Roma

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da un dipendente pubblico sospeso dal lavoro e dallo stipendio per non essersi vaccinato. Il tribunale ha motivato così la sentenza: "La privazione della retribuzione provoca danni gravi e irreparabili".

Il dipendente no vax sospeso da lavoro e dalla retribuzione dovrà essere retribuito. Il ricorso che aveva presentato per chiedere l'annullamento del provvedimento notificato lo scorso 4 gennaio e che lo sospendeva dal servizio e dalla retribuzione fino a che non avesse completato il ciclo vaccinale è stato accolto dal tribunale amministrativo.

Tar: "Sospendere la retribuzione comporta un danno grave e irreparabile"

Nell'accogliere l'istanza cautelare il Tar ha motivato: "Sospendere la retribuzione, unica forma di sostentamento di vita, presenta infatti profili di dannosità grave e irreparabile".

L'uomo aveva anche chiesto l'annullamento dell'obbligo di certificazione verde per una determinata categoria di lavoratori. In merito alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, è stata fissata l'udienza per la trattazione collegiale il prossimo 25 febbraio.