attività non remunerate, come ad esempio coloro che si occupano delle famiglie, degli anziani non autosufficienti, dei malati cronici, dei portatori di handicap, ecc., con alcune agevolazioni e riduzioni in quanto svolgono un'attività di notevole valore e　utilità sociale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la base di partenza per ogni pensione erogata deve essere　quella che attualmente si definisce la　"minima", dalla quale si deve partire per calcolare l'ammontare della pensione cui si è maturato il diritto. La pensione minima si deve considerare diritto acquisito nel momento in cui si è pervenuti a 20 anni di versamenti contributivi previdenziali, dal 21 anno di contribuzione le somme concorreranno ad aumentare la base pensionistica dalla somma minima erogabile in su ...&lt;br /&gt;E' inaccettabile che vi siano attualmente situazioni per cui alcuni lavoratori autonomi dopo 20 o addirittura 35 anni di contribuzione non abbiano maturato il diritto alla pensione minima, quando in passato dipendenti pubblici sono andati in pensione con 15 anni e sei mesi di contribuzione ed attualmente percepiscono pensioni da 1200 euro mensili (e sono decenni che le percepiscono e continueranno a percepirle, mentre i lavoratori autonomi è probabile che le potranno godere solo pochi anni ...). A queste gravissime sperequazioni occorre porre rimedio, senza indugio. 　&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siano stati per tutta la vita lavorativa collaboratori occasionali o a progetto, con contratti precari o atipici, non deve importare: la pensione minima deve essere garantita a tutti coloro che sono pervenuti ai 20 anni effettivi di versamenti contributivi, purché i periodi di interruzione (di disoccupazione) siano compensati con versamenti contributivi volontari agevolati ... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' dovere politico e morale fornire basi certe per coloro che sono obbligati ad effettuare versamenti previdenziali, hanno il diritto di sapere che fine faranno il loro soldi versati all'INPS, in che modo saranno loro restituiti sotto forma di servizi ed erogazioni future, ALTRIMENTI SAREBBE MEGLIO NON FARGLIELI VERSARE E DIRE A TUTTI CHE OGNUNO SI ARRANGI COME PUÒ per provvedere alla propria vecchiaia, SAREBBE PIÙ ONESTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che la proposta cui ho fatto cenno, già　avanzata da alcune parti sociali, della cosiddetta SOMMA 100, sia la più adeguata come riforma del sistema pensionistico, occorrerebbe cioè che per andare in pensione la somma dell'età anagrafica più il numero di anni di versamenti previdenziali effettuati desse come risultato 100. Ad esempio si potrebbe andare in pensione a 65 anni con 35 anni di contributi effettuati oppure a 63 anni con 37 di versamenti contributivi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' probabilmente la riforma meno dolorosa e più efficace per ottenere risultati positivi in tempi brevi ed eliminando le sacche di privilegio ancora in essere. L'applicazione deve essere graduale ma non lenta, soprattutto si devono eliminare tutte le discriminazioni tutt'ora esistenti tra lavorato autonomi, dipendenti, e pubblici, cui si deve riservare uguale trattamento. Ad esempio adesso i lavoratori dipendenti possono andare in pensione a 60 anni di età con 35 anni di versamenti contributivi mentre quelli autonomi devono attendere i 61 anni. Ebbene entrambi dovrebbero poter andare in pensione alla stessa età, e quindi la riforma dovrebbe essere applicata dai 60 anni di età per entrambi, ogni due anni dovrebbe essere elevata l'età anagrafica di un anno, in modo che entro 10 anni si pervenga alla fatidica QUOTA 100, cioè entro il 2022 si deve　poter essere a regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure si potrà decidere di consentire di　andare in pensione anche prima, ma l'erogazione in tal caso　sarà proporzionale all'ammontare dei contributi effettivamente versati (quindi applicando il sistema contributivo), le pensioni saranno erogate mensilmente in base alle prospettive di vita (per cui la pensione sarà inevitabilmente di modesta entità se si andrà in pensione prima del tempo). Si dovrà cioè applicare un principio di proporzionalità e penalizzazione per chi decide di andare in pensione prima di aver raggiunto la quota 100.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso occorre ridimensionare i privilegi concessi in passato, in tempi di gravissima crisi come quella attuale E' IMPENSABILE ED INGIUSTO　CONSERVARE PRIVILEGI ANACRONISTICI frutto di tempi passati gestiti irresponsabilmente, come le pensioni baby o le super pensioni, entrambe devono essere limitate con riduzioni delle loro entità, anche significative, ad esempio riducendo di un 15-20 per cento le pensioni baby e ponendo un tetto alle superpensioni, ad esempio di　6 o 7000 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pensioni sociali devono essere eliminate e sostituite da effettivi sostegni e servizi alle famiglie ed alle condizioni di vita di ogni singolo soggetto indigente, come avviene in altri paesi europei più civilizzati ed evoluti del nostro, leggetevi in proposito l'esaustivo articolo pubblicato su: &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/se-anche-la-bce-fa-il-tifo-per-il-reddito-di-cittadinanza"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/se-anche-la-bce-fa-il-tifo-per-il-reddito-di-cittadinanza&lt;/a&gt; Del resto sarebbe anche ingiusto dal punto di vista economico ed etico fornire una pensione a coloro che non hanno mai effettuato alcun versamento contributivo e previdenziale o ne hanno effettuati ma irrisori, segnale inequivocabile di rifiuto ideologico delle istituzioni previdenziali oppure di evasione voluta e perseverante, essendo impossibile che un individuo non abbia mai lavorato nel corso dell'intera sua esistenza. Per coerenza questi individui non possono pretendere che lo stato provveda a loro erogando una pensione, se in precedenza non hanno mai aderito e contribuito al sistema previdenziale, altrimenti sarebbe l'ennesima manifestazione di parassitismo culturale e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe infine opportuno fare in modo che non vi fossero sperequazioni (come avviene attualmente) tra i vari settori professionali, nella percentuale contributiva che deve essere versata all'INPS proporzionalmente al reddito, vi sono infatti categorie professionali che godono di eccessivi privilegi ed altre che sono penalizzate, arrivando anche a differenze triple nella percentuale contributiva obbligatoria (dall'8% fino al oltre il 30%). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre bisognerebbe eliminare le gestioni separate dell'INPS, come per i lavoratori precari, atipici, cioè i collaboratori occasionali e a progetto. Tali figure lavorative, nel corso di una vita professionale possono costituire fasi temporanee di lavoro in attesa di procurarsene un altro, e quindi è assurdo che sia gestito separatamente dall'INPS e concorra a formare una seconda pensione (che sarà probabilmente di modestissima entità). Sarebbe più saggio che potessero confluire in un'unica gestione e quindi in un'unica pensione, al momento che siano maturati i diritti, e che gli anni in cui si sono effettuati i versamenti contributivi come lavoratori atipici siano considerati alla strenua degli altri, concorrendo al calcolo degli anni contributivi cumulativi per maturare il diritto anagrafico alla pensione, ponendo eventualmente una soglia minima di versamento annuale (ad esempio 2000,00 euro annui). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non si interviene su questo equo percorso concettuale riformistico, si rischia di generare un diffuso senso di ingiustizia, malevolenza e frustrazione popolare che potrebbe sfociare in violenza e pericolosa conflittualità sociale, che renderebbe la situazione del tutto ingestibile, e porterebbe il paese all'ingovernabilità, un incubo che credo non gioverà a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre è inutile nascondere il fatto che l'INPS si troverà fra non molto in gravi difficoltà gestionali se non si interverrà con una riforma previdenziale adeguata, che sia recepita come appropriata ed equa dalla cittadinanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8049301165672900183?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8049301165672900183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8049301165672900183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8049301165672900183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8049301165672900183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/10/proposta-di-riforma-pensionistica.html' title='Proposta di riforma pensionistica italiana adottando la &quot;Somma 100&quot; con alcuni accorgimenti riequilibrativi'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gHAbcKMA7nU/TsfMtV06G4I/AAAAAAAABjs/pyn2kxG2CEw/s72-c/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2664860549778072025</id><published>2011-10-17T11:52:00.001-07:00</published><updated>2011-10-17T11:53:20.250-07:00</updated><title type='text'>INDIGNADOS. Un Movimento che Brancola nel Buio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BPx1l--abyM/Tpx5kgeoLCI/AAAAAAAABb4/R3WefJVzXA0/s1600/Carbone%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 106px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-BPx1l--abyM/Tpx5kgeoLCI/AAAAAAAABb4/R3WefJVzXA0/s400/Carbone%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664536099425889314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Francesco Carbone   &lt;a href="http://www.usemlab.com"&gt;http://www.usemlab.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un crimine essere ignoranti in economia, dopo tutto si tratta di una disciplina specializzata, considerata dalla maggior parte delle persone una triste scienza. Ma è totalmente irresponsabile fare la voce grossa ed esprimere opinioni in materie economiche mentre si persiste in tale stato di ignoranza. (Murray. N. Rothbard)&lt;br /&gt;Il movimento di protesta contro Wall Street e le banche è arrivato anche in Italia. Questo weekend appena trascorso se ne sono accorti un po' tutti quanti. In qualche modo, la gente comune si sta svegliando dal torpore. Se nel 2008 aveva accettato in maniera impassibile che migliaia di miliardi venissero elargiti per salvare impunemente il settore finanziario, a questo giro i cittadini sembrano non stare più al gioco.&lt;br /&gt;Bisogna anche ammettere che, dai movimenti di protesta di qualche anno fa a quelli odierni, un qualche miglioramento ci sia stato: finalmente in molti sembrano aver capito come il problema di questa crisi abbia proprio a che fare con le banche e con i politici, ovvero con un certo grado di collusione tra i due gruppi.&lt;br /&gt;Come non simpatizzare quindi per Occupy Wall Street e per tutti gli indignati? Stanno semplicemente provando a ribellarsi a quell'elite dell’1% che continua ad arricchirsi ai danni del 99% della popolazione. Questo è infatti proprio lo slogan principale di Occupy Wall Street: noi siamo il 99% (we are the 99 percent).&lt;br /&gt;Se ho aperto questo sito dieci anni fa è proprio perché, dopo aver indagato dietro alla bolla finanziaria di fine millennio, scoprii qualcosa di ancora più grosso, scoprii quello che le masse hanno solo cominciato ad intuire oggi. Rimasi indignato, e l’indignazione mi spinse a continuare la ricerca e a diffonderla a quante più persone possibile, perché ero sicuro che tutto questo sarebbe accaduto. Oggi sta accadendo. E siamo solo all'inizio.&lt;br /&gt;Gli indignati hanno ragione da vendere: chi ha imbastito questo sistema ha tolto loro il futuro, li ha condannati a un tenore di vita che da qualche anno non fa che scendere e che nel prossimo futuro è destinato a calare ulteriormente. Tuttavia chi protesta ha dimostrato di non avere capito tante cose, forse troppe. Non lo sa ma ancora brancola nel buio. Purtroppo costituisce un 99% che rientra quasi integralmente nel 99.99% di ignoranti totali in materia di economia.&lt;br /&gt;Tranne qualche gruppo americano minoritario, illuminato da Ron Paul e dal movimento End the Fed, gli indignati non hanno capito né le cause né le dinamiche della crisi. Non hanno capito le ragioni del proprio malessere. E questo per il semplice motivo che non hanno alcuna cultura economica, senza cui non è possibile maturare proposte e soluzioni che portino realmente verso una via d’uscita.&lt;br /&gt;Pochi di coloro che protestano sanno come funzioni il sistema bancario, sanno cosa sia davvero il denaro. Pochissimi hanno capito quale sia la vera Tragedia dell'Euro che da questa sponda dell’atlantico sta accelerando la resa dei conti del fallito Eurosistema. E senza aver ben chiaro tutto ciò si rischia non solo di buttare al vento parole ed energie, ma anche di tirarsi la zappa sui piedi.&lt;br /&gt;Senza una cultura economica adeguata questo massiccio movimento di protesta corre solo il rischio di cambiare il futuro in peggio, così come lo cambiarono (in peggio) i movimenti del ‘68. Non è un caso che a comandare, oggi, accanto a coloro che allora approfittarono di tutto quello scompiglio, siano proprio quei cialtroni che oltre 40 anni fa guidarono una rivoluzione culturale fondata su idee economiche tremendamente sbagliate.&lt;br /&gt;Anzi possiamo dire che l’allenza tra banchieri politici e classe dirigente (politica e non) che costituisce gran parte di quell’1%, ha potuto trovare continuità e supporto solo in quell’infimo livello culturale nato nel ‘68. Questi di oggi sono i risultati inevitabili. Nel tempo sono cambiate le facce ma non è affatto cambiata la sostanza, che nel tempo si è solo ulteriormente deteriorata: il sistema economico basato sullo statalismo e sull’interventismo sta continuando a marcire a ritmo sempre più veloce mentre si continua ad accusare un morto ucciso oltre 100 anni fa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2664860549778072025?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2664860549778072025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2664860549778072025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2664860549778072025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2664860549778072025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/10/indignados-un-movimento-che-brancola.html' title='INDIGNADOS. Un Movimento che Brancola nel Buio'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-BPx1l--abyM/Tpx5kgeoLCI/AAAAAAAABb4/R3WefJVzXA0/s72-c/Carbone%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1263915527743070318</id><published>2011-10-17T03:32:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T03:34:00.261-07:00</updated><title type='text'>COL WEB INIZIA LA “FUGA DALLO STATO”. Organizzato un incontro di studio nel Monferrato sulle Comunità Volontarie</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-d6eG4xg2UfU/TpwEj90humI/AAAAAAAABbs/qDZxMlCRcto/s1600/Leonardo%2BFacco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 136px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-d6eG4xg2UfU/TpwEj90humI/AAAAAAAABbs/qDZxMlCRcto/s400/Leonardo%2BFacco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664407447262050914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI LEONARDO FACCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet non ha rappresentato solamente un’innovazione tecnologica dalle applicazioni più disparate. La Rete è molto di più, essa rappresenta il modello socio-politico che centinaia di anni di teoria libertaria hanno immaginato, dibattuto, elaborato, proposto. Il Web è il prototipo del mondo che un anarco-capitalista vorrebbe vivere, è l’insieme delle comunità volontarie per antonomasia, è la prova provata che “la società senza Stato” non è un’utopia. In quel mondo un po’ virtuale, ma un po’ no, si fanno concreti alcuni dei principi che il movimento libertario – ovvero coloro che, storicamente, hanno pensato ed agito in termini di libertà individuale – ha iniziato a far conoscere al mondo da Rothbard in poi, ma che sono argomento di dibattito filosofico ed intellettuale dai tempi Lao Tzu.&lt;br /&gt;La difesa della vita, della libertà e della proprietà sono i paradigmi su cui si fonda il libertarismo. La non aggressione è il principio che sottende la costruzione di un’aggregazione di persone libere. La libertà di scegliere è la pietra angolare su cui prende forma l’azione umana, ovvero il diritto di ciascuno di noi di poter fare quel che si vuole, nel pieno rispetto delle volontà e dei diritti di proprietà altrui. Per dirla con Herbert Spencer è “la legge della eguale libertà”. Internet è tutto questo.&lt;br /&gt;Il World Wide Web rappresenta la voglia di “Fuga dallo Stato”, come dal titolo di uno dei primi libri che la mia casa editrice ha pubblicato oltre 10 anni fa. Scriveva Alberto Mingardi in quel volumetto: “Internet è qualcosa di più di un semplice strumento. E’ un nuovo mondo in cui operare, un mondo senza Stato dove, liberamente, milioni di individui decidono di incontrarsi. Nell’epoca della crisi dello Stato nazione, esempi come quello di Laissez Faire City o delle città private americane appaiono quantomai illuminanti”.&lt;br /&gt;Libertà e Stato rappresentano due concetti antinomici, forse agli antipodi, ed indicano due mondi diversi. Se lo Stato fonda sé stesso sull’idea della “dittatura delle maggioranze sulle minoranze”, sulla “oppressione legislativa e del diritto positivo”, sulla “schiavitù fiscale”, “sugli “inviolabili confini territoriali”, sul “monopolio della violenza”, dire libertà significa, al contrario, pensare all’individuo come epicentro della sovranità, altresì all’idea che liberi individui possono scegliere di stare insieme per comunanza di idee, di escludere qualcun altro per incompatibilità ideologiche, di appartenere alla stessa “nazione” pur essendo lontani l’uno dall’altro. All’idea di Stato, insomma, si contrappone quella di comunità volontaria, alla quale si accede non per cooptazione benevola, ma per contratto. Dalla quale si può essere estromessi se, diversamente, viene a mancare il rispetto di quei presupposti, e di quelle regole (non per forza scritte), che fanno di quel gruppo di persone una “società fra affini”.&lt;br /&gt;In Internet, tutto questo è già realtà e non sono degli avatar che decidono ed agiscono. Se Tizio può essere accolto fra gli amici di Caio su Facebook, la scelta spetta ad un individuo in carne ed ossa, che così come lo accetta nella sua stretta cerchia, senza chiedere permesso ad alcuno, può decidere di escluderlo dal suo mondo per ragioni altre. Tutto con un click, anche se quel click sottende un pensiero filosofico forte.&lt;br /&gt;In Internet nascono, muoiono e vivono milioni di comunità tra le più disparate (con milioni di individui attivamente impegnati), per accedere alle quali non esiste alcun diritto costituzionale o legale.&lt;br /&gt;Molto altro però, in Rete, è già realtà: dai social network alle scuole private che non rilasciano titoli di studio, dalle comunità di scambisti a quelle che si occupano di transazioni economiche di ogni genere, da raggruppamenti che parlano e scrivono solo lingue minoritarie ai nazionalisti integralisti. Grazie al Web esse convivono nella loro estrema diversità. Lì dentro assistiamo al rifiorire di istituzioni naturali ed “a-statali”, frutto sin dagli albori dell’ordine spontaneo dell’interazione individuale, come lo sono state in passato la lingua, i mercati e la moneta. Con riferimento a quest’ultima ad esempio, il progetto “Bit-coins” sta incrinando l’idea che solo una Banca Centrale possa emettere e/o stampare denaro.&lt;br /&gt;Certo, la miriade di comunità volontarie che occupano il mondo digitale sono perlopiù “a-territoriali”, ma non per questo continueranno ad esserlo in futuro. Internet è una palestra straordinaria per quelle idee coerentemente liberali che vogliono trovare sfogo nel mondo reale. L’empirismo internettiano è il passo intermedio per costruire, in un prossimo futuro, comunità volontarie alla luce del sole, magari sulla scorta di quel proprietarismo condominiale poggia le sue basi sulla libera contrattazione e sull’adesione convinta a regolamenti specifici.&lt;br /&gt;Il 5 e 6 novembre prossimi, presso l’Agriturismo Amarant a Bergamasco (Al), si terrà una due giorni di discussione e dibattito su “quale futuro per le comunità volontarie”, un’iniziativa ideata da Gian Piero de Bellis e da Carmelo Miragliotta. Ecco alcuni dei temi che verranno proposti:&lt;br /&gt;1-“Come in assenza di norme le persone tendono ad ordinarsi autonomamente in base al minor dispendio di energia” (Giuliana Barbano);&lt;br /&gt;2-“Comunità volontarie e problematiche culturali: quali dinamiche libere di apprendimento, scuole delocalizzate, condivisione e creatività sociale svincolate o meno dall’ottica mercantile” (Vincenzo Grossi);&lt;br /&gt;3- “Metodologia per la creazione delle regole condivise in una comunità volontaria di affini” (Mauro Gargaglione);&lt;br /&gt;4- “Comunità volontarie e strumenti di pagamento (bitcoins e altro)” (Sergio De Prisco);&lt;br /&gt;5- “Comunità Volontarie: l’utilità per gli individui che ne fanno parte; il vantaggio derivante dalla competizione tra comunità; la libertà individuale che ne deriva dal poter scegliere (e/o abbandonare) la comunità di appartenenza” (Carmelo Miragliotta);&lt;br /&gt;6- “Comunità volontarie e realtà territoriali (come risolvere problemi territoriali in/tra comunità a-territoriali)” (Gian Piero De Bellis);&lt;br /&gt;7- “Ego-libertarismo: quali azioni per liberarsi dello Stato” (Leonardo Facco)&lt;br /&gt;In conclusione: “comunità volontarie” e “comunitarismo” non vanno confusi. Se il secondo poggia sul credo che la comunità debba sempre avere la precedenza sull’individuo e sulle sue preferenze, le prime – all’opposto – fondano la loro ragion d’essere sull’adesione convinta e non coercitiva di individui unici e consapevolmente liberi.&lt;br /&gt;LINK ORIGINALE PER IL CONVEGNO: http://www.ilgiornale.it/cultura/il_convegno/16-10-2011/articolo-id=551959-page=0-comments=1&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1263915527743070318?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1263915527743070318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1263915527743070318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1263915527743070318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1263915527743070318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/10/col-web-inizia-la-fuga-dallo-stato.html' title='COL WEB INIZIA LA “FUGA DALLO STATO”. Organizzato un incontro di studio nel Monferrato sulle Comunità Volontarie'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-d6eG4xg2UfU/TpwEj90humI/AAAAAAAABbs/qDZxMlCRcto/s72-c/Leonardo%2BFacco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7180880142063030658</id><published>2011-10-15T09:20:00.000-07:00</published><updated>2011-10-15T09:26:20.535-07:00</updated><title type='text'>INVOCO L'ORDALIA PER BERLUSCONI E BOSSI</title><content type='html'>di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stato attuale dell'aberrante situazione politica italiana, per dare un forte segnale di svolta ed alimentare qualche speranza per il popolo italiano, soprattutto per i giovani, suggerirei di ispirarsi alla storia, che per chi la studia è sempre stata una grande maestra di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglierei di sottoporre Berlusconi e Bossi all'ORDALIA. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precisamente dovrebbe svolgersi in questo modo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- estrarre a sorte una decina di nominativi dalla popolazione di classe modesta e di età media ed avanzata, pensionati al minimo, disoccupati ed in mobilità, lavoratori precari, operai ed impiegati generici,  ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- fornire loro un'arma da fuoco di medio e grosso calibro secondo le loro preferenze e capacità, e proiettili in grande quantità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- posizionare Berlusconi e Bossi immobilizzati a 25 metri di distanza da loro, eventualmente con il conforto di qualche loro concubina ed escort&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- lasciare ai dieci sorteggiati la facoltà di sparare o meno a uno di loro o a tutti e due, per tutto il tempo che riterranno necessario, o fino ad esaurimento del munizionamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- garantire loro l'assoluta impunità, qualsiasi scelta ed azione compiano nei confronti dei due politici, saranno lasciati liberi di tornare nelle loro abitazioni nel più assoluto anonimato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Voi come andrà a finire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio dubbio non è se spareranno o a chi, ma quanti proiettili dovrà estrarre il medico legale dalle salme ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7180880142063030658?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7180880142063030658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7180880142063030658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7180880142063030658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7180880142063030658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/10/invoco-lordalia-per-berlusconi-e-bossi.html' title='INVOCO L&apos;ORDALIA PER BERLUSCONI E BOSSI'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5049152058160702749</id><published>2011-10-11T04:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-11T04:40:02.621-07:00</updated><title type='text'>Basta cazzeggiare. La riforma delle pensioni non è più procrastinabile</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xz4tBIsHnfI/TpQrB-AEMTI/AAAAAAAABbg/1gET3kTcrpA/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xz4tBIsHnfI/TpQrB-AEMTI/AAAAAAAABbg/1gET3kTcrpA/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662197944334692658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avendo un governo degno di credibilità, essendo privo di capacità e competenze, parassita e cialtrone, non sarà mai in grado di affrontare una inevitabile riforma delle pensioni, con un approccio serio, ragionevole, calibrato e soprattutto responsabile e lungimirante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora ha cazzeggiato ed è intervenuto con trucchi parassitari, ingannevoli e predatori, una specie di saccheggio mimetizzato, come il posticipare l'erogazione della pensione di 12 mesi per i lavoratori dipendenti o 18 mesi se lavoratori autonomi, una specie di estorsione legalizzata coatta ai danni di chi aveva acquisito il diritto alla pensione, senza aver effettuato alcun confronto con le parti sociali, senza alcuna trattativa e vera riforma. ESATTAMENTE COME SE UN DEBITORE UNILATERALMENTE DECIDESSE DI RIMBORSARE IN RITARDO E IMPONESSE UNA RIDUZIONE DELL'AMMONTARE DEL SUO DEBITO VERSO IL CREDITORE … un atto palesemente illegittimo, ma siccome ad eseguirlo è il governo, non lo si può perseguire …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in futuro, con la crisi che rende la situazione sempre più grave e pericolosa, non potranno più continuare a cazzeggiare in questo modo, con provvedimenti tampone occasionali, slegati ed imposti con prepotenza dalle circostanze contingenti, DOVRANNO PRIMA O POI RIFORMARE SUL SERIO IL SISTEMA PENSIONISTICO e soprattutto dovranno smetterla di raccontare fandonie sulla reale situazione dei conti e delle prospettive previdenziali, con il patetico balletto delle cifre e delle previsioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come quelle inerenti i giovani lavoratori precari (collaboratori occasionali e a progetto), che a seconda dei momenti e delle fonti affermano andranno in pensione con il 10 per cento o con il 30 per cento o forse con il 50 per cento del loro ultimo reddito. COSE' UN GIOCO SULLA PELLE DI CHI LAVORA E SOFFRE? Comportamento irresponsabile che può solo generare inquietudine e paralizzare le scelte e le iniziative dei giovani, con gravi ripercussioni famigliari, sociali ed economiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' dovere politico e morale fornire basi certe per coloro che sono obbligati ad effettuare versamenti previdenziali, hanno il diritto di sapere che fine faranno il loro soldi versati all'INPS, in che modo saranno loro restituiti sotto forma di servizi ed erogazioni future, ALTRIMENTI SAREBBE MEGLIO NON FARGLIELI VERSARE E DIRE A TUTTI CHE OGNUNO SI ARRANGI COME PUO' per provvedere alla propria vecchiaia, SAREBBE PIU' ONESTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che la proposta avanzata da alcune parti sociali della cosiddetta SOMMA 100 sia la più adeguata come riforma del sistema pensionistico, occorrerebbe cioè che per andare in pensione la somma dell'età anagrafica più il numero di anni di versamenti previdenziali effettuati desse come risultato 100. Ad esempio si potrebbe andare in pensione a 65 anni con 35 anni di contributi effettuati. E' probabilmente la riforma meno dolorosa e più efficace per ottenere risultati positivi in tempi brevi ed eliminando le sacche di privilegio ancora in essere. Oppure si potrà decidere di andare in pensione quando si vuole ma l'erogazione sarà proporzionale all'ammontare dei contributi effettivamente versati, erogati mensilmente in base alle prospettive di vita (per cui la pensione sarà inevitabilmente di modesta entità se si andrà in pensione prima del tempo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso occorre ridimensionare i privilegi concessi in passato, in tempi di gravissima crisi come quella attuale E' IMPENSABILE CONSERVARE PRIVILEGI ANACRONISTICI frutto di tempi passati gestiti irresponsabilmente, come le pensioni baby o le super pensioni, entrambe devono essere limitate con riduzioni delle loro entità, anche significative, ad esempio riducendo di un 10-15 per cento le pensioni baby e ponendo un tetto alle superpensioni, ad esempio di 5000 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non si interviene su questo percorso concettuale riformistico, si rischia di generare un diffuso senso di ingiustizia, malevolenza e frustrazione popolare che potrebbe sfociare in violenza e pericolosa conflittualità sociale, che renderebbe la situazione del tutto ingestibile, e porterebbe il paese all'ingovernabilità, un incubo che credo non gioverà a nessuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5049152058160702749?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5049152058160702749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5049152058160702749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5049152058160702749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5049152058160702749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/10/basta-cazzeggiare-la-riforma-delle.html' title='Basta cazzeggiare. La riforma delle pensioni non è più procrastinabile'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xz4tBIsHnfI/TpQrB-AEMTI/AAAAAAAABbg/1gET3kTcrpA/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5605062383445551466</id><published>2011-09-28T02:52:00.000-07:00</published><updated>2011-09-28T03:44:33.970-07:00</updated><title type='text'>Il mattone prima o poi vi cadrà sulla testa ... l'unico "investimento" possibile</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-P7D5kQU_wyQ/ToLufnN-2LI/AAAAAAAABZA/oLAVqd19bFs/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-P7D5kQU_wyQ/ToLufnN-2LI/AAAAAAAABZA/oLAVqd19bFs/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657346308801747122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani sono interessati solo al mattone, lo si sa da molto tempo, sono stati condizionati da decenni a credere nell'investimento solido, nel mattone, che crolli la borsa o vada in default lo stato pare non gliene freghi nulla, tanto loro sono padroni di case, sono i maggiori consumatori al mondo di cemento, la maggiore costruzione di case abusive tra i paesi occidentali è un prestigioso record tutto italiano ... &lt;br /&gt;Però la maggior parte degli italiani in internet non fanno ricerche, non si documentano, vedono solo i siti del gossip e leggono minchiate e cazzeggiano, l'importante è che ci siano le partite di calcio ed i reality tv&lt;br /&gt;Altrimenti dovrebbero sapere che negli USA, solo nel mese di agosto, i valori immobiliari sono calati di un ulteriore 7,7 per cento di media, e sono mesi che c'è questo trend, eppure non si vende quasi nulla, nonostante i prezzi delle case siano mediamente inferiori che da noi in Italia, soprattutto in provincia, le case sono ormai a prezzi stracciati ma non si vendono lo stesso. A nessuno sorge il dubbio che prima o poi lo stesso fenomeno si presenterà anche in Italia, e probabilmente in versione anche peggiore? In Italia sarà ancora peggio perché le condizioni sono diverse, più gravi dal punto di vista socio-famigliare, economico ambientale, e mi limito a citarne alcune.&lt;br /&gt;In italiani i giovinastri adesso si fanno mantenere dai genitori (i più privilegiati) e dai nonni e/o attingono ai risparmi delle famiglie, quando LI AVRANNO ESAURITI ed i vecchi saranno defunti ... cosa faranno? Venderanno le case che nessuno comprerà perché il mercato sarà inflazionato? E come vivranno? ... &lt;br /&gt;Nel frattempo lo stato avrà ripristinato l'ICI cambiandogli nome e appesantendola, avrà inventato una o due patrimoniali sugli immobili (come in Grecia), un tanto al mq di tassa, e gli inquilini non pagheranno più il canone a causa della crisi, e così i proprietari immobiliari avranno grandi patrimoni solo sulla carta con la certezza invece di dover sborsare sempre più soldi a favore dello stato, e se non li avranno dovranno rivolgersi a qualche usuraio (leggasi anche banchiere), che col passar del tempo si impossesserà di tutto il patrimonio immobiliare del debitore ... &lt;br /&gt;Quindi non si distruggerà soltanto la famosa e spesso citata "classe media" ma anche la medio alta si troverà in gravi difficoltà, perché non avrà saputo prevedere l'evolversi della situazione, avendo continuanto a riporre fiducia nello stato parassitario, nel perpetuare la tradizione famigliare dell'investimento nel "mattone", mattone che vi cadrà in testa facendo molto male. Sarebbe stato meglio studiare e capire qualcosa di economia, possibilmente non convenzionale ed accademica ma alternativa al mainstream, come la Scuola Economica Austriaca, ed allora si sarebbe potuto fare prevenzione e preservare i patrimoni famigliari, ma purtroppo ci si è lasciati sedurre e anestetizzare dalle televisioni e dai media asserviti al pensiero dominante, da homo sapiens si è progressivamente involuti nell'homo videns demens ...&lt;br /&gt;Quando collasserà il settore immobiliare anche in Italia forse apriranno gli occhi? O andranno a giocare a calcetto? E canteranno ancora "meno male che Silvio c'è? ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5605062383445551466?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5605062383445551466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5605062383445551466' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5605062383445551466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5605062383445551466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/il-mattone-prima-o-poi-vi-cadra-sulla.html' title='Il mattone prima o poi vi cadrà sulla testa ... l&apos;unico &quot;investimento&quot; possibile'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-P7D5kQU_wyQ/ToLufnN-2LI/AAAAAAAABZA/oLAVqd19bFs/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8715701814316780347</id><published>2011-09-25T05:42:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T05:43:04.368-07:00</updated><title type='text'>Il gregge è pregato di non farsi tosare o peggio "macellare" dai banchieri centrali</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8tyjUPIdHCc/Tn8h0vuleeI/AAAAAAAABY4/mxBx8mI8zik/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8tyjUPIdHCc/Tn8h0vuleeI/AAAAAAAABY4/mxBx8mI8zik/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656276847049406946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo di potere dei banchieri mondiali sta sparando le ultime cartucce per ritardare l'inevitabile collasso del loro sistema fondato sulla creazione di moneta dal nulla (fiat money) completamente slegato dal gold standard e basato sulla riserva frazionaria, con un controllo coercitivo del mercato tramite fissazione del tasso di interesse e quindi del costo del denaro ed interventismo statale keynesiano nell'economia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono queste cartucce? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abbattimento del valore dell'oro e dell'argento e delle commodities in genere per simulare deflazione, per giustificare prossime colossali iniezioni di liquidità nei mercati (QE, Quantitative Easing per migliaia di miliardi di dollari) per sostenere un'economia artificiosa e fasulla basata sull'espansione del debito pubblico e privato (secondo gerarchie precise, per cui ai cortigiani di ultima istanza pervengono solo le briciole, cioè le mance ed elemosine per la loro compiacenza e corruzione), che inevitabilmente genera malinvestimenti, mentre nei confronti del gregge o parco buoi, cioè dei creduloni e dei lavoratori onesti, si applica l'esproprio dei loro risparmi e patrimoni tramite le tasse, gli interessi usurai, le confische dei beni non pagati per insolvenza, e soprattutto tramite quella tassa occulta e poco capita e conosciuta che è la "vera inflazione", quella monetaria, per cui si perde il potere d'acquisto del proprio denaro di carta e quindi si diventa più poveri ed i patrimoni perdono valore (ad esempio quelli immobiliari, destinati a cadute vertiginose, e gli italiani saranno i più colpiti essendo grandi proprietari immobiliari). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le grosse banche in questo periodo sono disperate, non sanno più come fregare i clienti, che sempre più diffidenti non ricomprano come prima titoli di stato ed obbligazioni e fondi comuni e fondi pensione ed assicurativi, ma addirittura OSANO ritirare liquidità dai conti correnti e comprare oro ed argento. Ed allora ecco che ogni tanto la grande coalizione dei banchieri centrali e mondiali intervengono per abbatterne drasticamente il valore di riferimento e spaventare gli ultimi arrivati che hanno osato sottrarsi dal loro condizionamento e giogo culturale, così memori della sonora batosta ricevuta, torneranno all'ovile per continuare a farsi fregare dai consigli dei funzionari degli sportelli bancari o dei promotori finanziari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equivoco di fondo è che anche quando capiscono che stanno fregandoli in qualche modo, si avvicinano all'oro ed all'argento con un approccio culturale errato, come si trattasse di un investimento alternativo, COSI' NON E'. Non sono investimenti, ma l'oro e l'argento sono la VERA MONETA, il vero DENARO, lo è sempre stato nella storia dell'umanità, ed il gold standard è esistito (almeno parzialmente) fino al ferragosto del 1971 quando Nixon mando a gambe all'aria gli accordi bi Bretton Wood del luglio del '44 e liberalizzò la stampa infinita di dollari di carta il cui valore si doveva fondare solo sulla fiducia ed il monopolio, essendo moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Faccio cortesemente notare quindi che è errato valutare le quotazioni dell'oro in dollari, in quanto si dovrebbe rapportare ogni bene (quindi ad es. le commodities e le stesse azioni scambiate in borsa) ed anche il denaro di carta all'oro e non viceversa, così facendo si scoprirebbe ad esempio che da quando è stata costituita la FED nel 1913 (iniziativa devastante per l'umanità) il dollaro ha perso il 98 per cento del suo potere di acquisto rispetto all'oro. HO RESO L'IDEA?. Domandatevi perché la Cina e la Russia che producono oro non ne esportano nemmeno un grammo da anni, ma anzi lo comprano ed incentivano anche i privati a farlo? Cosa credete stiano facendo le banche centrali e mondiali se non fare incetta di oro, in tutti i modi possibili, anche dai privati che stoltamente lo stanno vendendo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi signori miei, continuate pure a considerare il denaro come quei pezzettini di carta colorata che le banche propinano e che si inflazionano sempre di più man mano che ne immettono nuove quantità in circolazione con le loro stampanti o in maniera virtuale con la riserva frazionaria o con procedure informatiche, fatevi sempre più convincere ad usare le carte di credito in modo che ogni vostra spesa sia rintracciabile ed il denaro diventi sempre più virtuale ed effimero, fatevi spaventare dalle forti fluttuazioni ed oscillazioni delle quotazioni dei metalli preziosi ed allontanatevi dall'oro e dall'argento, anzi andate a svenderlo ai vari negozietti che prolificano come i funghi del COMPRO ORO, dove in cambio vi danno la carta colorata delle banche centrali, poi quando ci sarà un'inflazione a due cifre, oppure nella peggiore delle ipotesi, un'iperinflazione a tre cifre, vedremo cosa ci farete con quella banconote. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora le risposte più diffuse che sento pronunciare anche da persone che si credono intelligenti ed informate sono sempre le stesse, si riferiscono al fatto che GLI STATI NON POSSONO FALLIRE, LE GROSSE BANCHE NON POSSONO FALLIRE, ecc.. Purtroppo documentarsi e studiare è faticoso, altrimenti saprebbero che di stati ne sono già falliti ben 29, e la Grecia è il prossimo, di come da anni, la tengono in vita artificialmente. Chiedete alla popolazione in che condizioni vive e capirete che la Grecia è fallita da tempo, e le banche grosse sono già fallite parecchie volte, anche di recente, anche se è vero che le banche centrali faranno di tutto per tenerle in vita, ma il costo ricadrà sulla popolazione. Non mi sembra difficile da capire. Gli islandesi lo hanno capito e non si sono prestati a farsi tosare e macellare, hanno fatto emergere la loro fierezza ed hanno cacciato o processato i banchieri ed i politici responsabili e si sono rifiutati di pagare il conto ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed allora cosa rimane da fare? Dirottare una cospicua parte dei risparmi e dei patrimoni personali che ancora non vi hanno saccheggiato, in oro e argento … approfittando dei prezzi bassi che i signori banchieri centrali e mondiali, grandi parassiti dell'umanità, hanno gentilmente indotto al ribasso con i loro interventi mirati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno fosse sorpreso del fatto che in tutto l'articolo non ho fatto alcun cenno ai politici, è perché non ne vale la pena, non meritano alcuna considerazione, sono solo i servi dei banchieri, una razza di parassiti di basso profilo e facilmente sostituibili, come i famili per i vampiri. Chi si aspetta aiuto da loro è uno stolto totale, sarebbe come chiedere ai ladri che vi hanno derubato di restituirvi la refurtiva che hanno già svenduto ai ricettatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8715701814316780347?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8715701814316780347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8715701814316780347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8715701814316780347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8715701814316780347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/il-gregge-e-pregato-di-non-farsi-tosare.html' title='Il gregge è pregato di non farsi tosare o peggio &quot;macellare&quot; dai banchieri centrali'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8tyjUPIdHCc/Tn8h0vuleeI/AAAAAAAABY4/mxBx8mI8zik/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6202516053952506878</id><published>2011-09-24T03:22:00.000-07:00</published><updated>2011-09-24T03:31:03.056-07:00</updated><title type='text'>Quando si consegna il potere di un paese ad un malato di mente le ripercussioni sono gravissime ...</title><content type='html'>Solo in Italia, paese con gravi deficit culturali, si poteva assegnare il potere ad una persona malata di mente e priva del senso della realtà, e lasciarla governare per anni proprio in un periodo di estrema difficoltà economica, in cui occorrerebbero competenze, senso di responsabilità e gioco di squadra. Pubblico un'accurata analisi del personaggio, effettuata da Don Paolo Farinella, un prete cattolico di raro coraggio, che esprime senza mezzi termini il suo pensiero, a differenza di troppi italiani che purtroppo sono ipocriti, pusillanimi ed illusi, molti dei quali hanno dato fiducia a questo patetico personaggio politico che ha portato il paese alla rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN’ANALISI VERA DI BERLUSCONI FINTO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Paolo Farinella, prete&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_FE4Mp7II1E/Tn2wU1FUU_I/AAAAAAAABYw/sfbcVIOqE2Q/s1600/Don%2BPaolo%2BFarinella.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_FE4Mp7II1E/Tn2wU1FUU_I/AAAAAAAABYw/sfbcVIOqE2Q/s400/Don%2BPaolo%2BFarinella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655870578940466162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai è evidente anche ai ciechi e sordi: B malato. E’ ormai privo di qualsiasi pudore o dignità. Le  sue parole «Non ho nulla di cui vergognarmi» non sono casuali, ma la conseguenza della sua malattia. Il nano di Arcore è affetto da narcisismo patologico con l’aggravante della satiriasi e l’ossessione del priapismo. E’ uno che ha un’altissima considerazione di sé (sono il migliore del mondo, nessuno è come me, ecc.), dovuta al suo rapporto sfasato con i suoi genitori che da un lato lo hanno sempre spinto all’autoesaltazione ossessiva e dall’altro hanno riposto su di lui aspettative eccessive tanto da condizionarlo in modo patologico fino ad oggi e ormai fino alla morte. Il narciso è colui che identifica la realtà con se stesso, anzi nega la realtà che non s’identifica con sé. Se ha potere e denaro (il nostro caso), compra tutto perché possa illudersi di avere tutto ai suoi piedi e alla sua portata. Non vuole le donne alte perché devono stare alla sua altezza, altrimenti il narciso non può dominare. Vuole donne giovani (dopo i 29 anni sono vecchie) perché la sua psiche è ferma alla sua adolescenza e il suo rapporto con la madre è di tipo incestuoso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutto ciò si aggiunge la satiriasi che è una conseguenza del narcisismo patologico e ossessivo: la donna, comprata, mai amata, è il segno della sua potenza perché egli si illude di essere onnipotente. Per questo, operato di tumore alla prostata, e a prostata asportata, non avendo più libidine e desiderio, impone a se stesso di essere dominatore di donne a qualsiasi costo: si fa innestare una pompetta idraulica con cui irrigidisce il pene, usa il viagra per resistere ad oltranza: «c’era la fila dietro la mia camera… erano in 11  … me ne sono fatte 8 …»: tutti sanno che nelle sue condizioni è impossibile, ma egli deve confermare l’immagine di sé oltre misura. Le donne pagate in contanti, non negheranno mai ciò che lui dice, ma saranno portate ad esagerare le sua presunta potenza perché l’adulazione è arma propria della prostituzione. Non è importante quante donne abbia avuto una sera (è irrilevante), è molto più importante che lo dica e specialmente che si sappia da tutti che lui ne ha avute molte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le spacconate di Berlusconi, in ogni campo, non sono volute, sono il sintomo della sua malattia grave e senza soluzione. Egli morirà o suicida, o di disperazione se tutti dovessero abbandonarlo alla sua meschina solitudine. Non si rende conto della realtà né di quello che dice perché il narciso satirìaco vive in un mondo tutto suo, dove tutto di sé è sconfinato. Egli non compete con alcuno, nemmeno con Dio, semplicemente ne usurpa il posto perché per lui è naturale che egli sia il primo ovunque e comunque. Deve essere sempre al centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è anche un corollario in questa patologia narcisistica che trova la sua espressione somma non nell’esercizio del potere (che è noioso), ma nell’uso del potere come carta corruttiva e di estensione del suo «ego palmato»: il narciso patologico, affetto da satiriasi ossessiva, non ama il buio, ma deve essere visto, altrimenti non gode. Per questo fa di tutto a lasciare tracce evidenti del suo comportamento e vuole essere scoperto: solo se è scoperto e se si parla di lui in termini esagerati, egli trova il senso della sua vita e della sua onnipotenza. Non gode perché ha tante donne o tanti soldi o è il capo del governo (nei momenti cruciali non c’è mai: è sempre altrove perché teme le responsabilità), gode perché è visto da tutti, contemplato dai suoi adoratori, e specialmente adoratrici, come colui che può tutto, che compra tutto, che è al di sopra di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesso (finto) e il potere (vero) sono i due ingredienti con cui esalta la sua finta personalità che nasconde dietro la maschera, sopra i tacchi rialzati, accanto a giovani donne. Non accetta il decorso naturale della vita perché non si accetta per quello che è, ma di sé accetta solo quello che appare e vuole che tutti vedano quello che lui vede. Questo è il massimo suo godimento. Il contesto che gli permette questa rappresentazione di sé è la falsità e la bugia elette a sistema strutturale come supporto della finzione del suo vivere e del suo essere. Non teme di spergiurare sulla testa dei figli, perché egli crede fermamente che le sue bugie siano verità, anzi la sola verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono le prostitute, quando stanno con lui, passano ore a vedere filmati in cui si vede in mezzo ai capi di Stato, al G8, visite ufficiali con strette di mano ecc., fatti in modo che appaia sempre  lui al centro dell’interesse: alle puttane del suo harem non chiede sesso, ma adorazione libidinosa e gracidante: finché lo applaudono e lo adulano, egli vive e le altre incassano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A costui gli Italiani hanno affidato l’Italia che ora per colpa loro è ridotta in brandelli, ma lui non se ne accorge nemmeno, perché soffre solo di una cosa: non poter più andare in giro per il mondo come prima, perché ora i capi di Stato si vergognano di farsi fotografare insieme a lui. Questo è il dramma del Caligoletto di Arcore. La crisi, sempre  da lui negata, non esiste nemmeno. E’ una invenzione degli altri, dei giornali, esattamente come egli stesso è una invenzione per giunta buffa, ma il cui costo salato ora lo pagano quelli che lo hanno votato, ma specialmente quelli che non lo hanno votato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore Dio, se passi da questi parti, per favore, mandagli un coccolone mirato e toglilo di mezzo perché qui pare che il forno degli adulatori non smetta mai di sfornarne senza fine. abbi pietà di chi lo ha sopportato per 17 anni; ora è tempo del «libera nos, Domine».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6202516053952506878?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6202516053952506878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6202516053952506878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6202516053952506878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6202516053952506878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/quando-si-consegna-il-potere-di-un.html' title='Quando si consegna il potere di un paese ad un malato di mente le ripercussioni sono gravissime ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_FE4Mp7II1E/Tn2wU1FUU_I/AAAAAAAABYw/sfbcVIOqE2Q/s72-c/Don%2BPaolo%2BFarinella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5611275121000462034</id><published>2011-09-23T06:24:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T06:28:21.766-07:00</updated><title type='text'>Sono gli ultimi colpi di coda di un sistema al collasso</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--0fyE58lqTE/TnyIxlfoA8I/AAAAAAAABYo/ABAlRnZy0PI/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--0fyE58lqTE/TnyIxlfoA8I/AAAAAAAABYo/ABAlRnZy0PI/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655545617530225602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I debiti dei paesi sovrani sono molto peggiori di quanto rivelato finora, soprattutto quello italiano che è da incubo, perché ad essi andrebbero aggiunti quelli degli enti locali e delle istituzioni in deficit che dipendono dagli aiuti statali (come la sanità e l'INPS che hanno bilanci fortemente in perdita ogni anno). &lt;br /&gt;La storia dell'economia pare non aver insegnato nulla ai politici e banchieri, forse perché se ne fregano e non la studiano e sono interessati solo a perpetuare i loro privilegi e delirio di onnipotenza a scapito dell'interesse comune.&lt;br /&gt;Quanti sono che affermano con sicumera che uno stato non può fallire? Generalmente sono coloro che parassitariamente si nutrono alla greppia dei benefici pubblici (ad esempio i baby pensionati che sono trent'anni che ricevono la pensione), ebbene ci sono stati già 29 default di stati sovrani finora, e succede quando i debiti superano il 73% del PIL, per cui l'Italia è a rischio già da decenni e la Grecia è la prossima, non a caso sta già eliminando i privilegi concessi con troppa generosità in passato, e prossimamente toccherà all'Italia ...&lt;br /&gt;Inoltre è risaputo che quando uno stato supera il 40% di pressione fiscale sul PIL non ha più prospettive di sviluppo ed inizia la decadenza, l'Italia è ben oltre, le stime ufficiali parlano di un 52% ma in realtà siamo attorno al 70%, il paese più vessatorio e più parassitario al mondo ... &lt;br /&gt;Aggiungete il fatto che le cosiddette riserve auree a volte sbandierate ed attribuite al possesso di alcuni stati, come l'Italia (alcuni pseudoeconomisti si vantavano che l'Italia è la terza riserva aurea al mondo), sono tutte da dimostrare, ci saranno delle sorprese amare quando si arriverà alla resa dei conti e si scoprirà che le avevano già impegnate a paesi stranieri, sono passate di mano da anni, oppure erano di tungsteno rivestito o placcato d'oro, oppure esistevono solo sulla carta, come certi bilanci di banche che sembravano solide ... :-) &lt;br /&gt;Quindi chi nutre ancora fiducia nello stato è uno stolto ed i banchieri centrali e dominanti sono i peggiori parassiti mai esistiti nella storia dell'umanità, sono loro la causa di tutti questi problemi e non la speculazione, leggete l'articolo di cui vi pongo il link appena sotto e lo capirete&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rischiocalcolato.it/2011/09/il-sistema-monetario-degli-stati-uniti-e-sull%E2%80%99orlo-del-collasso.html"&gt;http://www.rischiocalcolato.it/2011/09/il-sistema-monetario-degli-stati-uniti-e-sull%E2%80%99orlo-del-collasso.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5611275121000462034?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5611275121000462034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5611275121000462034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5611275121000462034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5611275121000462034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/sono-gli-ultimi-colpi-di-coda-di-un.html' title='Sono gli ultimi colpi di coda di un sistema al collasso'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/--0fyE58lqTE/TnyIxlfoA8I/AAAAAAAABYo/ABAlRnZy0PI/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1795447997490779875</id><published>2011-09-20T05:26:00.001-07:00</published><updated>2011-09-20T05:26:45.800-07:00</updated><title type='text'>I banchieri centrali continuano a far danni e restare impuniti. L'Azzardo continua e ci porterà alla catastrofe</title><content type='html'>Scritto da Francesco Carbone   &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=735:e-lazzardo-continua&amp;catid=15:mercati-azionari&amp;Itemid=170"&gt;http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=735:e-lazzardo-continua&amp;catid=15:mercati-azionari&amp;Itemid=170&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Borse di nuovo giù. Il rally di settimana scorsa pare già archiviabile come un puro short squeeze orchestrato ad arte che, coniugato alla scadenza opzioni e futures, è riuscito ancora una volta a fare lo sporco gioco dei gestori del Truffone. La razionalissima caduta di prezzo delle borse rispecchia perfettamente il fallimento di tutte le loro politiche di stimolo attuate negli ultimi 10 anni, così come la salita dell'oro e dell'argento riflette la progressiva perdita di fiducia nei loro coriandoli. La situazione è davvero sempre più imbarazzante, e loro non possono fare altro che cercare, con tutti i trucchi, leciti e illeciti, di tirare su le prime e buttare giù i secondi.&lt;br /&gt;Adesso, soprattutto alla luce del downgrade del'Italia, annunciato poco fa dall'agenzia S&amp;P, i banchieri centrali si vedono costretti a tirare sul tavolo una nuova serie di assi, altrimenti rischiano una nuova caduta verticale delle borse accompagnata da un incubo che per ora sono riusciti ad evitare: il fallimento di una qualche banca europea che rischia di dare l'innesco a un fatale contagio. Le perdite del sistema bancario ammontano già a miliardi di euro, qualcuno stima già qualcosa come 200 miliardi. Se con la caduta delle quotazioni degli ultimi due mesi la ricapitalizzazione è diventata un puro suicidio, tutto ciò non fa che aumentare le prospettive di nazionalizzazione.&lt;br /&gt;Avevamo detto di stare lontani dalle banche, con l'articolo molto esplicito dal titolo "Lettera all'Azionista di Banca" del 9 giugno ma risalente a un post interno del forum del 13 aprile. Chissà con quali facce i dirigenti delle istituzioni creditizie si presenteranno alle assemblee del prossimo anno. Sarà talmente da ridere vedere le loro facce di tolla che siamo tentati di comprare per la prossima primavera una singola azione ordinaria di una qualche banca quotata in borsa, giusto per avere il diritto di assistere allo spettacolo. Temiamo però di non trovare i soliti buffett di accoglienza per i soci azionisti! Magari giusto qualche panettino di burro, presente solitamente sulle tavole dei ristoranti, per far scivolare meglio le prospettive di fallimento incluse nei loro splendenti piani industriali.&lt;br /&gt;Se domani sarà molto interessante seguire la reazione dei mercati al downgrade italiano, mercoledì sarà invece il turno di Ben l'elicottero. Adesso tocca a lui sorprendere il mondo con qualche nuova diavoleria per distorcere il mercato dei tassi di interesse e dare ai mercati azionari americani ancora qualche mese di vita.&lt;br /&gt;Operation Twist è stata definita quella che probabilmente sarà la nuova follia del banchiere centrale, tesa ad abbassare a zero tutta la curva lunga dei tassi di interesse. Un intervento che sembra a questo punto già interamente prezzato dal mercato azionario americano. Per cui se Barbakkio non dovesse arrivare con qualcosa di più sorprendente anche l'America rischia presto o tardi, di mettersi in pari con le splendide performance dei mercati azionari europei. Qualcuno si spinge ad ipotizzare le seguenti ipotesi:&lt;br /&gt;1) Eliminare gli interessi pagati alle banche commerciali sull'eccesso di riserve, spingendole così a prestare il denaro.&lt;br /&gt;2) Annunciare un tetto al rendimento del 10 anni, ergo, controllo dei prezzi duro e puro. Come fissare per decreto il prezzo del pane. Scaffali vuoti nel giro di poco tempo.&lt;br /&gt;3) Comprare titoli di Stato stranieri, magari europei, allineandosi con la volontà, già manifestata da Russia, Cina e Brasile, di sostenere il carrozzone europeo.&lt;br /&gt;4) Annunciare un tasso di inflazione più alto e/o un tasso di disoccupazione più basso, praticamente allargando i criteri del proprio mandato, e riducendolo di fatto a un solo chiaro ed esplicito obiettivo: INFLAZIONARE senza pietà!&lt;br /&gt;5) Sollecitare nuovi prestiti al settore privato tramite prestiti alle banche a condizioni ancora più favorevoli di quelle già esistenti (il debito è il problema è lui lo risolvebbe con ancora più debito, semplicemente geniale, come peraltro lo è ogni politica monetaria accomodante)&lt;br /&gt;Qualunque sia la strategia annunciata, siamo oramai di fronte a una escalation drammatica dell'intervento del pianificatore sociale nell'ambito monetario e finanziario che non ha precedenti storici. La strada che stanno percorrendo tuttavia è senza vie di uscita e porterà al collasso del sistema economico e sociale.&lt;br /&gt;Nessun banchiere centrale è mai stato arrestato per il reato di aver compromesso l'ordine sociale e distrutto il sistema economico, di cui di fatto è sempre il primo responsabile. Purtroppo! E sottolineo purtroppo! Le conseguenze di lungo termine di una politica economica si perdono infatti di vista, come riuscì a capire bene Bastiat, quasi 200 anni or sono. E loro ne escono sempre impunemente, colpa anche di una teoria economica che li legittima in tutte le loro azioni, al confronto delle quali la falsificazione di denaro perseguita ufficialmente dalla legge è un gioco per bambini che non reca danni.&lt;br /&gt;Sognando un improbabile futuro arresto di tutti i banchieri centrali, per crimini contro l'umanità, continuiamo a seguire questo tragico teatrino oramai nelle loro mani. Sempre con più distacco. Cercando una via di uscita del tutto personale. Che diventa, per tutti, sempre più difficile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1795447997490779875?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1795447997490779875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1795447997490779875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1795447997490779875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1795447997490779875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/i-banchieri-centrali-continuano-far.html' title='I banchieri centrali continuano a far danni e restare impuniti. L&apos;Azzardo continua e ci porterà alla catastrofe'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-4406954305992471792</id><published>2011-09-16T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-09-16T04:18:35.254-07:00</updated><title type='text'>Il sistema finanziario è stato nuovamente drogato dalla banche centrali con denaro creato dal nulla, il collasso è stato rinviato per l'ennesima volta</title><content type='html'>Le banche centrali si sono coordinate per immettere liquidità (fiat money, denaro creato dal nulla) sui mercati che stavano collassando e per evitare il fallimento di diversi Stati e del sistema bancario (che avrebbe già dovuto fallire nel 2008), con l'unico scopo di guadagnare tempo e peggiorare la situazione nel lungo termine. A pagare il conto di questi interventi distorsivi ed aberranti saranno sempre e ancora i cittadini. A beneficiarne sarà esclusivamente la classe politica, i banchieri, e tutti i parassiti che si abbuffano sistematicamente alla loro tavola. I veri produttori di ricchezza, la piccola imprenditoria, sarà sempre meno motivata, sempre più torchiata ed assillata e depredata fino allo sfinimento. Questo sistema politico finanziario parassitario sta fallendo, non può durare ancora a lungo, i danni che sta arrecando sono ormai evidenti, e non basterà cercare capri espiatori per continuare ad ingannare la gente. Nel successivo articolo dell'amico Francesco Carbone sono indicate le cause ed anche i rimedi di questa situazione, che naturalmente non saranno adottati dalla classe dirigente, alla quale non interessano le sorti della popolazione ma solo la conservazione dei propri privilegi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciateli Fallire &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Francesco Carbone, presidente Associazione Culturale USEMLAB ispirata alla Scuola Economica Austriaca   &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=734:lasciateli-fallire&amp;catid=15:mercati-azionari&amp;Itemid=170"&gt;http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=734:lasciateli-fallire&amp;catid=15:mercati-azionari&amp;Itemid=170&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 16 Settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta sono intervenuti. Ancora una volta hanno calato i loro assi. Bisognava capirlo già due-tre giorni fa. Bravo chi lo ha capito. Io l'ho intuito solo stamani alle 11:29, quando ho scritto sul forum:&lt;br /&gt;Impressionante rally del nasdaq, ecco il grafico del Nasdaq 100, uno degli indici più forti. Allora qua i casi sono due, o questi qua come già scritto e ripetuto si drogano veramente bene e stanno facendo, rispetto agli altri mercati, il loro viaggio pindarico che finirà malissimo oppure effettivamente si tratta del mercato più reattivo che sta già scontando un mega QE3 coordinato di FED BCE BOJ e compagnia cantante, che farà ripartire un altro miniciclo positivo. Per riassumere:&lt;br /&gt;1) siamo alla max estensione del rimbalzo dopo avere rotto il trend rialzista, che presenta il classico bacio della morte (riquadro del chart daily: ritorno a toccare le le medie), dopo la quale si riprende il trend negativo, oppure...&lt;br /&gt;2) come già fatto l'anno scorso a settembre taglierà come il burro tutte le medie ripartendo in su, in tal caso anche il problema europeo per il momento verrebbe risolto in qualche maniera, e ripartirebbe nuovamente un altro giro di giostra con durata (perlomeno sull'equity) fino a gennaio febbraio dell'anno prox.&lt;br /&gt;Alle ore 15:00 esce la notizia: la BCE in cooperazione con la FED, la Banca d'Inghilterra, la Banca del Giappone, la Banca Nazionale Svizzera, condurrà tre operazioni per fornire liquidità in dollari della durata di tre mesi. Questo per tutte le banche che ultimamente non riuscivano a trovare prestiti in dollari se non pagando elevati spread. &lt;br /&gt;Qualcuno ovviamente sapeva già da qualche giorno che sarebbero intervenuti. Lo spread si era già rigirato al rialzo qualche giorno fa. Quel qualcuno ha anche continuato a spingere il mercato al rialzo negli ultimi giorni aiutato da tutti quelli che hanno approfittato del mercato ipervenduto per fare il pieno di titoli, e dai soliti trader di opzioni che hanno interesse, prima della scadenza tecnica (giusto domani), a far chiudere il mercato più alto possibile.&lt;br /&gt;Il mercato sulla news è letteralmente esploso al rialzo. A questo punto i casi sono due, o l'operazione è sufficiente a sistemare i problemi fino a fine anno, come pare essere nelle intenzioni delle banche centrali, oppure l'intervento, insufficiente e inutile, costituirà solo la prima di una serie di operazioni coordinate volte a sostenere il sistema bancario in un mega QE globale. In entrambi i casi il mercato potrebbe aver fatto questa settimana un minimo relativo che durerà abbastanza da farci mangiare anche il panettone del 2011 in relativa tranquillità.&lt;br /&gt;Una cosa però è certa. Le banche centrali questa volta sono dovute correre necessariamente in salvataggio sia degli Stati sia del sistema bancario nuovamente fallito, fornendo tutta la liquidità necessaria per tenere in piedi il Truffone. A pagare il conto di questi interventi saranno sempre e ancora i cittadini. A beneficiarne, sempre e ancora la classe politica, i banchieri, e tutti quelli che si abbuffano sistematicamente alla loro tavola.&lt;br /&gt;Le due implicazioni principali di questo ennesimo salvataggio sono quindi le seguenti.&lt;br /&gt;Prima implicazione: i mercati continuano a esser distorti dagli interventi delle banche centrali risultando sempre più disfunzionali con rischi per il futuro ancora maggiori. Il problema principale, oltre al fenomeno di moral hazard continuamente incentivato, è che la reflation forzata dei prezzi degli asset finanziari impedisce ai mercati di allocare correttamente il risparmio. Risultato: una struttura produttiva sempre più distorta, nella quale i necessari riaggiustamenti vengono sistematicamente impediti. Ci troveremo un giorno a friggere le uova sull'IPAD anzi che sulle padelle. Tanto per fare una metafora iperbolica.&lt;br /&gt;Seconda implicazione: il conto principale continuano a pagarlo le persone sbagliate. Che senso ha, ad esempio, che in questo paese si faccia la caccia alle streghe inseguendo gli evasori, quando a questo punto, di fronte al fallimento del sistema bancario e politico bisognerebbe fare una cosa sola: lasciare fallire questi due sistemi marci e corrotti facendo pagare il conto prima di tutto a chi li ha gestiti negli ultimi 30-40 anni.&lt;br /&gt;Non ha alcun senso inseguire chi guadagna (l'utile è segnale che si sta operando bene) costringendolo a chiudere l'attività, a eludere o ad evadere. Si confischino piuttosto tutti i beni e le ricchezze alla classe politica e bancaria che ci ha portati a questo disastro. In secondo luogo si lascino fallire le banche, garantendono le continuità operativa, cosa peraltro da me già suggerita a suo tempo nel mio Prevedibile e Inevitabile.&lt;br /&gt;Sarebbe già qualcosa. Non se ne può più di questi aiuti delle banche centrali ai soliti noti per decine e centinaia di miliardi. Non se ne può più della pressione fiscale che ha oltrepassato ogni limite ragionevole. Finalmente in questa maniera a pagare per primi il conto sarebbero i diretti responsabili. Poi i cittadini pagheranno successivamente, e inevitabilmente, l'errore di aver creduto alle loro favole.&lt;br /&gt;Per chiudere, oggi UBS, la banca centrale svizzera, ha presentato una perdita di 2 miliardi ad opera di un rogue trader. Rogue Trader fu Nick Leeson che affondò la Barings con una perdita di un miliardo di dollari. Rogue Trader fu Jarome Kerviel che nel gennaio 2008 costò alla Societe Generale 7 miliardi di dollari. Rogue trader è questo trader ancora anonimo che è costato 2 miliardi alla UBS, probabilmente a causa di una perdita legata alla svalutazione forzata del cambio Euro Franco Svizzero. In pratica l'UBS è stata affondata dalla propria banca centrale. Semplicemente comico.&lt;br /&gt;A proposito di Rogue Trader, oggi ho girato un tweet simpatico, lo traduco per chi non capisce l'inglese.&lt;br /&gt;Domanda: Come si chiama un rogue trader che guadagna soldi invece di perderli?&lt;br /&gt;Risposta: Direttore dell'Area Finanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-4406954305992471792?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/4406954305992471792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=4406954305992471792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4406954305992471792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4406954305992471792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/09/il-sistema-finanziario-e-stato.html' title='Il sistema finanziario è stato nuovamente drogato dalla banche centrali con denaro creato dal nulla, il collasso è stato rinviato per l&apos;ennesima volta'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1010861222648823592</id><published>2011-08-19T03:55:00.001-07:00</published><updated>2011-08-19T03:55:59.358-07:00</updated><title type='text'>Il parossistico parassitismo politico fiscale porterà l'attuale società al collasso della civiltà</title><content type='html'>Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it "&gt;http://www.movimentolibertario.it &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SARA’ IL COLLASSO DELLA CIVILTA’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI ALESSANDRO VITALE*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un genio leonardesco rimasto ai suoi tempi sconosciuto, che avesse inventato nel XVII o nel XVIII secolo una macchina per viaggiare nella storia, che ne fosse rimasto imprigionato, senza fare a tempo a comunicare la scoperta ai suoi contemporanei e che fosse stato proiettato all’improvviso nella nostra epoca, rimarrebbe in mezzo a noi sgomento di fronte al modo in cui il potere politico riesce oggi a far accettare una tassazione che si aggira attorno al 65% delle risorse prodotte dai reali produttori e alle modalità – patologiche – con le quali una simile spoliazione viene accettata. In effetti, studiando la storia della tassazione e le formule di legittimazione politica e ideologica inventate nei secoli per giustificarla, c’è da rimanere atterriti di fronte alla leggerezza e al fatalismo con i quali non solo semplici cittadini, ma anche piccoli e medi imprenditori, che in alcune aree del nostro Paese lavorano ormai quasi in perdita, magari per dieci ore al giorno, che fra non molto saranno messi nell’impossibilità di produrre risorse, accettino uno stato di cose del genere.&lt;br /&gt;Qui non si tratta solo di comparazione storica, ma andrebbe aggiunto un test di sanità mentale di coloro che persistono nel lavorare in simili condizioni. Nei secoli precedenti, comunque, una tassazione del 10% è stata sufficiente per scatenare le maggiori rivoluzioni della storia. La forza dell’ideologia dello “Stato dei servizi”, dello “Stato difensore dei più poveri”, dello “Stato sociale”, prodotta dall’onda lunga dello statalismo esploso fra Otto e Novecento, non ha paragoni nella storia.&lt;br /&gt;In base a queste formule il potere politico, supportato da un apparato statale sempre più mastodontico (per ragioni belliche), è riuscito non solo a sviluppare il più spaventoso parassitismo politico che si sia mai visto, ma anche contestualmente ad accampare un proprio “diritto naturale” a disporre delle risorse prodotte entro il proprio chiuso e trincerato ambito territoriale, a trasformare l’investitura politica in un “naturale mandato a tassare”, indiscutibile e “di per sé evidente” e a disporre delle ricchezze private in quantità e con la libertà di gestione più assoluta, che sarebbero state considerate nelle epoche precedenti pura follia e aperta usurpazione, contro le quali sarebbe scattato immediatamente il diritto naturale di resistenza.&lt;br /&gt;Ormai i cittadini sono convinti che i loro redditi siano una concessione del potere politico, al quale hanno accordato la licenza di manipolarli a piacere, favorendo seguaci e servitori, senza discutere né sul merito della destinazione delle risorse prelevate, né sulla loro quantità, che l’orgia del positivismo giuridico e dei diritti di guerra ha trasformato in virtualmente illimitata e non soggetta ad alcun diritto di contestazione. Eppure fino al XVIII secolo la tassazione era sottoposta a consenso (e nella Confederazione Elvetica, non a caso, questo diritto sopravvive fino a oggi): perfino per il maggiore teorico della sovranità, Jean Bodin, si trattava di cosa ovvia.&lt;br /&gt;I cittadini ormai, ammalati di abitudine, pigrizia e credulità, hanno perduto la consapevolezza di essere portatori di diritti naturali indisponibili da parte del potere politico, che si intromette liberamente, senza incontrare ostacoli, nei contratti di diritto privato e nel mercato, alterandone l’efficacia in termini di produzione di valore economico. Ormai ben pochi hanno la consapevolezza che su quanto una persona legittimamente guadagna, senza aggredire gli altri, scambiando prestazioni utili e osservando le regole giuridiche del mercato, né i concittadini né il potere politico possono vantare pretese.&lt;br /&gt;Quasi a nessuno viene in mente che questa situazione è il prodotto dell’espansione abnorme e ormai insostenibile dei compiti auto-attribuitisi dagli Stati e delle loro pretese interventiste – fondate su una presunta e indimostrata “sapienza economica” – a trecentosessanta gradi nell’economia e che solo espellendo il potere politico da ambiti che non gli competono e che ha invaso con la forza e l’inganno, è possibile risolvere il problema. Senza freni a questi mali eminentemente politici, il potere finisce per espandersi senza fine, con le conseguenze in termini di spesa incontrollata e di tassazione senza limiti, dato che i prelievi di ricchezza sono ormai in prima fila fra gli atti di governo. Le maggioranze parlamentari hanno raggiunto risultati, in tema di asservimento completo dei cittadini, che i principi assoluti non si erano mai nemmeno sognati. Chi non appartiene a categorie protette dal potere politico è ormai un suddito taglieggiabile senza alcun diritto di resistenza. La contribuzione fiscale è un dovere indiscutibile e chi lo contrasta è un nemico della Nazione e del progresso.&lt;br /&gt;Non è certo un caso se, soprattutto in questo Paese, le attuali discussioni sulla riduzione della tassazione, diventata ormai insostenibile, qualsiasi sia il fine proclamato per legittimarla, si riducano a tentativi di trovare altri modi surrettizi per sostenerla, trasformandola ma non riducendola e non intacchino minimamente la spesa pubblica e gli sprechi, fonte di legittimazione elettorale e di consenso. Lo Stato moderno giunto a questo stadio è per queste ragioni una macchina impossibilitata a ridurre la spesa e a espandere la tassazione fino a un collasso di civiltà.&lt;br /&gt;*Tratto dalla rivista Liber@mente&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1010861222648823592?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1010861222648823592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1010861222648823592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1010861222648823592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1010861222648823592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/08/il-parossistico-parassitismo-politico.html' title='Il parossistico parassitismo politico fiscale porterà l&apos;attuale società al collasso della civiltà'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1965611678829227873</id><published>2011-08-16T05:24:00.000-07:00</published><updated>2011-08-16T11:53:07.314-07:00</updated><title type='text'>Il Decreto Tremonti e le ripercussioni per province di Vercelli ed Asti ed il futuro di Casale Monferrato</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-W3sFQ9LyUc4/Tkphzu0MB6I/AAAAAAAABYY/-zJNVDVgehw/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-W3sFQ9LyUc4/Tkphzu0MB6I/AAAAAAAABYY/-zJNVDVgehw/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641429024603113378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo spunto dal recente articolo pubblicato su Casale News dal titolo "Il futuro del Monferrato fra i tagli agli enti locali e una 'maxiprovincia del vino' La manovra bis di Tremonti riaccende il dibattito sulle prospettive del territorio" per esprimere alcune semplici riflessioni. L'articolo di Casale News lo trovate a questo link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.casalenews.it/notizia/attualita/2011/08/16/il-futuro-del-monferrato-fra-i-tagli-agli-enti-locali-e-una-maxiprovincia-del-vino/monferrato-maria%20teresa%20armosino-giulio%20tremonti-casale%20monferrato-marco%20galvagno/b39dddb95c1f319255f7c6c3b838ef4d"&gt;http://www.casalenews.it/notizia/attualita/2011/08/16/il-futuro-del-monferrato-fra-i-tagli-agli-enti-locali-e-una-maxiprovincia-del-vino/monferrato-maria%20teresa%20armosino-giulio%20tremonti-casale%20monferrato-marco%20galvagno/b39dddb95c1f319255f7c6c3b838ef4d&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ennesimo decreto, compilato in fretta e furia da Tremonti ed i suoi collaboratori, perché praticamente obbligati, forse anche sotto dettatura esterna, ha riportato nuovamente in auge il discorso sulle province, sull'evenienza di una loro parziale abrogazione, aggregazione, modifica, ampliamento, ecc.. Ovviamente è scattata subito la peculiarità italica dell'eccezione per salvarne qualcuna in extremis con interventi ad hoc in base alla potenza dell'interlocutore politico locale e della lobbying coinvolta. Ma per noi casalesi riemerge l'occasione per valutare eventuali ripercussioni sulla nostra area e prospettive favorevoli, se lo saranno. Torna in auge ad esempio l'ipotesi di aggregarci con Vercelli, di cui si è discusso a lungo negli anni passati, grazie soprattutto all'impegno dell'Associazione Nuove Frontiere, mentre a livello politico locale si è trattato dell'ennesimo bluff mediatico ai fini elettorali con contorno di ostilità pregiudiziali. Sugli aspetti storici e culturali che giustificherebbero una simile ipotesi aggregativa, ero già intervenuto in numerosi sedi e contesti, dimostrando che sarebbe certamente legittimo e giustificato ampiamente dalle vicende storiche e sociali, citandone copiosamente. Qui aggiungo soltanto alcuni aspetti curiosi, analogie che possono essere sconosciute ai più. Ad esempio il fatto che Vercelli, esattamente come Casale era stata colpita a tradimento nel 1859 con la riforma amministrativa delle giurisdizioni territoriali (dall'alessandrino Ministro Rattazzi), infatti in quanto importante provincia, sperava addirittura in un ampliamento dei suoi confini, ed invece fu eliminata e declassata a capoluogo di circondario ed assorbita da Novara, città con la quale non aveva nulla da condividere, esattamente come Casale che fu assorbita da Alessandria, città da sempre rivale ed ostile. E' legittimo sospettare la mano pesante di qualche potente personaggio molto influente politicamente, che abbia determinato questa scelta. I sospetti si posero su Quintino Sella, che dopo il conte Camillo Benso di Cavour fu il maggiore statista italiano dell'epoca ed essendo biellese favorì enormemente il suo territorio, che con i suoi interventi di sostegno divenne insediamento della maggiore industria tessile italiana. Negli anni a venire intervenne per bloccare ogni tentativo dei vercellesi di ripristinare la provincia, infatti vi riuscirono solo nel 1927 in epoca fascista e proprio per motivi connessi al fascismo, per una rivalità pericolosa tra le due sedi fasciste di Vercelli e Novara, che fu risolta appunto con il ripristino della provincia di Vercelli per intercessione (pensate un po' il paradosso) di un casalese, Cesare Maria De Vecchi di Valcismon, potente gerarca fascista atipico in quanto non violento e scomodo per la sua filosofia pacifista, moderata e filo monarchica. Per quanto riguarda Casale invece, sappiamo tutti che l'intervento di declassazione e danneggiamento provenne dalla volontà dell'alessandrino Urbano Rattazzi, all'epoca Ministro dell'Interno, che potenziò enormemente la sua città di appartenenza fornendole una vasta giurisdizione territoriale a scapito di Casale e per tale motivo i casalesi riconoscenti gli hanno pure dedicato una statua in città ad imperitura memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le proposte avanzate recentemente dall'astigiano, non avrei nulla in contrario se i propositi fossero seri e non ci sarebbe neppure bisogno di sforzarsi molto per trovare giustificazioni storiche e culturali, considerando i forti legami con il Monferrato storico di quasi tutto l'astigiano. Basti pensare che Giovanni II, il marchese Paleologo che governò lo stato di Monferrato dal 1338 al 1372 (successore di Teodoro I, capostipite della dinastia dei Paleologo di Monferrato, provenienti da Bisanzio) intendeva costituire ad Asti la capitale dello stato e vi insediò la corte per parecchi anni dopo la metà del XIV secolo. Per propositi seri intendo significare (e vale esattamente per entrambe le ipotesi aggregative, quindi anche per Vercelli) che Casale dovrebbe essere considerata co-capoluogo e non solo città facente parte della provincia, altrimenti cambierebbe ben poco in termini positivi, si sposterebbe solo il baricentro geografico e politico, ed i politici locali continuerebbero ad essere privi di autonomia, come lo sono ora, subordinati al capoluogo. Forse l'unico beneficio deriverebbe dal fatto che gli astigiani, lo so per esperienza, sono più dinamici ed intraprendenti degli alessandrini, ma non è detto che riescano a contagiarci positivamente, nel lungo periodo potrebbe anche avvenire il contrario … Se invece di consentire alle province di ristrutturarsi per superare i 300 mila abitanti, lo scopo di quest'ultimo raffazzonato intervento politico fosse quello di ripristinare le vecchie province di grandi dimensioni, allora torneremmo indietro di un secolo e mezzo, ma a questo punto non avrebbero più senso le regioni, che sono un'invenzione recente e che all'epoca di Urbano Rattazzi e Quintino Sella non esistevano e salvo qualche eccezione, non hanno alcuna giustificazione storica. Per concludere, occorrerebbe che i nostri politici possedessero una maggiore cultura storica, sarebbe loro di grande utilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1965611678829227873?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1965611678829227873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1965611678829227873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1965611678829227873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1965611678829227873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/08/il-decreto-tremonti-e-le-ripercussioni.html' title='Il Decreto Tremonti e le ripercussioni per province di Vercelli ed Asti ed il futuro di Casale Monferrato'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-W3sFQ9LyUc4/Tkphzu0MB6I/AAAAAAAABYY/-zJNVDVgehw/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1916581570017331436</id><published>2011-08-12T03:04:00.000-07:00</published><updated>2011-08-12T04:24:41.885-07:00</updated><title type='text'>Il Signoraggio come non lo aveva spiegato ancora nessuno prima d'ora</title><content type='html'>Pubblico un esaustivo intervento sulla questione del "SIGNORAGGIO" scritto qualche tempo fa dall'amico Francesco Carbone, il più conosciuto economista italiano della Scuola Economica Austriaca, presidente dell'Associazione Culturale USEMLAB (&lt;a href="http://www.usemlab.com/index.php"&gt;http://www.usemlab.com/index.php&lt;/a&gt;) grande divulgatore e molto presente in rete da ormai una decina di anni. Spiega in maniera incontrovertibile che la pretesa dei signoraggisti di spostare la gestione della moneta dalle banche centrali allo stato non risolve il problema, modifica solo gli attori che ne abuserebbero. L'unico vantaggio sarebbe un ridotto potere di mistificazione, di ricerca di capri espiatori ed alibi per il proprio fallimento, che sarebbe maggiormente percepibile ed imputabile ai veri responsabili, mentre ora lo si attribuisce agli speculatori ed al capitalismo ed al libero mercato (peraltro mai esistito). Meno ignoranza e più consapevolezza popolare potrebbero ridurre gli spazi di manovra dei veri responsabili di questo stato di cose, i parassiti che governano a livello politico e finanziario. Dalla pace di Westfalia del 1648 in avanti il concetto di sovranità dello stato ed i successivi nazionalismi, anche esapserati, hanno preso piede e prevalso, portando a catastrofi immani, e gli ingenui hanno indentificato lo stato con il popolo, mentre si è sempre trattato di oligarchie domaninanti, spietate, ciniche e liberticide, che hanno provocato morte e distruzione, dapprima con conflitti bellici ed ora con l'abuso fiscale e finanziario. In fondo all'articolo sono esposte le soluzioni, semplici da applicare in apparenza, ma impossibili nella realtà perché richiederebbero la rinuncia al dominio di una classe parassitaria, frutto della collusione tra politici e banchieri, il cui scopo è appunto la sottrazione di ricchezza prodotta dalla popolazione che lavora a favore di coloro che sfruttano posizioni monopolistiche vessatorie e di rendita politica parassitaria. Prima lo si capisce è prima si agisce per ricercare spazi residuali di libertà individuale e comunitaria. &lt;br /&gt;Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SIGNORAGGIO, UN FALSO PROBLEMA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI FRANCESCO CARBONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z_QEfcWJaUQ/TkT7GksosBI/AAAAAAAABX4/tzODD0BIstw/s1600/Carbone%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 106px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-z_QEfcWJaUQ/TkT7GksosBI/AAAAAAAABX4/tzODD0BIstw/s400/Carbone%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639908723723382802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il signoraggio, ossia la differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco della moneta (valore di facciata contro costo di produzione) viene incamerato dalla banca centrale (di proprietà privata) e dal sistema bancario (anch’esso privato), a danno del popolo e, per il non sequitur tanto amato dagli statalisti nonché dai signoraggisti che identificano strettamente il popolo con chi lo governa, dello stato. Per quanto ciò sia in parte vero, per quanto esista in effetti un grave problema legato all’emissione di moneta-debito (anzi che moneta-merce) da parte della banca centrale (quel problema della fiat-money, della moneta creata dal nulla senza alcun corrispettivo reale, da noi sempre affrontato), esso non si risolve con il passaggio della gestione del denaro dall’ambito privatistico a quello statale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole il problema del signoraggio, così come esaminato dai cosiddetti signoraggisti, è un falso problema che niente ha a che fare con la vera questione monetaria, radice dei problemi economici di questi ultimi anni e soprattutto dell’ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportare la creazione di moneta dal nulla dall’ambito privato (o per essere più corretti, dall’ambito parastatale come di fatto è quello della banca centrale monopolista) in seno allo stato, non risolve quindi il problema della questione monetaria da noi discusso, che tanti danni continua a fare nella struttura economica e sociale, bensì ne sposterebbe semplicemente la sede con rischi in potenza maggiori e più gravi di quelli attuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerchiamo di spiegarne una volta per tutte le ragioni, cosa fatta finora in maniera solo approssimativa nel nostro forum di discussione. Ragioni che oramai dovrebbero essere ben ovvie a chi ha potuto leggere i nostri due libri: Prevedibile e Inevitabile, e Inflazione Malattia Primaria che affrontano in maniera ben chiara la questione monetaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema monetario non risiede tanto nel beneficiario effettivo di un sistema monetario basato sull’emissione di denaro cartaceo, che presenta e offre quindi un ampio margine di signoraggio. I signoraggisti hanno sì ragione su una cosa: trattasi della più colossale truffa a danno del popolo. Peccato che non riescano a capirne bene i motivi, i meccanismi, e le cause economiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oI3Ax6JwMb4/TkT7Wz8u8pI/AAAAAAAABYA/oDOUwfPJZcc/s1600/Euro%2Bcartamoneta.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 191px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oI3Ax6JwMb4/TkT7Wz8u8pI/AAAAAAAABYA/oDOUwfPJZcc/s400/Euro%2Bcartamoneta.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639909002695340690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vediamo quindi le falle del ragionamento dei signoraggisti partendo dalla loro definizione di debito pubblico dove risiede uno dei più clamorosi errori delle loro argomentazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ la somma di tutto il denaro che lo Stato (in generale, le amministrazioni pubbliche) è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire la mancanza di denaro che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo per far fronte alle proprie spese, mancanza dovuta all’aver delegato al sistema bancario il potere di emettere moneta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbagliato: la mancanza non è dovuta all’aver delegato il potere di emettere moneta, la mancanza è dovuta al non riuscire a coprire le spese con il denaro prelevato (o meglio estorto) ai cittadini sotto forma di imposte e tasse varie, peraltro in aumento inarrestabile e che ricordiamo essere oramai in questo paese pari a circa il 75% del reddito medio del cittadino italiota (contro un prelievo forzoso di circa l’8%-10% fino a fine XIX secolo quando non esisteva neanche la tassa sul reddito… si legga a proposito For Good and Evil, l’influsso della tassazione sulla storia dell’umanità di Charles Adams, edizione liberilibri, oppure Elogio dell’Evasore Fiscale di Leonardo Facco, Aliberti Editore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che lo stato riesca o possa coprire il buco dovuto a una mala gestione della res publica (peraltro sempre più inutile, invadente, inefficiente, macchinosa, burocratica) grazie a un’ulteriore confisca di valore dovuta al fenomeno inflazionistico (cioè dell’aumento della massa monetaria in circolazione), sia esso generato direttamente dalla banca di proprietà statale (come accadeva una volta o come accade ancora oggi in qualche altro paese), oppure indirettamente grazie all’aiuto di una banca centrale di proprietà privata con privilegio monopolistico di concessione statale (come accade oggigiorno da noi), poco cambia. Sempre di confisca trattasi, da aggiungere a quella ben più chiara di natura fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo, sotto l’attuale sistema, la copertura del buco tende a redistribuire qualche beneficio ben visibile a favore del sistema bancario privato e della banca centrale (non a caso monopolista! infatti per definizione ogni monopolio STATALE si traduce in un beneficio monetario a favore del monopolista! su questo punto i signoraggisti mettono in risalto una verità autoevidente), piuttosto che cascare per intero nelle casse dello stato, ma poco conta in quanto agli effetti devastanti del fenomeno inflattivo causato dall’attuale sistema bancario moderno basato su banca centrale, denaro di carta o elettronico senza corrispettivo reale, e riserva frazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nazionalizzazione della banca centrale, e del sistema bancario da parte dello stato, non risolverebbe pertanto il problema del signoraggio, lo riporterebbe in ambito statale, peraltro senza più alcun controllo effettivo da parte di un agente monopolista tendenzialmente più oculato del gestore statalista, il quale in passato ha dimostrato di saper fare danni ben più gravi e devastanti del primo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1962 Ropke ad esempio scriveva (in Economics of the Free Society, Libertarian Press, pag 108): “la peggior malattia che può colpire un sistema monetario è quel tipo di inflazione causata dal deficit del budget di governo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storicamente i deficit pubblici hanno causato una serie di aumenti di prezzo catastrofici che in ultima analisi hanno messo a repentaglio la struttura economica e sociale del paese. Motivo per cui nel tentativo di risolvere questo problema anche da noi si è giunti alla situazione attuale di relativa indipendenza tra il gestore della moneta (di fatto pubblica anche se di emissione privata) e il gestore della res publica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo un vantaggio nel riportare nuovamente la produzione di moneta dal nulla in ambito statale ci sarebbe: la strada verso il fallimento dello stato tornerebbe ad essere sicuramente più chiara, rapida e veloce di quella intrapresa da qualche decade sotto il naso di tutti, senza che più quasi nessuno oggi ne abbia consapevolezza (signoraggisti compresi). In alternativa lo stato dovrebbe abbandonare le proprie politiche espansionistiche sulla vita del cittadino oppure percorrere di corsa la strada verso il socialismo tout court. Dal controllo diretto della moneta al controllo diretto di ogni altra attività privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abbandono della gestione del denaro oggi “indipendente”, infatti, metterebbe a nudo l’impossibilità di gestire il denaro in via centralizzata. Finalmente non si avrebbero più alcune scuse, scusanti, e fumi annebbianti che ricoprono la malagestione delle casse pubbliche e della stessa gestione monetaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti tornerebbe ad essere come quelli di una volta: diretti e decisamente più immediati. Non ci sarebbe più scampo per arrivare a capire il definitivo fallimento degli stati moderni sotto il peso di un walfare quasi del tutto inutile (che oramai fa cento danni per ogni beneficio sociale che cerca di perseguire) che invece la gestione del denaro indipendente riesce ancora a offuscare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-N09HWpZ5ArM/TkT7nIOlzdI/AAAAAAAABYI/0BrlS_Khij8/s1600/Svizzera%2B-%2Bmonete%2Bd%2527oro%2Bdegli%2Banni%2B%252720.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-N09HWpZ5ArM/TkT7nIOlzdI/AAAAAAAABYI/0BrlS_Khij8/s400/Svizzera%2B-%2Bmonete%2Bd%2527oro%2Bdegli%2Banni%2B%252720.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639909283016854994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa non capisce quindi il signoraggista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli identifica erroneamente il problema nel beneficiario privatistico del monopolio di emissione di moneta, e pensa di risolverlo sostituendolo con un beneficiario statale, sempre per il non sequitur che stato = popolo, e che quindi i benefici che ne trarrebbe lo stato sarebbero a tutto vantaggio del popolo, sollevato e rimborsato pertanto dagli effetti malefici della tassa di signoraggio intascata invece al momento dalla banca centrale e quindi dal sistema privatistico delle banche commerciali. Pia illusione. Anche molto ingenua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato e soprattutto chi lo governa non è il popolo. I conti del primo e dei primi niente hanno a che fare con i conti individuali di coloro che costituiscono il secondo. I deficit rimarrebbero deficit, l’inflazione rimarrebbe inflazione, l’eccesso di credito generato dal sistema a riserva frazionale rimarrebbe tale, e la spoliazione di valore continuerebbe ad avere sempre la stessa direzione: dal secondo ai primi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema della questione monetaria invece sta nel fatto che la moneta è stata sottratta al libero mercato, è stata sottratta agli individui per essere messa in mano a un gestore monopolista. Che esso sia statale parastatale o privato poco importa ai fini pratici. E’ innanzitutto il monopolio a rappresentare il problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un monopolio per privilegio che si fonda sul diritto di emissione arbitraria di un numerario utilizzato come moneta che non ha a fronte più alcun corrispettivo reale. E questo è un secondo problema, in quanto nessun gestore è in grado di poter gestire arbitrariamente e centralmente del denaro di carta o elettronico (riproducibile a volontà in quanto senza più alcun corrispettivo reale) nè tantomeno il suo costo (il tasso di interesse) senza prima o poi causare gravi problemi al sistema economico e alla struttura del capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine, il terzo e ultimo grave problema che riguarda la questione monetaria è la riserva frazionale del sistema bancario che permette allo stesso di emettere moneta fiduciaria (anche’essa senza alcun corrispettivo reale) in eccesso rispetto alla base di fondi che costituiscono le riserve reali di capitale del sistema economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo caso ha poca importanza che le banche siano statali o private. Il danno economico causato dalla riserva frazionaria, in termini del ciclo economico di boom e bust analizzato dagli economisti austriaci, dispiega i suoi effetti alla stessa maniera, sia che esso abbia natura privata che pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema quindi è mal analizzato e mal posto dai signoraggisti. La soluzione al problema della questione monetaria è riportare il sistema bancario a un gold standard con copertura totale del 100% dei depositi a vista, eliminando del tutto la banca centrale (a questo punto inutile), ovvero il monopolista per privilegio statale, e lasciare che la moneta venga emessa in libera competizione da emittenti privati senza alcuna interferenza statale, al limite quella di garanzia e di certificazione di buon operato dell’emittente (attività peraltro inutile, il mercato risolverebbe il problema da solo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo in tal modo il differenziale del signoraggio si ridurrebbe ai minimi termini, la moneta tornerebbe ad essere di proprietà del popolo, custodita e intermediata dalle banche, i cui profitti nel tempo si riallineerebbero con quelli di qualunque altra attività imprenditoriale. In tal modo i banchieri perderebbero il privilegio, e lo stato la tendenza a ingigantirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spostare l’attività di emissione sempre per monopolio, dalle banche private a un sistema totalmente pubblico, non eliminerebbe il problema inflazionistico connaturato alla gestione arbitraria del denaro a corso forzoso, e d’altra parte il mantenimento di una riserva frazionale continuerebbe a causare le sempre più rapide e violente oscillazioni di un ciclo economico oramai impazzito, con le conseguenze catastrofiche appena sperimentate nel 2008 e ancora tutte da sperimentare in futuro, con un danno alla popolazione sempre più ingente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6zfmVP7CGpo/TkT8NTyHJyI/AAAAAAAABYQ/br06o_6s8qo/s1600/Lingotti%2Bd%2527oro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 148px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6zfmVP7CGpo/TkT8NTyHJyI/AAAAAAAABYQ/br06o_6s8qo/s400/Lingotti%2Bd%2527oro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639909938953660194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo il ritorno a una moneta merce generata dal libero mercato, come l’oro, e &lt;br /&gt;l’allontamento completo del governo dalla scena monetaria sarebbero pertanto in grado di risolvere il problema della questione monetaria, di cui il problema del signoraggio cosi come presentato è un clamoroso falso che non identifica le cause, né offre le soluzioni al problema stesso della questione monetaria ben analizzata invece da autori come Rothbard in semplici libretti come Lo Stato Falsario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine una ultima nota. A sentire i signoraggisti sono i banchieri che oggi tramite il controllo della moneta dominano la politica. Ora se esaminiamo la questione ancora una volta prendendone a cuore gli effetti (secondo le loro parole la più grande truffa ai danni del popolo), poco importa che la relazione stia in questi termini, o che un domani siano nuovamente i politici a dominare i banchieri, se l’effetto rimane sempre quello della spoliazione di ricchezza ai danni del popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto se con la separazione artificiale di stato e banca centrale, in termini di indipendenza uno dall’altro, il banchiere può in effetti avere assunto maggior peso e potere nei confronti del politico, sempre di collusione più o meno equilibrata tra i due soggetti si tratta. E tale deve rimanere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uno infatti non potrebbe prosperare senza l’appoggio dell’altro. Il banchiere centrale ha bisogno del privilegio statale per mantenere il proprio monopolio, e lo stato ha bisogno della banca centrale e del sistema bancario di fiat money su riserva frazionale per potersi espandere a dismisura sotto le pretese delle proprie politiche di walfare, dirette al perseguimento del benessere sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di coprire i buchi ai propri bilanci grazie all’indebitamento pubblico, peraltro annacquato costantemente tramite l’inflazione generata dall’amica banca centrale, serve quindi lo scopo di poter ingigantire gradualmente il potere pubblico invadendo di anno in anno la vita privata del cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora si conciliassero le richieste dei signoraggisti con quelle degli economisti austriaci, riportando cioè la banca centrale in seno statale ma sotto i vincoli in grado di risolvere la questione monetaria, con copertura aurea e 100% di riserva bancaria, non solo la banca centrale di fatto non servirebbe più a niente, e sarebbe un controsenso in un sistema così reimpostato, ma lo stato stesso dovrebbe entro brevissimo tempo risanare il proprio debito tramite un gigantesco ridimensionamento di se stesso e delle proprie politiche redistributive, pena il fallimento immediato. Cosa ovviamente non desiderabile dal potere politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collusione pertanto è necessaria e indispensabile, ed è solo in virtù della stessa, ago della bilancia più o meno a favore di uno o dell’altra fazione, che entrambe stanno riuscendo a ridurre l’uomo a uno schiavo del potere. Che quest’ultimo sia perfettamente bilanciato, o leggermente sbilanciato a favore di quello bancario o di quello statale, poco cambia in quanto ai deteriori effetti della collusione stessa. Senza un bilanciamento, le cose diverrebbero semplicemente più chiare agli occhi del pubblico, che pertanto potrebbe, come detto in apertura, rendersi conto dell’inganno e smascherare il processo di schiavitù in atto molto più velocemente di quanto invece sta avvenendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi si va avanti con le fette di salame sugli occhi, e con tanta nebbia intorno. Le vere cause della questione monetaria continuano a venire ignorate se non dagli economisti austriaci, e il mondo ad andare avanti verso una resa dei conti ancora posticipata di qualche mese, anno… chi può saperlo, quello che sappiamo alla luce dei megasalvataggi bancari attuati dagli stati nel corso dell’ultimo anno, è che la collusione ancora una volta si è rinnovata e rafforzata, e i due gruppi di potere scavano sempre più a fondo nelle nostre tasche, mentre tanti, troppi confondono cause con effetti e litigano per la risoluzione di problemi di poco conto che lasciano di fatto le cose invariate e i danni penetrare sempre più a fondo nella struttura sociale ed economica.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1916581570017331436?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1916581570017331436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1916581570017331436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1916581570017331436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1916581570017331436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/08/il-signoraggio-come-non-lo-aveva.html' title='Il Signoraggio come non lo aveva spiegato ancora nessuno prima d&apos;ora'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-z_QEfcWJaUQ/TkT7GksosBI/AAAAAAAABX4/tzODD0BIstw/s72-c/Carbone%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6702019494465402167</id><published>2011-08-05T03:43:00.000-07:00</published><updated>2011-08-05T03:50:58.876-07:00</updated><title type='text'>La fine di un paese che si credeva importante, governato da un insipiente megalomane</title><content type='html'>di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era ampiamente prevedibile che Berlusconi parlando in Parlamento avrebbe fatto ulteriori danni al paese. E' da quando è sceso in politica per curare i suoi interessi che ho sempre affermato che avrebbe danneggiato il paese fino a portarlo alla distruzione, e non poteva che finire nel peggiore dei modi, non essendo possibile che avvengano miracoli psicologici e culturali in un individuo megalomane e soggetto a delirio di onnipotenza, privo quindi della seppur minima traccia di umiltà, condizione indispensabile perché possa esserci una qualsiasi reazione di redenzione, riscatto o recupero di responsabilità e sensatezza. Essendo incolto, debosciato ed insipiente, circondato da cortigiani paraculi, non potevano che partorire un pessimo discorso, inadeguato e stantio, per l'ennesima volta autoreferenziale ed autocelebrativo, che ha fatto definitivamente crollare la fiducia residua nel paese e soprattutto nei loro governanti. Quindi l'Italia è ormai pronta per fare la fine della Grecia. Se gli italiani avessero ancora un briciolo di dignità e coraggio, dovrebbero prendere Berlusconi ed i suoi cortigiani a calci in culo fino a rendergli i glutei poltiglia, che manco la chirurgia plastica cui si sottopone regolarmente potrebbe riplasmare. Lui se ne andrà in qualche sua villa all'estero e gli italiani rimarranno a condurre una vita di stenti causata dalla sua incompetenza e disonestà. Chi lo ha votato, anche ripetutamente, è responsabile di questo stato di cose, e potrà ringraziare anche la sua stoltezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6702019494465402167?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6702019494465402167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6702019494465402167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6702019494465402167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6702019494465402167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/08/la-fine-di-un-paese-che-si-credeva.html' title='La fine di un paese che si credeva importante, governato da un insipiente megalomane'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7810589910839584043</id><published>2011-07-21T06:53:00.000-07:00</published><updated>2011-07-21T06:54:10.973-07:00</updated><title type='text'>BRUXELLES E L’UNIONE DEI BANCAROTTIERI, dei politici e burocrati parassiti, ovvero come espropriare il ceto produttivo di tutte le ricchezze possedute</title><content type='html'>Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI GUGLIELMO PIOMBINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato è un’organizzazione che dispone del potere di decisione ultima e del monopolio della coercizione entro un dato territorio. Grazie a queste prerogative, esso può decidere unilateralmente l’ammontare delle risorse di cui abbisogna e imporne il pagamento ai propri cittadini, senza dover entrare in relazioni contrattuali con loro, mediante la tassazione. Partendo dal presupposto che i governanti siano guidati nelle loro azioni da motivazioni prevalentemente egoistiche, essi tenderanno a massimizzare le proprie entrate. Se non limitati in qualche modo, bisogna aspettarsi una crescente tendenza allo sfruttamento fiscale delle classi produttive e all’espansione dello Stato, sia all’interno che verso l’esterno. Stando così le cose, sembrerebbe ben difficile che un governo rinunci volontariamente a tutta o parte della propria sovranità, cedendola a un governo concorrente o entrando in un’unione sovrannazionale di stati.&lt;br /&gt;In realtà storicamente il fenomeno non è per nulla raro, e spesso la ragione principale è stata la necessità di evitare un collasso economico o un fallimento finanziario. Vi sono fondati motivi di pensare che anche l’attuale processo di unificazione europea risponda a questa logica. La concentrazione del potere politico in un superstato di dimensioni continentali rappresenterebbe il tentativo delle socialdemocrazie europee, rovinate finanziariamente da decennali pratiche fondate su tasse e spese pubbliche elevatissime, indebitamento fuori controllo, e regolamentazioni pervasive, di continuare a mantenere lo status quo evitando temporaneamente il fragoroso fallimento dello Stato.&lt;br /&gt;Infatti non è vero, come si dice generalmente, che “lo Stato non può fallire”. O meglio, questa affermazione è corretta solo nel senso che, a differenza delle imprese private, i governanti possono estorcere con la forza ai propri sfortunati sudditi tutte le risorse di cui necessitano per mantenere le proprie clientele, i propri privilegi e i propri sprechi. Tuttavia questa attività di saccheggio può incontrare numerosi ostacoli, primo fra tutti la resistenza attiva delle vittime, e non sempre riesce a svolgersi linearmente come le classi politiche vorrebbero.&lt;br /&gt;Per aggirare questi spiacevoli inconvenienti, esse possono allora ricorrere alla più comoda alternativa dell’inflazione. Una volta dichiaratisi monopolisti legali nell’emissione monetaria, i governanti, come i peggiori falsari, possono impossessarsi dei beni dei propri sudditi in maniera subdola, riducendogli il potere d’acquisto attraverso la stampa di cartamoneta. Così, se un governante ha bisogno di 1000 miliardi per accontentare un gruppo di propri sostenitori, invece di ottenerli attraverso la via impopolare della tassazione può semplicemente stamparli, e – detta molto sommariamente – tutti i possessori di cartamoneta senza neanche accorgersene vedono calare di circa 1000 miliardi il proprio potere d’acquisto.&lt;br /&gt;Una terza possibilità per i governi di mantenere o accrescere le proprie spese evitando la bancarotta è quella di ricorrere al debito pubblico. Tuttavia, poiché prima o poi i creditori chiederanno il pagamento, il governo è costretto a cercare risorse attraverso la tassazione o l’inflazione, rientrando così nei due casi precedenti. Se invece decidesse di non onorare il debito rischierebbe seriamente di non riceverebbe più alcun prestito in futuro.&lt;br /&gt;Per queste ragioni, un governo non può continuare a spendere e a far debiti all’infinito senza fallire mai. Infatti, come tutti i predatori e i parassiti, anche lo Stato deve la propria esistenza ai produttori. Se lo Stato esagera nella propria attività di sfruttamento uccide la gallina dalle uova d’oro, e vede così essiccare la fonte delle proprie entrate. La storia conosce un’infinità di esempi di regni o di imperi che sono crollati perchè la tassazione e le regolamentazioni eccessive avevano completamente annientato le classi produttive e distrutto l’economia. Un solo esempio: l’Impero romano che, ricco e potente durante l’epoca più “liberale” di Cesare Augusto, è andato in rovina quando, nel tardo principato e in epoca dioclezianea, iniziò ad assumere caratteri ultraburocratici e statalisti molto simili a quelli dell’Urss.&lt;br /&gt;In condizioni di bancarotta, uno Stato rischia non solo di essere rovesciato dall’interno da rivoluzioni popolari (come talvolta è avvenuto nei casi d’inflazione esplosiva, che rende impossibile la vita quotidiana agli abitanti), ma anche di perdere la propria sovranità nei confronti di Stati esterni, che lo invadono militarmente o lo inglobano nella propria sfera d’influenza. Come può allora lo Stato in rovina economica evitare queste due spiacevoli situazioni? Non essendo più percorribili le tre strade interne delle tasse, dell’inflazione, o del debito, esso può cercare all’esterno le proprie fonti da sfruttare: può cioè tentare di ampliarsi territorialmente, dato che l’acquisto di territori comporta anche l’acquisto di un maggior numero di sudditi da tassare. Questa è la via della guerra, che però è molto costosa e rischiosa, e può avere come esito la completa e definitiva disfatta.&lt;br /&gt;Al governo in bancarotta rimane a questo punto un’ultima possibilità: impedire la concorrenza dei paesi esteri, che rischiano di portargli via base imponibile, accordandosi in una qualche sorta di unificazione politica. Se riesce a convincere i paesi vicini ad uniformare le loro regole con le proprie, allora vi saranno meno possibilità che i contribuenti e i capitali emigrino altrove, e potrà continuare ad imporre loro pesanti imposte e regolamentazioni, forse ancor più che in precedenza.&lt;br /&gt;In un illuminante saggio sulle conseguenze economiche delle unificazioni politiche, l’economista libertario tedesco Jörg Guido Hülsmann ha dimostrato che gli avvenimenti europei dell’ultimo decennio confermano questa analisi. La Germania Est, uno Stato totalmente fallito non solo economicamente, ma anche ideologicamente, moralmente, e spiritualmente, non ha potuto fare altro che cedere la propria sovranità ad uno Stato vicino più ricco, la Germania Ovest. La riunificazione territoriale che ne è conseguita, però, ha portato come previsto ad un colossale aumento dello statalismo in Germania, sotto forma di tasse e debito pubblico per sussidiare l’Est. La Germania Ovest, che dopo la fine della Seconda guerra mondiale aveva una delle economie più ricche e libere d’Europa, è diventato così un paese statalista come la Francia e l’Italia, con problemi molto simili a questi.&lt;br /&gt;Poichè in Europa tre paesi (Italia, Belgio, e Grecia) sono in piena bancarotta a causa del debito pubblico, dato che non riusciranno mai a pagarlo, e molti altri sono in condizioni solo un po’ migliori (Austria, Portogallo, Spagna, Svezia, Irlanda), tutti costoro – spiega Hülsmann – non hanno altra possibilità per far sopravvivere il sistema welfarista se non quella di cartellizzarsi in una vera e propria “unione di bancarottieri”, e affidare a qualche Stato relativamente più forte la soluzione dei propri problemi. Così come i paesi del Terzo Mondo o del Sudamerica in rovina riescono a salvarsi solo cedendo la propria sovranità finanziaria a qualche paese più ricco (solitamente gli Stati Uniti) o a qualche organismo sovrannazionale come il Fondo Monetario, allo stesso modo le socialdemocrazie bancarottiere d’Europa non hanno altra via che quella di cedere la propria sovranità economica e monetaria ad una unione guidata dalla Germania, anch’essa però in cattivo stato.&lt;br /&gt;In conclusione, gli Stati possono fallire, perché oltre un certo limite non possono sfruttare indefinitamente la popolazione.&lt;br /&gt;L’unificazione politica permette però di ritardare il disastro (il recente salvataggio della Grecia ne è l’esempio pratico, ndr) e di proseguire per qualche tempo con gli stessi metodi, ed è quello che stanno facendo i paesi della UE.&lt;br /&gt;Alla fine però i nodi verranno al pettine anche per gli strafalliti sistemi assistenzialisti europei, i quali, se non si inverte decisamente la rotta, crolleranno miseramente proprio come il comunismo dieci anni fa.&lt;br /&gt;Poiché i problemi che hanno determinato la rovina del socialismo reale sono gli stessi, con mere differenze di grado, che oggi attanagliano le socialdemocrazie stataliste d’Occidente, si può presumere che anche il collasso del superstato socialista europeo, dovuto all’insostenibilità del sistema, sia solo una questione di tempo.&lt;br /&gt;E quelli dell’Eurogruppo riunitisi oggi a Bruxelles ne sono l’emblema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7810589910839584043?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7810589910839584043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7810589910839584043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7810589910839584043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7810589910839584043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/07/bruxelles-e-lunione-dei-bancarottieri.html' title='BRUXELLES E L’UNIONE DEI BANCAROTTIERI, dei politici e burocrati parassiti, ovvero come espropriare il ceto produttivo di tutte le ricchezze possedute'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2442743069020221631</id><published>2011-07-19T11:11:00.001-07:00</published><updated>2011-07-19T11:12:53.936-07:00</updated><title type='text'>Il BELGIO è da 400 GIORNI SENZA GOVERNO e l'economia va bene. Piuttosto che avere farabutti e parassiti al governo, come in Italia ...</title><content type='html'>Il BELGIO è da 400 GIORNI SENZA GOVERNO e l'economia va bene. Piuttosto che avere farabutti e parassiti al governo, come in Italia, è meglio non avere un governo, così evitano di fare danni …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI ERNESTO CERNEAZ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I “servi sciocchi” come Barisoni, ieri sostenevano “che il motivo per cui la speculazione attacca l’Italia è causata dalle incertezze nel governo”. L’ennesima idiozia ovviamente, che trova in una notizia apparsa oggi la sua negazione: “Sono ormai quattrocento giorni, 14 mesi, che il Belgio risulta senza esecutivo: un vero e proprio record. Il Paese però continua a crescere economicamente, con il Pil in aumento del 2,4% mentre aumenta anche la preoccupazione per il debito pubblico, diventato il terzo più elevato dell’Ue raggiungendo il 100% del prodotto interno lordo”. Ahahaha!&lt;br /&gt;E’ davvero curiosa la vicenda di questo Belgio che non solo è privo di un esecutivo, ma che per giunta, grazie anche ai buoni risultati dell’economia tedesca con cui i belgi hanno rapporti assai stretti, continua a crescere. Merito della mancanza di un vero governo?&lt;br /&gt;Il secondo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, affermò “che il miglior governo è quello che governa meno”. Sulla scorta di tale tesi Henry David Thoreau convenne ne “La disobbedienza civile – correva l’anno 1849 – “che il migliore governo in assoluto è proprio quello che non governa affatto”. Da allora, una caterva di liberali corenti ha fatto a gare per dimostrare tale teorema, che il Belgio pare confermare.&lt;br /&gt;Gli esponenti del libertarismo, che ha come plantageneta Murray N. Rothbard ritengono molto semplicemente che una società senza Stato, e quindi senza monopolio della violenza legale, sia da preferirsi poiché le nostre istituzioni sono per loro essenza illegittime. Lo Stato, ahinoi, non è un’impresa che offre servizi che si possano accettare oppure no, anzi la sua azione ricorda più il modo di agire di don Vito Corleone, dato che alle sue proposte non si può dissentire.&lt;br /&gt;Il Belgio ha ancora i suo vari governi locali, che funzionano bene nonostante il governo non sia più in carica. Parlamento e Senato continuano (purtroppo) ad esistere anche se la loro funzione è limitata ora che il governo non c’è più. I ministeri esistono burocraticamente (purtroppo), ma non politicamente (quindi non possono inventarsi nuove regole da far rispettare). Il re è ancora vivo ma a parte firme e rappresentanza simbolica non ha alcuna funzione fondamentale. Anzi, ora Re Alberto II ha deciso di non concedere favori nobiliari per il secondo anno consecutivo. Niente visconti e baronesse, dunque, contrariamente a una tradizione secolare.&lt;br /&gt;Per sintetizzare, la situazione del Belgio sfata tanti miti che vi hanno propinato negli ultimi 60 anni:&lt;br /&gt;1) I governi nazionali hanno poca o nulla utilità se non quella di arricchire le solite poche persone.&lt;br /&gt;2) l’assenza di governi, parlamenti e rappresentanza politica non è indice di caos, instabilità finanziaria e fine della civiltà.&lt;br /&gt;3) i paesi civili funzionano anche senza rappresentanza democraticamente eletta. E quindi un paese che non ha votazioni democratiche e che non ha un governo eletto dalla maggioranza continua ad essere un paese civile.&lt;br /&gt;Chissà che nel gran casino dei debiti sovrani, dove troppi Barisoni chiedono più Stato, il regno che fu di Baldovino non diventi un simbolo dell’antistatalismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2442743069020221631?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2442743069020221631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2442743069020221631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2442743069020221631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2442743069020221631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/07/il-belgio-e-da-400-giorni-senza-governo.html' title='Il BELGIO è da 400 GIORNI SENZA GOVERNO e l&apos;economia va bene. Piuttosto che avere farabutti e parassiti al governo, come in Italia ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3956255395027426327</id><published>2011-07-16T08:46:00.000-07:00</published><updated>2011-07-16T08:56:05.142-07:00</updated><title type='text'>Islanda, i moderni Vichinghi ci forniscono una lezione di dignità, civiltà ed autonomia e per uscire dalla crisi finanziaria e politico culturale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hCCmuMhjTnA/TiGzPjRAhbI/AAAAAAAABXY/9LxKBTUxt8E/s1600/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 378px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hCCmuMhjTnA/TiGzPjRAhbI/AAAAAAAABXY/9LxKBTUxt8E/s400/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629978088935818674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilcambiamento.it"&gt;http://www.ilcambiamento.it&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’hanno definita una ‘rivoluzione silenziosa’ quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Degl’Innocenti – 13 Luglio 2011&lt;br /&gt;Cascata IslandaOggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un’eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma procediamo con ordine. L’Islanda è un’isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell’intera Italia, situato un poco a sud dell’immensa Groenlandia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15 anni di crescita economica avevano fatto dell’Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di ‘neoliberismo puro’ applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.&lt;br /&gt;Landsbanki&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall’altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull’euro – che perse in breve l’85 per cento – non fece altro che decuplicare l’entità del loro debito insoluto. Alla fine dell’anno il paese venne dichiarato in bancarotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all’Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l’unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ddu6hM83AtM/TiG0YLvwokI/AAAAAAAABXg/HnRzuMY7Alw/s1600/Islanda%2Bgeografica%2Bvista%2Bdal%2Bsatellite.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ddu6hM83AtM/TiG0YLvwokI/AAAAAAAABXg/HnRzuMY7Alw/s400/Islanda%2Bgeografica%2Bvista%2Bdal%2Bsatellite.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629979336752800322" /&gt;&lt;/a&gt;L'Islanda vista dal satellite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento.&lt;br /&gt;ProtesteSi trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d’Islanda era decisamente troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos’altro invece si riaggiustò. Si ruppe l’idea che il debito fosse un’entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un’intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d’un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l’isolamento dell’Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l’Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell’intervista – ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.&lt;br /&gt;Costituzione Islanda&lt;br /&gt;A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L’Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l’Islanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l’indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola ‘presidente’ al posto di ‘re’).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un’assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. “Io credo – ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente – che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet”.&lt;br /&gt;Quarto Stato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l’unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-3956255395027426327?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/3956255395027426327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=3956255395027426327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3956255395027426327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3956255395027426327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/07/islanda-i-moderni-vichinghi-ci.html' title='Islanda, i moderni Vichinghi ci forniscono una lezione di dignità, civiltà ed autonomia e per uscire dalla crisi finanziaria e politico culturale'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hCCmuMhjTnA/TiGzPjRAhbI/AAAAAAAABXY/9LxKBTUxt8E/s72-c/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1590733406871672654</id><published>2011-07-15T09:09:00.000-07:00</published><updated>2011-07-15T09:10:20.371-07:00</updated><title type='text'>CETI PRODUTTIVI contro CETI PARASSITARI. L'Italia è un caso emblematico</title><content type='html'>DI FILIPPO MATTEUCCI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che tutta la storia e la mappatura filosofica delle ideologie siano da riscrivere, per lo meno a partire dall’Illuminismo. Ai soggetti provenienti da famiglie prive di identità che ci vengono a dire come deve andare il mondo, quando essi stessi non sanno né chi sono né perché esistono, non possiamo che opporre lo ius naturalis e i suoi capisaldi: la proprietà privata e il libero mercato. Proprietà privata e libero mercato impongono di buttare le ideologie nel pattume, una volta per tutte: gli errori mentali e il regresso di civiltà dei nostri nonni del Novecento, un secolo di istupidimento di massa e di follia collettiva, non dobbiamo pagarli noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre piuttosto imparare a riconoscere quando democrazie formali delegate nascondono tirannie oligarchiche e stataliste: le famiglie dei tiranni e i loro clientes, in questo caso, vogliono controllare e ingessare il mercato, e pretendono di vivere sulle spalle dei cittadini contribuenti, dei ceti produttivi. Per impossessarsi della ricchezza creata e guadagnata dai ceti produttivi, tassano gradualmente ogni azione che il lavoratore compie nella sua vita, ogni ambito della sua esistenza. Salari e stipendi, consumi, atti amministrativi, risparmi, case, trasferimenti di proprietà, il pieno di benzina o di carburante per il riscaldamento, tutto diventa occasione per imporre balzelli ed estorcere così denaro a chi se lo è sudato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, vengono a raccontarci che vogliono diminuire le tasse sul reddito da lavoro dipendente; i soldi per far ciò però li trovano raddoppiando le tasse sui risparmi dei lavoratori dipendenti, dei poveri Cristi, di coloro che non possono emigrare o almeno portare i loro risparmi all’estero. In questo consiste la famigerata armonizzazione (o riordino), cioè l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Le quali ovviamente non sono rendite, ma sono i sudati, tartassati, inflazionatissimi risparmi di lavoratori e pensionati, che già non rendono nulla, visto che a causa dell’inflazione i rendimenti reali sono oggi negativi. Chi vive di rendita sono caso mai i membri del “politburò”, i maggiordomi dei padroni, coloro che hanno venduto il loro consenso in cambio di uno di quei posti pubblici d’oro o di comode poltrone politiche, con scarso engagement e lauti stipendi: rendite, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dominanti di oggi possono essere raffigurati da una piramide: al vertice abbiamo le odierne famiglie reali, le famiglie della grande impresa assistita, sovvenzionata, sussidiata, i padroni assoluti dello Stato, e le famiglie dei boss delle cosche. Nel mezzo troviamo i maggiordomi privilegiati, coloro che occupano le poltrone ben retribuite delle cariche politiche, amministrative e burocratiche, il “Politburò”. Alla base abbiamo quella parte di dipendenti pubblici assolutamente inutile, coloro che, per timore di dover combattere sul libero mercato, hanno venduto il loro consenso in cambio di un “posto” pubblico, per un misero stipendio, disprezzati dai loro stessi protettori. Tutti gli appartenenti a questa piramide producono poco e male: il sistema si regge e va avanti utilizzando la ricchezza creata da altri, dai ceti produttivi: piccole e medie imprese, dipendenti del settore privato, lavoratori autonomi, e quella parte del pubblico impiego realmente necessaria al paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tirannia e l’oppressione consistono nel costringere questi ceti produttivi a mantenere, per forza e contro la loro volontà, gli altri ceti parassitari. Il fisco serve prevalentemente a questo. Oggi la lotta di classe non è più tra proletari contro borghesi, ma tra lavoratori contro parassiti, tra ceti produttivi contro il “Politburò”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fine degli attuali dominanti è lo sterminio dei ceti medio-bassi, ai quali deve essere tolta ogni velleità di formarsi un piccolo patrimonio familiare. La logica redistributiva toglie ai medio-piccoli per dare ai grandi e grandissimi, con una evidente finalità di proletarizzazione (leggi: schiavizzazione) di chiunque non appartenga alle famiglie e alle cosche al potere. Questo processo di proletarizzazione è stato studiato e progettato fin nei minimi dettagli, ed è uno strumento di mantenimento del potere. Ovviamente viene travestito da “redistribuzione a favore delle famiglie, dei lavoratori dipendenti, dei proletari” proprio nel momento in cui sono le famiglie e i lavoratori a essere colpiti, penalizzati, impoveriti dal continuo aumento della pressione fiscale. Tassare salari e stipendi, tassare consumi, tassare risparmi, tassare case, tassare i carburanti o quant’altro è sempre la stessa cosa: sono tutti aumenti della pressione fiscale contro il popolo e a favore dei dominanti e dei loro lacchè. Socializzazione dei costi del consenso vuol dire semplicemente che i dominanti si pagano servi e consenso coi soldi pubblici, coi soldi nostri, quelli che ci tolgono con le tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, il massimo a cui un cittadino qualunque può aspirare, è che gli venga graziosamente concesso un posto pubblico, un boccone di pane, e, per i più ligi al regime, per quelli che portano più consenso, qualche poltrona d’oro. Non si azzardi il cittadino qualunque a mettersi in proprio, a iniziare un lavoro autonomo o imprenditoriale, un’attività produttiva: verrà immediatamente strozzato dalla burocrazia e dal fisco, e lavorerà per altri, per i poteri forti e per il loro stuolo di lacchè politici e burocrati. Manterrà col suo lavoro e con le sue tribolazioni i ceti parassitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo evitare l’ulteriore appesantimento della tassazione sui risparmi degli italiani rappresenta una sorta di “linea del Piave”, sulla quale dovrebbero attestarsi tutte quelle forze politiche, quei tributaristi e quegli economisti ancora dotati di un minimo di ragionevolezza, equità e dignità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risparmi sono già tartassati dall’inflazione e dall’imposta sostitutiva: ancora non basta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le famiglie si sono accorte che il potere d’acquisto dei loro poveri risparmi è stato decimato dall’inflazione. E l’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo di cui già si avvantaggia lo Stato. Tutti sperimentiamo quotidianamente che in Italia c’è un’inflazione ben superiore a quella ufficialmente dichiarata dall’ISTAT: questa inflazione reale è il tributo che i risparmiatori già pagano al fisco, cui si aggiunge l’attuale imposta sostitutiva del 12,5% che ora si vorrebbe iniquamente aumentare, con un intento demagogicamente e ideologicamente espropriativo. E, sottolineo, è assolutamente falsa, falsissima, l’affermazione ricorrente che il rendimento del risparmio è tassato meno dei redditi da lavoro o d’impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carico fiscale che le imprese subiscono, è di fatto contenuto: l’aliquota sul reddito d’impresa è fittizia, visto che si applica non su tutto il reddito, ma solo sul reddito imponibile, e qualsiasi commercialista è in grado di decimare l’imponibile del reddito d’impresa. Tutta una serie di fasce esenti, deduzioni e detrazioni sono poi previste per tutti gli altri tipi di reddito, a cominciare dal reddito da lavoro dipendente. Ciò non accade invece per l’imposta sostitutiva, che è un tributo ben diverso dall’imposta sul reddito. Ed è proprio l’imposta sostitutiva che già oggi colpisce i rendimenti dei risparmi: le sue aliquote si applicano quindi senza sconti su tutto il reddito nominale (ben maggiore di quello reale!) dei risparmi, fino all’ultimo centesimo, non essendovi alcuna possibilità di dedurre costi e spese dall’imponibile, né fasce esenti. Si applicano anche sulle perdite da inflazione! Quindi il paragonare l’aliquota solo nominalmente più alta del reddito d’impresa o di lavoro a quella del 12,5% sui redditi finanziari nominali non ha senso, e chi, in possesso delle dovute conoscenze giuridico-tributarie, fa tale paragone fra aliquote di imposte strutturalmente diversissime, lo fa in malafede, per infinocchiare chi di tributi non se ne intende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quel neokeynesianesimo imperante, quel tassa e spendi, che tanto fa comodo ai ceti parassitari, è talmente insensato da illudersi che tassando i risparmi fino a ucciderli si spinge la gente a consumare di più, stimolando l’economia. No, non è così. L’effetto di una maggiore tassazione è esattamente il contrario: le possibilità economiche delle famiglie sono decimate dal calo dei rendimenti dei loro risparmi e dall’aumento dei costi per le abitazioni. Le famiglie si tengono ancora più stretti i loro risparmi, non consumano, non domandano i prodotti che le imprese offrono. Gli imprenditori di conseguenza non investono, e l’economia regredisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capiamoci, con l’assalto dei ceti parassitari ai risparmi dei lavoratori (le rendite finanziarie) il passaggio è epocale: nessun governo, anche ferocemente statalista, in passato era mai arrivato a tanta iniquità. Per impadronirsi dei nostri risparmi non si accontentano più dell’inflazione, oggi l’attacco espropriativo contro i risparmi degli italiani è diretto, frontale e pesantissimo: aumento, quasi raddoppio dell’imposta sostitutiva, che, si badi bene, e lo ripeto, è per sua struttura e per base imponibile molto più pesante e vessatoria, a parità di aliquota percentuale, della normale imposta sul reddito, con la quale in troppi, per ignoranza o malafede, la confondono. All’esproprio dei risparmi seguirà, già annunciato, l’attacco fiscale agli immobili, facilmente attuabile attraverso una revisione al rialzo delle rendite catastali. E, una volta tartassati risparmi e case, troveranno qualcos’altro da tassare, che so, i balconi (già ci hanno provato!), o i cessi dei laboratori degli artigiani, o le bottiglie di acqua minerale, o i cani e i gatti che ci teniamo in casa, in un’infinita pauperizzazione, un infinito asservimento di chi lavora e produce, di chi non è dei loro. Se non li fermiamo ora non li fermeremo più. Per questo la battaglia in difesa dei nostri risparmi va combattuta fino in fondo, questa “linea del Piave” non deve essere sfondata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sono bravi, coloro che vivono sulle nostre spalle, nel falsare il significato del linguaggio, nel camuffare con l’ideologia gli espropri che perpetrano a loro esclusivo vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fantasia affermare: “Vogliamo abbassare le tasse sui salari dei lavoratori, quindi raddoppiamo le tasse sui loro risparmi…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanta gente sprovveduta e in buona fede si lascerà ancora prendere per i fondelli? Quanti poveri Cristi non capiranno che i tartassati sono sempre loro, che lavorano per far fare la bella vita a qualcun altro? E ripeto un mio vecchio suggerimento: chiediti sempre nelle tasche di quali famiglie vanno i soldi che lo stato ti toglie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1590733406871672654?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1590733406871672654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1590733406871672654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1590733406871672654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1590733406871672654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/07/ceti-produttivi-contro-ceti-parassitari.html' title='CETI PRODUTTIVI contro CETI PARASSITARI. L&apos;Italia è un caso emblematico'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-769153415612859611</id><published>2011-07-07T06:07:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T06:08:04.636-07:00</updated><title type='text'>L'Italia è ormai uno stato zombie, tenuto in vita dai famili politici al servizio dei banchieri centrali ed internazionali.</title><content type='html'>di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è ormai uno stato zombie, tenuto in vita dai famili politici al servizio dei banchieri centrali ed internazionali, unici veri speculatori a parassiti cinici e spietati, che porteranno la stragrande maggioranza delle famiglie italiane alla completa rovina, rassicurandole fino alla fine che la situazione è sotto controllo. Io sono anni che preavviso ed informo dei rischi in corso, e sono stanco di ripetermi, quello che dichiarano a livello politico sono solo menzogne ed espedienti di basso profilo per guadagnare tempo. L'Italia farà la fine della Grecia e del Portogallo, ed avverrà molto prima di quanto si possa prevedere. I nostri politici sono farabutti, parassiti, incompetenti, ecc., se qualcuno confida in loro è uno stolto, l'unica cosa che sapranno fare è espropriare progressivamente i beni posseduti dalle famiglie per far cassa, prorogare i loro privilegi, in primo luogo depauperandoli con la tassa occulta ed insidiosa costituita dall'inflazione (quella vera: la creazione di denaro dal nulla, l'espansione del debito). Purtroppo quando gli italiani, come massa critica, si accorgeranno della gravità della situazione sarà troppo tardi per qualsiasi reazione appropriata. Gli stranieri facoltosi (cinesi?) si impossesseranno del paese, speriamo solo che governino con paternalismo magnanimo e meno parassitismo di coloro che li hanno preceduti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-769153415612859611?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/769153415612859611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=769153415612859611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/769153415612859611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/769153415612859611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/07/litalia-e-ormai-uno-stato-zombie-tenuto.html' title='L&apos;Italia è ormai uno stato zombie, tenuto in vita dai famili politici al servizio dei banchieri centrali ed internazionali.'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6397500403812742492</id><published>2011-06-24T05:25:00.000-07:00</published><updated>2011-06-25T03:12:01.134-07:00</updated><title type='text'>Islanda, un paese che vuole punire i banchieri responsabili della crisi e non intende pagarne i debiti e riscrive la costituzione ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-y7gCtq888dw/TgSEH4nunxI/AAAAAAAABXI/wS8wwTlvaSY/s1600/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 378px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-y7gCtq888dw/TgSEH4nunxI/AAAAAAAABXI/wS8wwTlvaSY/s400/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621763505858191122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Islanda, un paese che vuole punire i banchieri responsabili della crisi e non intende pagarne i debiti e riscrive la costituzione per renderlo un rifugio internazionale della libertà di informazione e comunicazione. Forse sta riaffiorando a livello genetico ereditario culturale la superlativa ed estremamente evoluta esperienza delle Libere Comunità Islandesi del Medioevo, dal 930 A.C. perdurate circa tre secoli, primo esempio di democrazia evoluta e partecipata in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Stampa Libera &lt;a href="http://www.stampalibera.com"&gt;http://www.stampalibera.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jóhanna Sigurðardóttir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2008 la gran maggioranza della popolazione occidentale sogna di dire “no” alle banche, ma nessuno ha osato farlo. Nessuno eccetto gli islandesi, che hanno fatto una rivoluzione pacifica che non solo è riuscita a rovesciare un governo e abbozzare una nuova costituzione, ma cerca anche di incarcerare i responsabili della débacle economica del paese.&lt;br /&gt;La scorsa settimana a Londra e Reykjavik sono state arrestate 9 persone per la loro presunta responsabilità nel crollo finanziario dell’Islanda del 2008, una crisi profonda che si è sviluppata in una reazione pubblica senza precedenti che sta cambiando la direzione del paese.&lt;br /&gt;È stata una rivoluzione senz’armi in Islanda, paese che ospita la più antica democrazia al mondo (dal 930), e i cui cittadini sono riusciti a effettuare il cambiamento solo facendo dimostrazioni e sbattendo pentole e tegami. Perché gli altri paesi d’Occidente non ne hanno neppur sentito parlare?&lt;br /&gt;La pressione dei cittadini islandesi è riuscita non solo a far cadere un governo, ma anche a iniziare la stesura di una nuova costituzione (in corso), e sta cercando di incarcerare i banchieri responsabili della crisi finanziaria del paese. Come dice il proverbio, chiedendo le cose con garbo, è molto più facile ottenerle.&lt;br /&gt;Questo tranquillo processo rivoluzionario ha le sue origini nel 2008 quando il governo islandese decise di nazionalizzare le tre maggiori banche, Landsbanki, Kaupthing e Glitnir, i cui clienti erano principalmente britannici, e nord- e sud-americani.&lt;br /&gt;Dopo la presa in carico da parte statale, la moneta ufficiale (krona) precipitò e la borsa valori sospese l’ attività dopo un crollo del 76%. L’Islanda stava andando in bancarotta e per salvare la situazione, il Fondo Monetario Internazionale iniettò 2.100 milioni di dollari USA e i paesi Nordici contribuirono con altri 2.500 milioni.&lt;br /&gt;Grandi piccole vittorie di gente comune&lt;br /&gt;Mentre le banche e le autorità locali ed estere stavano disperatamente cercando soluzioni economiche, gli islandesi si sono riversati in strada e le loro persistenti dimostrazioni quotidiane davanti al parlamento a Reykjavik hanno provocato le dimissioni del primo ministro conservatore Geir H. Haarde e del suo intero gabinetto.&lt;br /&gt;I cittadini esigevano inoltre di convocare elezioni anticipate, e ci sono riusciti: in aprile è stato eletto un governo di coalizione formato dall’Alleanza Social-democratica e dal Movimento Verde di Sinistra, capeggiato dalla nuova prima ministra Jóhanna Sigurðardóttir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-G3mbOf0wR44/TgSER82MOnI/AAAAAAAABXQ/jfUdFsNsfCU/s1600/Islanda%2B-%2BBandiera.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 90px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-G3mbOf0wR44/TgSER82MOnI/AAAAAAAABXQ/jfUdFsNsfCU/s400/Islanda%2B-%2BBandiera.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621763678791285362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per tutto il 2009 l’economia islandese continuò a essere in situazione precaria (alla fine dell’anno il PIL era calato del 7%) ma ciononostante il parlamento propose di rifondere il debito alla Gran Bretagna e ai Paesi Bassi con un esborso di 3.500 milioni di euro, somma da pagarsi ogni mese da parte delle famiglie islandesi per 15 anni all’interesse del 5.5%.&lt;br /&gt;La decisione riaccese la rabbia negli islandesi, che tornarono in strada esigendo che, almeno, tale scelta fosse sottoposta a referendum. Altra piccola vittoria per i dimostranti: nel marzo 2010 si tenne appunto tale consultazione elettorale e uno schiacciante 93% della popolazione rifiutò di rifondere il debito, almeno a quelle condizioni.&lt;br /&gt;Ciò costrinse i creditori a ripensare l’operazione migliorandola con l’offerta di un tasso del 3% protratto per 37 anni. Ma anche questo non bastava. L’attuale presidente, al vedere il parlamento approvare l’accordo con un margine esiguo, ha deciso il mese scorso di non ratificarlo e di chiamare il popolo islandese alle urne per un referendum in cui avrà l’ultima parola.&lt;br /&gt;I banchieri scappano per la paura&lt;br /&gt;Tornando alla situazione tesa del 2010, quando gli islandesi si rifiutavano di pagare un debito contratto da squali finanziari senza consultazione, il governo di coalizione aveva promosso un’indagine per stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica arrestando già parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate.&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://serenoregis.org/2011/04/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i-banchieri-responsabili-della-crisi-pressenza/"&gt;http://serenoregis.org/2011/04/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i-banchieri-responsabili-della-crisi-pressenza/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Interpol frattanto aveva emesso mandato di cattura internazionale contro Sigurdur Einarsson, ex-presidente di una delle banche coinvolte. Questa situazione ha spaventato banchieri e dirigenti inducendoli a lasciare il paese in massa.&lt;br /&gt;In questo contesto di crisi, si è eletta un’assemblea per redigere una nuova costituzione che rifletta le lezioni apprese nel frattempo sostituendo quella attuale, ispirata alla costituzione danese.&lt;br /&gt;Per far ciò, anziché chiamare esperti e politici, gli islandesi hanno deciso di rivolgersi direttamente alla gente, che dopo tutto detiene il potere sovrano sulla legge. Più di 500 islandesi si sono presentati come candidati a partecipare a tale esercizio di democrazia diretta e a scrivere una nuova costituzione. Ne sono stati eletti 25, senza affiliazioni partitiche, compresi avvocati, studenti, giornalisti, agricoltori e sindacalisti.&lt;br /&gt;Fra l’altro, questa costituzione richiederà come nessun’altra la protezione della libertà d’informazione e d’ espressione nella cosiddetta Iniziativa per i Media Moderni Islandesi, in un progetto di legge che mira a rendere il paese un porto sicuro per il giornalismo d’indagine e per la libertà d’informazione, dove si proteggano fonti, giornalisti e provider d’Internet che ospitino reportage di notizie.&lt;br /&gt;La gente, per una volta, deciderà il futuro del paese mentre banchieri e politici assistono alla trasformazione di una nazione dai margini.&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="www.elconfidencial.com"&gt;www.elconfidencial.com&lt;/a&gt;TRANSCEND Media Service. Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis&lt;br /&gt;Titolo originale: Iceland, a Country That Wants to Punish the Bankers Responsible for the Crisis&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.transcend.org/tms/2011/04/iceland-a-country-that-wants-to-punish-the-bankers-responsible-for-the-crisis/"&gt;http://www.transcend.org/tms/2011/04/iceland-a-country-that-wants-to-punish-the-bankers-responsible-for-the-crisis/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6397500403812742492?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6397500403812742492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6397500403812742492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6397500403812742492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6397500403812742492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/06/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i.html' title='Islanda, un paese che vuole punire i banchieri responsabili della crisi e non intende pagarne i debiti e riscrive la costituzione ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-y7gCtq888dw/TgSEH4nunxI/AAAAAAAABXI/wS8wwTlvaSY/s72-c/Stemma%2Bdell%2527Islanda.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3231317051631165647</id><published>2011-06-14T07:43:00.000-07:00</published><updated>2011-06-14T07:45:14.555-07:00</updated><title type='text'>Se pensano di imporre la loro volontà in Valsusa sono degli illusi ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TrdFygMJ8Lk/Tfdz5xRGA3I/AAAAAAAABWY/5nnS-ErY1hg/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TrdFygMJ8Lk/Tfdz5xRGA3I/AAAAAAAABWY/5nnS-ErY1hg/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618086496482755442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' risaputo che i nostri partiti politici sono divenuti ormai comitati d'affari, la partitocrazia uno strumento di potere economico e di malaffare, che ha scollato schizofrenicamente la politica dalla società civile, allontanandola dalla gente comune, inaridendola e volgarizzandola, manifestando un'ignoranza abissale ed indifferenza nei confronti delle problematiche reali e soprattutto della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cito un solo esempio, quello della TAV in Val di Susa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I politici ed i loro cortigiani della carta stampata e della televisione, i cosiddetti media, sanno poco nulla sulla TAV e non fanno la fatica di documentarsi ed approfondire tecnicamente, altrimenti avrebbero capito da un pezzo che la TAV conviene solo a chi la propone e costruisce, non certo ai cittadini ed utenti che subiranno un enorme danno erariale che graverà sulle generazioni future, ma non è su questo che mi voglio soffermare, ma sull'ignoranza storico culturale dei nostri politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prosopopea e l'autoritarismo cui sono avvezzi da tempo i nostri politici, li ha indotti a sottovalutare la gente di montagna e di confine, non sapendo che sono proprio coloro che ancora conservano importanti tracce storiche culturale ereditarie, dignità e fierezza delle radici e del loro passato, capacità di resistenza e perseveranza, ecc., molto più della media delle popolazioni peninsulari … &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sanno i nostri politici, che la Val di Susa, la Val Chisone, la Val Varaita,  ecc., nel 1343 si sono unite nella Federazione degli Escartons (una sorta di Repubblica democratica antesignana), firmando la prima Carta delle Libertà in Europa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una carta costituzionale che affrancava la cinquantina di comunità aderenti dalle servitù feudali, sanciva il diritto alla libertà di ogni singolo individuo, il diritto inviolabile della proprietà privata e dell'autogestione comunitaria, equa ripartizione delle tasse, ecc. ... La Federazione prosperò sino all'acquisizione definitiva dei Savoia che imposero il loro dominio sull'area in seguito al Trattato di Utrecht che perdurò alcuni anni e si concluse nel 1713&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E secondo i nostri politici, ignoranti ed insipienti, si possono imporre  a queste popolazioni scelte liberticide con elevato impatto ambientale e sanitario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma studiatevi la storia e ritiratevi a vita privata che è meglio! Oppure provate ad indire un nuovo referendum ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-3231317051631165647?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/3231317051631165647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=3231317051631165647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3231317051631165647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3231317051631165647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/06/se-pensano-di-imporre-la-loro-volonta.html' title='Se pensano di imporre la loro volontà in Valsusa sono degli illusi ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TrdFygMJ8Lk/Tfdz5xRGA3I/AAAAAAAABWY/5nnS-ErY1hg/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1579694589718900391</id><published>2011-06-12T03:45:00.001-07:00</published><updated>2011-06-12T03:48:41.841-07:00</updated><title type='text'>Il raggiungimento del quorum al referendum ha un significato che trascende la semplice politica …</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PDcxDgfKe5M/TfSZD9uMwSI/AAAAAAAABWQ/6doyXbTw384/s1600/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PDcxDgfKe5M/TfSZD9uMwSI/AAAAAAAABWQ/6doyXbTw384/s400/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617282928624845090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Claudio Martinotti Claudio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli italiani non si recheranno a votare per i referendum, impedendo il raggiungimento del quorum, indipendentemente da come la pensano, potrebbe significare che il loro livello di degenerazione morale, sfiducia istituzionale, rassegnazione ed autocommiserazione, delega politica alla casta e quindi sudditanza psicologica e devitalizzante, una sorta di collusione e complicità sado-maso a loro totale svantaggio e per beneficio dei loro parassiti sfruttatori, ha  raggiunto un degrado gravissimo ed irreversibile, che potrebbe indurmi ad avviare le procedure per divenire apolide o per emigrare, non potendomi in alcun modo identificare in questo popolo e società, che se anche non è mai stata una nazione (definita tale solo dalla retorica di stato) però è stata per millenni culla di civiltà ed esempio di diritto, potenzialità, talento e genialità per tutto il mondo conosciuto, ed ora vederla ridurre a cloaca morale e culturale è una lacerazione gravissima, una sofferenza indicibile che non può essere tollerata a lungo.&lt;br /&gt;Quindi spero vivamente che si raggiunga il quorum, che questo popolo abbia ancora un'opportunità per redimersi, riscattare decenni di malcostume, e possa ancora incidere sulle prospettive di vita sociale e politica e fornire una speranza alle generazioni future.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1579694589718900391?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1579694589718900391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1579694589718900391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1579694589718900391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1579694589718900391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/06/il-raggiungimento-del-quorum-al.html' title='Il raggiungimento del quorum al referendum ha un significato che trascende la semplice politica …'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PDcxDgfKe5M/TfSZD9uMwSI/AAAAAAAABWQ/6doyXbTw384/s72-c/Claudio%2BMartinotti%2BDoria%2Bcon%2BOla%2Bin%2Bbiblioteca' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8879083849986268253</id><published>2011-06-04T05:05:00.000-07:00</published><updated>2011-06-04T05:35:53.002-07:00</updated><title type='text'>Sul Signoraggio e dintorni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BemSyfWZVIk/Teofv0iudzI/AAAAAAAABV4/pPSX905zk5w/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BemSyfWZVIk/Teofv0iudzI/AAAAAAAABV4/pPSX905zk5w/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614334791889352498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto scrive l'amico Paolo D'Arpini che pubblico sotto è parzialmente condivisibile, salvo il fatto che sono convinto che il passaggio del diritto di stampare moneta di carta creata dal nulla, dalle banche centrali (private) allo stato, non cambierebbe la natura del problema, cambierebbero solo coloro che ne abuserebbero &lt;br /&gt;La soluzione è tornare a monete d'oro e d'argento (anche di conio locale, con diritto a battere moneta localmente come nel medioevo e rinascimento) o carta moneta legata al gold standard, eliminare la riserva frazionaria e le banche centrali, ecc., cioè riprenderci le nostre libertà come individui e comunità locali, occorre frantumare e ridimensionare lo stato, divenuto ormai solo uno strumento coercitivo per imporre interessi oligarchici, altrimenti non se ne viene fuori, finché la popolazione ragiona da gregge, ci sarà sempre un pastore che le guida dove vuole al buio, gettando dal precipizio le pecore più fastidiose ... Occorre che ognuno si assuma le sue responsabilità e con coraggio manifesti il suo pensiero superando ignavia e pusillanimità, altrimenti non ne verremo fuori se non dopo un gravissimo e tragico collasso del sistema economico finanziario, che al confronto la Grande Depressione del '29-33 risulterà un'esperienza storica soft …&lt;br /&gt;A questa mia breve premessa-commento, Paolo D'Arpini aveva puntualizzato "che  andrebbe riesumata la convertibilità in oro.. in fondo il denaro cartaceo è più maneggevole delle monete.. anche se le monete possono più facilmente essere tesaurizzate.... ma questo può essere anche un handicap, in quanto si tenderebbe a eliderne dalla circolazione una certa quantità ... Per quanto riguarda il resto... tu sai che il bioregionalismo va in direzione delle autonomie locali...." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Paolo D'Arpino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uUpY4mOIMB0/Teof4YNzrTI/AAAAAAAABWA/tRtAhVTyF1c/s1600/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 398px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uUpY4mOIMB0/Teof4YNzrTI/AAAAAAAABWA/tRtAhVTyF1c/s400/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614334938904243506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici vicini e lontani, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;debbo sottoporvi un discorso lungo e complesso… che riguarda il Signoraggio…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rammento che nel 2005, assieme all’altro firmatario Giorgio Vitali, organizzammo nell’ex Lavatoio di Calcata un dibattito sul Signoraggio, ma anche precedentemente, verso il 1997, o giù di lì, nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. lanciai una emissione simbolica di moneta alternativa (Petecchioni) che aveva valore legale per gli interscambi all’interno del Circolo. Rammento che proposi all’allora sindaco di Calcata, Luigi Gasperini, di fare altrettanto per l’area comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta. Purtroppo il sindaco non fu abbastanza lungimirante e scartò l’idea…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Infatti occorre sapere che stampare carta moneta Non può essere un monopolio. Proprio perché si tratta di una Cambiale (cioè una certificazione scritta di un debito) chiunque può farlo e nessuno lo può vietare. Diverso il caso del conio di una moneta da metallo di valore. Perché tale metallo è un valore di per sé. Questa è la ragione per la quale il buon Orazio Fergnani, durante un successivo incontro (nel 2009) ha proposto una moneta complementare sotto forma di cambiale….&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alcuni di voi non sapranno che attualmente non è lo Stato a emettere la carta moneta ma sono delle banche private, sia pur denominate Banca d’Italia od attualmente BCE, per risolvere il problema del debito pubblico e degli interessi pagati e restituire allo Stato la sua dignità ed autonomia finanziaria è assolutamente necessario che l’emissione cartacea del denaro ritorni allo Stato. Inoltre siccome attualmente non c’è più alcuna trasferibilità fra la moneta ed il suo equivalente in oro ciò significa che -di fatto- il denaro che circola è semplice carta colorata e che in qualsiasi momento il suo valore nominale (convenzionale) può scomparire del tutto. Ma non voglio anticipare troppo del discorso che segue, e che parte da una interrogazione rivolta al ministro Giulio Tremonti (vedere il testo in calce)… &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Leggiamo sui giornali che la posizione del Ministro Giulio Tremonti appare sempre più precaria, in seguito alla affannosa ricerca di una capro espiatorio da parte del Silvio Berlusconi, per giustificare le sue evidenti incapacità governative. Riteniamo che il Ministro sia in parte vittima di sordidi giochi di potere che spingono verso l’abbuffata finale quei detentori di un potere indifferente alle sorti economiche dell’Italia e proteso all’utile “ad personam”. Prima che sia troppo tardi, e prima che il ministro venga estromesso definitivamente dal suo incarico, sollecitiamo perciò una risposta all’interrogazione avanzata già il 23 dicembre 2009 (una sorta di “muoia Sansone con tutti i Filistei”).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma l’argomento che vorremmo trattare è veramente complesso e richiede alcune spiegazioni ed analisi preliminari, perciò iniziamo il discorso con l’analisi di alcune condizioni che hanno portato la nostra Repubblica all’attuale stato di cose.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il problema è vasto e va affrontato con lungimiranza e con spirito di “comprensione”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In primo luogo, a scanso di equivoci, dobbiamo sempre tenere presente che non è possibile in questo Sistema svolgere un ruolo qualsiasi senza “credenziali”. nel caso specifico di Tremonti, il personaggio è quanto mai ambivalente, ma di sicuro ha una posizione invidiabile: PRESIDENTE DI ASPEN INSTITUTE. Senza entrare nel merito, è bene ricordare che si tratta di titoli che aprono molte porte. Da questa posizione è anche facile sparare giudizi e soprattutto ACCETTARE CONSIGLI. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Detto ciò, è bene ricordare che ciò che passa il CONVENTO, in termini di notizie da elargire all’inclita, è quanto mai inzeppato in una melassa edulcorante dai connotati un po’ strani. Insomma: una scialappa. Nel senso che non è facile appurare la verità, a meno che qualcuno non usi il cervello per fare deduzioni appropriate. Ma anche questo cervello da una parte deve essere esercitato al libero esercizio della deduzione, dall’altra deve sapere e poter ATTINGERE A  NOTIZIE  IDONEE. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Facciamo un esempio. RINASCITA (2 giugno 2011): Draghi alla BCE lascia in Bankitalia fedeli esecutori dei suoi prossimi Dictat da Francoforte. La ricetta degli gnomi del monetarismo è sempre la stessa: tagli sociali, privatizzazioni, liberalizzazioni, stretta creditizia e fiscale.... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nota: chi ha detto che i gestori dell’economia finanziaria devono comandare su tutti gli altri? Nessuno! E’ un sopruso accettato passivamente da una popolazione [europea] senza alcuna dignità. Chi ha stabilito che la BCE deve essere privata? Nessuno. E’ un sopruso. Non solo: Qualora noi e noi soli, italiani, decidessimo di nazionalizzare la Banca d’Italia, potremmo farlo perché, per il principio liberista, nessuno ci può impedire di trasformare l’assetto interno di un Ente che è uno degli azionisti della BCE. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Banca d’Italia, ancorché pubblica, cioè di proprietà del Popolo italiano, sarebbe una normale azionista della banca centrale Europea. D’altronde a suo tempo fu possibile nazionalizzare indirettamente Banca Italia nazionalizzando le tre BIN. Cosa significa inviare Draghi a controllare la BCE? Semplice: DARE la BCE in mano alla Goldman Sachs. Ed a proposito della nomina di Draghi, già ampiamente comprato sul Britannia, a governatore di Bankitalia, il presidente Cossiga, che stava al gioco ma non stava zitto, dichiarò che si trattava di un atto profondamente illegale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Infatti, non si può nominare governatore di Banca centrale un uomo di una banca privata. Lo hanno potuto fare perché hanno usato di un potere assoluto, cioè senza controllo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ricordiamo qualcosa: Fazio fu messo fuori gioco dalla posizione di Gov. Bankitalia perché uomo di fiducia dell’Opus, vi rappresentava gli interessi vaticani secondo una vecchia consuetudine di avvicendamento: economia guelfa, economia laica non massonica, economia massonica. NOTA: i massoni non sono laici, ma seguaci di una religione teista. L’appellativo di laico che essi attribuiscono a se stessi è un abuso. Un’appropriazione falsa come tutta la loro religione. NOTA N. 2: non siamo in condizione di poter predire come andranno le cose. Di certo il gioco è pesante. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;RICORDIAMO due assassinati: Alfred Herrausen e Detlev Rowedder, due funzionari economici tedeschi che si opponevano alla sistemazione in senso privatistico della BCE. NON manchi a questo elenco anche Wim Duisberg, annegato in una piscina. (Ex governatore della BCE). NOTA: la di lui moglie è sotto processo in Olanda per “antisemitismo”. – COGLIAMO L’OCCASIONE PER RICORDARE ANCHE DUE ITALIANI MORTI O SPERITI IN CONDIZIONI PARTICOLARI: SBANCOR E FEDERICO CAFFE’. In questo elenco non manchino anche: l’americano Jeffry Picower e, volendo, anche il figlio di Madoff, nonchè i due Kennedy (e forse TRE!). Senza dimenticare Paolo Ungari ed Haider, nonchè…. Borsellino. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La realtà che stiamo vivendo è del tutto falsa. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non esistono leggi che supportano questi comportamenti lesivi degli interessi delle popolazioni. In teoria tutto sarebbe possibile. In realtà ogni volta  che si tenta di affrontare il problema della tutela degli interessi collettivi si instaura una COALIZIONE DI INTERESSI ILLEGITTIMI E SOSTANZIALMENTE CRIMINALI che crea un fossato a difesa della fortezza del POTERE, il quale è presente soltanto perché ILLEGALE (cioè non supportato da norme che ne delimitano l’attribuzione di potere.) &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al momento non esiste una società, almeno in Italia, basata sul Diritto. E poiché lo Stato di Diritto – che nasce dal concetto di libertà – è quello ove maggiormente sono tutelati i cittadini in quanto tali, si deve dedurre che in Italia non esiste libertà. E non esiste neppure libera circolazione (tutelata) delle idee laddove tali idee non hanno possibilità di pratica esecuzione e dove la Giustizia difende solo le posizioni privilegiate. (Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona, Banche, Finanza, Usurocrazia, Agenzie finanziarie e di riscossione coatta, Assicurazioni rapaci).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ed ora esausti e sazi della introduzione generale e consapevoli dei retroscena in cui la cessione della Sovranità dello Stato è passata  ai poteri economici “altri”… passiamo decisamente all’interrogazione a Giulio Tremonti, sperando che egli risponda.. prima che sia troppo tardi!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO GIULIO TREMONTI &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al signor Ministro dell’Economia e delle Finanze&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;premesso che il popolo italiano in base all´art 1 della Costituzione, “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, è Sovrano e fra le varie Sovranità rientra anche la Sovranità monetaria. La Sovranità monetaria consiste nel diritto di emettere moneta ex nihilo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Sovranità di uno Stato è indisponibile e inalienabile per chiunque tranne che per il popolo italiano che ne è il titolare esclusivo secondo qualsiasi testo di diritto Costituzionale e lo stato deteneva LA SOVRANITA´ MONETARIA fino alla privatizzazione delle tre BIN Banca Commerciale Italiana, Banca di Roma e Credito Italiano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Si seguitò poi a vendere ai privati anche le partecipazioni nelle Banche di interesse nazionale come la BNL e l´Istituto bancario S Paolo di Torino. Con queste incaute vendite si trasferì ai privati la Sovranità&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Premesso che nel 1992 iniziò la privatizzazione delle tre BIN nella quale il Ministro del Tesoro ”dimenticò” di trattenere le quote della Banca d´Italia che in base al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia dovevano essere dello stato o di aziende con capitale a maggioranza statale. monetaria e si privatizzò la Banca d´Italia in maniera illegale rispetto al vecchio art 3 dello Statuto della Banca d´Italia che in un secondo tempo, per coprire la vendita illegale, fu riformato, dopo 14 anni di silenzio di politici e media, dai banchieri il 12/12/2006 quando è stato approvato per Decreto, dal Presidente del Consiglio Romano Prodi (ex consulente Goldman Sachs) e dal min dell´Economia Tommaso Padoa Schioppa, membro di Aspen Institute, della Commissione trilaterale e del Bilderberg Club, e avallato dal presidente della Repubblica Napolitano, la modifica all´art 3 dello statuto della Banca d´Italia il quale non prevede più la maggioranza dello Stato in Banca d´Italia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Premesso che il 7 febbraio 1992 con la firma del Trattato di Maastricht da parte del Governo Andreotti, il cui art 105°A prevedeva che l´unico Ente autorizzato a emettere moneta fosse la BCE, banca privata e per giunta straniera, ci fu la cessione della Sovranità monetaria, avvenuta esplicitamente contro la legge italiana, perché la Sovranità monetaria non è a discrezione di un qualsiasi governo o di chiunque altro che non sia il popolo italiano ed inoltre non si seguì l´iter previsto dalla Costituzione per la modifica di quest´ultima.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Premesso che la cessione a banchieri privati, per giunta stranieri, della Sovranità monetaria è stata fatta in maniera incostituzionale in quanto è stata fatta una modifica alla Costituzione senza seguire l´iter previsto dalla stessa per le modifiche e inoltre qualsiasi Sovranità non è nella disponibilità di nessun governo. Infatti, la Costituzione italiana non prevede in alcun modo la cessione della Sovranità monetaria e men che meno a privati stranieri.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Premesso che secondo l´Articolo 105A del Trattato di Maastricht:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1.La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2.Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Premesso che l´autocrazia della BCE, unico creatore di moneta nell´Unione europea, entrò in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato più volte citato (articolo 107)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tutto ciò premesso,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SI CHIEDE di conoscere &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;dal Ministro del Tesoro pro tempore in quanto tempo prevede sia possibile riparare i danni arrecati all’intero popolo italiano, dato che è doverosa l´applicazione della Legge 262 del 28 dicembre 2005 il cui art 19 c 10 impone il rientro delle quote della Banca d´Italia nelle mani dello Stato entro tre anni, mentre sono già passati quattro anni dalla sua promulgazione e il cui regolamento di attuazione non è stato finora redatto, con la conseguenza che la legge succitata non è mai stata applicata mentre lo Stato è costretto a chiedere in prestito alla banca centrale il denaro di cui necessita pagandone gli interessi ad una banca privata straniera, la BCE, e facendo pagare i costi agli italiani del tutto ignari della truffa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art 19 c 10 della legge 262&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Vitali e Paolo D’Arpini &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="www.circolovegetarianocalcata.it"&gt;www.circolovegetarianocalcata.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="euroepanconsumers.tuscia@gmail.com "&gt;euroepanconsumers.tuscia@gmail.com &lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8879083849986268253?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8879083849986268253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8879083849986268253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8879083849986268253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8879083849986268253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/06/sul-signoraggio-e-dintorni.html' title='Sul Signoraggio e dintorni'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BemSyfWZVIk/Teofv0iudzI/AAAAAAAABV4/pPSX905zk5w/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7773366683262148149</id><published>2011-05-30T08:26:00.001-07:00</published><updated>2011-05-31T03:21:56.269-07:00</updated><title type='text'>Il tempo del cazzeggio e della mistificazione politica e mediatica sta esaurendosi, ci attende un autunno caldo, ustionante ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cgwyt9PSg7U/TeO3WetSH0I/AAAAAAAABVs/F-ZK9zCNkRA/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cgwyt9PSg7U/TeO3WetSH0I/AAAAAAAABVs/F-ZK9zCNkRA/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612531157461770050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo del cazzeggio e della mistificazione politica e mediatica sta esaurendosi, ha fatto il suo corso, potrà ancora proseguire in maniera stantia per i pochi dementi e cerebrolesi che dipendono dalla tv spazzatura e dai giornalacci di disinformazione ed intrattenimento morboso, ma coloro che stanno già provando da tempo sulla loro pelle o su quella di persone cui sono affezionati, le conseguenze nefaste di questo sistema parassitario e predatorio, non manifesteranno più tolleranza per il "panem et circenses", per il cazzeggio mediatico e le menzogne ed il temporeggiamento politico. I nodi verranno al pettine, soprattutto grazie alla rete, finalmente qualche responsabile sarà individuato, anche se prevarranno come sempre i capri espiatori, e qualcuno tra la vasta classe dei privilegiati (la c.d. casta) inizierà a provare paura, quella vera, quella che ti impedisce di continuare nella prosopopea televisiva. Non riusciranno più a ostentare sicurezza e controllo, perché non controlleranno neppure le proprie emozioni. Potranno cazzeggiare al massimo ancora per questa estate e poi la situazione si farà esplosiva e loro sapranno solo balbettare sciocchezze, incompetenti, insipienti e quaquaraquà come sono, di fronte ad una realtà che non comprenderanno neppure lontanamente. &lt;br /&gt;La folla degli incazzati, esasperati, disperati, affamati, privati addirittura della speranza, li travolgerà come uno tsunami reclamando qualche testa, come durante la rivoluzione francese. &lt;br /&gt;Il denaro creato da nulla diverrà carta straccia, gli scaffali dei supermercati si svuoteranno, ci saranno code agli sportelli bancari e le banche commerciali falliranno a catena, e saranno tempi duri per tutti, soprattutto per gli homo videns demens che continueranno ad abbeverarsi alla tv per trovare soluzioni, invocando l'aiuto dello stato, cioè del complice primario dell'elite dei banchieri internazionali che sono i pianificatori falliti di questo sistema in procinto di toccare il massimo degrado e collassare. I politici elaboreranno nuove menzogne da propinare per cercare di temporeggiare e salvare la pelle, ma la rete conterrà la documentazione cui poter attingere per capire cosa è veramente accaduto, gli strumenti culturali per interpretare ed analizzare ci sono e non possono essere censurati. Gli stupidi, pigri ed ignoranti, continueranno ad invocare l'aiuto dello stato, quelli che avranno capito al contrario conteranno sulla propria intelligenza e sulla condivisione solidale con i propri simili per elaborare soluzioni, valorizzando le risorse ed i talenti locali. I tempi saranno maturi per veri cambiamenti sociali ed economici, per eliminare il sistema bancario parassitario fondato sulla moneta creata dal nulla e sulla riserva frazionaria, per tornare alla moneta onesta, come è sempre stato nella storia dell'uomo in ogni continente. Forse si riabiliterà persino il baratto. L'importante è cessare di farsi ingannare e depredare. Siamo agli sgoccioli, le illusioni sono ormai quasi esaurite, chi ancora se ne nutre è come un drogato che vuole continuare a percorrere un tunnel buio senza mai vederne l'uscita. Documentatevi in rete, studiate la teoria della Scuola Economica Austriaca, scoprite i veri responsabili di questo stato di cose, smettetela di accusare invano il libero mercato (mai esistito), la globalizzazione, il liberismo, il capitalismo, ecc., che sono solo frottole. I responsabili sono i banchieri ed i politici al loro servizio, che hanno creato le banche centrali con monopolio di stampare denaro di carta privo di effettivo valore e convincervi che fosse l'unica e più giusta soluzione, inducendovi ad indebitarvi oltre misura e a consumare ossessivamente, depredandovi con l'inflazione (quella vera) che è una specie di tassa occulta con la quale loro spendono e si appropriano di tutto e voi lavorate come schiavi e vi impoverite. Ragionare, riflettere, indagare, ecc., queste sono le attività da svolgersi, non oziare di fronte alla tv. Fate voi, il futuro dipende da voi, non dal Fato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7773366683262148149?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7773366683262148149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7773366683262148149' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7773366683262148149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7773366683262148149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/05/il-tempo-del-cazzeggio-e-della.html' title='Il tempo del cazzeggio e della mistificazione politica e mediatica sta esaurendosi, ci attende un autunno caldo, ustionante ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cgwyt9PSg7U/TeO3WetSH0I/AAAAAAAABVs/F-ZK9zCNkRA/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2970631905228194308</id><published>2011-05-22T04:12:00.000-07:00</published><updated>2011-05-22T04:18:37.276-07:00</updated><title type='text'>Il vento del gelsomino soffia sull’Europa, qualche commento in proposito</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wmdOF6XFQEI/TdjwTB1MtVI/AAAAAAAABVc/oNTqAIuRlD4/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wmdOF6XFQEI/TdjwTB1MtVI/AAAAAAAABVc/oNTqAIuRlD4/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609497545589699922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono segnali inequivocabili in Europa che la società civile (quella cioè ancora civile, dotata di dignità, interpretazione e visione) da alcuni anni sta reagendo ad una politica autoreferenziale, parassitaria e scollata dalla realtà sociale. Lo si è visto in Islanda dove la popolazione di è rifiutata di pagare i debiti causati dagli abusi criminali commessi dai banchieri (forse facendo riaffiorare a livello genetico ereditario culturale la superlativa ed estremamente evoluta esperienza delle Libere Comunità Islandesi del Medioevo), lo si è visto in Francia dove l'intera popolazione è scesa in strada e nelle piazze per protestare ed impedire una penalizzante riforma delle pensioni (mentre in Italia con il solito ricorso alla neolingua mistificatoria ed a trucchi eufemistici hanno di fatto spostato l'età pensionabile di 18 mesi, senza che la popolazione lo capisse e battesse ciglio) e lo si sta vedendo ancora adesso in Spagna con il neonato movimento 15-M  degli INDIGNADOS, giovani pacifici ma determinati decisi a cambiare la politica ed hanno totalmente catturato l'attenzione dei media, che non si occupano d'altro, mentre in Italia avrebbero oscurato questi eventi essendo ormai subordinati alla politica partitocratica. Quando mai la società civile del nostro paese dimostrerà di possedere ancora una dignità e volontà di non subire sempre ed illimitatamente ogni sconcezza supinamente? Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato che i giovani impegnati e responsabili ci sono, si tratta solo di sostenerli, quello che mancano sono dei media autorevoli ed un giornalismo appena decente … In ogni caso, il ritardo o controtendenza dell'Italia si ritorcerà contro, nel senso che il paese pagherà un prezzo molto più caro per risollevarsi dalla vera crisi che deve ancora verificarsi, cioè il collasso del sistema economico-politico-finanziario fondato sulla moneta fiat (creata dal nulla) e dalla riserva frazionaria che ha in pratica consentito la "contraffazione del denaro" ingannando e depauperando le famiglie dei loro risparmi in particolare occultando la vera inflazione. Quando avverrà il crack sarà troppo tardi per correre ai ripari, che comunque i nostri politici non ne sarebbero in grado essendo insipienti quaquaraquà al servizio dei banchieri&lt;br /&gt; e la popolazione SOLO ALLORA SCENDERA' IN PIAZZA, temo purtroppo ad invocare interventi dello stato, lo stesso che ha consentito e causato questa tragedia, che sarebbe come chiedere ai rapinatori di restituire la refurtiva che si sono già spartiti e speso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TQZwVPyMcQw/TdjwZHw4XYI/AAAAAAAABVk/5zabmbBOR4Q/s1600/Movimento%2Bgiovanile%2Bspagnolo%2B15%2BM%2Bdegli%2BIndignados.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 224px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TQZwVPyMcQw/TdjwZHw4XYI/AAAAAAAABVk/5zabmbBOR4Q/s400/Movimento%2Bgiovanile%2Bspagnolo%2B15%2BM%2Bdegli%2BIndignados.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609497650261417346" /&gt;&lt;/a&gt;Dai 30 ai 50 mila giovani sono scesi in piazza a Madrid ed in altre piazze spagnole dando vita al Movimento 15 M degli Indignados, garantendo un presidio permanente dei luoghi occupati, per cambiare la politica e ridare speranza alle giovani generazioni, penalizzate e villipese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento del gelsomino soffia sull’Europa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: MicroMega &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Marco Cesario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Lasciate ogni speranza voi ch’entrate!» Se i palazzi della politica rappresentano un vero inferno per i giovani spagnoli, ci si può permettere di scomodare pure Dante – intellettuale civile per eccellenza – leggendo attraverso il prisma della sua lucida ed ironica disamina quelli che sono oramai diventati i gironi infernali della politica oggi: luoghi oscuri di corruzione, di perdizione, di osceno scambio di voti, di favori, di promesse elettorali (e oramai pure sessuali). In breve stiamo assistendo alla caduta senza fine, per dirla alla Schmitt, di quelle ‘categorie del politico’ o quantomeno ad una loro rielaborazione radicale. Perché dopo i fatti di Sidi Bouzid e di tutto ciò che è successo – e tutt’ora succede – nel mondo arabo ed ora anche in Europa, nulla può essere più come prima. La politica, stuprata quotidianamente nel linguaggio dai manieristi della retorica (i nostri beneamati ministri e deputati) ritorna al suo luogo d’origine etico: la piazza – l’agorà – il luogo deputato in cui il demos ritorna ad esprimere la propria libertà fondamentale che è quella dell’agire politico. Dal Cairo a Damasco, da Algeri a Madrid uno spettro s’aggira per l’Europa e il Mediterraneo: lo zoon politikon delle nuove generazioni che ritornano finalmente ad occupare gli spazi pubblici per cambiare il mondo in cui viviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La primavera del gelsomino, un movimento globale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non è un nuovo ’68, questo movimento sembra più vasto, più trasversale, più globale tanto da essere stato capace di attraversare le terre di Maometto sconvolgendo logiche teocratiche millenarie e di arrampicarsi fin lassù, nel cuore del Celeste Impero (che, sia detto en passant, non ha trovato di meglio da fare che censurare la parola ‘gelsomino’ da tutti i documenti). Non me ne vogliano i puristi del ’68 e gli esegeti delle grandi rivoluzioni politiche del XX secolo ma il vento del gelsomino non sembra avere eguali nella storia della civiltà. Anche perché può appoggiarsi su conquiste tecnologiche inconcepibili in passato e sulla potenza invidiabile dei social network, di internet, delle televisioni satellitari e in generale della comunicazione globale di massa. Non dimentichiamo che il venerdì della collera che ha portato alla caduta di Mubarak è stato organizzato in quattro e quattr’otto su Facebook e che i post su Twitter hanno fatto più male a Ben Ali dei colpi di cannone. Ma se pure è vero che un battito d’ali di una farfalla in una zona del mondo è capace di provocare un terremoto a migliaia di chilometri di distanza, chi mai poteva prevedere che gli eventi di Sidi Bouzid – villaggio il cui nome rimarrà a lungo iscritto nella memoria storica di questo 2011 – potessero un giorno coinvolgere anche noi Europei, rivoluzionari dal palato fino, che non alziamo un dito neanche se abbiamo un fucile puntato addosso e che ci indignamo con fin troppa educazione soltanto quando il vicino ci scippa elegantemente la minestra fumante da sotto al naso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contagio spagnolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piagata da una recessione che sembra non avere fine, devastata dalla crisi economica, giovane e dinamica ma stanca di un sistema corrotto e di politici che non sembrano più in grado di rappresentare il proprio popolo, la Spagna dei giovani e dei precari si è svegliata il 15 Maggio scorso con un forte mal di testa (e con un’idea ardente): la politica, cosi com’è, non sembra in grado di cambiare le cose. Va dunque cambiata. Che la parola ritorni alle piazze. A poche ore dalle amministrative del 22 Maggio la rivolta dei giovani ‘indignados’ che occupano Puerta del Sol continua a guadagnare terreno. La forza di questi movimenti è il consenso che riesce a creare all’interno della società civile. Vedere gli abitanti del quartiere che portano viveri ed acqua ai giovani che stazionano da giorni nella piazza è un’immagine contro la quale né Zapatero né Rajoy possono lottare. L’invito al boicottaggio delle elezioni poi è inequivocabile: «No les votes». Anche qui, nel paese di Cervantes, ritroviamo dunque un elemento che contraddistingue la politica nostrana: la politica come scandalo. Uno scandalo al quale bisogna porre termine. «¡Democracia real ya!» (ora vera democrazia!) è infatti lo slogan che scandiscono con forza i giovani del movimiento 15-M che per ora resta abbastanza eterogeneo ed orizzontale e nel qual confluiscono studenti, precari, mileuristas (in Italia è la «generazione 1.000 euro»), lavoratori e giovani della marcia Juventud sin Futuro del 7 Aprile scorso. Non è un caso che lo slogan dei giovani spagnoli riprenda il titolo emblematico del libello di Stephan Hessler «Indignez-vous!». Questo piccolo testo, che sprona le nuove generazioni ad indignarsi e a reagire attraverso «un’insurrezione pacifica», ha avuto tanto effetto sulla psicologia collettiva dei giovani quanto il gesto disperato ed eroico di Mohammed Bouazizi, quel lontanto Dicembre del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la piazza Tahrir anche Puerta del Sol?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno certo ricorda ciò che accadde in Islanda nel 2008 o addirittura le assemblee popolari in Argentina nel 2001. In realtà, con le dovute differenze del caso, tutto sembra ricordare gli eventi di Tunisia ed Egitto, almeno nel protocollo simbolico. Molti commentatori menzionano infatti i diversi ingredienti che hanno fatto scoppiare le rivolte nel mondo arabo : l’alto tasso di disoccupazione giovanile (in Spagna raggiunge drammaticamente picchi del 42%), il precariato diffuso, il rigetto nei confronti di una visione marcia e oramai desueta della politica, gli orrori della partitocrazia, l’assenza di prospettive economiche e di futuro, il gap esistente tra vecchie e nuove generazioni, il politichese che oramai nessuno più parla o capisce (solo pochi capi tribù asserragliati come Iksos nelle riserve parlamentari). Se a questo mix di per sé già esplosivo si aggiunge la straordinaria potenza dei social network e la dimensione fortemente simbolica dell’occupazione permanente di una piazza importante della capitale, ecco che il quadro è completo. Certo la Spagna di Zapatero non è l’Egitto di Mubarak ma, come ha ricordato nella sua analisi su El Pais Jan Martinez Ahrens, il movimento del 15-M è già riuscito per ora a fare un piccolo miracolo: rubare completamente la scena alla campagna elettorale. E questo, in tempi oscuri – che il filosofo francese Régis Debray definì in tempi non sospetti come quelli de «l’obscenité démocratique» – è già di per sé una grande conquista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2970631905228194308?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2970631905228194308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2970631905228194308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2970631905228194308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2970631905228194308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/05/il-vento-del-gelsomino-soffia.html' title='Il vento del gelsomino soffia sull’Europa, qualche commento in proposito'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wmdOF6XFQEI/TdjwTB1MtVI/AAAAAAAABVc/oNTqAIuRlD4/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-929410701214865382</id><published>2011-05-16T03:06:00.003-07:00</published><updated>2011-05-16T03:09:45.458-07:00</updated><title type='text'>La situazione finanziaria è ormai insostenibile, ed i banchieri e leader politici lo sanno, solo che cercano di guadagnare tempo ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6H_6JGIB2yA/TdD3PPC2sgI/AAAAAAAABVM/q-nCViHocUY/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6H_6JGIB2yA/TdD3PPC2sgI/AAAAAAAABVM/q-nCViHocUY/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607253377184870914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La situazione finanziaria è ormai insostenibile, ed i banchieri e leader politici lo sanno, solo che cercano di guadagnare tempo, non per trovare soluzioni, ma capri espiatori e salvare la faccia ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più prestigioso giornalista economico della Svizzera italiana, nell'articolo che pubblico sotto, propone di salvare almeno i paesi più forti consentendo loro di abbandonare l'Euro.&lt;br /&gt;E' stato un errore aiutare la Grecia e continuare a farlo (così come è stato un errore negli anni passati aiutare le banche e le finanziarie che avrebbero dovuto fallire), essendo già spacciata fin da prima che gli fornissero i primi aiuti finanziari, così la situazione si è aggravata ed ora si rischia l'effetto domino sugli altri paesi a rischio insolvenza, cioè l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna, l'Italia, il Belgio, e poi successivamente anche la Francia e la Gran Bretagna che sono messe meno bene di quanto facciano credere. Poi toccherà agli USA, che sono messi peggio di tutti e sono la causa primaria di questa tragica situazione con la loro frenetica ossessione di stampare dollari, che hanno imposto a tutto il mondo come mezzo di pagamento per ogni materia prima e merce, ma sanno dissimulare bene e soprattutto sanno trovare capri espiatori al posto loro, provocando diversivi e distrazioni ed ora traggono vantaggio dal fallimento dell'euro.&lt;br /&gt;Insolvenza degli stati significa fallimenti a catena delle banche, perché sono loro a detenere i titoli di stato, per evitare tale rischio cercheranno solo di guadagnare altro tempo per ingannare il pubblico simulando di avere la situazione sotto controllo. In pratica stanno chiedendo agli stati che sono alla canna del gas ed anemici di versare altro sangue per effettuare trasfusioni. Come chiedere ad uno zombie di donare sangue. Ormai siamo al capolinea, oltre c'è il precipizio, ma fino all'ultimo diranno che è solo un effetto ottico, che non c'è alcun precipizio, che l'atterraggio sarò morbido com un letto di piume, perché pensano che finché funzionano le stampatrici di denaro la situazione è sotto controllo, mentre invece stanno per ripetere l'esperienza della Repubblica di Weimar nel 1923, ed irresponsabilmente continuano a cazzeggiare … Fra non molto saranno costretti a prendere provvedimenti coercitivi, da stato militare parasovietico anni settanta: confisca di ricchezza (sta già avvenendo con l'inflazione, che è una specie di tassa occulta e di saccheggio invisibile) e di proprietà privata, leggi marziali, limitazioni di movimento individuale e di prelievo in banca dei propri soldi, ecc.. Tutti interventi liberticidi e di esproprio delle risorse private e famigliari a beneficio dello stato, cioè di una oligarchia di parassiti, farabutti e comitati d'affari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Mp4oPTBAGgw/TdD3U1__NQI/AAAAAAAABVU/2J5iMfKioEY/s1600/Euro%2Bcartamoneta.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 191px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Mp4oPTBAGgw/TdD3U1__NQI/AAAAAAAABVU/2J5iMfKioEY/s400/Euro%2Bcartamoneta.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607253473541174530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Ticino Live, Quotidiano della Svizzera Italiana  &lt;a href="http://www.ticinolive.ch"&gt;http://www.ticinolive.ch&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfonso Tuor *: fuori dalla Zona euro i paesi più forti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si buttano centinaia di miliardi dalla finestra senza voler prendere atto che è insostenibile l’enorme quantità di debiti su cui è seduto il sistema finanziario internazionale …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul Corriere del Ticino di venerdì scorso, un’interessante intervista ad Alfonso Tuor.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo al peso del debito della Grecia sull’euro, Tuor ha definito “un dispendioso cerotto” il nuovo pacchetto di salvataggio della Grecia che verrà discusso oggi dai ministri delle finanze e dell’economia della Zona euro. Un nuovo piano di salvataggio che servirà unicamente a guadagnare tempo prima dell’inevitabile, in quanto è impossibile che il governo di Atene riesca ad onorare il suo debito.&lt;br /&gt;Una situazione che già appariva chiara quando l’anno scorso l’Unione europea ed il Fondo monetario internazionale avevano stanziato 110 miliardi di euro di aiuti. Fondi insufficienti: oggi ne devono essere sborsati ancora una sessantina e ci si chiede perché, visto che la Grecia non si può salvare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta, come scrive Tuor, è che la ristrutturazione del debito greco (ossia decurtare il valore facciale delle obbligazioni statali in circolazione e/o la proroga delle loro scadenze) darebbe luogo ad una nuova crisi finanziaria, ben peggiore di quella provocata dal fallimento della banca americana Lehman Brothers nel 2008. La dichiarazione di insolvenza della Grecia farebbe impennare il costo per finanziarsi sul mercato, portando in una situazione critica sia i paesi più deboli come Irlanda, Portogallo e Spagna che altre nazioni come Italia, Belgio o Francia. Senza dimenticare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, alle prese con debiti molto importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dato che ogni debitore presuppone la presenza di un creditore – scrive Tuor – e dato che la maggior parte dei titoli statali europei sono detenuti dal sistema bancario, le banche risprofonderebbero in una crisi, dalla quale in realtà non sono mai uscite. Alcune, certamente quelle greche (ma molto probabilmente anche altre banche europee) dovrebbero essere nuovamente salvate per evitarne il fallimento e il conseguente effetto domino sull’intero sistema. I mercati finanziari internazionali tornerebbero a fibrillare e ci sarebbe bisogno di nuovi interventi pubblici effettuati da Stati, la cui credibilità è nel frattempo drasticamente diminuita. Per queste ragioni l’Eurogruppo supererà le resistenze di Germania e Finlandia, contrarie a nuovi aiuti alla Grecia, e varerà un piano che – lo ripetiamo – permetterà solo di guadagnare un po’ di tempo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli scorsi giorni erano girate voci secondo le quali si stava valutando l’uscita della Grecia dalla Zona euro.&lt;br /&gt;“Questa scelta – si legge ancora nell’intervista – corrisponderebbe ad un vero e proprio suicidio. Infatti, il valore del debito pubblico, di quello delle imprese e delle famiglie, che è denominato in euro, schizzerebbe con la resurrezione di una dracma destinata a deprezzarsi fortemente nei confronti della moneta unica europea (…) Il sistema bancario greco salterebbe e il Governo non avrebbe (né sarebbe in grado di raccogliere) fondi per pagare pensioni, salari e spesa corrente. Quindi l’uscita dall’euro di Grecia (e anche di Irlanda e Portogallo) non è una via praticabile. “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Tuor, “l’opzione praticabile è l’uscita dei Paesi forti dall’euro. Questa opzione dipende da due fattori. In primo luogo, dalla reazione dell’opinione pubblica tra la quale sta crescendo l’opposizione a questi nuovi stanziamenti a fondo perduto (…) In secondo luogo, dallo stato di avanzamento dell’operazione di trasferire gran parte delle obbligazioni statali dei Paesi deboli europei, detenute attualmente dalle banche europee, alla Banca centrale. Quindi permettendo ai Paesi forti di uscire dall’euro senza mandare in crisi i propri sistemi bancari. “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* (ndr) è il giornalista economico più accreditato della Svizzera italiana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-929410701214865382?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/929410701214865382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=929410701214865382' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/929410701214865382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/929410701214865382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/05/la-situazione-finanziaria-e-ormai.html' title='La situazione finanziaria è ormai insostenibile, ed i banchieri e leader politici lo sanno, solo che cercano di guadagnare tempo ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6H_6JGIB2yA/TdD3PPC2sgI/AAAAAAAABVM/q-nCViHocUY/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-801820220981071849</id><published>2011-05-06T06:11:00.001-07:00</published><updated>2011-05-06T06:18:57.306-07:00</updated><title type='text'>150 di unità d'Italia? Un paese così degradato e liberticida non lo poteva prevedere nessuno</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LS5jEeVEjYY/TcPzw0MnmlI/AAAAAAAABT8/9mnAsQ15LIM/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-LS5jEeVEjYY/TcPzw0MnmlI/AAAAAAAABT8/9mnAsQ15LIM/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603590381349870162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai l'Italia è un paese talmente degradato da non poter più consentire un vissuto civile degno di questo nome. Ognuno di coloro, come il sottoscritto, che anelano alla libertà nell'onestà e nel rispetto degli altri, è isolato, penalizzato e privato di qualsiasi prospettiva, essendo circondato da una diffusa ed invasiva prostituzione sociale e politica priva di limiti e pudore, da una burocrazia complessa arida ed informe, e nella migliore delle ipotesi si potrà solo cogliere indifferenza, egoismo ed ignoranza. &lt;br /&gt;La vita civile inevitabilmente si è dovuta spostare nel web, dove le poche migliaia di persone non ancora contaminate gravemente da questo degrado e regressione culturale ed aridità spirituale, si incontrano e comunicano nei vari forum, social network e blog. Forse è per questo motivo che politicamente da tempo si cerca di censurare e porre dei limiti alla rete, perché è l'ultima frontiera rimasta alle libertà personali. &lt;br /&gt;Nel mondo reale ormai dominano da tempo i parassiti prostituitisi al business cinico e fraudolento, alla moneta fiat (creata da nulla) e spartita primariamente tra i complici ai vertici della piramide finanziaria e di potere. Hanno abilmente creato le condizioni perché si combatta una guerra permanente tra i poveri, ridotti alla schiavitù senza esserne consapevoli, che devono ormai condurre una vita di stenti e di rinunce, mentre coloro che dovrebbero fare politica nel senso nobile del termine, li derubano costantemente dei loro diritti e dei loro risparmi e patrimoni famigliari. &lt;br /&gt;Il gioco non durerà ancora a lungo, i segnali ci sono, numerosi ed inquietanti, ma i giocatori non li sanno cogliere, salvo i pochi potenti ed anonimi al vertice della piramide, e cadranno come birilli al bowling, qualcuno fungerà da capro espiatorio, altri riusciranno a fuggire senza capire i fenomeni in corso, troppo avidi e stupidi per riuscirci.&lt;br /&gt;E' solo questione di tempo, e non credo neppure che si debba attendere molto e ci saranno sorprese a spron battuto, i media non riusciranno neppure a stare appresso agli eventi e nemmeno potranno censurarli come sono abituati, perché il web li rivelerà fedelmente.&lt;br /&gt;I politici farebbero bene a posare i piedi nel paese reale, perché quello nel quale stanno vivendo è una matrix, e più ritarderanno nel rendersene conto e più pericoloso diverrà il loro risveglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-801820220981071849?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/801820220981071849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=801820220981071849' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/801820220981071849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/801820220981071849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/05/150-di-unita-ditalia-un-paese-cosi.html' title='150 di unità d&apos;Italia? Un paese così degradato e liberticida non lo poteva prevedere nessuno'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-LS5jEeVEjYY/TcPzw0MnmlI/AAAAAAAABT8/9mnAsQ15LIM/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3893297217825578682</id><published>2011-05-01T05:07:00.000-07:00</published><updated>2011-05-01T05:16:39.218-07:00</updated><title type='text'>STATALISMO E TRAMONTO DEL MONOPOLIO TERRITORIALE. Lo statalismo è divenuta una specie di fanatismo religioso inconsapevole che danneggia ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-QnbS1vL0-2s/Tb1PAiX6znI/AAAAAAAABT0/GtTqctJuJfE/s1600/200px-Carlolevi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 287px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-QnbS1vL0-2s/Tb1PAiX6znI/AAAAAAAABT0/GtTqctJuJfE/s400/200px-Carlolevi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601720382164487794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;STATALISMO E TRAMONTO DEL MONOPOLIO TERRITORIALE. Lo statalismo è divenuta una specie di fanatismo religioso inconsapevole che danneggia le potenzialità, eleva al potere i cialtroni ed i parassiti, e riduce alla schiavitù volontaria ...  Carlo Levi (nella foto) fu tra i primi intellettuali italiani a capirlo ed a mettere in guardia vanamente gli amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gian Piero de Bellis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle formulazioni più famose della saggezza umana è l'esortazione socratica: Conosci te stesso. A questa potremmo aggiungere, per completare il quadro della consapevolezza umana, il suggerimento a conoscere la società in cui ognuno vive e ciò che la caratterizza e la contraddistingue.&lt;br /&gt;Per raggiungere tale fine conoscitivo occorre selezionare, dall'insieme della realtà, dati e fatti rilevanti che vanno poi strutturati in modelli esplicativi e rappresentativi che utilizzano concetti appropriati e definizioni pertinenti.&lt;br /&gt;Nella introduzione ad una raccolta di saggi sul capitalismo pubblicata molti anni fa, Daniel Bell e Irving Kristol espressero la seguente interessante considerazione: “Alla maggior parte delle epoche storiche è attribuito un nome solo dopo che esse sono state sepolte. Gli uomini che vissero nel Medio Evo non avevano alcuna cognizione di vivere sotto il “feudalesimo” o in un'epoca chiamata Medio Evo.” E poi, continuando nella loro analisi, essi affermarono che “la nostra epoca, estremamente consapevole della storia, costituisce una eccezione a questa regola.” Secondo loro, le generazioni vissute dall'ottocento ad oggi avevano ed hanno la consapevolezza di vivere in una fase specifica della storia che essi stessi chiamarono “epoca del capitalismo”, in quanto “il termine capitalismo è emerso verso la metà dell'ottocento ed ha fatto presa a partire da allora.” (Daniel Bell e Irving Kristol eds., Capitalism Today, 1970).&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la seconda parte delle loro affermazioni mi sembra che gli autori pecchino di presunzione riguardo alla nostra epoca e diffondano un errore molto comune. Le persone che vivevano nella metà dell'ottocento non sembra proprio fossero consapevoli di vivere nell'epoca del capitalismo anche perché questo preciso termine non era ancora apparso. Adam Smith impiega sì il termine capitale ma mai quello di capitalismo. David Ricardo utilizza occasionalmente il termine capitalista e Karl Marx parla sempre e soltanto di “modo capitalistico di produzione.” Questi e altri autori (come Charles Babbage e Andrew Ure) sapevano di vivere in una fase storica di incremento straordinario della produttività a causa della introduzione delle macchine, della divisione del lavoro e della libertà di commercio ma nessuno di loro, a quanto sembra, qualifica come “capitalismo” l'epoca in cui vivevano.&lt;br /&gt;La parola capitalismo compare per la prima volta all'inizio del XX secolo nel poderoso testo di Werner Sombart “Der Moderne Capitalismus” (1902). Sombart faceva parte dei cosiddetti “socialisti della cattedra”, professori universitari che vedevano il socialismo sotto forma di intervento dello stato nella vita economica e sociale della nazione e ad esso erano particolarmente favorevoli. Per cui “capitalismo”, e qui Bell e Kristol hanno perfettamente ragione, “è soprattutto un termine inventato dai socialisti con implicite intenzioni di critica.” (“it is mainly a socialist term with an implied adversary intention.”).&lt;br /&gt;Al testo di Sombart fece seguito il famosissimo saggio di Weber “L'etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1904-1905) e poi da lì una serie infinita di scritti volti a inneggiare o a deprecare l'esistenza del capitalismo.&lt;br /&gt;L'ironia della sorte è che, proprio mentre apparivano questi testi, il capitalismo usciva di scena. Il primo grande colpo assestato al capitalismo fu rappresentato dalle avventure imperialistiche degli stati europei (Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, e di altri stati a seguire) che si ritagliavano sfere di influenza politica e, al tempo stesso, gettavano le premesse per la fine del libero commercio mondiale che si trovava sempre più a fare i conti con spazi economici dominati dalle potenze imperialiste.&lt;br /&gt;Ma la vera pietra tombale del capitalismo fu lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Lo storico A.J.P. Taylor inizia la sua “English History” con questa famosissima constatazione : "Fino all'Agosto del 1914 un cittadino inglese giudizioso e rispettoso della legge poteva trascorrere la sua esistenza quasi senza rendersi conto dell'esistenza dello stato, a parte la presenza dell'ufficio postale e del poliziotto. Egli poteva vivere dove e come volesse. Non aveva nessun numero di riconoscimento né carta di identità. Poteva viaggiare all'estero o lasciare per sempre il suo paese senza un passaporto o qualsiasi tipo di autorizzazione di alcun genere. Poteva cambiare il suo denaro in qualsiasi altra moneta senza restrizioni né limiti. Poteva acquistare merci provenienti da qualsiasi altro paese del mondo alle stesse condizioni dei beni prodotti nel proprio paese. A questo riguardo, uno straniero poteva passare tutta la sua vita in questo paese senza dover richiedere alcun permesso e senza dover informare la polizia."&lt;br /&gt;Tutto questo cambiò di colpo nell'estate del 1914 quando gli stati europei iniziarono quell'immane reciproco macello noto come Prima Guerra Mondiale. Negli anni che seguirono, politicanti, intellettuali e propagandisti, trovarono sempre più conveniente nascondere i loro misfatti e le loro menzogne dietro l'etichetta strumentale del “capitalismo” (a cui venivano addossate tutte le colpe) mentre un sistema di potere, del tutto diverso, veniva eretto e organizzato. Tale sistema era caratterizzato da:&lt;br /&gt;- totalitarismo politico (la democrazia totalitaria)&lt;br /&gt;- protezionismo economico (il neo-mercantilismo)&lt;br /&gt;- nazionalismo culturale (la nazionalizzazione delle masse).&lt;br /&gt;Questo sistema di potere ha un nome ben preciso: statismo o statalismo in italiano, statism in inglese, étatisme in francese. Esso non è altro che feudalesimo (cioè potere monopolistico territoriale) su scala allargata.&lt;br /&gt;Questo sistema ha dominato la vita delle persone in maniera più o meno soffocante, utilizzando tutta una serie di denominazioni storiche: fascismo, comunismo, socialismo, nazional-socialismo, social-democrazia, franchismo, peronismo, stato assistenziale, New Deal, capitalismo di stato e finanche il termine capitalismo da intendersi come corporativismo neo-mercantilista.&lt;br /&gt;Per rendersi conto della trasformazione del nascente capitalismo in putrido corporativismo basta osservare l'atteggiamento dei produttori e commercianti nei confronti dello stato. Verso la fine del XVII secolo, come racconta il Marchese d'Angerson, sembra che Colbert, ministro del re di Francia, abbia chiesto ai rappresentanti dei ceti produttivi «Que faut-il faire pour vous aider?» ricevendo come risposta dal mercante Legendre: «Nous laisser faire».&lt;br /&gt;Nel corso del novecento invece e ancora ai giorni nostri i cosiddetti ceti imprenditoriali hanno piagnucolato presso il potere, sentendosi soli e abbandonati, chiedendo, senza sosta, aiuti e protezione dallo stato. Da notare il fatto che il mercante Legendre non era definito un capitalista pur essendolo nei fatti e nello spirito, mentre i cialtroni corporativi di oggi si richiamano al capitalismo pur essendoci lontani mille miglia.&lt;br /&gt;Lo statismo ha dominato per quasi un secolo, dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 alla Caduta del Muro di Berlino nel 1989. Durante quegli anni tutti (tranne pochissime eccezioni), in maniera consapevole o inconsapevole, vedevano lo stato territoriale come un qualcosa di eterno e di indispensabile. In Italia Carlo Levi ha messo a nudo in maniera magistrale questa realtà facendo riferimento ai suoi amici torinesi di varia estrazione politica (liberali, comunisti, socialisti, conservatori) i quali, con la fine del fascismo,vedevano nel nuovo stato il risolutore di tutti i problemi, anche del problema del Mezzogiorno: “Erano, in fondo, tutti degli adoratori, più o meno inconsapevoli, dello Stato; degli idolatri che si ignoravano.” “Per tutti, lo Stato avrebbe potuto fare qualcosa, qualcosa di molto utile, benefico, e provvidenziale: e mi avevano guardato con stupore quando io avevo detto che lo Stato, come essi lo intendevano, era invece l'ostacolo fondamentale a che si facesse qualunque cosa.” (&lt;a href="http://www.polyarchy.org/basta/documenti/levi.1944.html"&gt;http://www.polyarchy.org/basta/documenti/levi.1944.html&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Adesso lo stato territoriale monopolistico e la sua ideologia, lo statismo, sono al tramonto anche se, ad alcuni, lo stato può apparire più vivo e presente che mai. Quelli che vediamo sono però gli ultimi sussulti prima della morte che dovrebbe avvenire nel corso di questo decennio, forse (vendetta della storia) negli anni di ricorrenza dell'immane macello della prima guerra mondiali che gli stati scatenarono proprio cento anni fa. Per coloro che volessero documentarsi al riguardo c'è il bel libro di Martin van Creveld, The Rise and Decline of the State (Cambridge University Press, 1999) oltre a una serie infinita di documenti che appaiono giornalmente sul Web soprattutto nel sito del Mises Institute e in quello di Lew Rockwell.&lt;br /&gt;Sapere in quale società viviamo è il requisito essenziale per decidere in quale società vogliamo vivere, caratterizzata da quali rapporti sociali che ognuno di noi si costruisce poi in maniera libera e volontaria. Altrimenti saremo sempre lì, come i finti progressisti del socialismo o gli inconcludenti parolai del liberalismo, a correre dietro a ideologie morte da un pezzo, ignari che esse sono state tutte sostituite da una ideologia, lo statismo, promossa e sostenuta da opportunisti, parassiti e cialtroni di tutti i tempi e di tutti i colori, che ci vorrebbero portare con loro, lentamente, alla morte, ma da cui ci vogliamo liberare per ritornare, al più presto, a vivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-3893297217825578682?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/3893297217825578682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=3893297217825578682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3893297217825578682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3893297217825578682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/05/statalismo-e-tramonto-del-monopolio.html' title='STATALISMO E TRAMONTO DEL MONOPOLIO TERRITORIALE. Lo statalismo è divenuta una specie di fanatismo religioso inconsapevole che danneggia ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-QnbS1vL0-2s/Tb1PAiX6znI/AAAAAAAABT0/GtTqctJuJfE/s72-c/200px-Carlolevi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2792677703708106195</id><published>2011-04-20T05:01:00.000-07:00</published><updated>2011-04-28T04:43:11.300-07:00</updated><title type='text'>Qualcuno dica loro per cortesia che la nave sta affondando e le scialuppe non basteranno per tutti ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zN1QfE1pR5I/Ta7LWjPdYtI/AAAAAAAABTs/HSSwX96FKvk/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-zN1QfE1pR5I/Ta7LWjPdYtI/AAAAAAAABTs/HSSwX96FKvk/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597634975145747154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta le argomentazioni che sono trattate nell'articolo che pubblico, tratto da Il Fatto Quotidiano, in Italia circolavano fra pochi emarginati e pubblicati solo sui propri blog ... ora possono essere lette da centinaia di migliaia di persone ... Seguite il corso dell'oro e dell'argento e vedrete quanto sono fondate queste valutazioni, per altro conosciute da parecchi anni da ogni libertario e studioso della teoria economica austriaca ed anche da me pubblicate in vari interventi nel mio blog nel corso degli anni.&lt;br /&gt;Per chi invece ama soffrire ed autocommiserarsi, ci sono sempre in circolazione gli schemi di Ponzi (che colpiscono da circa un secolo) i cui promotori fanno promesse di rendimento e garantiscono il capitale versato come fossero politici di professione (che ormai possono solo più raccontare fandonie e tergiversare, nell'attesa del collasso del sistema finanziario e monetario mondiale), se qualcuno vuole consegnare loro i propri risparmi, può sempre sperare in qualche comparsata in televisione, dopo essere stato turlupinato ... &lt;br /&gt;Nel frattempo vi rammento che un autorevole economista a Davos ha pubblicamente dichiarato che l'Euro è un cadavere ambulante che presto collasserà (figuriamoci allora cosa dovrebbe succedere al dollaro! Che invece viene paradossalmente cambiato in un rapporto di 1:46 con l'euro, mentre dovrebbe essere almeno alla pari ...), che l'University of Texas ha deciso di prendere in consegna l'oro fisico anziché dollari ! E si parla di 21,5 tonnellate … che lo stato dello Utah (lo stato più prospero e con la migliore qualità di vita degli USA) ha deciso di tornare all'oro ed all'argento come mezzi di pagamento, che nella confederazione Svizzera vi è una proposta di leggere per tornare al Franco Aureo (è probabile che il franco svizzero tornerà ad essere una moneta rifugio prossimamente …), in Inghilterra si vuole togliere la riserva frazionaria alle banche ed obbligarle al 100% di riserva, TANTO PER CITARE ALCUNI ESEMPI DI ASSUNZIONE DI CONSAPEVOLEZZA E RESPONSABILITA', in Italia invece si continua a cazzeggiare, le televisioni del cavaliere invitano addirittura le massaie a vendere l'oro e l'argento che posseggono in casa per convertirli in euro … e come se si giocasse e ballasse a bordo di una nave che sta affondando, ma forse non sanno neppure di essere a bordo di una nave, ed ancor meno si rendono conto che sta affondando, e temo che la nave non possegga neppure i salvagenti e le scialuppe di salvataggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il debito Usa minaccia l’Ue più della Grecia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Il Fatto Quotidiano  &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono riusciti a non pagare tassi più alti mentre si indebitavano, ma non si può continuare. Di questo passo in un anno porteranno il loro debito alla cifra record di 16mila miliardi di dollari, circa 8 volte la somma di tutti i debiti europei&lt;br /&gt;Girava una battuta lunedì sui mercati: “La revisione di Stantard &amp; Poor’s del rating degli Usa ha sorpreso solo chi ha voluto farsi sorprendere”. In molti avevano già alleggerito le loro posizioni sulla Borsa e sui titoli di Stato americani di fronte alla oramai evidente incapacità del Congresso americano di governare un debito che ha battuto ogni record storico e uno sbilancio fra entrate e uscite (deficit pubblico) che è ancora al 10 per cento. Di questo passo gli Stati Uniti in un anno porteranno il proprio debito al 120 per cento del Pil per la cifra record di 16 mila miliardi di dollari, circa 8 volte la somma di tutti i debiti europei.&lt;br /&gt;Non sarebbe un grosso problema per una nazione di grande forza economica come gli Usa se il governo e la Banca centrale americana, la Federal Reserve, non avessero barato: in tutti i Paesi del mondo avere più debito significa automaticamente pagare tassi più alti che riducono la capacità di indebitarsi a costringono i governi a misure restrittive. Per Washington  a più debito hanno corrisposto minori tassi d’interesse perché la Fed ha comprato 4 mila miliardi di titoli di Stato americani e ha fornito alla presidenza Obama denaro fresco di stampa per finanziare la spesa pubblica. La Banca centrale ha sfornato negli ultimi anni miliardi di dollari dal nulla, senza giustificazione, senza dar conto a nessuno e soprattutto senza garanzie reali. A fronte di quella carta moneta esistono solo dei titoli di Stato emessi dal governo Usa: è come se per ottenere un prestito in banca si dessero in garanzia assegni scoperti della stessa banca con la promessa di onorarli in futuro. Un gigantesco castello di carta che ha consentito di nascondere per un poco i danni provocati dalla crisi finanziaria ma che sta per arrivare al capolinea. L’eccesso di denaro in circolazione non ha prodotto la crescita economica che ci si aspettava, non ha aumentato significativamente il tasso di occupazione e sta producendo l’effetto collaterale di un’inflazione galoppante negli Stati Uniti e in tutti i paesi che stanno ricevendo fiumi di investimenti in dollari. Il presidente della Fed Ben Bernanke e Obama hanno fatto una scommessa azzardata e la stanno perdendo: finanziare la ripresa con la stampa di carta moneta non ha mai fatto bene nella storia e questa volta non è diverso.&lt;br /&gt;Ma anche in Europa, dove si è stampato molto meno denaro, i nodi stanno giungendo al pettine: i “piani di salvataggio” di Grecia e Irlanda fanno acqua da tutte le parti e per il Portogallo non si annuncia un futuro migliore. La Germania continua a non voler mettere mano seriamente al portafoglio e Francia, Olanda (e ora anche Gran Bretagna e Finlandia) la seguono su questa rotta, autolesionista nel lungo periodo. I paesi in crisi non riusciranno a ripagare i propri debiti e neppure a ripagare i debiti verso il fondo creato a Bruxelles per sostenerli. Si iniziano a studiare soluzioni alternative: allungamenti delle scadenze, default parziali, conversione dei bond in circolazione con nuovi bond e varie altre fantasie finanziarie. Le alchimie tuttavia non potranno cancellare la realtà della Grecia che non riuscirà ad uscire dalla recessione e che continua ad avere entrate fiscali in calo, dell’Irlanda che non riuscirà a ripagare il debito contratto con l’Europa perché il suo settore bancario è ancora in fortissima sofferenza e crisi di liquidità, e di un Portogallo che sarà il vero vaso di Pandora del debito quando, dopo le elezioni, il nuovo governo dovrà affrontare banche sull’orlo dell’insolvenza e fornitori di beni e servizi allo Stato che non vengono pagati da più di un anno. Poi toccherà alla Spagna, che mostra segni di ripresa e un buon andamento delle entrate fiscali, dati troppo buoni per essere veri ma abbastanza cattivi per convincere il presidente José Luis Rodriguez Zapatero a non ricandidarsi alle prossime elezioni. I grandi investitori nei giorni scorsi hanno ripreso a vendere i titoli di Stato di Madrid. E mentre tutto questo si sviluppa sotto i nostri occhi cosa fa l’establishment politico e finanziario mondiale? Poco e niente, tira a campare. Negli Usa Obama promette un futuro meraviglioso fatto di accordi bipartisan per rientrare dal deficit, in Europa ci si riunisce a Bruxelles per dare a bere ai mercati l’ennesima promessa, l’ennesimo prestito ponte che sposterà di qualche anno in avanti il momento del disastro.&lt;br /&gt;www.suberbonus.name da Il Fatto Quotidiano del 20 aprile 2001&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2792677703708106195?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2792677703708106195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2792677703708106195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2792677703708106195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2792677703708106195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/qualcuno-dica-loro-per-cortesia-che-la.html' title='Qualcuno dica loro per cortesia che la nave sta affondando e le scialuppe non basteranno per tutti ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zN1QfE1pR5I/Ta7LWjPdYtI/AAAAAAAABTs/HSSwX96FKvk/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6249316011314311796</id><published>2011-04-19T05:17:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T05:21:10.159-07:00</updated><title type='text'>L'Europa sta affondando. La Grecia tecnicamente è fallita, seguiranno prossimamente l'Irlanda ed il Portogallo, ed i media italiani cazzeggiano ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hZ3AaNoZkAY/Ta19pOM5vyI/AAAAAAAABTk/xFGskRpUfaE/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-hZ3AaNoZkAY/Ta19pOM5vyI/AAAAAAAABTk/xFGskRpUfaE/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597268059031715618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i nostri media stanno cazzeggiando sulle vicende giudiziarie ed i deliri di Berlusconi, dando spazio a stuoli di cortigiani e yes man che difendendo il loro datore di lavoro cercando di preservare i loro privilegi e rendite da posizione parassitaria, l'Europa sta affondando. La Grecia tecnicamente è fallita, la tengono in vita come un cadavere con inserite nel corpo delle flebo per simulare una parvenza di esistenza in vita. A ruota seguiranno l'Irlanda ed il Portogallo, quando toccherà alla Spagna, l'Europa collassera, e l'Euro diverrà carta straccia. La vera inflazione (che non è quella spacciata per tale dall'ISTAT, ma quella insidiosa ed occulta dell'immissione di denaro di carta stampato dalle Banche centrali senza alcun controvalore) esploderà ed emergerà quello che è sempre stato taciuto finora, la sottrazione di valore patrimoniale alle famiglie con l'immissione di denaro FIAT, cioè creato dal nulla. Quando i prezzi dei beni di prima necessità saliranno in maniera incontrollata, la gente si riverserà nelle strade, esattamente come è accaduto in nord Africa e nei paesi arabi, e le tensioni esploderanno in conflitti sociali esasperati ed ingovernabili, almeno da questi politici quaquaraquà che sono di una ignoranza economica spaventosa. Tornerà in auge l'unica vera moneta riconosciuta tale nel corso della storia dell'umanità, l'oro e l'argento. Chi ne avrà fatto scorta avrà qualche speranza, chi ha solo denaro di carta a disposizione, potrà tapezzare le pareti di casa. Sono anni che prevedo queste cose, semplicemente studiando e documentandomi, attività faticosa, altri evidentemente preferiscono accendere la tv e seguire programmi demenziali, salvo poi rivolgersi allo stato (che è la causa dei problemi, colluso coi banchieri) per pretendere le soluzioni … che sarebbe come chiedere ai rapinatori di restituire la refurtiva, che ormai si sono spartiti e l'hanno già spesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6249316011314311796?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6249316011314311796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6249316011314311796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6249316011314311796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6249316011314311796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/leuropa-sta-affondando-la-grecia.html' title='L&apos;Europa sta affondando. La Grecia tecnicamente è fallita, seguiranno prossimamente l&apos;Irlanda ed il Portogallo, ed i media italiani cazzeggiano ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hZ3AaNoZkAY/Ta19pOM5vyI/AAAAAAAABTk/xFGskRpUfaE/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-1541327293456679815</id><published>2011-04-16T10:20:00.000-07:00</published><updated>2011-04-16T10:27:54.756-07:00</updated><title type='text'>Per vivere meglio basterebbe abbandonare le città ed andare in campagna o in montagna. Interi borghi vengono ormai venduti a poche decine di  ....</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-O04Js8d6is0/TanQilnQpHI/AAAAAAAABTc/M5XKdhHGtzw/s1600/Carrega%2BLigure%2BCase%2Ba%2B1%2BEuro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-O04Js8d6is0/TanQilnQpHI/AAAAAAAABTc/M5XKdhHGtzw/s400/Carrega%2BLigure%2BCase%2Ba%2B1%2BEuro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596233304615462002" /&gt;&lt;/a&gt;La foto si riferisce al progetto "Case a 1 euro" promosso dal sindaco di Carrega Ligure (AL) per ripopolare il comune, che consta di ben 11 frazione sparse sull'Appennino.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;VIVERE MALE E' DISECONOMICO, basterebbe abbandonare le città ed andare in campagna o in montagna. Nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, un intero borgo di 11 edifici è stato posto in vendita ad appena 144 euro al mq … Oltre ai numerosi luoghi citati dall'autore nell'articolo, potremmo aggiungere (come note che derivano dalla mia esperienza personale) che ve ne sono anche nell'Appennino ligure piemontese ed in Calabria, borghi ormai spopolati che hanno necessità di essere ripopolati e dove la qualità della vita può essere elevata, per la naturalità dei luoghi, purché improntata a sobrietà. Buona lettura e riflessione. Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Cado in piedi, la Comunità degli Autori &lt;a href="http://www.cadoinpiedi.it"&gt;http://www.cadoinpiedi.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Simone Perotti - 16 Aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivere costa poco per chi decide di smetterla con la grande ipocrisia e scappa dalle città &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado dicendo da tempo che il nostro Paese è coperto per il 60% da territori bellissimi dove il valore medio immobiliare si aggira intorno ai 600 euro a metro quadrato. Quasi sempre, quando lo dico, vedo smorfie o facce pensose e incredule. La notizia di oggi, però, conferma quello che dico (e rincara la dose). Nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, un intero borgo di 11 edifici è stato posto in vendita ad ppena 144 euro al metro quadrato. Parliamo di 3.000 metri quadrati datati medioevo, splendidi e dal valore storico architettonico, per 550.000 euro, cioè il costo di una villetta (ormai). Tanto serve per acquistare il borgo medioevale di Valle Piola, frazione disabitata del comune di Torricella Sicura, in provincia di Teramo, a circa mille metri sul livello del mare ed a pochi chilometri dal confine con Ascoli Piceno. Il tutto immerso nella natura più verde e lussureggiante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io posso testimoniare che in altre zone delle Marche, in Liguria, in Sicilia, in Campania, in Puglia e in tutte o quasi le regioni d'Italia ci sono occasioni analoghe. Aulla e Pontremoli, in Lunigiana, vicino a dove abito io, ne sono piene. Il motivo è semplice; nessuno va ad abitarci. Tutti devono vivere altrove per motivi di lavoro. In pochi pensano al fatto che vendendo la propria casa in città o smettendo di pagare affitti salati e trasformandoli in rate inferiori per mutui contenuti, è possibile stabilirsi in posti belli e naturali, risparmiando denaro e guadagnando nel cambio una piccola dotazione utile a vivere per molti anni. Purché si viva in modo sobrio, ovviamente. Cosa che, fuori dalle città, è piuttosto naturale che avvenga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri politici starnazzano in modo o mafioso o superato. La ripresa economica invece è a un passo: basterebbe fare un grande progetto d'incentivo per il recupero dei borghi, delle case rurali, delle cascine, cioè dell'Italia più bella e autentica, rimettendo in moto l'edilizia senza far danni ma, anzi, facendo bene al nostro terriorio. Noi potremmo vivere da re se solo riordinassimo, pulissimo e abbellissimo il Paese, rendendolo pronto all'accoglienza con programmi turistici rispettosi e intelligenti. Lavorerebbero schiere di persone, il denaro circolerebbe su livelli coerenti, per beni immobiliari sensati, capaci di migliorare la nostra vita, costarci molto meno, ricreare le comunità. Il Paese farebbe un salto in avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terra e borghi sono il nostro passato e il nostro futuro. I nostri prodotti gastronomici sono ancora in gran parte da potenziare, rendere migliori, biologici, sani, eccellenti, ma occorre che ci si lavori. Se siamo tutti impiegati nel terziario si estingueranno. Così come i nostri maestri d'ascia se non navighiamo. Il nostro Paese vituperato, distrutto, imbruttito, non aspetta che di essere recuperato e abbellito. La gente abbrutita, alienata, omologata, non comprende che questa via è riservata a chi voglia risparmiare, non a chi abbia denaro da spendere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivere costa poco, per chi decide di smetterla con la grande ipocrisia. Un tempo la vita che facevamo era solo sbagliata. Ora, come si vede, è diventata anche diseconomica. E spendere tanto per vivere male è proprio da gente decadente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-1541327293456679815?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/1541327293456679815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=1541327293456679815' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1541327293456679815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/1541327293456679815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/per-vivere-meglio-basterebbe.html' title='Per vivere meglio basterebbe abbandonare le città ed andare in campagna o in montagna. Interi borghi vengono ormai venduti a poche decine di  ....'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-O04Js8d6is0/TanQilnQpHI/AAAAAAAABTc/M5XKdhHGtzw/s72-c/Carrega%2BLigure%2BCase%2Ba%2B1%2BEuro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8111683773675826373</id><published>2011-04-13T08:21:00.000-07:00</published><updated>2011-04-13T11:50:02.266-07:00</updated><title type='text'>Cosa hanno in comune la grande crisi economica scoppiata nel 2008 e il disastro nucleare di Fukushima?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qhQc3EPn8l0/TaW_vlxj9AI/AAAAAAAABTU/W4piv9KTLPs/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-qhQc3EPn8l0/TaW_vlxj9AI/AAAAAAAABTU/W4piv9KTLPs/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595088936392455170" /&gt;&lt;/a&gt;Breve premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sindrome Fukushima a Wall Street ha reso edotti anche gli scettici, che ci stavano vendendo illusioni tecnologiche e finanziarie. I potenti della terra, protetti dal loro anonimato ed inaccessibilità, hanno cronicamente e dolosamente sottovalutato i rischi, creando un sistema perverso e colluso che scarica sulle masse le perdite ed i danni e privatizza i guadagni (intascati da un ristretta oligarchia), con una estesa complicità istituzionale autoreferenziale (pensiamo ad es. alle agenzie di rating, che con la figura che hanno fatto avrebbero dovuto scomparire dal mercato). La politica avrebbe dovuto fare da controllore per ridurre questi abusi ed i rischi conseguenti, ed invece è complice del sistema, non curandosi degli interessi della popolazione ma di chi fornisce loro denaro, ricchezza e potere (leggasi in particolare "banchieri"). Come emerge nell'articolo sotto riportato, è giustificata una correlazione tra l'abuso finanziario in corso da molti decenni e l'incidente nucleare di Fukushima, le decine di incidenti più o meno gravi che lo hanno preceduto e l'enorme oneroso problema della gestione delle scorie radioattive, perché sono conseguenze della stessa cinica irresponsabilità di chi si cura del proprio business a scapito dell'interesse collettivo. L'articolo che riporto non fornisce soluzioni, perché non sarebbero accettabili dall'establishment ed intellighenzia o dir si voglia, perché sarebbero drastiche ed a favore della popolazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per citarne qualcuna: l'abolizione delle banche centrali, l'eliminazione della riserva frazionaria per le banche, la liberalizzazione della moneta rendendola onesta (basata sul gold standard, e/o coniata in argento da ogni comunità, statale o regionale o locale, in concorrenza tra loro); l'abbattimento drastico delle tasse che alimentano solo la corruzione e le caste parassitarie (lo stato deve essere alleggerito ai minimi termini); eliminazione di ogni privilegio politico; responsabilizzazione totale civile e penale di ogni politico e di ogni individuo con incarichi pubblici; fidejussione preventiva per ogni attività che preveda un rischio ambientale o sociosanitario; esproprio preventivo finalizzato al risarcimento, di ogni bene posseduto (personale e famigliare) nel caso si siano commessi illeciti e danni alla collettività; diffusione dell'istituto referendario popolare con poteri decisionali e senza quorum; ecc.. Tanto per citarne alcuni, che cambierebbero il volto dell'umanità e la evolverebbero verso qualità di vita impensabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la politica va in tutt'altra direzione, ed anche quei paesi che ancora potevano fornire da modello, salvo rari casi (vedasi recentemente l'Islanda), stanno degenerando e degradando, ed il risultato finale nessun analista, neppure un profeta, è in grado di prevederlo nella sua complessa, articolata ed aberrante devastazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: MicroMega &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa hanno in comune la grande crisi economica scoppiata nel 2008 e il disastro nucleare di Fukushima? Entrambi costituiscono importanti ammonimenti sul fattore "rischio" e su quanto malamente i mercati e le nostre società siano in grado di comprenderlo e gestirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Joseph Stiglitz, da Affari &amp; Finanza di Repubblica, 11 aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze del terremoto in Giappone, e in modo particolare la grave situazione tuttora in corso nella centrale nucleare di Fukushima, appaiono lugubri agli osservatori della crisi finanziaria americana che ha dato il via alla Grande Recessione. I due avvenimenti costituiscono altrettanti ammonimenti sui rischi e su come malamente i mercati e le società li gestiscano. Naturalmente, da un certo punto di vista, non è possibile instaurare alcun paragone tra la tragedia del terremoto – che ha provocato la morte o la scomparsa di oltre 25.000 persone e la crisi finanziaria, alla quale non si può di sicuro attribuire una sofferenza fisica così devastante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando però parliamo della fusione nucleare di Fukushima, subentra un aspetto comune a entrambi gli avvenimenti. Gli esperti in campo nucleare e finanziario ci avevano assicurato che le nuove tecnologie avevano pressoché eliminato il rischio di una catastrofe. Ma gli eventi li hanno smentiti categoricamente: non soltanto i rischi sussistevano, ma oltretutto le loro conseguenze sono state di tale immane portata da annientare d’un sol colpo e assai facilmente i presunti vantaggi dei sistemi che i massimi esponenti di questi settori promuovevano. Prima della Grande Recessione, i guru dell’economia in America – dal capo della Federal Reserve ai magnati della finanza – si vantavano di aver imparato a tenere sotto controllo il rischio. Strumenti finanziari "innovativi", quali i derivati e i "credit default swap", permettevano di spalmare il rischio in tutti i settori economici. Adesso sappiamo che quei guru non hanno disatteso soltanto le aspettative della società, ma addirittura le loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È così diventato palese che quei maghi della finanza non avevano compreso fino in fondo quanto complessi fossero i rischi, per non parlare del pericolo costituito dalle "distribuzioni a coda spessa" – termine peculiare della statistica atto a designare eventi rari dagli effetti esorbitanti, spesso definiti "cigni neri". Tali eventi – che si supponeva dovessero verificarsi soltanto una volta ogni secolo o addirittura una sola ed unica volta in tutta la vita dell’universo – paiono invece verificarsi ogni dieci anni. Ma c’è di peggio. Non soltanto si è clamorosamente sottovalutata la frequenza di questi devastanti eventi: così pure il danno astronomicamente immenso provocato dagli stessi, qualcosa di paragonabile soltanto alle fusioni che continuano ad angosciare il settore nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ricerche in campo economico e in psicologia ci possono aiutare a comprendere per quale motivo continuiamo a gestire così malamente questi rischi. Disponiamo di una scarsa base empirica per valutare gli eventi rari, pertanto è difficile arrivare a valutazioni affidabili. In simili circostanze, pertanto, può essere senz’altro utile qualcosa di più dei pii desideri: potremmo avere ben pochi incentivi a riflettere seriamente. Al contrario, quando sono gli altri a doversi accollare l’onere degli errori di valutazione, gli incentivi facilitano l’autodelusione. Un sistema che abbina perdite e privatizza i guadagni è predestinato ad amministrare male il rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, l’intero settore finanziario pullula di problemi con le agenzie coinvolte e di esternalità. Le agenzie di rating avevano incentivi ad assegnare rating eccellenti ai titoli ad alto rischio prodotti dalle stesse banche di investimento che le finanziavano. Chi erogava mutui ipotecari non era minimamente tenuto a rispondere della propria irresponsabilità, e così pure coloro che si dedicavano al prestito predatorio o creavano e commercializzavano titoli concepiti appositamente per perdere valore lo facevano con modalità che li mettevano al riparo da qualsiasi procedimento civile o penale a loro carico. Tutto ciò ci conduce all’interrogativo seguente: ci sono altri eventi "cigni neri" in procinto di verificarsi? Purtroppo, alcuni dei rischi davvero grandi ai quali dobbiamo far fronte oggi molto verosimilmente non sono neppure eventi rari. La buona notizia in tutto ciò è che questi rischi possono essere tenuti sotto controllo con poca spesa o addirittura nessuna spesa. La cattiva notizia è che farlo incontra la forte opposizione della politica, in quanto indubbiamente ci sono persone che traggono vantaggio dallo status quo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni abbiamo assistito a due dei più grossi pericoli possibili, ma abbiamo fatto ben poco per tenerli sotto controllo. A quanto si dice, il modo col quale è stata gestita l’ultima crisi potrebbe di fatto aver aumentato il rischio di un tracollo finanziario in futuro. Le banche troppo grandi per poter fallire e i mercati nei quali esse operano, adesso sanno di potersi aspettare un salvataggio in extremis dal fallimento, nel caso in cui si trovassero in cattive acque. In conseguenza di questo "rischio morale", queste banche possono prendere capitali in prestito a condizioni favorevoli, e ciò conferisce loro un vantaggio in termini di competitività che non si basa su una performance migliore, bensì sulla forza politica. Mentre alcuni di questi eccessi nell’assunzione del rischio sono stati effettivamente ridimensionati, il prestito predatorio e il commercio sregolato in complessi e oscuri derivati overthecounter prosegue. Le strutture di incentivo che incoraggiano gli eccessi nell’assunzione del rischio restano teoricamente immutate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così pure, mentre la Germania ha chiuso i suoi vecchi reattori nucleari, negli Stati Uniti e altrove continuano a essere in attività impianti che presentano il medesimo design pieno di pecche di Fukushima. L’esistenza stessa del settore nucleare dipende da sussidi pubblici occulti, mentre in caso di disastro nucleare è la società intera a doversene accollare palesemente le terribili conseguenze, come pure i costi dello smaltimento delle scorie nucleari, ancora non gestito e regolamentato. Grazie per cotanto capitalismo sregolato! Ma sul pianeta incombe un altro pericolo ancora, che al pari degli altri due è pressoché sicuro: il riscaldamento globale e il cambiamento del clima. Se esistessero altri pianeti sui quali trasferirci con spesa contenuta nel caso in cui si verificasse l’evento pressoché certo previsto dagli scienziati, si potrebbe anche sostenere che il gioco vale la candela. Ma giacché tale soluzione non esiste, così non è, e il gioco non vale il rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spesa per ridurre le emissioni è niente rispetto ai possibili pericoli ai quali va incontro il nostro pianeta. E ciò vale anche nel caso in cui escludessimo a priori l’opzione nucleare (i costi della quale sono sempre stati sottovalutati). Certo, le società petrolifere e carbonifere ne risentirebbero, e i grandi Paesi inquinatori – come gli Stati Uniti – pagherebbero naturalmente un prezzo ben più alto rispetto a quelli che mantengono uno stile di vita meno dissoluto. In definitiva, coloro che giocano d’azzardo a Las Vegas perdono sempre più di quanto guadagnino. Come società anche noi stiamo giocando d’azzardo: con le nostre grandi banche, con le nostre centrali nucleari, con il nostro pianeta. E come a Las Vegas sono davvero pochi – i banchieri che mettono a rischio la nostra economia, chi possiede società energetiche che mettono in pericolo il nostro pianeta coloro che potranno guadagnarci una bel gruzzolo. Ma in media e quasi certamente noi tutti, come società, al pari di ogni giocatore d’azzardo, ci rimetteremo. E questa, purtroppo, è la lezione del disastro giapponese che continuiamo a ignorare, a nostro stesso rischio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8111683773675826373?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8111683773675826373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8111683773675826373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8111683773675826373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8111683773675826373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/cosa-hanno-in-comune-la-grande-crisi.html' title='Cosa hanno in comune la grande crisi economica scoppiata nel 2008 e il disastro nucleare di Fukushima?'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-qhQc3EPn8l0/TaW_vlxj9AI/AAAAAAAABTU/W4piv9KTLPs/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5692286641846172236</id><published>2011-04-11T02:04:00.000-07:00</published><updated>2011-04-11T02:07:28.991-07:00</updated><title type='text'>Siamo condannati alla crescita smisurata, ad una vita infelice e poi all'implosione del sistema economico</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zVrI6SPRy0E/TaLEcd4g0oI/AAAAAAAABTE/6YetQB7w5Uo/s1600/Massimo%2BFini.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 99px; height: 99px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zVrI6SPRy0E/TaLEcd4g0oI/AAAAAAAABTE/6YetQB7w5Uo/s400/Massimo%2BFini.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594249680484618882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Fini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Il Fatto Quotidiano  &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la tragedia di Fukushima sono state avanzate le soluzioni più svariate: centrali nucleari “sicure” di terza o quarta generazione, rafforzamento del già consistente apparato idroelettrico e, naturalmente, valorizzazione delle cosiddette fonti di energia “alternative” o “pulite”, fotovoltaico, solare termico, eolico. Non esistono fonti di energia che, usate in modo massivo, non siano inquinanti, in un modo o nell’altro. Alcuni anni fa in una piattissima regione fra Olanda e Belgio, battuta dal vento, furono impiantate trecento enormi torri eoliche. Gli abitanti ne uscirono quasi pazzi. Per il rumore delle pale e perché erano abituati ad avere davanti agli occhi una pianura sconfinata che ora trovavano sbarrata da queste torri. Un foglio di carta in una casa è un innocente foglio di carta, centomila fogli ci soffocano. Non c’è niente da fare.&lt;br /&gt;Nessuno ha osato proporre la soluzione più ovvia: ridurre la produzione. Questo è il tabù dei tabù. Perché il nostro modello di sviluppo è basato sulla crescita. A qualunque costo. Il lettore avrà sentito dire mille volte, e non solo in questi tempi di crisi, da politici, di destra e di sinistra, da economisti, da sindacalisti: “Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione”. Se la guardate bene, a fondo, questa frase è folle. Perché vuol dire che noi non produciamo più per consumare, ma consumiamo per produrre. Che non è il meccanismo economico al nostro servizio, ma noi al suo.&lt;br /&gt;La crescita non è un bene in sé. Anche il tumore è una crescita: di cellule impazzite. Il tumore dell’iperproduttività finirà per distruggere il corpo su cui è cresciuto. Non perché verranno a mancare le fonti di energia e le materie prime come nel 1972 ipotizzavano che sarebbe avvenuto entro il Duemila quelli del Club di Roma nel loro libro-documento I limiti dello sviluppo (magari ci avessero azzeccato, saremmo stati costretti ad autoridurci per tempo): la tecnologia è probabilmente in grado di risolvere questo problema. Ma per la ragione opposta. Un modello che si basa sulle crescite esponenziali, che esistono in matematica ma non in natura, quando non potrà più crescere, perché non troverà più mercati dove collocare i propri prodotti, imploderà su se stesso. Sarà uno tsunami economico planetario.&lt;br /&gt;Questo il futuro prevedibile. Ma basta il presente. La spietata competizione economica fra Stati – questa è, in estrema sintesi, la globalizzazione – passa attraverso il massacro delle popolazioni del Terzo e ora anche del Primo mondo. In termini di più lavoro, di più fatica, di stress, di angoscia, di un perenne pendolo fra nevrosi e depressione in una mancanza di equilibrio e di armonia che ha finito per coinvolgerci tutti. E gli stessi autori de I limiti dello sviluppo, che non erano dei talebani, ma degli scienziati per di più americani, del mitico Mit, quindi dei positivisti, non ponevano la questione solo in termini tecnici, ma umanistici e concludendo il loro documento scrivevano: “È necessario che l’uomo analizzi dentro di sé gli scopi della propria attività e i valori che la ispirano, oltre che al mondo che si accinge a modificare, incessantemente, giacché il problema non è solo di stabilire se la specie umana potrà sopravvivere, ma anche, e soprattutto, se potrà farlo senza ridursi a un’esistenza indegna di essere vissuta”.&lt;br /&gt;Ma non sono stati ascoltati. Corre, corre la “società del benessere”, col suo sole in fronte e le sue inattaccabili certezze, e, come un toro infuriato, non si rende nemmeno conto, mentre già gronda sangue, che, in ogni caso, al fondo non più tanto lontano dalla strada delle crescite esponenziali, l’aspetta la spada del matador.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5692286641846172236?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5692286641846172236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5692286641846172236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5692286641846172236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5692286641846172236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/siamo-condannati-alla-crescita.html' title='Siamo condannati alla crescita smisurata, ad una vita infelice e poi all&apos;implosione del sistema economico'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zVrI6SPRy0E/TaLEcd4g0oI/AAAAAAAABTE/6YetQB7w5Uo/s72-c/Massimo%2BFini.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8647132043595487310</id><published>2011-04-10T02:53:00.000-07:00</published><updated>2011-04-10T03:04:08.093-07:00</updated><title type='text'>L’euro è un cadavere ambulante, La BCE ha responsabilità gravissime nella crisi ed è anticostituzionale, lo si è rivelato a Davos ...</title><content type='html'>L’euro è un cadavere ambulante, La BCE ha responsabilità gravissime nella crisi ed è anticostituzionale, lo si è rivelato a Davos ma i mass media hanno glissato sull'argomento, un vero e proprio evento, non era mai avvenuta una denuncia così esplicita in un'occasione pubblica di tale autorevolezza.&lt;br /&gt;Se le cose stanno così, come descritte a Davos dall'economista Wilhelm Hankel, allora che senso ha l'attuale cambio a 1.42 con il dollaro? Semmai dovrebbe essere il contrario, l'euro debole dovrebbe rafforzare il dollaro e non viceversa, o quantomeno dovrebbero essere cambiati alla pari, essendo entrambi "carta straccia", senza alcun controvalore (non essendoci più da parecchi decenni il gold standard) se non quello fondato sul sistema monetario illusorio ed ingannevole messo in piedi dalle banche centrali con la complicità dei governi. Prima poi avverrà il collasso del sistema, è inevitabile. Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Q1hQJ-dO0do/TaF-Yy2ZvtI/AAAAAAAABS8/iltDiXGAxI8/s1600/Euro%2Bcartamoneta.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 191px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Q1hQJ-dO0do/TaF-Yy2ZvtI/AAAAAAAABS8/iltDiXGAxI8/s400/Euro%2Bcartamoneta.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593891176602779346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: L'Associazione Culturale La Torre, &lt;a href="http://www.associazionelatorre.com"&gt;http://www.associazionelatorre.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione più importante al World Economic Forum di Davos è stata proprio quella che i media hanno ignorato. Dedicata al futuro della moneta unica, si è svolta il 28 gennaio vertendo sul confronto tra il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, e Wilhelm Hankel, un ex economista capo della Kreditanstalt für Wiederaufbau (banca pubblica con l’onere della ricostruzione) e attualmente uno dei cinque professori che hanno presentato una denuncia contro la creazione di una stabilizzazione finanziaria europea (FESF) alla Corte costituzionale tedesca.&lt;br /&gt;Davanti a una sala piena, Hankel è stato applaudito quando ha dichiarato che l’euro è un “cadavere ambulante” e che i tentativi di salvarlo metteranno a morte la democrazia in Europa. Trichet e altri ospiti del panel, tra cui il celebre economista Nouriel Roubini, hanno trovato pochi argomenti per opporsi a Hankel.&lt;br /&gt;“Vengo da un paese, ha detto Hankel, che, ottant’anni dopo, soffre ancora il tragico errore fatto da un governo che cercava di ripagare i suoi debiti tagliando sul bilancio. È stato il governo che ha preceduto l’ascesa di Hitler al potere. Tuttavia, non faccio le mie critiche solo come economista tedesco, ma anche come democratico.”&lt;br /&gt;I meccanismi di monitoraggio rigoroso e “governance” attualmente in discussione in Europa riportano, per Hankel, a delle misure di “de-democratizzazione”. Cercano di affrontare il peccato originale dell’euro, ovvero la separazione tra bilancio e moneta. Se dobbiamo riunirli di nuovo, ritiene Hankel, sta ai parlamenti nazionali approvare questa scelta.&lt;br /&gt;Nel frattempo, “abbiamo messo i soldi nelle mani di individui che non hanno alcuna legittimazione democratica su di essi“, ha detto Hankel fissando Trichet con lo sguardo. “Abbiamo un profondo problema di costituzionalità in Europa“. In verità, la soluzione è “molto semplice“: o i paesi più deboli escono dall’euro, oppure si deve tornare a un sistema monetario in cui l’euro sarà solo un’unità di conto, come è stato l’ECU.&lt;br /&gt;In risposta, Trichet ha recitato la sua solita litania: che l’euro è un successo perché l’inflazione rimane bassa. Sorprendente se si considera che, durante la conferenza stampa mensile a Francoforte il 3 febbraio, ha interamente negato questa tesi, annunciando che la BCE prevede che l’inflazione supererà il limite del 2% nei prossimi 12 mesi!&lt;br /&gt;A questo punto, il nostro corrispondente ha chiesto il suo parere in merito alle conclusioni del Rapporto Angelides, che afferma che la crisi poteva essere evitata. Trichet ha cercato di sfuggire alla ghigliottina, concordando con la relazione e addirittura affermando che la BCE e altre banche centrali, insieme alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) nel 2007, aveva dato l’allarme.&lt;br /&gt;È esattamente l’opposto di quanto dice il rapporto Angelides, dal momento che accusa le banche centrali, tra le altre cose, di non aver previsto e prevenuto la crisi, e di aver permesso alle banche di impegnarsi in pratiche criminali.&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.solidariteetprogres.org/article7406.html"&gt;http://www.solidariteetprogres.org/article7406.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8647132043595487310?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8647132043595487310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8647132043595487310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8647132043595487310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8647132043595487310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/04/leuro-e-un-cadavere-ambulante-la-bce-ha.html' title='L’euro è un cadavere ambulante, La BCE ha responsabilità gravissime nella crisi ed è anticostituzionale, lo si è rivelato a Davos ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Q1hQJ-dO0do/TaF-Yy2ZvtI/AAAAAAAABS8/iltDiXGAxI8/s72-c/Euro%2Bcartamoneta.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6835848788920215564</id><published>2011-03-27T05:19:00.000-07:00</published><updated>2011-03-27T05:51:35.593-07:00</updated><title type='text'>La New Age e le dieci "malattie" spirituali del nostro tempo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-q26Wwv2qMhk/TY8stcNVpoI/AAAAAAAABSs/cIvm1auz67U/s1600/Claudio%2BMartinotti%2Bin%2Bpiazza%2BMazzini%2Ba%2BCasale%2B2009"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 299px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-q26Wwv2qMhk/TY8stcNVpoI/AAAAAAAABSs/cIvm1auz67U/s400/Claudio%2BMartinotti%2Bin%2Bpiazza%2BMazzini%2Ba%2BCasale%2B2009" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588734821767947906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Premessa di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Espongo quelle che ritengo siano le caratteristiche deleterie e superficiali dell'attualmente diffusa moda della New Age, che in taluni casi diventa patetica, ridicola, fuorviante e pericolosa, L'autore che espone queste dieci rappresentazioni le considera vere e proprie malattie spirituali contagiose, per evidenziarne appunto la pericolosità intrinseca per coloro che vi si avventurano, A farla da padrone è pur sempre l'Ego, che si camuffa bene e dissimula abilmente la propria azione, che di autenticamente spirituale esprime poco o nulla, se non in apparenza. Emerge la pretesa di poter insegnare ad altri presunte tecniche e procedure, sentendosi superiori e competenti … Situazioni che la moderna psicologia e sociologia ed una semplice e sana cultura del buon senso conoscono bene e che potrebbe descrivere ed affrontare efficacemente, se non fosse che il mondo new age si isola, spesso settariamente, proprio per evitare di essere analizzato e ricondotto a ciò che è, un fenomeno psicologico e culturale autoreferenziale che cerca di colmare il vuoto e l'aridità esistenziale, con contenuti effimeri, surrettizi ed inconsistenti ma dotati di fascino e presentati e venduti bene.&lt;br /&gt;Considerando quanta vulnerabilità psicologica e miseria intellettuale ci sia nella popolazione, il rischio sociale di passare da un retrivo materialismo ad una spiritualità di facciata si fa sempre più serio. Il risultato finale di un simile fenomeno socioculturale non sarà affatto un mondo migliore, ma più conflittuale, frazionato ed isolato, dispersivo e contrapposto, incapace di incanalare energie e potenzialità verso l'interesse comune. La New Age è il sintomo di un malessere, non è la cura e la soluzione del problema, è parte del problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MoI9NP2bLwQ/TY8vIi5CYjI/AAAAAAAABS0/etprQF27RTA/s1600/New%2BAge%2Bsimboli.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 80px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-MoI9NP2bLwQ/TY8vIi5CYjI/AAAAAAAABS0/etprQF27RTA/s400/New%2BAge%2Bsimboli.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588737486441570866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dieci malattie spiritualmente trasmesse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: La Gazzetta delle Nuvole &lt;a href="http://www.lenuvoledicivita.it"&gt;http://www.lenuvoledicivita.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da “Eyes Wide Open: Cultivating Discernment on the Spiritual Path” (Sounds True)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. LA SPIRITUALITÀ “FAST-FOOD”. Coniuga la spiritualità a una cultura che celebri la velocità, il multitasking e la gratificazione istantanea, e il risultato più probabile sarà la spiritualità “fastfood”. Quest’ultima è il prodotto dell’illusione, comune e comprensibile, che la liberazione dal dolore proprio della condizione umana possa essere facile e immediata. Tuttavia, una cosa è certa: la trasformazione spirituale non si può ottenere in un batter di occhi.&lt;br /&gt;2. LA FINTA SPIRITUALITÀ. La finta spiritualità consiste nella tendenza a parlare, vestirsi e comportarsi come immaginiamo farebbe una persona spirituale. È una sorta di spiritualità&lt;br /&gt;imitativa che mima la realizzazione spirituale, così come la finta pelle leopardata imita quella autentica.&lt;br /&gt;3. MOTIVAZIONI CONFUSE. Benché il nostro desiderio di evolverci sia puro e genuino, spesso è contaminato da motivazioni secondarie come il desiderio di essere amati, di appartenere a un&lt;br /&gt;gruppo, di riempire il nostro vuoto interiore; la speranza che il cammino spirituale elimini la nostra sofferenza e la nostra ambizione spirituale stessa; il desiderio di essere speciali, migliori,&lt;br /&gt;straordinari.&lt;br /&gt;4. IDENTIFICAZIONE CON ESPERIENZE SPIRITUALI. In questa malattia, l’ego si identifica con la nostra esperienza spirituale e la considera come sua; cominciamo a credere di essere la personificazione vivente di certe intuizioni sorte in noi in determinati momenti. Nella maggior parte dei casi, tale malattia non dura all’infinito, benché tenda a prolungarsi maggiormente in coloro che si ritengono illuminati e/o si comportano da insegnanti spirituali.&lt;br /&gt;5. L’EGO SPIRITUALIZZATO. Questa malattia si verifica quando la struttura stessa della personalità egoica si imbeve di idee e concetti spirituali. Il risultato è una struttura egoica “a prova di&lt;br /&gt;proiettile”. Quando l’ego si spiritualizza, siamo impermeabili a ogni aiuto, a nuove idee o feedback costruttivi. Diventiamo esseri umani impenetrabili e la nostra crescita spirituale si blocca&lt;br /&gt;(in nome della spiritualità stessa).&lt;br /&gt;6. PRODUZIONE DI MASSA DI INSEGNANTI SPIRITUALI. Vi sono molte correnti spirituali alla moda che sfornano una dietro l’altra persone che si ritengono a un livello di illuminazione spirituale ben al di là di quello effettivo. Questa malattia funziona come una sorta di nastro trasportatore spirituale: assorbi questa luce, abbi quell’intuizione e – bam! – sei illuminato e pronto a illuminare gli altri allo stesso modo. Il problema non è tanto che tali persone insegnino, quanto che si presentino come maestri spirituali.&lt;br /&gt;7. ORGOGLIO SPIRITUALE. L’orgoglio spirituale sorge quando il praticante, attraverso anni di sforzi intensi, ha effettivamente raggiunto un certo livello di saggezza, ma usa questo risultato per&lt;br /&gt;chiudere le porte a qualsiasi nuova esperienza. La sensazione di “superiorità spirituale” è un altro sintomo di questa malattia spiritualmente trasmessa. Si manifesta sottilmente attraverso la&lt;br /&gt;sensazione “Io sono migliore, più saggio e superiore agli altri, perché sono spirituale”.&lt;br /&gt;8. MENTALITÀ DI GRUPPO. Anche nota come pensiero di gruppo, mentalità settaria o malattia degli Ashram, la mentalità di gruppo è un virus insidioso che contiene molti elementi tradizionali della co-dipendenza. Un gruppo spirituale decide in modo invisibile e inconscio quali siano i modi giusti di pensare, parlare, vestirsi e comportarsi. I gruppi e gli individui infettati dalla “mentalità di gruppo” rifiutano le persone, gli atteggiamenti e le circostanze che non rispettano le regole, spesso tacite, del gruppo.&lt;br /&gt;9. IL COMPLESSO DEGLI ELETTI. Il complesso degli Eletti non riguarda solo gli ebrei. Consiste nella convinzione che “il nostro gruppo è il più spiritualmente evoluto, potente e illuminato; in poche parole, è il migliore di tutti”. C’è una grande differenza tra il pensare di avere scoperto la via, l’insegnante o la comunità migliori per sé, e il pensare di aver scoperto “il meglio in assoluto”.&lt;br /&gt;10. IL VIRUS MORTALE: “SONO ARRIVATO”. Questa malattia è tanto potente da essere potenzialmente mortale per la nostra evoluzione spirituale. Consiste nella convinzione di “essere arrivati” alla fine del cammino spirituale. Il progresso spirituale termina ogni qual volta questa convinzione si cristallizzi nella nostra psiche, poiché quando pensiamo di aver raggiunto la fine, ogni ulteriore crescita è impedita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6835848788920215564?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6835848788920215564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6835848788920215564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6835848788920215564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6835848788920215564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/03/la-new-age-e-le-dieci-malattie.html' title='La New Age e le dieci &quot;malattie&quot; spirituali del nostro tempo'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-q26Wwv2qMhk/TY8stcNVpoI/AAAAAAAABSs/cIvm1auz67U/s72-c/Claudio%2BMartinotti%2Bin%2Bpiazza%2BMazzini%2Ba%2BCasale%2B2009' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5941349775114021097</id><published>2011-03-26T03:00:00.000-07:00</published><updated>2011-03-26T07:45:11.759-07:00</updated><title type='text'>Risparmio gestito: gli italiani in dieci anni hanno perso circa 400 miliardi di valore dei risparmi investiti ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TWGXOJ_tqOg/TY3DUfWsanI/AAAAAAAABSc/OmkZIxg9eUI/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-TWGXOJ_tqOg/TY3DUfWsanI/AAAAAAAABSc/OmkZIxg9eUI/s400/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588337469418138226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Breve prefazione di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risparmio gestito: gli italiani in dieci anni hanno perso circa 400 miliardi di euro di valore dei risparmi investiti in prodotti consigliati dalle banche o da loro emanazioni (società controllate), la conclusione cui si perviene inevitabilmente è che meglio far da sé e gestire in prima persona i propri risparmi. &lt;br /&gt;I Fondi comuni di investimento italiani generalmente hanno gestito male le risorse loro attribuite, e sono piuttosto onerosi, generalmente hanno ottenuto risultati peggiori dei loro benchmark, ma ancora peggio si rivelano i prodotti assicurativi ed obbligazionari, ancor più onerosi e poco nulla redditizi o in perdita. Quando nella migliore delle ipotesi riescono a conservare il capitale, occorre tenere presente che ogni anno aumenta il costo della vita (ben oltre quanto dichiarato dall'ISTAT) e quindi si perde il potere d'acquisto del denaro disponibile, senza contare la vera inflazione che prima o poi esploderà, cioè l'immissione di grandi quantità di denaro carteceo stampato dalle banche centrali (denaro creato dal nulla. al solo costo tipografico), senza alcuna contropartita (senza gold standard) e quindi senza alcun valore effettivo e garantito, che depaupererà la ricchezza posseduta dalle famiglie.&lt;br /&gt;Mentre le persone oneste lavorano in condizioni proibitive e vessatorie, con sacrifici indicibili, i parassiti di stato (intendo tutti coloro che fanno parte del sistema oligarchico) prosperano appropriandosi dei loro sudati risparmi ed attingendo anche ai loro patrimoni famigliari con una quantità inverosimile e patologica di tasse e balzelli e prodotti e servizi truffaldini imposti per legge o in modo coercitivo … in pratica siamo assediati, o dal governo o dagli enti finanziari appoggiati dal governo e posti in condizioni di privilegio e superiorità (monopolio ed oligopolio), in queste condizioni non si è cittadini ma sudditi e succubi. &lt;br /&gt;Il mio consiglio come sempre è allocare i propri risparmi in oro e argento, per sottrarli alla voracità dei cialtroni e parassiti che ci governano e dei loro complici, che da tempo hanno perso il senso del pudore e del limite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori &lt;a href="http://www.aduc.it"&gt;http://www.aduc.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Editoriale di Alessandro Pedone &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque si occupi, professionalmente, di investimenti finanziari personali, conosce perfettamente l'inefficienza dei fondi comuni d'investimento e più in generale dei prodotti di risparmio gestito. &lt;br /&gt;La mole di studi che confermano questa verità è incontestabile. &lt;br /&gt;Ogni anno l'ufficio studi di Mediobanca pubblica un'indagine sui risultati, a dir poco deludenti, dei fondi comuni d'investimento, dimostrando che puntualmente distruggono valore per i sottoscrittori rispetto ad investimenti più semplici e meno rischiosi come i BOT. &lt;br /&gt;Nell'ultima indagine pubblicata si dimostra come i 1012 fondi oggetto d'analisi, negli ultimi 10 anni, abbiano distrutto valore, rispetto ai semplici BOT, per l'astronomica cifra di 120 miliardi di euro. &lt;br /&gt;Avete letto bene, non è un errore. Si parla di oltre 120 miliardi di euro! &lt;br /&gt;Per dare un'idea dell'ordine di grandezza di queste cifre, si può ricordare che una manovra finanziaria "pesante" per rimettere in ordine di conti pubblici dell'Italia, mediamente, si aggira intorno ai 10/15 miliardi di euro: meno della distruzione di valore che -mediamente- ogni anno viene inflitta ai risparmiatori solo dai fondi comuni d'investimento analizzati ogni da Mediobanca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QsjKY2sfMc0/TY3DnPXhWdI/AAAAAAAABSk/VkerYpWQBms/s1600/Euro%2Bcartamoneta.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 191px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-QsjKY2sfMc0/TY3DnPXhWdI/AAAAAAAABSk/VkerYpWQBms/s400/Euro%2Bcartamoneta.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588337791544154578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per quanto incredibile possa apparire, le cose -per i risparmiatori italiani- stanno peggio di quanto l'indagine annuale di Mediobanca dimostri. &lt;br /&gt;Prima di affrontare questo argomento, vorrei segnalare un recente studio pubblicato dalla Banca d'Italia che riportiamo in allegato. La ricerca ha analizzato ben 2.288 fondi comuni e sicav estero-vestite, quindi non solo i fondi comuni italiani (come nel caso del rapporto di Mediobanca) ma una rappresentazione completa di tutto ciò che in Italia viene distribuito come fondi e sicav. &lt;br /&gt;Non voglio addentrarmi nei dettagli dell'analisi (chi desidera può leggere l'allegato), basti dire che lo studio, in perfetto "stile Banca d'Italia" è rigorosissimo. I lettori che hanno un po' di conoscenze statistiche potranno confermare questo mio giudizio un po' tranchant.&lt;br /&gt;Conclusioni? Usando le parole dello studio: "i rendimenti al netto delle commissioni corretti per il rischio rispetto ai benchmark scelti dai gestori sono negativi o al più nulli per quasi tutte le SGR" (società di gestione del risparmio) e "la volatilità media dei fondi analizzati non si discosta in modo rilevante da quella del benchmark". &lt;br /&gt;In altre parole i fondi comuni né producono rendimenti né diminuiscono i rischi rispetto ai mercati di riferimento: una bocciatura senza appello. &lt;br /&gt;Lo scenario dei fondi comuni d'investimento, quindi è disastroso, ma -purtroppo per i risparmiatori italiani- le cattive notizie non finiscono qui. &lt;br /&gt;Fra i prodotti di risparmio gestito, i fondi comuni d'investimento sono i "meno peggio". &lt;br /&gt;Può sembrare una battuta, ma purtroppo non lo è affatto. Con tutti i loro pesantissimi limiti (che li rendono sconsigliabili nella quasi totalità dei casi) restano comunque gli strumenti più trasparenti fra quelli proposti dalle banche: obbligazioni bancarie (in particolare quelle strutturate) e prodotti finanziari travestiti da polizze vita sono ben peggiori dei fondi comuni d'investimento.&lt;br /&gt;Secondo le ultime rilevazioni della banca d'Italia, nel 2009 gli italiani possedevano circa 186 miliardi di euro di fondi comuni d'investimento, dieci anni prima -nel 1999- erano 478 miliardi! &lt;br /&gt;Questa diminuzione di valore dei fondi comuni d'investimento in parte è dovuta certamente ai 120 miliardi di valore distrutti nei dieci anni dai soli fondi analizzati da Mediobanca. &lt;br /&gt;In buona misura, però, questo calo dipende dal fatto che le banche, in questi anni, hanno dirottato i risparmi dai fondi comuni agli strumenti più costosi (e quindi più remunerativi per le banche) e meno trasparenti. &lt;br /&gt;Avvalendoci ancora dei dati statistici della banca d'Italia sappiamo che nel 1999 le obbligazioni bancarie rifilate ai risparmiatori erano 162 miliardi. Dieci anni dopo, nel 2009, sono diventati 384 miliardi.&lt;br /&gt;Nel 1999 le polizze vita nel portafoglio delle famiglie italiane ammontavano a 136 miliardi di euro, nel 2009 sono diventate 383 miliardi di euro.&lt;br /&gt;Facendo la somma delle tre categorie (fondi, obbligazioni e polizze vita) nel 1999 i prodotti finanziari venduti dalle banche ammontavano a circa 776 miliardi dei quali circa il 60% in fondi comuni. Dieci anni dopo gli stessi prodotti finanziari ammontavano a 953 miliardi di euro, dei quali meno del 20% sono fondi comuni d'investimento. &lt;br /&gt;Si osservi, per inciso, che nei dieci anni analizzati, il patrimonio complessivo delle famiglie italiane è cresciuto del 55%. Questa crescita, ovviamente, è in larga parte legata al reddito prodotto ed accantonato e solo in parte al rendimento del patrimonio. Il patrimonio finanziario allocato in prodotti finanziari venduti dalle banche è cresciuto solo del 22%. &lt;br /&gt;Poiché il rapporto fra patrimonio complessivo e patrimonio investito in strumenti venduti dalle banche è molto simile fra il 1999 ed il 2009, è evidente che la notevole differenza di crescita è una dimostrazione indiretta della distruzione di valore che i prodotti di risparmio gestito hanno effettuato nei dieci anni. &lt;br /&gt;Da questi dati emerge che la stima della distruzione di valore del complesso dei prodotti di risparmio gestito venduti agli italiani è molto superiore ai 120 miliardi di euro in dieci anni calcolati da Mediobanca in riferimento ai 1022 fondi comuni italiani analizzati. &lt;br /&gt;La maggior parte dei fondi comuni distribuiti in Italia, infatti, non sono italiani, ma estero-vestiti. Di più. Complessivamente, i fondi comuni (italiani, esteri ed estero-vestiti) sono una parte minoritaria dei prodotti finanziari rifilati dalle banche ai risparmiatori, e per di più la parte più trasparente e meno costosa.&lt;br /&gt;Da ciò si può dedurre che una stima molto conservativa del complesso del valore distrutto dai prodotti finanziari venduti dalle banche in questi dieci anni debba essere almeno triplicata rispetto a quella calcolata da Mediobanca: parliamo di una stima, conservativa, che si aggira fra i 350 ed i 400 miliardi di euro! Una cifra mostruosa, un disastro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5941349775114021097?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5941349775114021097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5941349775114021097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5941349775114021097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5941349775114021097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/03/risparmio-gestito-gli-italiani-in-dieci.html' title='Risparmio gestito: gli italiani in dieci anni hanno perso circa 400 miliardi di valore dei risparmi investiti ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TWGXOJ_tqOg/TY3DUfWsanI/AAAAAAAABSc/OmkZIxg9eUI/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7185426141393947032</id><published>2011-03-25T04:07:00.000-07:00</published><updated>2011-03-25T04:20:50.533-07:00</updated><title type='text'>Lo stato dello Utah (USA) ha elevato allo status di valuta sia l'oro che l'argento, col quale si potranno pagare beni e servizi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-C9jL4HsSeMk/TYx4OzggDjI/AAAAAAAABSM/VtjXcQqjz9k/s1600/Svizzera%2B-%2Bmonete%2Bd%2527oro%2Bdegli%2Banni%2B%252720.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 186px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-C9jL4HsSeMk/TYx4OzggDjI/AAAAAAAABSM/VtjXcQqjz9k/s400/Svizzera%2B-%2Bmonete%2Bd%2527oro%2Bdegli%2Banni%2B%252720.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587973433399971378" /&gt;&lt;/a&gt;Moneta d'oro coniata dalla Confederazione Elvetica nel 1925&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORO E ARGENTO RECORD E DA OGGI NELLO UTAH SONO MONETA SONANTE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oro e argento volano a nuovi record con le tensioni in Libia, la crisi del debito europea e l’incertezza del Giappone. L’oro sale a 1.446,77 dollari all’oncia a Londra e si spinge oltre a New York, arrivando a 1.448,60 dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’argento sfonda quota 38 dollari l’oncia, il massimo dal 1980. E proprio su oro e argento lo Utah punta per dimostrare la propria sfiducia nella Fed: la Camera e il Senato dello stato americano hanno dato il via libera a un progetto che abolisce le tasse sul trasferimento dei due metalli preziosi e li eleva allo status di valute con cui poter pagare nei negozi, che potrebbero iniziare ad accettare le monete American Buffalo e l’Eagle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione dello Utah “ricorda come la politica monetaria adottata dalla Fed dal 2007 è costata alla banca centrale più nemici che amici” osserva il Financial Times. La Fed non è popolare fra il pubblico americano e molti stati americani stanno considerando iniziative simile a quelle dello Utah. Secondo un sondaggio di Gallup, dal 2003 al 2009 la percentuale di americani che ha dichiarato che la Fed ha fatto un “buon” o “eccellente” lavoro è scesa dal 53% al 30%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kqYWfBh_JMc/TYx5CQHpMPI/AAAAAAAABSU/dIo7SEHo9AU/s1600/1000-lire-argento-concordia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kqYWfBh_JMc/TYx5CQHpMPI/AAAAAAAABSU/dIo7SEHo9AU/s400/1000-lire-argento-concordia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974317253669106" /&gt;&lt;/a&gt;Le mille lire d'argento coniate in Italia nel 1970, così come le 500 lire d'argento coniate negli anni 50 e 60, torneranno presto d'attualità, incrementeranno il loro valore e riprenderanno il loro ruolo di vera moneta fiduciaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sondaggio di Bloomberg del 2010 ha messo in evidenza come il 16% degli americani vorrebbero abolire la banca centrale. L’attacco alla Libia, il downgrade di Moody’s di 30 banche spagnole, le dimissioni del primo ministro portoghese Jose’ Socrates, la crisi del debito europea e l’incertezza in Giappone, mettono le ali all’oro e l’argento che salgono a nuovi record per poi ripiegare. ”Sono dei beni rifugio e nell’attuale situazione saliranno ancora” affermano alcuni analisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’oro potrebbe salire fino a 5.000 dollari l’oncia nei prossimi 3-4 anni, prevede – in un’intervista a Bloomberg – Robert McEwen, amministratore delegato di US Gold. I problemi in Portogallo e il suo possibile salvataggio dall’Unione Europea ”si traducono in maggiori incertezze per i mercati finanziari e questo e’ positivo per l’oro”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’oro nel 2010 e’ salito del 30%. Chi cerca un bene rifugio meno costoso dell’oro si rivolge all’argento che – osservano gli analisti – potrebbe salire fino a 40 dollari l’oncia in seguito anche alle scorte limitate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Tratto da blitzquotidiano.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7185426141393947032?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7185426141393947032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7185426141393947032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7185426141393947032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7185426141393947032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/03/lo-stato-dello-utah-usa-ha-elevato-allo.html' title='Lo stato dello Utah (USA) ha elevato allo status di valuta sia l&apos;oro che l&apos;argento, col quale si potranno pagare beni e servizi'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-C9jL4HsSeMk/TYx4OzggDjI/AAAAAAAABSM/VtjXcQqjz9k/s72-c/Svizzera%2B-%2Bmonete%2Bd%2527oro%2Bdegli%2Banni%2B%252720.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7222675121320247220</id><published>2011-03-15T03:32:00.000-07:00</published><updated>2011-03-15T03:50:49.073-07:00</updated><title type='text'>Presentazione libro sul Monferrato a Grazzano Badoglio durante GOLOSARIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CRaV_UkQenw/TX9BP4kJ1xI/AAAAAAAABQ8/d0nv0LJsNrw/s1600/Martinotti%2BDoria%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011-%2B2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 318px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-CRaV_UkQenw/TX9BP4kJ1xI/AAAAAAAABQ8/d0nv0LJsNrw/s400/Martinotti%2BDoria%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011-%2B2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584253804100572946" /&gt;&lt;/a&gt;Claudio Martinotti Doria durante il suo intervento, si nota parte del folto ed attento pubblico presente. Foto eseguita dal Prof. Marco Devecchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Grazzano Badoglio (AT), presso l'affascinante Tenuta Santa Caterina Domenica 13 marzo 2011 alle ore 10,30 si è volta la presentazione del libro "Monferrato, splendido patrimonio" curato e pubblicato dal noto editore astigiano Lorenzo Fornaca (Se.Di.Co.), cui è seguita una gradevole ed apprezzata conversazione con gli autori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa era ospitata nell'ambito della complessa ed articolata manifestazione di Golosaria in Monferrato, il cui autore, il giornalista Paolo Massobrio (Presidente del Club di Papillon), ha condotto inizialmente l'incontro, dando l'avvio alla manifestazione con tanto di figuranti storici e suggestivo rullo di tamburi. A fare gli onori di casa, in maniera semplice ed elegante, il proprietario della tenuta, l'avv. Guido Carlo Alleva e la dinamica sindachessa di Grazzano Dott.ssa Rosaria Lunghi Bonino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno presentato e coordinato gli interventi dei vari autori presenti, l'editore Lorenzo Fornaca e il Prof. Roberto Maestri, presidente del Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato", che ha collaborato sia personalmente che come sodalizio alla pubblicazione del pregevole volume, che raccoglie in sessanta capitoli i contributi di una quarantina di storici, amanti dell’arte, studiosi ed esperti, che hanno partecipato alla realizzazione di quest'opera straordinaria per pura passione, senza alcun compenso. In oltre cinquecento pagine a colori e con oltre un migliaio di illustrazioni a colori, il volume racconta le emozioni e le potenzialità (ancora in parte inespresse) di un territorio unico e ricco di paesaggi e di storia (possiede ad es. la più alta concentrazione di castelli d'Europa), attraverso personaggi, località e testimonianze artistiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli autori che si sono succeduti nella scorrevole presentazione, pur nei tempi estremamente brevi di cui disponevano, hanno cercato di esporre aneddoti, curiosità e riflessioni, che hanno attratto l'attenzione del numeroso pubblico presente (circa centocinquanta persone), creando momenti di fascinazione e forte motivazione, contribuendo al successo complessivo dell'evento, come la maggioranza dei partecipanti ha dimostrato esprimendo vivaci apprezzamenti e l'augurio che possa ripetersi. La passione che ha motivato gli autori è riuscita a trasmettersi emotivamente al pubblico presente, come raramente avviene, ed il Monferrato è stato valorizzato come meglio non si sarebbe potuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3Q5eAI-5VSI/TX9ChTv4LKI/AAAAAAAABRE/aAFOq2Ar1lc/s1600/Foto%2Bgruppo%2Bautori%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3Q5eAI-5VSI/TX9ChTv4LKI/AAAAAAAABRE/aAFOq2Ar1lc/s400/Foto%2Bgruppo%2Bautori%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584255202966908066" /&gt;&lt;/a&gt;Nella foto di gruppo sono presenti alcuni degli autori ed organizzatori che hanno partecipato all'evento: &lt;br /&gt;da sinistra, Prof. Marco Devecchi, Dott. Marco Versè, Dott. Lorenzo Fornaca (Curatore ed Editore del Volume), Prof. Gianfranco Cuttica di Revigliasco, Dott.ssa Rosaria Lunghi Bonino (Sindaco di Grazzano Badoglio), Avv. Guido Carlo Alleva (Proprietario della Tenuta Santa Caterina), Dott. Roberto Maestri, Dott. Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro e Arch. Elena Gianasso [Foto di Francesca Viola].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto di gruppo mancano due autori che si sono dovuti assentare, Claudio Galletto (intervenuto con qualche riflessione su Don Bosco ed il suo rapporto con il Monferrato) e Claudio Martinotti Doria (con aneddoti e riflessioni sui rapporti del Monferrato con Asti, con Genova e con il Medio Oriente, soffermandosi sulle epiche imprese degli aleramici alle Crociate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-syn0n-96DOY/TX9C5iDd1-I/AAAAAAAABRM/njBlJl-swQA/s1600/Martinotti%2BDoria%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011%2B-%2B1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 319px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-syn0n-96DOY/TX9C5iDd1-I/AAAAAAAABRM/njBlJl-swQA/s400/Martinotti%2BDoria%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011%2B-%2B1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584255619124025314" /&gt;&lt;/a&gt;Parte conclusiva dell'intervento di Claudio Martinotti Doria, con a fianco il Prof. Roberto Maestri e l'editore Lorenzo Fornaca. Foto eseguita dal Prof. Marco Devecchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della giornata è stata allestita presso la Tenuta Santa Caterina uno stand culturale dove i visitatori potranno approfondire i temi, non solo storici, riguardanti il Monferrato grazie anche al supporto scientifico degli organizzatori, a presentazioni multimediali e alla disponibilità di acquistare le pubblicazioni di Se.Di.Co. e del Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7222675121320247220?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7222675121320247220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7222675121320247220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7222675121320247220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7222675121320247220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/03/presentazione-libro-sul-monferrato.html' title='Presentazione libro sul Monferrato a Grazzano Badoglio durante GOLOSARIA'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-CRaV_UkQenw/TX9BP4kJ1xI/AAAAAAAABQ8/d0nv0LJsNrw/s72-c/Martinotti%2BDoria%2Ba%2BGrazzano%2BBadoglio%2B13%2B03%2B2011-%2B2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-4424661156860996302</id><published>2011-02-26T08:30:00.000-08:00</published><updated>2011-02-26T08:36:32.263-08:00</updated><title type='text'>Bioregionalismo urbano ed ecologia profonda nelle comunità umane</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GrxEj9IZDfk/TWkrxIBJWLI/AAAAAAAABQs/RKYzkJBLsnk/s1600/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 398px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-GrxEj9IZDfk/TWkrxIBJWLI/AAAAAAAABQs/RKYzkJBLsnk/s400/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578037736440944818" /&gt;&lt;/a&gt;Paolo D'Arpini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volentieri pubblico un intervento dell'amico Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana, sull'argomento: "Bioregionalismo urbano ed ecologia profonda nelle comunità umane", che contiene interessanti riflessioni e prospettive sociali evolutive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione culturale aperta&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"...me pasaría la vida viajando y pediría a la buena gente que encontrara en el camino de prestarme algo de su vida para probar a veces lo que significa sentirse en casa.." (Sbirba Aivlis)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Essendo vissuto per moltissimi anni in un contesto urbano (sono nato e vissuto a Roma ed ho anche abitato a Verona per oltre metà della mia vita), ed avendo anche tentato un esperimento di ri-abitazione di un piccolo borgo abbandonato, Calcata, con conseguente tentativo di ricostituire o -perlomeno- avviare un processo di comunità ideale (non so con quale successo...), posso affermare che massimamente il mio procedere "bioregionale" si è svolto in un ambito sociale "cittadino". Ma attenzione, essere un cittadino non significa abitare in città bensì vuol dire riconoscersi in un "organismo" di civiltà umana.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da poco più di sei mesi mi sono trasferito in una cittadina delle Marche, Treia, e questo è un successivo passo avanti verso la mia ricerca di una sistemazione sociologica ideale.... Infatti Roma è abitata da 6 milioni di persone, è insomma una metropoli, Verona conta quasi mezzo milione di abitanti, Calcata meno di mille... Mentre Treia arriva quasi a diecimila. Insomma sto cercando una giusta via di mezzo, adatta al mantenimento di un sano rapporto con l'ambiente e gli animali senza dover rinunciare ai vantaggi della "civitas", essendo noi umani esseri altamente socializzanti....&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La parola "Bioregionalismo" come pure il termine "Ecologia profonda" sono neologismi coniati verso la fine degli anni '70 del secolo scorso, rispettivamente da Peter Berg ed Arne Naess, uno scrittore ed un ecologista, ma rappresentano un modo di vivere molto più antico, che anzi fa parte della storia della vita sul pianeta ed ha contraddistinto tutte le civiltà umane (sino all'avvento dell'industrializzazione selvaggia e del consumismo). Diciamo che il "bioregionalismo" (che equivale all'ecologia profonda) contraddistingue un modo di pensare che muove dall'esigenza profonda di riallacciare un rapporto sacrale con la terra. Questo rapporto si conquista partendo dalla volontà di capire -riabitandolo- il luogo in cui viviamo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Una bioregione infatti non è un recinto di cui si stabiliscono definitivamente i confini ma una sorta di campo magnetico (aura - spiritus loci) distinguibile dai campi vicini solo per l'intensità delle caratteristiche che formano la sua identità, alla stessa stregua degli esseri umani, contemporaneamente diversi e simili l'uno all'altro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In una ottica bioregionale - dovendo analizzare i requisiti antropologici di una città ideale - occorre prima vedere gli aspetti di cosa è una città. Noi usiamo il termine città che deriva da "civitas" ma dobbiamo considerare anche l'altra definizione "urbs", questi due termini hanno pari valore nella fondazione ed urbanizzazione del luogo abitativo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dal punto di vista antropologico sappiamo che una piccola comunità di 1000 persone consente a tutti i suoi membri la conoscenza personale ed inter-relazione reciproca. Ogni cosa prodotta ha come fruitori i membri tutti ed altrettanto dicasi per quanto è scartato. Nelle comunità antiche, nelle tribù che furono la base della vita umana per migliaia di anni, la reciprocità o solidarietà era elemento di sopravvivenza e sviluppo. Quando lentamente si giungeva ad una summa di tribù dello stesso ceppo originario (diciamo cento entità di 1000 componenti) si diceva che era nato un popolo, una società, insomma una "civitas". Dobbiamo quindi partire da un elemento precostituito e cioé che l'ambito di una "comunità ideale" non dovrebbe superare i centomila abitanti. Ciò vale anche per una metropoli che andrebbe suddivisa in quartieri di tale entità. Perché? Per un semplice motivo: se tutti i componenti di una comunità "originaria" hanno interrelazioni in allargamento (diaspora) sarà possibile connettersi indirettamente o direttamente con gli appartenenti ai vari gruppi che compartecipano allo stesso luogo. Tutti individui diversi dal gruppo originario ma tutti "elementi effettivi" della stessa collettività.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ampliando così il ramo di interesse dalla parentela vicina o lontana alla compartecipazione, somiglianza e convivenza nello stesso luogo. A questo punto le varie entità (o gruppi di individui) son paritetiche l'un l'altra, intrecciate in un contesto di relazioni e formano la base della città ideale. Forse i membri della città apparterranno a ceti diversi ma assieme a noi vivono nella città, con essi manteniamo numerosi rapporti personali come fra membri di una tribù ideale. Questa si può definire società ed il processo descritto conduce a forte correlazione e socializzazione e vivifica l'intera comunità. Ma si può dire che centomila abitanti son un limite. Giacché questo è il livello d'interrelazione possibile e la città bioregionale -secondo me- deve comprendere criteri di suddivisione sociale che rispettino questi termini numerici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non ho nulla contro la vita umana negli agglomerati umani, ma occore portare elementi di riequilibio all'insieme degli elementi vitali, materiali od architettonici che siano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il primo passo verso la riarmonizzazione delle aree urbane è il riconoscimento che esse si trovano tutte in bioregioni, all'interno delle quali possono divenire protagoste ed ecosostenibili. La peculiarità dei suoli, bacini fluviali, piante e animali nativi, clima, variazione stagionale e altre caratteristiche che sono presenti in un luogo-vita bioregionale (ecosistema), costituiscono il contesto base per l'approvvigionamento delle risorse quali: cibo, energia e materiali vari. Affinché questo avvenga in modo sostenibile, le città devono identificarsi e porsi in reciproco equilibrio con i sistemi naturali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non solo devono reperire localmente le risorse per soddisfare i bisogni dei propri abitanti ma devono altresì adattare i propri bisogni alle condizioni locali. Questo significa mantenere le caratteristiche naturali che ancora rimangono intatte e/o ripristinarne quante più possibili. Per esempio risanando baie inquinate, laghi e fiumi affinché possano ridiventare habitat salubri per la vita acquatica, contribuendo in tal modo all'autosufficienza delle aree urbane. Le condizioni che contraddistinguono le aree geografiche dipendono dalle loro peculiari caratteristiche naturali: una ragione in più per adottare i principi base del bioregionalismo, appropriati e specifici per ogni luogo e -soprattutto- utilizzabili per orientare al meglio le politiche municipali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le linee guida di questo mutamento possono essere prese da alcuni principi base che governano gli ecosistemi:&lt;br /&gt;1) Interdipendenza. Accrescere la consapevolezza dell'interscambio fra produzione e consumo, affinché l'approvvigionamento, il riuso, il riciclaggio e il ripristino possano diventare integrabili.&lt;br /&gt;2) Diversità. Sostenere la diversità di opinione così da soddisfare i bisogni vitali oltreché una molteplicità di espressioni culturali, sociali e politiche. Resistere a soluzioni che privilegino i singoli interessi e la monocultura.&lt;br /&gt;3) Autoregolamento. Incoraggiare le attività decentralizzate promosse da gruppi di quartiere-distretti. Rimpiazzare la burocrazia verticistica con assemblee di gruppi locali.&lt;br /&gt;4) Sostenibilità economica. Scopo della politica è quello di operare con interessi lungimiranti, minimizzando rimedi fittizi ed incentivando un processo di riconversione ecologica a lungo termine.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mi sembra che il materiale trattato per il momento possa bastare al fine di una riflessione sul tema e di un ulteriore dialogo integrativo.. Lascio ai lettori la parola!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Paolo D'Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana&lt;br /&gt;&lt;a href="circolo.vegetariano@libero.it"&gt;circolo.vegetariano@libero.it&lt;/a&gt; - Tel. 0733/216293&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://retebioregionale.ilcannocchiale.it"&gt;http://retebioregionale.ilcannocchiale.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rete+bioregionale+italiana"&gt;http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rete+bioregionale+italiana&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-4424661156860996302?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/4424661156860996302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=4424661156860996302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4424661156860996302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/4424661156860996302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/02/bioregionalismo-urbano-ed-ecologia.html' title='Bioregionalismo urbano ed ecologia profonda nelle comunità umane'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GrxEj9IZDfk/TWkrxIBJWLI/AAAAAAAABQs/RKYzkJBLsnk/s72-c/Paolo%2BD%2527Arpini%2Bravvicinato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2451282615863891857</id><published>2011-02-23T07:33:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T07:57:21.482-08:00</updated><title type='text'>IL FISCO SERVE A MANTENERE I PARASSITI, A DANNO DEL NOSTRO RISPARMIO E DELLE PROSPETTIVE DI VITA</title><content type='html'>Ormai la società, in particolare quella italiana perché maggiormente corrotta e degradata, è divisa tra chi ancora riesce a lavorare onestamente, nonostante condizioni proibitive (ceti produttivi), ed i parassiti del settore pubblico, i politici al governo, i loro cortigiani e burocrati, i collusi al sistema, comprese le organizzazioni criminali che sono funzionali al sistema stesso, e che per vivere agiatamente, devono necessariamente derubare i ceti produttivi, con l'arma del fisco. La degenerazione è talmente diffusa e grave che non solo sta portando il paese alla completa rovina economica e morale, ma giungerà a collassarlo fino allo sfinimento, e la gente ormai decerebrata, demotivata e depressa reagirà solo quando mancherà materialmente il cibo per nutrirsi, perché avranno depauperato le famiglie di ogni loro avere. I parassiti non si fermeranno mai, non sapendo fare altro nella vita che depredare. Quanto avviene nei paesi nordafricani denota una maggiore dignità e vitalità, dovuta anche all'età media della popolazione, decisamente più giovane che da noi. Le rivolte avrebbero dovuto avvenire anche da noi e ben prima, avendone di motivi per giustificarle, ma siamo ancora sotto l'effetto narcotizzante delle televisioni demenziali, dei media asserviti e dei pochi risparmi rimasti, esauriti i quali, non vorrei essere al posto dei parassiti che ci governano e dei loro yesman, perché non c'è maggior pericolo che esasperare una popolazione che ha sopportato troppo e a lungo … claudio martinotti doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7KGgiNrWQJY/TWUsrmD3aVI/AAAAAAAABQc/TICYrufzgJ8/s1600/Scontri%2Btra%2Bpolizia%2Be%2Bpopolazione.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 317px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-7KGgiNrWQJY/TWUsrmD3aVI/AAAAAAAABQc/TICYrufzgJ8/s400/Scontri%2Btra%2Bpolizia%2Be%2Bpopolazione.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576912841030986066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;IL FISCO SERVE A MANTENERE I PARASSITI, A DANNO DEL NOSTRO RISPARMIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Filippo Matteucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che tutta la storia e la mappatura filosofica delle ideologie siano da riscrivere, per lo meno a partire dall’Illuminismo. Ai soggetti provenienti da famiglie prive di identità che ci vengono a dire come deve andare il mondo, quando essi stessi non sanno né chi sono né perché esistono, non possiamo che opporre lo ius naturalis e i suoi capisaldi: la proprietà privata e il libero mercato. Proprietà privata e libero mercato impongono di buttare le ideologie nel pattume, una volta per tutte: gli errori mentali e il regresso di civiltà dei nostri nonni del Novecento, un secolo di istupidimento di massa e di follia collettiva, non dobbiamo pagarli noi.&lt;br /&gt;Occorre piuttosto imparare a riconoscere quando democrazie formali delegate nascondono tirannie oligarchiche e stataliste: le famiglie dei tiranni e i loro clientes, in questo caso, vogliono controllare e ingessare il mercato, e pretendono di vivere sulle spalle dei cittadini contribuenti, dei ceti produttivi. Per impossessarsi della ricchezza creata e guadagnata dai ceti produttivi, tassano gradualmente ogni azione che il lavoratore compie nella sua vita, ogni ambito della sua esistenza. Salari e stipendi, consumi, atti amministrativi, risparmi, case, trasferimenti di proprietà, il pieno di benzina o di carburante per il riscaldamento, tutto diventa occasione per imporre balzelli ed estorcere così denaro a chi se lo è sudato.&lt;br /&gt;Oggi, vengono a raccontarci che vogliono diminuire le tasse sul reddito da lavoro dipendente; i soldi per far ciò però li trovano raddoppiando le tasse sui risparmi dei lavoratori dipendenti, dei poveri Cristi, di coloro che non possono emigrare o almeno portare i loro risparmi all’estero. In questo consiste la famigerata armonizzazione (o riordino), cioè l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Le quali ovviamente non sono rendite, ma sono i sudati, tartassati, inflazionatissimi risparmi di lavoratori e pensionati, che già non rendono nulla, visto che a causa dell’inflazione i rendimenti reali sono oggi negativi. Chi vive di rendita sono caso mai i membri del “politburò”, i maggiordomi dei padroni, coloro che hanno venduto il loro consenso in cambio di uno di quei posti pubblici d’oro o di comode poltrone politiche, con scarso engagement e lauti stipendi: rendite, appunto.&lt;br /&gt;I dominanti di oggi possono essere raffigurati da una piramide: al vertice abbiamo le odierne famiglie reali, le famiglie della grande impresa assistita, sovvenzionata, sussidiata, i padroni assoluti dello Stato, e le famiglie dei boss delle cosche. Nel mezzo troviamo i maggiordomi privilegiati, coloro che occupano le poltrone ben retribuite delle cariche politiche, amministrative e burocratiche, il “Politburò”. Alla base abbiamo quella parte di dipendenti pubblici assolutamente inutile, coloro che, per timore di dover combattere sul libero mercato, hanno venduto il loro consenso in cambio di un “posto” pubblico, per un misero stipendio, disprezzati dai loro stessi protettori. Tutti gli appartenenti a questa piramide producono poco e male: il sistema si regge e va avanti utilizzando la ricchezza creata da altri, dai ceti produttivi: piccole e medie imprese, dipendenti del settore privato, lavoratori autonomi, e quella parte del pubblico impiego realmente necessaria al paese.&lt;br /&gt;La tirannia e l’oppressione consistono nel costringere questi ceti produttivi a mantenere, per forza e contro la loro volontà, gli altri ceti parassitari. Il fisco serve prevalentemente a questo. Oggi la lotta di classe non è più tra proletari contro borghesi, ma tra lavoratori contro parassiti, tra ceti produttivi contro il “Politburò”.&lt;br /&gt;Il fine degli attuali dominanti è lo sterminio dei ceti medio-bassi, ai quali deve essere tolta ogni velleità di formarsi un piccolo patrimonio familiare. La logica redistributiva toglie ai medio-piccoli per dare ai grandi e grandissimi, con una evidente finalità di proletarizzazione (leggi: schiavizzazione) di chiunque non appartenga alle famiglie e alle cosche al potere. Questo processo di proletarizzazione è stato studiato e progettato fin nei minimi dettagli, ed è uno strumento di mantenimento del potere. Ovviamente viene travestito da “redistribuzione a favore delle famiglie, dei lavoratori dipendenti, dei proletari” proprio nel momento in cui sono le famiglie e i lavoratori a essere colpiti, penalizzati, impoveriti dal continuo aumento della pressione fiscale. Tassare salari e stipendi, tassare consumi, tassare risparmi, tassare case, tassare i carburanti o quant’altro è sempre la stessa cosa: sono tutti aumenti della pressione fiscale contro il popolo e a favore dei dominanti e dei loro lacchè. Socializzazione dei costi del consenso vuol dire semplicemente che i dominanti si pagano servi e consenso coi soldi pubblici, coi soldi nostri, quelli che ci tolgono con le tasse.&lt;br /&gt;Oggi, il massimo a cui un cittadino qualunque può aspirare, è che gli venga graziosamente concesso un posto pubblico, un boccone di pane, e, per i più ligi al regime, per quelli che portano più consenso, qualche poltrona d’oro. Non si azzardi il cittadino qualunque a mettersi in proprio, a iniziare un lavoro autonomo o imprenditoriale, un’attività produttiva: verrà immediatamente strozzato dalla burocrazia e dal fisco, e lavorerà per altri, per i poteri forti e per il loro stuolo di lacchè politici e burocrati. Manterrà col suo lavoro e con le sue tribolazioni i ceti parassitari.&lt;br /&gt;Per questo evitare l’ulteriore appesantimento della tassazione sui risparmi degli italiani rappresenta una sorta di “linea del Piave”, sulla quale dovrebbero attestarsi tutte quelle forze politiche, quei tributaristi e quegli economisti ancora dotati di un minimo di ragionevolezza, equità e dignità.&lt;br /&gt;I risparmi sono già tartassati dall’inflazione e dall’imposta sostitutiva: ancora non basta?&lt;br /&gt;Tutte le famiglie si sono accorte che il potere d’acquisto dei loro poveri risparmi è stato decimato dall’inflazione. E l’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo di cui già si avvantaggia lo Stato. Tutti sperimentiamo quotidianamente che in Italia c’è un’inflazione ben superiore a quella ufficialmente dichiarata dall’ISTAT: questa inflazione reale è il tributo che i risparmiatori già pagano al fisco, cui si aggiunge l’attuale imposta sostitutiva del 12,5% che ora si vorrebbe iniquamente aumentare, con un intento demagogicamente e ideologicamente espropriativo. E, sottolineo, è assolutamente falsa, falsissima, l’affermazione ricorrente che il rendimento del risparmio è tassato meno dei redditi da lavoro o d’impresa.&lt;br /&gt;Il carico fiscale che le imprese subiscono, è di fatto contenuto: l’aliquota sul reddito d’impresa è fittizia, visto che si applica non su tutto il reddito, ma solo sul reddito imponibile, e qualsiasi commercialista è in grado di decimare l’imponibile del reddito d’impresa. Tutta una serie di fasce esenti, deduzioni e detrazioni sono poi previste per tutti gli altri tipi di reddito, a cominciare dal reddito da lavoro dipendente. Ciò non accade invece per l’imposta sostitutiva, che è un tributo ben diverso dall’imposta sul reddito. Ed è proprio l’imposta sostitutiva che già oggi colpisce i rendimenti dei risparmi: le sue aliquote si applicano quindi senza sconti su tutto il reddito nominale (ben maggiore di quello reale!) dei risparmi, fino all’ultimo centesimo, non essendovi alcuna possibilità di dedurre costi e spese dall’imponibile, né fasce esenti. Si applicano anche sulle perdite da inflazione! Quindi il paragonare l’aliquota solo nominalmente più alta del reddito d’impresa o di lavoro a quella del 12,5% sui redditi finanziari nominali non ha senso, e chi, in possesso delle dovute conoscenze giuridico-tributarie, fa tale paragone fra aliquote di imposte strutturalmente diversissime, lo fa in malafede, per infinocchiare chi di tributi non se ne intende.&lt;br /&gt;E quel neokeynesianesimo imperante, quel tassa e spendi, che tanto fa comodo ai ceti parassitari, è talmente insensato da illudersi che tassando i risparmi fino a ucciderli si spinge la gente a consumare di più, stimolando l’economia. No, non è così. L’effetto di una maggiore tassazione è esattamente il contrario: le possibilità economiche delle famiglie sono decimate dal calo dei rendimenti dei loro risparmi e dall’aumento dei costi per le abitazioni. Le famiglie si tengono ancora più stretti i loro risparmi, non consumano, non domandano i prodotti che le imprese offrono. Gli imprenditori di conseguenza non investono, e l’economia regredisce.&lt;br /&gt;Capiamoci, con l’assalto dei ceti parassitari ai risparmi dei lavoratori (le rendite finanziarie) il passaggio è epocale: nessun governo, anche ferocemente statalista, in passato era mai arrivato a tanta iniquità. Per impadronirsi dei nostri risparmi non si accontentano più dell’inflazione, oggi l’attacco espropriativo contro i risparmi degli italiani è diretto, frontale e pesantissimo: aumento, quasi raddoppio dell’imposta sostitutiva, che, si badi bene, e lo ripeto, è per sua struttura e per base imponibile molto più pesante e vessatoria, a parità di aliquota percentuale, della normale imposta sul reddito, con la quale in troppi, per ignoranza o malafede, la confondono. All’esproprio dei risparmi seguirà, già annunciato, l’attacco fiscale agli immobili, facilmente attuabile attraverso una revisione al rialzo delle rendite catastali. E, una volta tartassati risparmi e case, troveranno qualcos’altro da tassare, che so, i balconi (già ci hanno provato!), o i cessi dei laboratori degli artigiani, o le bottiglie di acqua minerale, o i cani e i gatti che ci teniamo in casa, in un’infinita pauperizzazione, un infinito asservimento di chi lavora e produce, di chi non è dei loro. Se non li fermiamo ora non li fermeremo più. Per questo la battaglia in difesa dei nostri risparmi va combattuta fino in fondo, questa “linea del Piave” non deve essere sfondata.&lt;br /&gt;Come sono bravi, coloro che vivono sulle nostre spalle, nel falsare il significato del linguaggio, nel camuffare con l’ideologia gli espropri che perpetrano a loro esclusivo vantaggio.&lt;br /&gt;Che fantasia affermare: “Vogliamo abbassare le tasse sui salari dei lavoratori, quindi raddoppiamo le tasse sui loro risparmi...”.&lt;br /&gt;Quanta gente sprovveduta e in buona fede si lascerà ancora prendere per i fondelli? Quanti poveri Cristi non capiranno che i tartassati sono sempre loro, che lavorano per far fare la bella vita a qualcun altro? E ripeto un mio vecchio suggerimento: chiediti sempre nelle tasche di quali famiglie vanno i soldi che lo stato ti toglie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2451282615863891857?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2451282615863891857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2451282615863891857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2451282615863891857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2451282615863891857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/02/il-fisco-serve-mantenere-i-parassiti.html' title='IL FISCO SERVE A MANTENERE I PARASSITI, A DANNO DEL NOSTRO RISPARMIO E DELLE PROSPETTIVE DI VITA'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7KGgiNrWQJY/TWUsrmD3aVI/AAAAAAAABQc/TICYrufzgJ8/s72-c/Scontri%2Btra%2Bpolizia%2Be%2Bpopolazione.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-7700989076395871226</id><published>2011-02-18T02:59:00.000-08:00</published><updated>2011-02-18T03:06:03.641-08:00</updated><title type='text'>Presentato a Milano il volume sul Monferrato dell'editore Lorenzo Fornaca.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WGUM3EKPtXc/TV5R3eQUrNI/AAAAAAAABP8/aohMN5KKGxg/s1600/Pubblico%2Balla%2Bpresentazione%2Blibro%2BMonferrato%2Beditore%2BFornaca"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 305px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WGUM3EKPtXc/TV5R3eQUrNI/AAAAAAAABP8/aohMN5KKGxg/s400/Pubblico%2Balla%2Bpresentazione%2Blibro%2BMonferrato%2Beditore%2BFornaca" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574983402187435218" /&gt;&lt;/a&gt;Folto pubblico in attesa dell'apertura della libreria milanese per partecipare all'evento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stata un'occasione per valorizzare il Monferrato presso una prestigiosa "enclave" inglese …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di David P. Gelman e Claudio Martinotti Doria*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MONFERRATO SPLENDIDO PATRIMONIO, il pregevole libro dell'editore astigiano Lorenzo Fornaca, è stato presentato lunedì scorso 14 febbraio 2011 alla libreria BOOKS IMPORT DI MILANO. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evento oltre che dalla libreria BOOKS IMPORT è stato organizzato dalla rinomata Sir James Henderson School of Milan (fondata nel 1969 da uomini d'affari inglesi, che si potrebbe definire una scuola d'élite) ed ha richiamato numerosi invitati stranieri amanti del Monferrato, venuti appositamente, alcuni superando grandi distanze (una mobilità e dinamicità cui noi abitanti di provincia non siamo minimamente abituati e consapevoli). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli interventi si sono svolti in inglese, l'unico ad intervenire nella lingua italiana è stato l'editore Lorenzo Fornaca, ospite d'onore che ha presentato con proverbiale entusiasmo la sua ultima fatica editoriale, da lui interamente coordinata. Impresa ardua trattandosi di una quarantina di autori che hanno spaziato in tutto lo scibile inerente il Monferrato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calore umano e la genuina motivazione che ispira l'editore, ha contagiato il pubblico, nonostante le necessarie interruzioni per dare modo all'interprete di tradurre in inglese il suo intervento. Pubblico assai numeroso, da grandi eventi, circa 250 persone mediamente presenti, che hanno letteralmente riempito ogni spazio della grande libreria, complessivamente si stimano siano transitate a rotazione circa 500 persone, per partecipare ed ascoltare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MONFERRATO SPLENDIDO PATRIMONIO è riduttivo definirlo un libro. Si tratta infatti di una dichiarazione d’amore verso la sua terra: Il Monferrato; regione davvero speciale per la storia, l’arte, le leggende e i paesaggi incantevoli. …Terra di cui mi sento ambasciatore e rappresentante e di cui porto il caloroso saluto… Così ha esordito l’editore che aveva un sogno e l’ha realizzato superando difficoltà e aspettative. Dopo aver commissionato decine di capitoli, scelto fra migliaia d’immagini e aver portato a termine il progetto stampando un prodigioso volume, si è accorto di essere andato oltre; oggi l’opera sta riscuotendo crescente successo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati molti gli autori che hanno lavorato con entusiasmo a un progetto complesso e articolato, sotto la sua regia, ed alcuni non si sono limitati al capitolo di propria competenza. Di piacevole lettura e facile consultazione, MONFERRATO SPLENDIDO PATRIMONIO mostra i suoi tesori, attraverso un viaggio in cui avventura, storia, bellezze e le mille virtù di una terra sospesa nel tempo sono di casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volume sviluppa numerosi argomenti con notizie curiose e informazioni spesso inedite, approfondendo svariati temi. Anche in questo risiede il suo valore: l’ampio respiro e la ricchezza testuale e iconografica ne fanno un’opera particolare, apprezzata da tutti coloro che finora hanno avuto il privilegio di possedere e consultarne una copia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Emb1o0lox9k/TV5RtYS0TsI/AAAAAAAABP0/oxjzBS7GZrE/s1600/Editore%2BFornaca%2Bed%2Binterprete%2Ba%2BMilano%2Bper%2Blibro%2BMonferrato"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Emb1o0lox9k/TV5RtYS0TsI/AAAAAAAABP0/oxjzBS7GZrE/s400/Editore%2BFornaca%2Bed%2Binterprete%2Ba%2BMilano%2Bper%2Blibro%2BMonferrato" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574983228788592322" /&gt;&lt;/a&gt;L'editore Lorenzo Fornaca e l'interprete, durante la presentazione del libro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’occasione sono stati presentati i lavori artistici degli allievi della Sir James Henderson School of Milan e si è parlato dei dipinti di una grande artista monferrina Matilde Izzia (numerosi dei quali pubblicati nel volume) presentati da Gregory Wright, responsabile del dipartimento sviluppo e marketing della scuola e da Lodovico Gavazzi, titolare di BOOKS IMPORT. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono state così ammirate le doti creative non comuni, l’originalità dei lavori dei giovani.  Particolarmente interessante l’abbinamento, perché traccia un collegamento ideale fra passato e presente, fra i giovani artisti della Sir James e la pittrice che è stata ricordata da Lorenzo Fornaca, in occasione della presentazione del suo libro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato tale l'interesse e l'entusiasmo che ha suscitato la presentazione e la consultazione del volume, oltre agli effetti visibili nel pubblico presente, la sua partecipazione, le numerose domande poste e gli sforzi di avvicinarsi all'editore e di parlare in italiano, ha anche convinto la scuola inglese ad adottare il libro per effettuare delle esercitazioni e traduzioni in lingua inglese di alcuni suoi capitoli, non escludendo di pervenire alla sua completa traduzione, come preludio ad una edizione in lingua inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edoardo Simone Paluan (figlio di uno degli autori del volume), allievo della Sir James, ha fatto da interprete all’editore, per i numerosi ospiti inglesi presenti. La serata è stata allietata da alcuni giovanissimi musicisti della scuola e da un buffet in cui non sono mancati i vini monferrini e fragole molto saporite, in omaggio agli innamorati nel giorno di San Valentino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* autore di due capitoli del libro citato e collaboratore dell'editore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-7700989076395871226?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/7700989076395871226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=7700989076395871226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7700989076395871226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/7700989076395871226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/02/presentato-milano-il-volume-sul.html' title='Presentato a Milano il volume sul Monferrato dell&apos;editore Lorenzo Fornaca.'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WGUM3EKPtXc/TV5R3eQUrNI/AAAAAAAABP8/aohMN5KKGxg/s72-c/Pubblico%2Balla%2Bpresentazione%2Blibro%2BMonferrato%2Beditore%2BFornaca' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-6853634800139267654</id><published>2011-02-12T05:41:00.001-08:00</published><updated>2011-02-12T06:10:37.151-08:00</updated><title type='text'>Le città fantasma cinesi come risposta al previsto crollo dell'economia americana (la supremazia USA è persa ormai da tempo)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-erL7-39m9JU/TVaOLdmLDzI/AAAAAAAABOc/soal3d9oRSU/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 249px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-erL7-39m9JU/TVaOLdmLDzI/AAAAAAAABOc/soal3d9oRSU/s320/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572797916492009266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione di Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cina sta convertendo in materie prime le enormi riserve di dollari di cui dispone, oltre che in metalli preziosi come oro ed argento, acquisisce commodities da destinare soprattutto alla costruzione di intere città ben pianificate ed addirittura eleganti urbanisticamente. Ne sono previste oltre duecento da un milione di abitanti ed una trentina di metropoli, che per il momento rimangono praticamente vuote oppure occupate in minima parte ... Infatti vengono definiti dagli analisti occidentali "città fantasma". Probabilmente è una risposta autarchica politico economica, pianificata dalla leadership politica cinese, al previsto crollo dell'economia americana, sapendo che presto il dollaro perderà la sua ormai marginale credibilità e leadership finanziaria. Ma non si limitano all'autarchia, infatti La Cina sta comprando quantità impressionanti di terreni agricoli e siti minerari in Africa da destinare alla produzione alimentare, sta rilevando congrue percentuali di titoli di stati del sud Europa (soprattutto degli stati in difficoltà), sta ampliando le infrastrutture logistiche commerciali turche e sta investendo in quote di proprietà delle migliori industrie europee ed americane. Inoltre sta rilocalizzando all'interno del suo territorio gli insediamenti umani e produttivi in base alle previsioni e proiezioni avveniristiche degli scenari mondiali, predisponendo le condizioni per garantirsi quote sempre maggiori di esportazione, dimostrando una lungimiranza e capacità di pianificazione di lunghissimo periodo che da noi in Occidente è estinta da tempo. Come suggerisco ormai da parecchi anni, dite ai giovani di studiare come seconda lingua il mandarino standard al posto dell'inglese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fantasmi cinesi hanno una casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Eurasia, Rivista di Studi Geopolitici &lt;a href="http://www.eurasia-rivista.org"&gt;http://www.eurasia-rivista.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Enrico Verga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Chongqing, la "nuova frontiera" dell’urbanizzazione cinese, blocchi di alti edifici fioriscono dove prima si trovavano rigogliose risaie; ferrovie e autostrade marchiano il nuovo territorio senza tener presente le colline e i fiumi che attraversano.&lt;br /&gt;Ovunque le colline vengono livellate, le valli e i canyon riempiti per poter far spazio al piano edilizio volto a costruire abitazioni per 2 milioni di cittadini. Queste le stime di urbanizzazione ufficiali definite dallo stato.&lt;br /&gt;Questa è la Cina che McKinsey &amp; Co descrive quando prevede che la nazione costruirà una "nuova Chicago" ogni anno per le prossime due decadi, oltre 1500 nuovi grattacieli superiori ai 30 piani. Entro il 2025, si legge nel rapporto, la Cina avrà 219 città con una popolazione superiore al milione di persone e 24 città piu’ grandi dell’attuale Sidney. In luoghi come Chongqing il viaggio da contadini a cittadini, pronti a godere dei molteplici benefici del mercato globale, è ancora in divenire.&lt;br /&gt;I piani edilizi prevedono che ogni edificio piu’ alto di 5 piani debba possedere una struttura rinforzata di acciaio. L’acciaio è fondamentale per i binari delle ferrovie e per le autostrade. Ogni tonnellata di acciaio richiede circa 1,6 tonnellate di minerale ferroso e 850 chili di carbone ad alta qualità di combustione per alimentare le fonderie.&lt;br /&gt;La Cina investe nella Cina. La scelta di utilizzare le riserve in dollari per incrementare le scorte di materie prime necessarie alla sviluppo nazionale è uno dei metodi più rilevanti per "alleggerire" il carico di valuta straniera detenuto nelle casse statali a favore di beni materiali il cui prezzo, con la guerra delle valute, rischia di crescere di anno in anno.&lt;br /&gt;Tuttavia questa strategia sembra generare delle aberrazioni, situazioni di sviluppo che, per gli standard occidentali, risultano essere completamente illogiche.&lt;br /&gt;Il nuovo distretto urbano di Ordos, in prossimità dell’omonimo deserto, è un esempio di questo fenomeno. Vista dal satellite la città ha un design elegante: edifici abitativi raggruppati in quartieri con una valida pianificazione stradale, ampli viali, scintillanti edifici governativi, parchi. C’è solo un elemento mancante: i cittadini.&lt;br /&gt;La città stenta a popolarsi pur sita in una delle zone più ricche, per risorse naturali, della Cina.&lt;br /&gt;I soli abitanti sono i funzionari locali che regolarmente si recano nei nuovi palazzi del governo.&lt;br /&gt;Erenhot, sita nell’interno, ai confini con la Mongolia, è una ridente cittadina che ospita un parco turistico dedicato ai dinosauri. La città ospita il terminal della linea ferroviaria Trans Mongolia. I convogli devono cambiare carrozze qui, data la differenza dei binari tra lo standard cinese e lo standard mongolo ( originato da quello russo).&lt;br /&gt;Pur essendo un naturale centro di commercio con la vicina Mongolia solo il 40% delle unità abitative risultano occupate, pur avendo una rete stradale cittadina articolata che connette i differenti quartieri abitativi semi deserti e le future aree residenziali ancora da costruire.&lt;br /&gt;L’elenco delle città carenti di abitanti è lungo e spazia da interi blocchi urbani -sorti vicino alle già esistenti cittadine, come il nuovo distretto di Zhengzhou- alle "cattedrali nel deserto" di Dantu e Kangbashi.&lt;br /&gt;La visione capitalista occidentale difficilmente può spiegare questa situazione. L’analisi del rapporto di McKinsey &amp; Co delinea uno scenario di crescita e investimenti in linea con gli standard comunemente dati per assunti in occidente.&lt;br /&gt;Si parla spesso di bolla dell’edilizia cinese, le trasmissioni finanziarie non esitano a delineare prossimi crolli del mercato immobiliare cinese. Per quanto le "bolle", sin dai tempi dei bulbi di tulipano olandesi, siano un fenomeno ricorrente, ci sarebbe un altra prospettiva che potrebbe essere interessante esplorare al fine di comprendere le "case fantasma" cinesi.&lt;br /&gt;Osservando lo scenario mondiale e la decrescita del mercato americano viene da chiedersi se la Cina, che galleggia su un oceano di dollari e buoni del tesoro americani, non abbia compreso che sia meglio investire, forzatamente, in sé stessa piuttosto che nella decrepita economia a stelle e strisce.&lt;br /&gt;La Cina, in vero, sta investendo anche in terreni agricoli e siti minerari in Africa, sta comprando parte degli ingenti debiti degli stati del sud Europa (Grecia, Portogallo, forse in futuro la Spagna), sta ampliando le infrastrutture logistiche commerciali turche. &lt;br /&gt;Si può ipotizzare che la politica di sviluppo nazionale cinese si basi su 3 principi: controllo della popolazione, crescita economica interna, sviluppo infrastrutture dei distretti interni.&lt;br /&gt;Questi tre principi si completano e si sostengono a vicenda: la trasformazione da contadini a cittadini permetterà di controllare più efficacemente un crescente numero di cinesi. Le decisioni di spostare verso l’interno le aziende che producono con minor efficienza e rilocalizzare sulle coste, vicini ai centri di logistica, le compagnie che creano prodotti ad alto contenuto tecnologico porterà ulteriore benessere economico ai distretti interni, giustificando la necessità di una rete di trasporti modernamente strutturata. Egualmente le opportunità offerte dal popolamento dei centri nuovi urbani potrebbero sostenere un mercato interno e generare una domanda stabile per i beni prodotti dalle aziende cinesi.&lt;br /&gt;Se si uniscono tutti questi elementi: sicurezza, crescita economica nazionale e benessere popolare, la scelta cinese di costruire città fantasma appare una scelta ben ponderata, che denota una pianificazione e una lungimiranza nazionalista che i governi occidentali, affascinati dal concetto di globalizzazione, sembrano aver perso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-6853634800139267654?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/6853634800139267654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=6853634800139267654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6853634800139267654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/6853634800139267654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/02/le-citta-fantasma-cinesi-come-risposta.html' title='Le città fantasma cinesi come risposta al previsto crollo dell&apos;economia americana (la supremazia USA è persa ormai da tempo)'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-erL7-39m9JU/TVaOLdmLDzI/AAAAAAAABOc/soal3d9oRSU/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-121353472839327650</id><published>2011-02-01T08:19:00.000-08:00</published><updated>2011-02-01T08:21:09.024-08:00</updated><title type='text'>Le reali cause della rivolta Egiziana, che si estenderà anche all'Europa, è solo questione di tempo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUgy4zF7z7I/AAAAAAAABOQ/eR30DZP5o5w/s1600/Carbone%2BFrancesco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 106px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUgy4zF7z7I/AAAAAAAABOQ/eR30DZP5o5w/s400/Carbone%2BFrancesco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568756890612780978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Francesco Carbone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.usemlab.com"&gt;http://www.usemlab.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho ancora letto nel giornalismo mainstream un'analisi sulla crisi egiziana che abbia senso compiuto. Non si può fare storia senza conoscere la scienza economica, diceva Mises, ed eccoci ancora una volta di fronte al problema di interpretare correttamente la realtà storica: centinaia di esperti e giornalisti che arrancano sugli specchi senza riuscire a capire le vere cause dell'esplosione del malcontento. Sembrano un esercito di scimmie che giocano con il pallottoliere cercando di trovare la somma di uno più uno. Non una di loro che ancora sia riuscita a dire due,facendo i giusti collegamenti tra politiche monetarie e realtà sociopolitiche.&lt;br /&gt;Oggi ho postato un grafico in home page, il CCI index o indice delle materie prime. Come vado predicando da anni, alla luce delle politiche inflattive di Greenspan prima, e di Bernanke poi, l'aumento dei prezzi accompagnato da una diminuzione degli standard di vita è cosa inevitabile... su scala mondiale! Un aumento già esponenziale come mostra il grafico. Benchè per diverse ragioni ancora senza conseguenze devastanti nei paesi occidentali, i danni cominciano a farsi sentire per ovvie ragioni nei paesi periferici e marginali. Come il Nord Africa appunto. Siamo ancora nella prima fase del crackupboom e stiamo trasmigrando lentamente alla seconda.&lt;br /&gt;Come scrive Gary North in Cosa è il Denaro: "quando muore il denaro, muore la gente". Il libro ha appena qualche mese e abbiamo già le prime vittime che per adesso presentano il passaporto tunisino ed egiziano. Tuttavia è solo l'inizio. Chi ha letto il libro ha già capito il perchè.&lt;br /&gt; Nei paesi come la Tunisia o l'Egitto i tre quarti del reddito se ne va in spese energetiche e alimentari. Le conseguenze delle politiche inflattive, replicate in casa da banchieri centrali inermi e passivi, sono pertanto devastanti. Nonostante alcuni rincari di prezzo, invece, nei paesi occidentali la spesa costituita dai beni di primaria necessità è ancora limitata e quindi sopportabile. Il tenore di vita, benchè in continua e lenta discesa, continua a essere finanziato da un debito crescente e sempre più insostenibile. Un debito che viene sostenuto sui mercati finanziari solo grazie al contributo diretto delle banche centrali. Quantitative Easing. Avete indovinato.&lt;br /&gt;Certamente i paesi nord africani presentano anche problematiche pesantissime legate alle limitazioni delle libertà civili, ma questo è solo il motivo per cui l'innesco rappresentato dall'aumento dei prezzi dei generi alimentari, ovvero dalla pesante caduta dello standard di vita degli ultimi anni, è stato fatale. La rabbia degli egiziani ha le parole Quantitive Easing scritte su tutte le loro facce. Ed è solo l'inizio. Acrimonia sociale, rivolte sociali, e conflitti geopolitici. Nei paesi occidentali siamo ancora al primo step, i paesi del nordafrica sono già al secondo, i conflitti geopolitici saranno inevitabili quando la gran parte dei paesi si troverà nella seconda condizione. Immaginate un miliardo di cinesi incazzati alla stessa maniera degli egiziani. E aggiungeteci mezzo miliardo tra americani ed europei.&lt;br /&gt;I paesi marginali dell'europa, i PIIGS, quelli delle valute deboli gestite una volta come fossero coriandoli di carnevale, possono ringraziare l'euro se non si trovano già in coda a tunisia ed egitto. Ma state sicuri che ciò che sta accadendo in Egitto succederà anche nei paesi occidentali. E' solo questione di tempo. L'esperimento socio economico condotto da Greenspan prima ed amplificato da Bernanke dopo è qualcosa di esplosivo come non si vedeva dai tempi di John Law. Alle bolle di John Law fece seguito nel giro di cinquanta anni la rivoluzione francese. Oggi le dinamiche sociali ed economiche si sviluppano molto più in fretta e non credo che passeranno molti anni perchè la rivoluzione sociale del terzo millennio faccia seguito alle politiche dei banchieri centrali moderni che da anni devastano la struttura socio economica del pianeta.&lt;br /&gt;E così, mentre in occidentente il cuscinetto degli asset finanziari continua a tenere accese le illusioni di prosperità e permette alle elite di continuare il gioco delle tre carte a scapito della popolazione, nel resto del mondo i fermenti sociali continuano a crescere. Tuttavia quando gli asset finanziari non saranno più in grado di tenere il passo dell'aumento dei prezzi dei beni reali, nonostante i tentativi disperati delle banche centrali di pompare i primi e frenare i secondi, il contagio sarà inevitabile. E le conseguenze durature. La struttura produttiva distorta che decenni di politiche monetarie dissennate hanno alimentato non può essere cambiata da mattina a sera per accomodare le reali esigenze primarie di una popolazione mondiale totalmente spiazzata. Il processo richiederà tempo, per ricostituire i risparmi distrutti dalle politiche monetarie saranno necessari anni.&lt;br /&gt;Purtroppo, fintanto che i soliti imbecilli, tra cui si annoverano persino presidenti di nazioni, premi nobel e banchieri centrali, e i loro servi di corte continueranno a spargere fumo scaricando le colpe dell'aumento dei prezzi sulla speculazione, gli hedge fund, le siccità, le inondazioni, l'emissione di polveri inquinanti e quant'altro, le popolazioni continueranno a vagare smarrite su questo sentiero di totale ignoranza con riguardo alla connessione diretta tra economia e realtà sociopolitiche. Rischiando di passare, con le loro rivoluzioni sociali, dal pentolone alla padella, dalla brace al fuoco vivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-121353472839327650?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/121353472839327650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=121353472839327650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/121353472839327650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/121353472839327650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/02/le-reali-cause-della-rivolta-egiziana.html' title='Le reali cause della rivolta Egiziana, che si estenderà anche all&apos;Europa, è solo questione di tempo'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUgy4zF7z7I/AAAAAAAABOQ/eR30DZP5o5w/s72-c/Carbone%2BFrancesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-8138014935398701269</id><published>2011-01-31T06:21:00.000-08:00</published><updated>2011-02-01T08:44:18.540-08:00</updated><title type='text'>In Italia abbiamo tasse ed evasori ai massimi livelli mondiali, ma pare non si sappia interpretarne il significato ed ancor meno trovare soluzioni ...</title><content type='html'>In Italia abbiamo la maggiore e peggiore (come gravosità burocratica) pressione fiscale del mondo, che ormai sfiora il 70%, ed in cambio abbiamo servizi pubblici di infima qualità, corruzione, degrado, sprechi, cementificazione patologica del territorio, leggi liberticide, ecc.. Aumentare la pressione fiscale significa favorire questo fenomeno di abuso, parassitismo e malinvestimenti pubblici, da parte dell'incompetente classe politica al potere. Per porre rimedio a questo pessimo stato di cose occorrerebbe ridurre ai minimi termini la pressione fiscale diretta e limitarla ai beni di consumo ed ai servizi utilizzati (tassazione indiretta), riducendo altresì ai minimi termini i ruoli politici di governo, sia statale che locale, che allo stato attuale si potrebbero tranquillamente dimezzare, e sarebbero ancora troppi. In questo modo, riducendo altresì significativamente anche gli stipendi e le indennità a tutti gli incarichi politici e pubblici del paese, si taglierebbero effettivamente i costi del settore pubblico, nel giro di pochi anni si porrebbero le condizioni per avviare un circolo virtuoso autocorrettivo ed il parassitismo che avviluppa l'Italia in una letale ragnatela non potrebbe alimentarsi. Diversamente questo paese è destinato al fallimento economico, politico, culturale e sociale, e potrebbe salvarsi solo divenendo una colonia di un paese straniero, che se lo compri indirettamente, per il tramite dell'assunzione del suo enorme debito pubblico (acquistando i suoi titoli di stato), come potrebbe fare ad esempio la Cina. Forse anziché l'inglese, come seconda lingua sarebbe meglio studiare il  mandarino standard. &lt;br /&gt;Claudio Martinotti Doria &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EVASIONE RECORD? E IO CONTINUO A DIFENDERE CHI SI DIFENDE DAI GABELLATORI! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Leonardo Facco*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non di rado si cita Robin Hood per avvalorare la tesi secondo cui le imposte sono cosa buona e giusta, dato che l’eroe di Sherwood rubava ai ricchi per dare ai poveri. In realtà, Robin Hood faceva esattamente il contrario e rubava a coloro che avevano derubato i poveri, ovvero allo sceriffo di Nottingham. Anche Machan usa la metafora di cui sopra per sostenere quanto segue: “La verità è che le imposte sono una forma di estorsione, un metodo barbaro ed una violenta violazione della libertà umana”.&lt;br /&gt;Irving Kristol, anch’egli poco avvezzo a devolvere quattrini allo Stato ha scritto in “Two Cheers for Capitalism”, nel lontano 1978: “Il principio alla base di un welfare conservatore dev’essere semplice; ove possibile, alla gente dovrebbe essere permesso di tenere i propri soldi – piuttosto che trasferirli (per mezzo delle tasse allo Stato) – a condizione che li utilizzino in un certo modo definito”. Tradotto, che ognuno faccia ciò che vuole coi propri soldi e ne sia responsabile.&lt;br /&gt;Un premio Nobel come Friedrich von Hayek completa la carrellata di chi alle tasse non strizza certo l’occhio: “E il problema della burocrazia è la tassazione: i governi costringono gli individui a pagare le tasse minacciandoli con la carcerazione e una simile forma di profitto garantito neutralizza l’innovazione e l’efficienza, notoriamente attributi della competizione. Condizione, quest’ultima, che richiede massima libertà di azione affinché imprenditori e consumatori possano produrre, offrire, comprare, rifiutare beni e servizi in accordo con le proprie reali esigenze”.&lt;br /&gt;Mica solo grandi menti straniere hanno detto peste e corna sui tributi. In Italia, la schiera degli insofferenti si allarga in continuazione. Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, recensendo “For Good and Evil” ha scritto: “Presso Atene, ricorda Adams, ‘il simbolo della libertà erano le imposte indirette. L’individuo non veniva tassato direttamente; ciò che veniva tassato erano alcune attività commerciali come la vendita, l’importazione, o l’utilizzo di un bene pubblico come una strada, un ponte, una rotta navale o un porto’.&lt;br /&gt;Non lo ritroveremmo nei nostri ricordi di scuola, ma è interessante che ‘ciò che più offendeva i democratici greci era il sistema fiscale dei tiranni; a loro parere, imposte dirette e tirannia erano una cosa sola’. &lt;br /&gt;*Tratto da "ELOGIO DELL'EVASORE FISCALE", autore Leonardo Facco, Amministratore del Movimento Libertario (Aliberti editore)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-8138014935398701269?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/8138014935398701269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=8138014935398701269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8138014935398701269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/8138014935398701269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/01/in-italia-abbia-tasse-ed-evasori-ai.html' title='In Italia abbiamo tasse ed evasori ai massimi livelli mondiali, ma pare non si sappia interpretarne il significato ed ancor meno trovare soluzioni ...'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3487493291053382409</id><published>2011-01-30T03:35:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T03:41:37.013-08:00</updated><title type='text'>Nuove idee per valorizzare il Castello di Casale Monferrato, simbolo del Monferrato</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUVNmlbuC6I/AAAAAAAABOA/PVm9ULgeHRs/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 249px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUVNmlbuC6I/AAAAAAAABOA/PVm9ULgeHRs/s320/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567941839592229794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettera del nostro collaboratore Martinotti Doria con alcune proposte per promuovere il maniero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Casale News &lt;a href="http://www.casalenews.it/index"&gt;http://www.casalenews.it/index&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 Gennaio 2011 – CASALE – Il nostro collaboratore Claudio Martinotti Doria, al di fuori della sua rubrica storica ‘Patria Montisferrati’, ci ha inviato questa lettera contenente diverse idee e proposte per valorizzare il Castello: “A conferma delle proposte elaborate ed avanzate dagli amici Motta ed Angelino dell'Associazione Casalese Arte e Storia – scrive Martinotti Doria –, inerenti la valorizzazione del Castello di Casale Monferrato, pubblicate recentemente sui giornali locali, che approvo in pieno ed auspico siano accolte dall'amministrazione di Casale, vorrei solo aggiungere un paio di considerazioni oggettivamente a sostegno, che derivano dall'esperienza maturata dal sottoscritto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L'interesse popolare per gli edifici storico militari – prosegue Martinotti Doria –, in particolare castelli e fortezze, e per la riscoperta delle proprie radici culturali e storiche localistiche, è potenzialmente in espansione da parecchi anni. Ne abbiamo avuto conferma come gruppo Gevam Onlus nel 1996, quando nel marzo di quell'anno l'amministrazione comunale decise di aprire al pubblico la Cittadella di Casale Monferrato (che era inaccessibile da parecchi anni), nel fine settimana del 16 e 17 marzo 1996, per alcune ore al giorno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le guardie ecologiche volontarie del Gevam (poi dissoltesi alcuni anni dopo per assenza di sostegno istituzionale e finanziario), circa una decina predisposte allo scopo e da me coordinate, si dovevano occupare del servizio di accesso, controllo e limitazione dei movimenti all'interno dell'area (alcune zone erano ancora pericolanti e non accessibili per motivi di sicurezza)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per quanto ci si aspettasse una discreta affluenza di pubblico, ci trovammo a dover gestire una vera e propria situazione di emergenza, il pubblico in attesa di entrare formava una fila gigantesca all'ingresso dal ponticello, pertanto gli accessi dovettero essere limitati a piccoli gruppi guidati e controllati, e molti non riuscirono ad entrare. &lt;br /&gt;Alla fine del week end contammo oltre diecimila visitatori alla Cittadella. La conferma di quanto affermo la trovate su tutti i giornali locali, Il Monferrato, La Vita Casalese ed Il Piccolo, del periodo citato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa esperienza mi indusse negli anni successivi a proporre ripetutamente e con qualche variante ed aggiornamento, di dedicarsi istituzionalmente alla valorizzazione sia della Cittadella che del Castello, per consentire la loro fruizione, ma anche e soprattutto per essere adibiti a servizio pubblico turistico culturale e di ricreazione e di rivitalizzazione, contemplando anche alcune idee simili a quelle fornite dagli amici Motta e Angelino, che sono i massimi specialisti locali in materia e quindi i più qualificati e competenti per poter portare avanti quanto proposto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUVNwpgiZHI/AAAAAAAABOI/JmvPopQcZKM/s1600/Castello%2Bdi%2BCasale%2BMonferrato%2Be%2BCentro%2BStorico.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 277px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUVNwpgiZHI/AAAAAAAABOI/JmvPopQcZKM/s400/Castello%2Bdi%2BCasale%2BMonferrato%2Be%2BCentro%2BStorico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567942012484871282" /&gt;&lt;/a&gt;Castello di Casale Monferrato, la sua piazza omonima ed una panoramica sul centro storico cittadino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In particolare, in un piano complessivo di valorizzazione e promozione territoriale che ho fornito gratuitamente all'amministrazione comunale da qualche anno, auspicavo la valorizzazione dell'accesso al Castello dalla parte del fiume, la sua parziale destinazione a sede e centro di incontro della società civile e per le attività culturali, divenendo sede di Circoli, Associazioni e Sodalizi in grado di favorirne la fruizione della cittadinanza e dei turisti in visita, la concentrazione al suo interno delle Agenzie di Promozione Turistica del Monferrato per favorirne la sinergia operativa, l'esposizione di sale museali per sintetizzare la storia di Casale e del Monferrato ed in particolare la sua importante storia agraria che ha influito evolutivamente a livello nazionale e transnazionale, la distribuzione di pubblicazioni idonee ad una rapida lettura e con rimandi per approfondimenti, la predisposizione di una sala convegni al suo interno dove concentrare tutte le iniziative storico-culturali, ecc…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per rendere il Castello (in particolare) e la Cittadella, punti di partenza per una conoscenza e scoperta del Monferrato, in modo che diventino nuclei centrali di riferimento e centri gravitazionali, come è giusto che sia, essendo stata Casale Monferrato, a far data dal 1435 con il marchese Paleologo Giangiacomo, l'unica Capitale del Marchesato di Monferrato, consolidata poi dal marchese Guglielmo VIII che la fece elevare nel 1474 alla dignità di Città con sede Vescovile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E' vero che stiamo attraversando un epoca di crisi profonda, non solo finanziaria ma valoriale, ma proprio per questo occorre puntare in prospettiva e con lungimiranza politica, su intelligenti investimenti turistico culturali, anche perché la maggioranza di queste proposte hanno costi moderati, in quanto sono realizzabili soprattutto con l'apporto della società civile, con le sue più fiere e tangibili espressioni, quei sodalizi che sono ben disponibili a prestarsi gratuitamente per la valorizzazione e promozione della nostra città e del territorio, che possono vantare una dignità ed un prestigio storico che ben poche altre possono vantare, valori di partenza che costituiscono forti elementi di attrazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Martinotti Doria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-3487493291053382409?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/3487493291053382409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=3487493291053382409' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3487493291053382409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/3487493291053382409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/01/nuove-idee-per-valorizzare-il-castello.html' title='Nuove idee per valorizzare il Castello di Casale Monferrato, simbolo del Monferrato'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUVNmlbuC6I/AAAAAAAABOA/PVm9ULgeHRs/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-2227623527885607092</id><published>2011-01-28T05:04:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T05:14:50.740-08:00</updated><title type='text'>Per coloro che si vergognano di essere italiani, c'è l'alternativa di divenire APOLIDE</title><content type='html'>In questa epoca degenerata e liberticida, di totale degrado politico istituzionale, in moltissimi si vergognano di essere italiani, pertanto ritengo opportuno proporre un'alternativa simbolica, di protesta coraggiosa e significativa, divenire apolidi. Grazie all'ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (il loro sito &lt;a href="http://www.aduc.it"&gt;http://www.aduc.it&lt;/a&gt; meritatamente ha decine di milioni di visitatori ogni anno) , l'unica associazione di consumatori che non partecipa alla greppia dei contributi pubblici ma si mantiene autonoma ed indipendente, posso proporre alcune indicazioni di come procedere in proposito, pubblicando il testo sotto riportato, ripreso dal sito del Movimento Libertario &lt;a href="http://www.movimentolibertario.it"&gt;http://www.movimentolibertario.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Emmanuela Bertucci, legale dell'Aduc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge italiana tutela gli apolidi, riconoscendo loro gli stessi diritti attribuiti ai rifugiati politici (documenti di identita', permesso di soggiorno, lavoro, assistenza sanitaria, previdenza sociale, possibilita' di chiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contro, ottenere il riconoscimento dello status di apolide è tutt'altro che semplice poiche' regna la piu' assoluta incertezza sulle procedure da seguire. A chi presentare la domanda? La legge 91 del 1992 in tema di cittadinanza tace. Il relativo regolamento di attuazione (DPR 572 del 1993) prevede, all'art. 17, la "possibilita'" di presentare una istanza al ministero dell'Interno. Non vi sono altri riferimenti normativi che aiutino a comprendere se questa sia l'unica possibilita', ovvero sia alternativa all'accertamento dello status di apolide in giudizio, secondo le norme generali sull'accertamento dal giudice ordinario degli status (es. status di cittadinanza, di rifugiato, status civili, ecc.). La giurisprudenza sul punto e' discordante, e nel corso degli anni si sono sviluppati tre diversi orientamenti, nessuno dei quali ha prevalso sull'altro. Secondo un primo orientamento l'accertamento dello status di apolide puo' essere richiesto al giudice ordinario citando in causa come controparte il ministero dell'Interno. Un secondo orientamento ritiene che la richiesta possa esser fatta davanti al giudice, senza bisogno di citare il ministero dell'Interno, con il cosiddetto rito camerale. Da ultimo, altra parte della giurisprudenza sostiene che l'unico organo legittimato a conoscere della richiesta di accertamento dello status di apolide sia il ministero dell'Interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa giungla di decisioni discordanti proponiamo questa procedura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi presentare la domanda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda deve essere presentata al ministero dell'Interno tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e l'immigrazione Via Cavour, 6 00184 ROMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista i contrasti della gia' esigua giurisprudenza pubblicata in merito, riteniamo infatti piu' prudente seguire la procedura indicata dall'unica norma esistente in materia. Cio' per mettersi al riparo dalle oscillazioni della giurisprudenza e dagli eventuali ritardi che un rigetto della domanda comporterebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i tempi per l'emissione del provvedimento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per decidere in merito al riconoscimento della cittadinanza, che e' tutto sommato un procedimento documentale solitamente ben istruito e di "pronta soluzione", il ministero dell'Interno impiega circa 4-5 anni (a fronte dei due anni previsti dalla legge), possiamo solo immaginare che i tempi per il riconoscimento dello status di apolide siano molto piu' lunghi. Ad ogni modo, poiche' la legge non prevede un termine finale specifico entro il quale il Ministero deve pronunciarsi, si applicheranno le norme generali in tema di procedimento amministrativo. Il ministero avra' dunque 90 giorni per emettere un provvedimento di accoglimento o di rifiuto dell'istanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fare se il Ministero non risponde entro i termini, o se rigetta l'istanza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso di mancata pronuncia da parte del Ministero entro novanta giorni dal deposito dell'istanza, si potra' impugnare il silenzio inadempimento citando il Ministero avanti al giudice ordinario, e chiedendo a quest'ultimo di accertare lo status di apolide. Similmente se, nello stesso termine, il Ministero rigetta l'istanza.&lt;br /&gt;In proposito, parte della giurisprudenza ritiene che il silenzio della pubblica amministrazione (o il provvedimento di diniego) debba essere impugnato avanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Cio' perche' secondo questo orientamento non esiste un diritto al riconoscimento dello status di apolide, ma solo un interesse legittimo. In pratica, la pubblica amministrazione puo' "concedere" il riconoscimento sulla base di una serie di valutazioni che confluiscono comunque in una scelta discrezionale.&lt;br /&gt;Al contrario, riteniamo che a decidere sul silenzio inadempimento impugnato sia competente il giudice ordinario perche' ad esso e' devoluta la materia degli status personali, e perche' il riconoscimento del proprio status di apolide non e' un interesse legittimo ma un diritto soggettivo. Cio' per due ordini di motivi:&lt;br /&gt;1) La legge italiana, nonche' diverse convenzioni internazionali (Convenzione di New York del 1954 relativa allo status degli apolidi; Convenzione del 1961 sulla riduzione dell'apolidia) riconoscono agli apolidi de jure (cioe' riconosciuti come tali) una serie di diritti che non si hanno se si e' apolidi di fatto;&lt;br /&gt;2) L'apolide de jure puo' successivamente acquisire la cittadinanza del paese che lo ha riconosciuto come tale. Posto che il diritto alla cittadinanza e' uno dei diritti fondamentali dell'uomo (Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, Patto internazionale sui diritti civili e politici, Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, fra i tanti), altrettanto deve dirsi del riconoscimento dell'apolidia, senza la quale il "senza patria" non puo' accedere al primo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si puo' chiedere un permesso di soggiorno prima che sia intervenuto il riconoscimento dello status di apolide?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso non si sia in possesso di permesso di soggiorno, non e' necessario attendere la pronuncia del giudice per ottenerlo, ma si puo' sin dall'atto introduttivo del giudizio formulare una contestuale istanza con la quale si chiede al giudice di emettere un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. con il quale imponga alla Questura di rilasciare un permesso di soggiorno "provvisorio" in attesa della definizione del giudizio, fornendo la prova del grave danno che l'istante subisce. In questo senso riteniamo sia molto semplice provare tale danno, posto che chi non ha permesso di soggiorno non puo' lavorare e dunque avere mezzi di sussistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-2227623527885607092?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/2227623527885607092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=2227623527885607092' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2227623527885607092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/2227623527885607092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/01/per-coloro-che-si-vergognano-di-essere.html' title='Per coloro che si vergognano di essere italiani, c&apos;è l&apos;alternativa di divenire APOLIDE'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-5644755564102305759</id><published>2011-01-26T05:02:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T05:08:01.018-08:00</updated><title type='text'>L'elettorato elvetico il 13 febbraio voterà su un'iniziativa che mira a ridurre l'accesso alle armi. L'esito sarà molto significativo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUAbu_6ti-I/AAAAAAAABNw/5MYFkH-N4_8/s1600/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 249px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUAbu_6ti-I/AAAAAAAABNw/5MYFkH-N4_8/s320/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566479633675553762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'elettorato elvetico il 13 febbraio voterà su un'iniziativa che mira a ridurre l'accesso alle armi. L'esito sarà molto significativo dal punto di vista socioculturale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di quanto una demagogica propaganda politica statalista e mediatica vorrebbe indurre a credere, le armi di per sé non sono all'origine del problema della violenza, che si manifesta in ben altri modi, soprattutto subdoli e psicologici, e prevalentemente tra le mura domestiche e negli ambienti di lavoro, ma la possibilità della loro detenzione civile è alla base della garanzia della libertà individuale e popolare, che non è affatto acquisita permanentemente, ma va difesa e consolidata in continuazione, soprattutto in questa epoca degenerata e liberticida. Se fosse solo lo stato a possedere il monopolio della detenzione delle armi e solo esso potesse utilizzarle legalmente, il rischio che lo stato diventi totalitario aumenterebbe in maniera esponenziale, e le varie potenti organizzazioni criminali insediate nel paese ne trarrebbero enorme beneficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Martinotti Doria&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUAcBg9Oa3I/AAAAAAAABN4/xJQPWxYSERw/s1600/Micro%2BUzi%2BMitraglietta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 155px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUAcBg9Oa3I/AAAAAAAABN4/xJQPWxYSERw/s400/Micro%2BUzi%2BMitraglietta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566479951782112114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Svizzera: cioccolata, montagne e... fucili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Swissinfo, L'informazione Svizzera nel Mondo &lt;a href="http://www.swissinfo.ch/ita/index.html"&gt;http://www.swissinfo.ch/ita/index.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Olivier Pauchard, swissinfo.ch&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'elettorato elvetico il 13 febbraio voterà su un'iniziativa che mira a ridurre l'accesso alle armi. È vero che le armi da fuoco non mancano in Svizzera: un aspetto che talvolta sorprende il visitatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una stazione ferroviaria. Il rumore dei treni. Andirivieni della folla sulle banchine. Impiegati che si apprestano ad affrontare una nuova giornata di lavoro. Turisti che si preparano a girare per il paese. Adolescenti stile hip hop, berretto sportivo con visiera al rovescio e jeans troppo larghi. E un gruppo di soldati in assetto di combattimento col fucile d'assalto a tracolla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in un paese in guerra? No. Oppure in uno in stato di mobilitazione generale? Nemmeno. Siamo in Svizzera, in una giornata abituale di una settimana normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si pensa a un paese con molte armi in circolazione, spesso la prima immagine che viene alla mente è quella degli Stati Uniti. Eppure anche la Svizzera figura nel plotone di testa della classifica internazionale di questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione che peraltro non sfugge agli osservatori esterni. Così, nella sua edizione di dicembre, la famosa rivista geografica francese GEO ha dedicato al tema un articolo di diverse pagine dal titolo significativo: "Svizzera – Dei cittadini neutrali armati fino ai denti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldati pronti per la battaglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, la Svizzera non è il Far West e le strade solitamente tranquille degli agglomerati elvetici non hanno nulla da spartire con una Chicago degli anni '30. Tuttavia, alcune scene potrebbero stupire lo straniero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio la classica immagine della stazione descritta sopra. Una situazione dovuta a due peculiarità del sistema di difesa svizzero. In primo luogo, la maggior parte dei soldati non effettua il servizio militare in una sola volta, segue dapprima la "scuola reclute" e poi diversi "corsi di ripetizioni" di tre settimane ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda caratteristica è che i militi custodiscono a casa tutta la loro attrezzatura – compresa l'arma d'ordinanza – tra i vari periodi di servizio militare. All'origine l'idea era di disporre immediatamente di un gran numero di soldati pronti per la battaglia in caso di emergenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, è difficile vedere una minaccia militare che richiederebbe questo tipo di mobilitazione. Ma la tradizione dell'equipaggiamento personale militare a casa è rimasta. Unico cambiamento significativo rispetto al passato: l'esercito non consegna più munizioni ai suoi soldati al di fuori del servizio militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sport popolare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Svizzera, il tiro militare non si pratica solo durante la scuola reclute o i corsi di ripetizione. Ogni anno, i soldati ancora in servizio attivo devono anche andare in un poligono per effettuare i loro "tiri obbligatori", un'esercitazione con bersagli a 300 metri di distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più sorprendente ancora, questo obbligo per taluni si è trasformato in un vero e proprio sport. Nei villaggi, le società di tiro fanno parte delle attività tradizionali, allo stesso modo della banda, del coro e della società di ginnastica. Cosicché ci sono moltissime società di "moschettieri", "carabinieri" e "archibugieri".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui la possibilità per i visitatori stranieri di vedere scene che possono sembrare loro ancora più incredibili. Per esempio, civili – tra i quali adolescenti, poiché questo tipo di tiro è consentito da 16 anni – che si incrociano per strada o in un negozio, con un fucile d'assalto portato con grande naturalezza, mentre si recano o ritornano dal poligono di tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in Svizzera, le sorprese in questo campo non sono soltanto visive. Mentre si passeggia tranquillamente nella natura, nella quiete di un bel pomeriggio d'estate, si possono improvvisamente udire esplosioni del genere "Fort Alamo" provenienti da un vicino poligono di tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Home sweet home"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto in precedenza, in Svizzera, vi sono in circolazione tante armi da fuoco. A tal punto che il loro numero non è noto. Si parla generalmente di circa due milioni, con variazioni... di alcune centinaia di migliaia di unità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i motivi di questa profusione, il fatto che i soldati hanno l'opportunità di tenere le loro armi dopo il servizio militare, a condizione di effettuare qualche tiro. Le armi cedute agli ex soldati sono dunque in perfette condizioni, anche se l'esercito ha imposto una misura di sicurezza: le armi consegnate a ex soldati hanno un dispositivo che impedisce il tiro a raffica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, fra le armi da fuoco in mano ai militari attivi, quelle in possesso di coloro che hanno terminato i loro obblighi militari – fucili d'assalto, pistole – e i venerabili moschetti ereditati dagli avi, nelle abitazioni in Svizzera ci sono un sacco di armi militari. In aggiunta a quelli di cacciatori, tiratori sportivi e collezionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Armi che sono spesso riposte in cantina, in soffitta o in un armadio. Ma a volte sono messe con orgoglio in bella mostra in salotto, magari allineate in una vetrinetta o appese sopra al caminetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che ancora una volta, uno straniero appena giunto nella Confederazione e invitato da qualche svizzero potrebbe rimanere sbigottito di fronte a un simile scenario. Benvenuto a casa nostra! Le presento mia moglie, i miei figli, il mio cane, i miei fucili…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Olivier Pauchard, swissinfo.ch&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/974756174275033127-5644755564102305759?l=claudiomartinotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/feeds/5644755564102305759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=974756174275033127&amp;postID=5644755564102305759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5644755564102305759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/974756174275033127/posts/default/5644755564102305759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://claudiomartinotti.blogspot.com/2011/01/lelettorato-elvetico-il-13-febbraio.html' title='L&apos;elettorato elvetico il 13 febbraio voterà su un&apos;iniziativa che mira a ridurre l&apos;accesso alle armi. L&apos;esito sarà molto significativo'/><author><name>Claudio Martinotti Doria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14978432396818669906</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_9n9JO_cSl-g/R12aUBBpHPI/AAAAAAAAAAU/fF-EHHykOQw/S220/ClaudioMartinotti.jpeg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TUAbu_6ti-I/AAAAAAAABNw/5MYFkH-N4_8/s72-c/Claudio%2Bseduto%2Bin%2Bpoltrona%2Bsorridente.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-974756174275033127.post-3467289273163333586</id><published>2011-01-16T05:59:00.000-08:00</published><updated>2011-01-16T06:02:07.168-08:00</updated><title type='text'>L'uguaglianza? Una panzana</title><content type='html'>Frédéric Bastiat – “Lo Stato (e la democrazia) è la grande illusione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Il Fatto Quotidiano  &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Massimo Fini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TTL6E2GJo7I/AAAAAAAABNo/AuGSkHvgdT8/s1600/Massimo%2BFini.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 99px; height: 99px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9n9JO_cSl-g/TTL6E2GJo7I/AAAAAAAABNo/AuGSkHvgdT8/s400/Massimo%2BFini.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562783450903716786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su Libero di mercoledì, il giorno prima che la Corte costituzionale decidesse sul “legittimo impedimento”, Franco Bechis portava il suo contributo alla Causa affermando che il principio per cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge è “un’assoluta panzana“. La legge, dice, non è, e non è mai stata, uguale per tutti. E cita i privilegi di cui godono deputati e senatori, alcuni garantiti costituzionalmente, dall’articolo 68, altri di nuovo conio. Quindi dice Bechis che ci scandalizziamo a fare per il “legittimo impedimento”, dato che la legge non è, e non è mai stata, uguale per tutti? Privilegio più o privilegio meno che importa visto che il principio di uguaglianza è già stato intaccato e proprio dalla Costituzione?  Chi pone quindi il principio dell’uguaglianza contro leggi tipo “legittimo impedimento” o “lodo Alfano” è un ipocrita.&lt;br /&gt;Fin qui Bechis. Cui si potrebbe far notare che i nostri Padri costituenti quando nel 1948 vararono l’articolo 68 con le sue guarentigie per i parlamentari avevano in mente un’altra classe politica. Erano uomini con una mentalità e una moralità ottocentesca, quando onestà, rigore, pudore erano valo
